Cos'è il cassetto fiscale, come accedervi e cosa cambia nel 2026: nuova Delega Unica, avvisi di accertamento e liquidazione online.
Guida aggiornata a luglio 2026: cos’è il cassetto fiscale, come accedervi con SPID, CIE o CNS, come funziona oggi la delega al commercialista e quali nuovi documenti arrivano nella sezione “L’Agenzia scrive”.
L’Agenzia delle Entrate definisce il cassetto fiscale come il servizio telematico che consente ai contribuenti la consultazione sicura delle proprie informazioni fiscali. Grazie a questo strumento digitale, i contribuenti possono gestire autonomamente i propri documenti fiscali, senza la necessità di rivolgersi direttamente agli uffici o di richiedere copie cartacee. Lo scopo primario del servizio è permettere a tutti i contribuenti, siano essi persone fisiche o soggetti titolari di partita IVA, di accedere in modo centralizzato e autonomo alle informazioni che li riguardano.
Ad esempio, accedendo a questo servizio puoi trovare le dichiarazioni dei redditi che hai inviato, ma anche i pagamenti dei modelli F23 ed F24. Infine, puoi verificare la presenza di comunicazioni di irregolarità e delle certificazioni uniche ricevute. La consultazione della propria situazione fiscale può essere svolta direttamente dal contribuente, oppure attraverso delega nei confronti del proprio Commercialista di fiducia.

Cos’è il cassetto fiscale
Il “cassetto fiscale” è il servizio telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate che consente di consultare, in modo semplice, veloce e sicuro, le proprie informazioni fiscali: dichiarazioni dei redditi trasmesse, modelli F24 ed F23 pagati, certificazioni uniche, dati IVA e molto altro.
Come definito dalla stessa Agenzia delle Entrate, si tratta del servizio telematico che consente ai contribuenti la consultazione sicura delle proprie informazioni fiscali. Grazie a questo strumento digitale, chiunque, persona fisica o soggetto titolare di partita IVA, può gestire autonomamente i propri documenti fiscali, senza doversi rivolgere agli uffici o richiedere copie cartacee.
Negli ultimi mesi il contenuto informativo del servizio si è ampliato in modo significativo: oltre a dichiarazioni e pagamenti, il cassetto sta diventando anche uno strumento di monitoraggio degli atti di controllo e accertamento emessi nei confronti del contribuente.
Le informazioni consultabili
Attraverso il cassetto fiscale è possibile consultare una vasta gamma di informazioni. Tra le principali funzionalità disponibili:
- Dati anagrafici: indirizzo di residenza (o AIRE) e luogo di svolgimento dell’attività per le partite IVA individuali;
- Dichiarazioni fiscali: Modello 730, Modello Redditi, dichiarazioni IVA e IRAP, oltre alle informazioni sugli ISA;
- Iscrizione al VIES, per le partite IVA che operano con l’estero;
- Documenti di pagamento: modelli F24 e F23, utili anche per verificare la correttezza di eventuali comunicazioni di irregolarità ricevute;
- Rimborsi e crediti IVA, per semplificare la gestione delle liquidazioni periodiche.
I dati sono aggiornati in tempo reale, così da garantire sempre l’accesso alle informazioni più recenti sulla propria posizione fiscale, un vantaggio non secondario rispetto alla consultazione cartacea tradizionale. I contribuenti possono consultare le notifiche e le comunicazioni inviate e ricevute dall’Agenzia.
L’Agenzia scrive: avvisi bonari e lettere di compliance
All’interno del cassetto fiscale, la sezione “L’Agenzia scrive” sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel dialogo tra Fisco e contribuente. Raccoglie le comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate, tra cui le lettere informative legate alle attività di promozione della compliance (c.d. “lettere di compliance“), che segnalano eventuali anomalie riscontrate confrontando i dati in possesso dell’Agenzia con quelli dichiarati, sia per imprese e autonomi che per privati, spesso corredate da prospetti di dettaglio.
Vi rientrano anche le comunicazioni relative agli esiti dei controlli automatici delle dichiarazioni, ai sensi dell’art. 36-bis del DPR 600/73 per le imposte dirette e dell’art. 54-bis del DPR 633/72 per l’IVA, comunemente noti come “avvisi bonari“. Attraverso queste comunicazioni l’Agenzia persegue l’obiettivo di prevenire anomalie e promuovere la regolarizzazione spontanea, tramite dichiarazione integrativa o ravvedimento operoso. L’arrivo di nuove comunicazioni è segnalato con un avviso nell’area riservata e, per chi ha attivato il servizio, con notifica push sull’app IO.
Le novità 2026: avvisi di liquidazione e accertamento parziale automatizzato
Con il provvedimento n. 210791 del 16 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha ampliato in modo rilevante questo contenuto informativo, in attuazione dell’articolo 23 del D.Lgs. 1/2024. Da quando le nuove funzionalità saranno operative, la data sarà comunicata con apposito avviso, in “L’Agenzia scrive” saranno consultabili anche gli avvisi di liquidazione emessi ai sensi degli artt. 15 e ss. del DPR 601/73, tipicamente legati alle “imposte d’atto” come registro e ipocatastali (un caso frequente è la decadenza dai benefici prima casa), e gli avvisi di accertamento parziale “automatizzati” ex art. 41-bis del DPR 600/73, che scaturiscono da elaborazioni automatiche dei dati dell’anagrafe tributaria, ad esempio redditi non dichiarati soggetti a ritenuta. Sono inclusi anche i relativi provvedimenti di autotutela, totale o parziale.
Accanto a ciascun atto sarà visibile lo stato del relativo iter procedimentale, con dodici possibili indicazioni: dalla notifica alla definizione con pagamento (art. 15 D.Lgs. 218/97 o art. 17 D.Lgs. 472/97, con o senza ricorso), dalla mancata opposizione alla notifica fino alla definizione tramite pace fiscale, tregua fiscale o accertamento con adesione, passando per l’eventuale autotutela (totale o parziale) e la presenza di un contenzioso, fino alla sentenza passata in giudicato. Gli atti sono disponibili dal giorno successivo a quello in cui l’ufficio trasmette la data di notifica; le informazioni sullo stato procedimentale seguono la stessa logica.
Un aspetto pratico da tenere presente: la visibilità dell’atto nel cassetto fiscale ha una funzione puramente conoscitiva e non incide sulla decorrenza dei termini di impugnazione, che restano legati alla notifica ordinaria dell’atto secondo le regole ordinarie.
Esclusione dei professionisti delegati
Un punto che riguarda direttamente chi opera con delega: in fase di prima applicazione, la consultazione di questi nuovi avvisi è consentita esclusivamente al contribuente, ai suoi rappresentanti legali (tutori, amministratori di sostegno, curatori speciali, genitori di minorenni) e alle persone di fiducia preventivamente autorizzate secondo le regole del provvedimento n. 332731 del 22 settembre 2023. I professionisti delegati, commercialisti, consulenti del lavoro, CAF, non potranno visualizzare questi atti tramite le tradizionali deleghe di accesso al cassetto fiscale, nemmeno con la nuova Delega Unica che vedremo più avanti.
In pratica, per assistere il cliente su un avviso di liquidazione o di accertamento parziale automatizzato, il professionista dovrà farsi trasmettere il documento direttamente dal contribuente, oppure essere nominato “persona di fiducia” con la procedura dedicata, non basterà più la sola delega al cassetto.
Come accedere al cassetto fiscale
L’accesso all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, e quindi al cassetto fiscale, è regolato da precise modalità di autenticazione, differenziate per tipologia di utente e allineate agli standard nazionali di identità digitale. Le regole non sono uguali per tutti: cambiano a seconda che si tratti di un cittadino privato, di un professionista o di un’impresa, oppure di chi accede per conto di un’altra persona in qualità di rappresentante legale o persona di fiducia.
Questa distinzione non è solo formale: come vedremo più avanti, proprio sulla base della categoria di appartenenza cambia anche cosa sia possibile consultare all’interno del cassetto, soprattutto per quanto riguarda i nuovi avvisi introdotti nel 2026. Vediamo nel dettaglio le tre modalità di accesso previste.

Accesso per cittadini
L’accesso all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, e quindi al cassetto fiscale, segue modalità di autenticazione precise, allineate agli standard nazionali di identità digitale.
I cittadini privati accedono esclusivamente tramite una delle tre modalità universali riconosciute dall’intera Pubblica Amministrazione:
- SPID, di livello di sicurezza 2 o superiore, ottenibile gratuitamente o a pagamento presso un Identity Provider abilitato, con documento di riconoscimento, tessera sanitaria, email e numero di cellulare personali. Possono richiederlo anche i cittadini stranieri residenti in Italia con permesso di soggiorno valido;
- CIE, tramite il PIN completo della carta e l’app “CIE ID”, oppure un lettore di smart card;
- CNS, smart card o chiavetta USB con certificato digitale, tramite lettore dedicato e driver installati.
Ottenuta l’identità digitale, non serve alcuna registrazione aggiuntiva ai servizi telematici dell’Agenzia.
Accesso per professionisti e imprese
Professionisti (intermediari fiscali) e imprese godono di maggiore flessibilità. Possono utilizzare le stesse credenziali universali valide per i cittadini, SPID, CIE o CNS, oppure continuare a servirsi delle credenziali specifiche rilasciate dall’Agenzia delle Entrate: Entratel, Fisconline o Sister, anche richiedendone di nuove se non già in possesso.
Questa possibilità resta valida fino alla data che sarà stabilita da un apposito decreto attuativo del Codice dell’Amministrazione Digitale, decreto che, ad oggi, non risulta ancora emanato: chi utilizza queste credenziali può quindi continuare a farlo senza scadenze imminenti. Anche le persone fisiche titolari di partita IVA, pur non essendo intermediari, possono richiedere e utilizzare le credenziali Fisconline dell’Agenzia.
Accesso per rappresentanti e persone di fiducia
Soggetti che agiscono per conto di altre persone fisiche, tutori, curatori speciali, amministratori di sostegno, genitori esercenti la responsabilità genitoriale su figli minorenni, oppure persone di fiducia appositamente designate, possono accedere ai servizi online nell’interesse del rappresentato. L’accesso avviene con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS, previa abilitazione ottenuta tramite una procedura dedicata presso l’Agenzia, disciplinata dal provvedimento n. 332731 del 22 settembre 2023.
Questa figura, storicamente pensata per chi ha oggettive difficoltà ad accedere autonomamente, ha acquisito un rilievo nuovo con le novità 2026: come visto in precedenza, è oggi anche l’unica via, insieme all’accesso diretto del contribuente, per consultare i nuovi avvisi di liquidazione e accertamento parziale automatizzato, dato che la delega al commercialista, per ora, non basta.
La delega al commercialista: la Delega Unica
Per la gestione ordinaria della propria posizione fiscale, la maggior parte dei contribuenti delega il proprio commercialista alla consultazione del cassetto fiscale. È un aspetto particolarmente rilevante per le aziende, che spesso preferiscono affidare interamente questa gestione al professionista di fiducia piuttosto che occuparsene in prima persona.
Dall’8 dicembre 2025, però, questo meccanismo è cambiato in modo sostanziale con l’introduzione della Delega Unica, prevista dall’articolo 21 del D.Lgs. 1/2024 e disciplinata dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 2 ottobre 2024. Non si tratta di un semplice restyling procedurale: cambiano le modalità di conferimento, la logica stessa della delega, che diventa multi-servizio anziché legata al singolo adempimento, e il destino delle deleghe rilasciate con le vecchie regole, come vedremo nel dettaglio.
Come si conferisce oggi
La Delega Unica sostituisce le vecchie deleghe “a silos”, una per ciascun servizio, come cassetto fiscale, fatture e corrispettivi, dati ISA/CPB o servizi di Agenzia delle Entrate-Riscossione, con un unico conferimento che abilita più servizi contemporaneamente e ne uniforma le scadenze.
Il conferimento avviene esclusivamente per via telematica. Il contribuente può attivarla direttamente, con SPID, CIE o CNS, indicando l’intermediario e i servizi da abilitare; in alternativa, può farla comunicare dall’intermediario stesso, previa firma elettronica del contribuente (anche firma elettronica avanzata tramite CIE, utilizzabile anche dai titolari di partita IVA). Non esiste più la modalità cartacea con consegna della delega sottoscritta allo sportello o invio del codice di attivazione per posta, in uso fino al 2025. Ogni contribuente può delegare al massimo due intermediari abilitati contemporaneamente.
Durata e revoca
La Delega Unica ha una durata standard: scade il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di conferimento, salvo revoca o rinnovo anticipato. Ad esempio, una delega attivata nel 2026 resterà efficace fino al 31 dicembre 2030.
La revoca può essere comunicata in qualsiasi momento, con le stesse modalità telematiche previste per il conferimento, direttamente dal contribuente tramite l’area riservata, oppure tramite l’intermediario con la relativa firma. Una volta trasmessa la revoca, l’intermediario perde immediatamente l’accesso al cassetto fiscale e agli altri servizi coperti dalla delega. È bene ricordare che, se il contribuente conferisce una nuova delega a un intermediario che ne possedeva già una attivata con le vecchie modalità, quest’ultima viene automaticamente revocata: un aspetto da tenere presente nella gestione dello studio.
Cosa succede alle deleghe rilasciate con le vecchie modalità
Chi possiede già una delega al cassetto fiscale conferita con le vecchie modalità non deve necessariamente correre a rifarla. Queste deleghe restano valide fino alla loro scadenza naturale, comunque non oltre il 28 febbraio 2027.
Si tratta di un termine già prorogato una volta: il provvedimento originario del 2 ottobre 2024 fissava la scadenza massima al 30 giugno 2026; il successivo provvedimento n. 225394 del 20 maggio 2025 l’ha spostata al 28 febbraio 2027, proprio per evitare che le deleghe conferite a ridosso dell’attivazione dei nuovi servizi perdessero validità prematuramente. Resta comunque consigliabile, per chi gestisce più clienti, valutare per tempo il passaggio alla Delega Unica: oltre a uniformare le scadenze, evita di ritrovarsi a febbraio 2027 a dover rinnovare in blocco tutte le deleghe in scadenza.
Tabella comparativa
Cosa vede oggi il commercialista nel tuo cassetto fiscale?
| Informazione | Contribuente | Commercialista delegato |
|---|---|---|
| Dichiarazioni dei redditi (730, Redditi, IVA, IRAP) | ✅ | ✅ |
| Modelli F24 e F23 | ✅ | ✅ |
| Avvisi bonari e lettere di compliance | ✅ | ✅ |
| Iscrizione VIES | ✅ | ✅ |
| Avvisi di liquidazione e accertamento parziale automatizzato (novità 2026) | ✅ | ❌* |
| Provvedimenti di autotutela collegati | ✅ | ❌* |
* In fase di prima applicazione. Il professionista può assistere il cliente se nominato “persona di fiducia”, oppure se il contribuente gli trasmette direttamente il documento.
Scarico massivo dei dati via API
Le novità di luglio 2026 non riguardano solo i nuovi avvisi consultabili. Con il provvedimento n. 200918 del 6 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha attivato una Piattaforma di interoperabilità API, che consente a contribuenti e intermediari delegati (abilitati Entratel o Fisconline) di acquisire dati, atti e comunicazioni anche in modalità massiva, collegando i propri sistemi gestionali direttamente a quelli dell’Agenzia — non più solo tramite consultazione manuale dell’area riservata.
Il primo servizio reso disponibile riguarda lo scarico massivo delle Certificazioni Uniche relative agli anni d’imposta 2024 e 2025. Per attivarlo occorre accedere al “Catalogo dei servizi di interoperabilità” nell’area riservata, presentare richiesta e aderire alle condizioni specifiche previste per ciascun servizio. Si tratta di uno strumento pensato soprattutto per gli studi professionali che gestiscono grandi volumi di clienti, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le operazioni ripetitive.
Cassetto fiscale e fatturazione elettronica
Il cassetto fiscale si integra con il servizio “Fatture e corrispettivi”, che consente di gestire la fatturazione elettronica e i corrispettivi telematici. Attraverso questo servizio è possibile comunicare con il Sistema di Interscambio (SdI) per l’invio e la ricezione delle fatture, registrare l’indirizzo telematico prevalente — PEC o codice destinatario — per la ricezione automatica dei documenti, e gestire la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche secondo le normative vigenti.
Con la Delega Unica, di cui abbiamo parlato in precedenza, la gestione di entrambi i servizi è oggi più semplice: un’unica delega può abilitare contemporaneamente l’accesso al cassetto fiscale e al portale “Fatture e corrispettivi”, permettendo al professionista di seguire in modo integrato dichiarazione e fatturazione, senza dover attivare deleghe separate per ciascun servizio.
Cassetto fiscale per i residenti all’estero (AIRE)
L’accesso ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate può essere particolarmente utile anche per chi si è trasferito all’estero. Per chi risiede fuori dai confini nazionali, questo servizio, insieme all’estratto di ruolo, resta fondamentale per monitorare la propria posizione fiscale con l’Italia anche a distanza.
Cosa può vedere un non residente nel cassetto fiscale?
Le informazioni consultabili da un cittadino residente all’estero sono aggiornate in tempo reale e permettono un controllo totale sulla propria situazione patrimoniale e reddituale italiana. Nello specifico, il contribuente non residente può consultare:
- Dati anagrafici: verifica della correttezza dell’indirizzo di residenza (o AIRE) registrato a sistema.
- Dichiarazioni fiscali: lo storico dei Modelli 730 o Modello Redditi presentati.
- Pagamenti: i documenti di pagamento come i modelli F24 e F23, utili per certificare il corretto versamento di imposte come l’IMU su immobili posseduti in Italia.
- Avvisi e comunicazioni: l’accesso alla sezione “L’Agenzia scrive”, dove convergono avvisi bonari, lettere di compliance e comunicazioni di irregolarità.
L’importanza della PEC per la notifica degli atti
Anche da fuori Italia è possibile consultare i propri dati fiscali e inserire l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata per ricevere le comunicazioni in modo elettronico, evitando le problematiche legate alla consegna postale. Questo passaggio è cruciale per i soggetti AIRE: eleggere un domicilio digitale garantisce la ricezione certa e tempestiva di eventuali accertamenti, azzerando il rischio di perdere i termini per difendersi o pagare a rate a causa di disservizi postali internazionali. Per capire nel dettaglio come funziona questa procedura legale, ti invitiamo a leggere il nostro approfondimento sulla notifica di atti a soggetti non residenti.
La delega al Commercialista dall’estero
Per chi vive stabilmente all’estero, delegare un commercialista di fiducia alla consultazione del cassetto fiscale è spesso una scelta obbligata più che una comodità. Con la Delega Unica, questa delega può oggi essere conferita interamente per via telematica, senza necessità di rientrare in Italia o gestire pratiche cartacee a distanza, un vantaggio non trascurabile per chi risiede fuori dal territorio nazionale.
Accesso al cassetto fiscale per figli minorenni e soggetti tutelati
Una delle esigenze più comuni per le famiglie è la gestione della posizione fiscale dei figli o dei familiari non autosufficienti. A questo proposito, soggetti che agiscono per conto di altre persone fisiche, tutori, curatori speciali, amministratori di sostegno, genitori esercenti la responsabilità genitoriale su figli minorenni, oppure persone di fiducia appositamente designate, possono accedere ai servizi online nell’interesse del rappresentato.
Come funziona l’accesso e l’abilitazione
Per loggarsi non serve creare nuove credenziali per il minore. L’accesso avviene con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS, previa abilitazione ottenuta tramite una procedura dedicata presso l’Agenzia, disciplinata dal provvedimento n. 332731 del 22 settembre 2023. Una volta entrato nella propria area riservata con la propria identità digitale, il genitore o tutore abilitato potrà “cambiare utenza” e operare per conto del soggetto tutelato.
Cosa permette di fare la delega al cassetto fiscale per genitori e tutori?
Ottenere l’accesso al cassetto fiscale del figlio minorenne o della persona sotto tutela è un’operazione estremamente utile per:
- Verificare e scaricare le spese mediche del figlio minorenne o del soggetto a carico precaricate nel sistema, un passaggio fondamentale per la compilazione della propria dichiarazione dei redditi.
- Controllare le comunicazioni fiscali o le ricevute relative a immobili, conti correnti o altri investimenti intestati al minore.
- Consultare, come novità del 2026, gli avvisi di liquidazione e accertamento parziale automatizzato. In fase di prima applicazione, la consultazione di questi nuovi avvisi è consentita esclusivamente al contribuente, ai suoi rappresentanti legali (tutori, amministratori di sostegno, curatori speciali, genitori di minorenni) e alle persone di fiducia. Poiché i professionisti delegati non potranno visualizzare questi atti tramite le tradizionali deleghe, l’accesso diretto dei genitori o tutori diventa l’unico modo per monitorare tempestivamente la ricezione di queste comunicazioni.
Domande frequenti
No, non è uno strumento di pagamento: fornisce informazioni sui pagamenti effettuati e sulle imposte dovute, ma il versamento avviene tramite F24 sui canali dedicati.
Le informazioni sono generalmente conservate per diversi anni, in linea con le normative fiscali e di conservazione documentale.
Non ancora, con la sola delega al cassetto fiscale. In fase di prima applicazione, questi nuovi avvisi (provv. 210791/2026) sono visibili solo al contribuente, ai rappresentanti legali o a chi è stato nominato “persona di fiducia”.
Con la Delega Unica, attiva dall’8 dicembre 2025, la delega scade il 31 dicembre del quarto anno successivo al conferimento ed è revocabile in ogni momento.
Sì, restano valide fino alla scadenza naturale, comunque non oltre il 28 febbraio 2027.
Sì, la Delega Unica consente di delegare fino a due intermediari contemporaneamente.
Quando paghi tramite home banking o in posta, il flusso telematico impiega solitamente dai 3 ai 5 giorni lavorativi prima di essere recepito dall’Agenzia delle Entrate e diventare visibile nella tua area riservata.
Se non trovi una dichiarazione dei redditi (come il Modello 730 o Redditi) o un modello IVA, verifica prima di tutto con il tuo commercialista o CAF che l’invio telematico sia andato a buon fine e che la ricevuta di accettazione sia stata generata
Le informazioni, come dichiarazioni dei redditi e certificazioni uniche, sono generalmente conservate per diversi anni, in linea con le normative fiscali e di conservazione documentale.
Sì, dal luglio 2026 è attiva una Piattaforma di interoperabilità API che consente agli intermediari delegati di acquisire dati e atti anche in modalità massiva.