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Controlli Agenzia Entrate familiari e conviventi: le novità

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura

Negli ultimi tempi l’attività di verifica dell’Agenzia delle Entrate si è notevolmente implementata, potendo far leva anche su strumenti digitali avanzati per effettuare controlli sui conti correnti dei contribuenti. I controlli dell’Agenzia delle Entrate sul conto corrente rappresentano ad oggi uno dei principali strumenti per individuare situazioni sospette o anomale.

Come ha chiarito l’ordinanza n. 16850/2024 della Corte di Cassazione, l’Agenzia delle Entrate può consultare le informazioni dei conti correnti dei contribuenti e in caso di sospetta evasione fiscale, queste verifiche sono volte ad accertare la veridicità e correttezza dei dati riportati in sede di dichiarazione dei redditi, ed eventualmente il contribuente può essere chiamato a fornire spiegazioni. Come ha chiarito la Cassazione, in caso di accertamenti bancari, il Fisco ha la possibilità di effettuare dei controlli anche sui conti correnti dei conviventi, familiari e soci.

Controlli Agenzia Entrate familiari e conviventi

Il fisco ha la piena facoltà di consultare ogni dato che riguarda i contribuenti, comprese le informazioni bancarie. In caso di anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate può chiedere chiarimenti, come chiarito dall’ordinanza 16850/2024 della Cassazione.

I poteri dell’Amministrazione finanziaria sono rinvenibili nell’art. 32, comma 1, n. 2 del D.P.R. 600/1973, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi. La legge prevede che le movimentazioni bancarie si presumono collegate a operazioni imponibili se il contribuente non è in grado di dimostrare che movimentazioni non hanno rilevanza fiscale o che ne ha già tenuto conto in dichiarazione dei redditi. E’ il contribuente a dover dimostrare in maniera documentale che quanto oggetto di accertamento da parte del Fisco, è pienamente rispettoso delle norme fiscali e non rappresenta un’evasione fiscale.

Con l’Anagrafe dei rapporti finanziari, i controlli del Fisco si sono velocizzati mediante il database che contiene tutte le informazioni possibili relative a conti correnti, ma anche agli investimenti, ai depositi, alle carte prepagate e a molto altro. Pertanto, grazie ai controlli incrociati, l’Agenzia delle entrate riesce a individuare prima eventuali trasgressori.

L’accesso al conto corrente del contribuente è legato ad un accertamento bancario e il Fisco può inoltre estendere i controlli ai conti di persone collegate al contribuente, come soci, conviventi e familiari. Come ha spiegato l’ordinanza della Cassazione n. 13761/2025, ciò può avvenire soltanto se ci sono sospetti di un’intestazione fittizia del conto.

Il Fisco può pertanto estendere i controlli al coniuge, al convivente o ad altri familiari nel caso abbia bisogno di accertamenti più approfonditi.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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