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Come vendere su Amazon: partita IVA, regime fiscale e corrispettivi

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
6 min di lettura
In sintesi

Quando serve la Partita IVA per vendere su Amazon, quale regime scegliere e se una SRL deve emettere scontrino sulle vendite.

Guida fiscale alla vendita su Amazon: quando la Risoluzione 274/E/2009 esonera dallo scontrino, quando scatta l’obbligo di Partita IVA e le soglie DAC7 da conoscere.


Vendere su Amazon richiede una distinzione preliminare tra piano commerciale scelto sulla piattaforma e inquadramento fiscale della vendita: sono due piani diversi, spesso confusi. Il piano individuale o professionale di Amazon regola solo il rapporto con il marketplace (costi, limiti operativi, funzionalità), non la posizione fiscale del venditore verso l’Agenzia delle Entrate. Chi vende beni fisici tramite Amazon, con contratto concluso online e consegna tradizionale, opera in regime di commercio elettronico indiretto: se l’attività è abituale, secondo l’art. 55 TUIR è necessaria la partita IVA, a prescindere dal piano Amazon utilizzato.

Sul fronte della certificazione delle vendite, la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 274/E del 2009 equipara queste operazioni alla vendita per corrispondenza, con conseguente esonero dall’obbligo di scontrino o documento commerciale, esonero che vale anche per le società di capitali. Restano fermi l’obbligo di registrazione dei corrispettivi giornalieri e, per i venditori privati, il monitoraggio DAC7 al superamento di 30 transazioni o 2.000 euro annui per piattaforma.

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Come funziona la vendita su Amazon: piano Individuale e Professionale

Per vendere su Amazon è necessario registrare un account venditore, scegliendo tra due piani commerciali con struttura di costo diversa. Il piano Individuale non prevede canone fisso: si paga una commissione di 0,99 euro per ogni articolo effettivamente venduto. È la soluzione più diffusa tra chi vende in modo saltuario o vuole testare il mercato prima di strutturarsi.

Il piano Professionale ha invece un costo fisso di 39 euro al mese, indipendentemente dal numero di vendite effettuate. In cambio, non pone limiti di quantità e sblocca funzionalità aggiuntive: gestione avanzata dell’inventario, accesso alle API di vendita, strumenti pubblicitari e possibilità di comparire nella Buy Box. Chi prevede volumi costanti trova conveniente questo piano già oltre le 40 vendite mensili, soglia oltre la quale il costo fisso supera quello variabile del piano Individuale.

A entrambi i piani si aggiunge la commissione di segnalazione, una percentuale sul prezzo di vendita che varia in base alla categoria merceologica, generalmente tra l’8% e il 15%. Per le categorie media (libri, musica, DVD, video, videogiochi, software) si applica inoltre una commissione di chiusura fissa per articolo, indipendente dal prezzo di vendita.

CaratteristicaPiano IndividualePiano Professionale
Canone mensileNessuno39 euro (IVA esclusa)
Costo per vendita0,99 euro/articoloNessuno (oltre alla commissione di segnalazione)
Limite di vendite mensiliNessun limite formale sulla piattaformaNessun limite
Accesso a Buy Box, API, pubblicitàNo

Deve essere precisato che il piano scelto su Amazon è una decisione puramente commerciale e non incide sull’inquadramento fiscale del venditore, aspetto affrontato nella sezione seguente.

Serve la Partita IVA per vendere su Amazon?

La risposta non dipende dal piano scelto su Amazon, ma dai criteri previsti dall’art. 55 del DPR n. 917/1986 (TUIR): l’esercizio abituale, anche se non esclusivo, di un’attività commerciale configura impresa e impone l’apertura della Partita IVA. Il criterio dell’abitualità prescinde dal fatturato: un’attività organizzata con continuità nel tempo obbliga alla Partita IVA anche con ricavi contenuti.

Diverso è il caso della vendita occasionale: priva di organizzazione stabile e non ripetuta nel tempo, non richiede l’apertura della Partita IVA. I proventi vanno comunque dichiarati come redditi diversi in sede di dichiarazione dei redditi. La distinzione tra occasionalità e abitualità si gioca sulla continuità dell’attività, non sul numero di vendite in senso stretto: anche poche vendite, se organizzate e ripetute con regolarità, possono configurare esercizio d’impresa.

Va qui chiarito un equivoco frequente: il piano Individuale di Amazon, pur pensato per volumi contenuti, non è un parametro fiscale. È possibile restare formalmente sotto le soglie operative del piano Individuale e comunque risultare fiscalmente un’attività abituale, se l’organizzazione della vendita (gestione continuativa di un catalogo, rifornimento costante, promozione) lo dimostra. Per un quadro completo dei limiti operativi legati alla vendita da privato, si veda l’approfondimento su i limiti operativi e gli obblighi DAC7 per chi vende senza Partita IVA.

A questo si aggiunge un livello di controllo distinto dalla qualificazione fiscale dell’attività: la direttiva DAC7, recepita con il D.Lgs. n. 32/2023. Superate le soglie di 30 transazioni o 2.000 euro di corrispettivi annui sulla singola piattaforma, Amazon è tenuta a comunicare i dati del venditore all’Agenzia delle Entrate. Il superamento delle soglie DAC7 non genera automaticamente l’obbligo di Partita IVA, ma aumenta la tracciabilità delle vendite ai fini di eventuali controlli successivi.

SituazionePartita IVAObbligo dichiarativo
Vendita occasionale, non organizzataNon necessariaRedditi diversi in dichiarazione
Vendita abituale e continuativaObbligatoria (art. 55 TUIR)Regime IVA e imposte sui redditi d’impresa
Superamento soglie DAC7 (30 transazioni/2.000 euro)Non implica automaticamente l’obbligoComunicazione dati alla piattaforma e all’Agenzia delle Entrate

Chi apre la Partita IVA per vendere su Amazon deve poi completare gli adempimenti di avvio dell’attività: iscrizione al Registro Imprese, indicazione della Partita IVA sul sito o sull’account venditore, eventuale SCIA e iscrizione VIES per le vendite intracomunitarie. Questi passaggi sono trattati nel dettaglio nella sezione dedicata di E-commerce: regime IVA vendite online, a cui si rimanda per non duplicare i contenuti qui.

Prima di avviare l’attività, specie quando il confine tra occasionalità e abitualità non è netto, è opportuna una verifica preventiva della propria posizione, prima che l’attività assuma carattere di abitualità agli occhi del Fisco.

Quale regime fiscale scegliere per vendere su Amazon

Una volta aperta la Partita IVA, la scelta del regime fiscale condiziona in modo diretto il carico fiscale e gli adempimenti da gestire. Per chi vende online le opzioni principali sono due: il regime forfettario e la contabilità semplificata od ordinaria.

Il regime forfettario è applicabile fino alla soglia di 85.000 euro di ricavi annui, con tassazione sostitutiva al 5% per i primi cinque anni di attività, in presenza dei requisiti previsti, e al 15% successivamente. I costi sostenuti non sono deducibili analiticamente ma forfettariamente, secondo il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO dell’attività. È generalmente indicato per chi opera con volumi contenuti o con una struttura dei costi semplice, dove la deduzione forfettaria non penalizza il risultato economico rispetto alla deduzione analitica.

La contabilità semplificata (o ordinaria, in base ai requisiti dimensionali) è invece il regime naturale per chi supera le soglie del forfettario o gestisce un magazzino prodotti con volumi significativi, come avviene spesso per chi utilizza la logistica Amazon FBA. Comporta l’applicazione dell’IVA sulle vendite, l’obbligo di fatturazione elettronica quando dovuta e la tenuta della contabilità IVA. Il regime naturale segue le regole ordinarie in materia di corrispettivi e fatturazione, approfondite nella sezione successiva.

RegimeSoglia di accessoTassazioneDeduzione costi
Forfettario85.000 euro di ricavi annui5% primi 5 anni, poi 15%Forfettaria (coefficiente redditività)
Contabilità semplificata/ordinariaOltre le soglie del forfettario o su opzioneIRPEF/IRES ordinariaAnalitica

La scelta concreta dipende da fatturato previsto, struttura dei costi (in particolare l’incidenza dei costi di acquisto merce e delle commissioni Amazon) e modalità operativa, come la gestione diretta della logistica o l’utilizzo di FBA. Per i requisiti di accesso e permanenza nel regime forfettario, comprese le cause ostative, si rimanda alla guida su requisiti di accesso e permanenza nel regime forfettario.

Serve lo scontrino per vendere su Amazon? Corrispettivi e IVA

Chi vende beni fisici su Amazon opera, ai fini IVA, nel regime di commercio elettronico indiretto: il contratto si perfeziona online, ma la consegna avviene tramite i canali tradizionali (corriere, vettore). Con la Risoluzione n. 274/E del 5 novembre 2009, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che queste operazioni sono assimilabili alle vendite per corrispondenza, disciplina che comporta specifiche semplificazioni sul fronte della certificazione fiscale.

Da questa assimilazione discende l’esonero, previsto dall’art. 2, lett. oo), del DPR n. 696/1996, dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino, ricevuta fiscale o documento commerciale. Il venditore non deve quindi rilasciare alcun documento fiscale al cliente per ogni singola vendita effettuata tramite il marketplace, salvo il caso descritto più sotto.

Resta però fermo un obbligo distinto e non eliminabile: l’annotazione dei corrispettivi giornalieri delle vendite, IVA compresa, nel registro previsto dall’art. 24 del DPR n. 633/1972. La registrazione va effettuata entro il giorno non festivo successivo a quello di effettuazione dell’operazione, con riferimento al giorno in cui la vendita è avvenuta.

La fattura, diversamente dallo scontrino, non è mai esclusa in modo assoluto: l’art. 22, comma 1, n. 1), del DPR n. 633/1972 prevede l’esonero dall’emissione salvo che sia il cliente stesso a richiederla, non oltre il momento di effettuazione dell’operazione. La fattura resta inoltre sempre obbligatoria quando l’acquirente è un altro soggetto passivo IVA, cioè nelle vendite B2B.

Un punto va precisato per evitare fraintendimenti frequenti nella pratica: l’esonero da scontrino e documento commerciale si applica a prescindere dalla forma giuridica del venditore. Vale per la ditta individuale, per le società di persone e anche per le società di capitali, inclusa una SRL. Non è quindi un beneficio riservato ai soggetti in regime forfettario o alle attività individuali di minori dimensioni: una SRL che vende beni fisici tramite Amazon in modalità e-commerce indiretto rientra nello stesso esonero, perché la qualificazione della vendita come operazione per corrispondenza non dipende dalla struttura societaria del venditore, ma dalla natura dell’operazione.

SituazioneScontrino/documento commercialeFatturaRegistro corrispettivi
Vendita B2C, e-commerce indiretto (es. Amazon)Esonero (art. 2 lett. oo DPR 696/96)Solo se richiesta dal cliente prima dell’operazioneObbligatorio (art. 24 DPR 633/72)
Vendita B2B (cliente soggetto passivo IVA)Non applicabileSempre obbligatoriaNon applicabile (operazione fatturata)
Forma giuridica del venditore (ditta individuale, SRL, ecc.)Irrilevante ai fini dell’esoneroIrrilevante ai fini dell’esoneroIrrilevante ai fini dell’esonero

Per la disciplina completa, inclusi il trattamento delle note di credito sui resi e i casi particolari legati all’e-commerce diretto, si rimanda a la disciplina completa su registro dei corrispettivi, note di credito e casi particolari.

Contributi INPS per chi vende su Amazon come impresa individuale

Chi avvia un’attività di commercio elettronico come ditta individuale è generalmente tenuto all’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. L’obbligo prescinde dall’utile effettivamente conseguito: è collegato all’esercizio abituale e prevalente dell’attività commerciale, lo stesso criterio già visto per l’apertura della Partita IVA.

Per il 2026, secondo la Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, il reddito minimale su cui calcolare i contributi è fissato a 18.808 euro. Su questa base è dovuto un contributo fisso di 4.611,64 euro annui, versato anche in assenza di utili o con un reddito inferiore al minimale. Sulla quota di reddito eccedente il minimale si applica un’aliquota del 24,48%, che sale al 25,48% per la parte di reddito superiore a 56.224 euro.

Chi invece opera tramite società di capitali, come una SRL, segue un inquadramento contributivo diverso: non è prevista un’iscrizione automatica alla Gestione Commercianti in capo alla società, mentre la posizione contributiva dei soci dipende dal ruolo effettivamente svolto (amministratore, socio lavoratore con mansioni operative, socio meramente capitalista). Questo aspetto va valutato caso per caso in base all’attività concretamente prestata dal socio nell’impresa.

VoceImporto 2026
Reddito minimale18.808 euro
Contributo fisso sul minimale4.611,64 euro annui
Aliquota fino a 56.224 euro24,48%
Aliquota oltre 56.224 euro25,48%

Cosa non si può vendere su Amazon

Alcune categorie di prodotti sono escluse in modo assoluto dalla vendita sul marketplace, indipendentemente dal piano venditore scelto. Rientrano tra i beni vietati, tra gli altri: droghe e sostanze stupefacenti, armi da fuoco e munizioni, farmaci soggetti a prescrizione medica, tabacco, biglietti della lotteria. Si tratta di restrizioni legate a normative di settore o a policy interne della piattaforma, non a valutazioni discrezionali caso per caso.

Diverso è il caso delle categorie soggette ad approvazione preventiva: qui la vendita non è vietata in assoluto, ma richiede una verifica da parte di Amazon prima della messa online del prodotto. Rientrano in questa fascia, a titolo esemplificativo, gioielli, alcuni prodotti alimentari e determinati dispositivi elettronici. La procedura di approvazione serve a garantire agli acquirenti standard minimi di autenticità e sicurezza, ed è distinta e indipendente dagli adempimenti fiscali trattati nelle sezioni precedenti.

Consulenza fiscale online

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Confondere i limiti operativi del piano Amazon con i criteri fiscali di abitualità è un errore frequente che espone a contestazioni per Partita IVA omessa o inquadramento errato del regime. Una verifica della tua posizione, con i volumi e la struttura dei costi reali, permette di scegliere il regime fiscale corretto fin dall’avvio dell’attività.

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Domande frequenti

Cosa succede se supero le soglie DAC7 vendendo su Amazon?

Amazon comunica i tuoi dati anagrafici e le transazioni all’Agenzia delle Entrate, come previsto dal D.Lgs. n. 32/2023. Il superamento delle soglie di 30 transazioni o 2.000 euro annui non genera di per sé un obbligo di Partita IVA, ma aumenta la tracciabilità delle vendite ai fini di eventuali controlli sull’abitualità dell’attività.

Devo sempre emettere fattura per le vendite su Amazon?

No. Nel commercio elettronico indiretto la fattura è dovuta solo se richiesta dal cliente prima del completamento dell’operazione (art. 22, comma 1, n. 1, DPR 633/1972), oppure sempre nelle vendite verso altri soggetti passivi IVA (B2B).

L’esonero dallo scontrino vale anche per una SRL che vende su Amazon?

Sì. L’esonero previsto dall’art. 2, lett. oo), del DPR n. 696/1996 per le vendite per corrispondenza si applica a prescindere dalla forma giuridica del venditore, quindi anche a una società di capitali come la SRL, e non solo a ditte individuali o professionisti.

Il piano Individuale di Amazon equivale a vendita occasionale ai fini fiscali?

No. Il piano Individuale è una scelta commerciale della piattaforma, non un parametro fiscale. Un’attività può risultare abituale ai sensi dell’art. 55 TUIR, con obbligo di Partita IVA, anche restando entro i limiti operativi del piano Individuale, se organizzata con continuità nel tempo.

Chi vende su Amazon deve comunque tenere un registro delle vendite?

Sì. Anche in presenza dell’esonero dallo scontrino, resta obbligatoria l’annotazione dei corrispettivi giornalieri, IVA compresa, nel registro previsto dall’art. 24 del DPR n. 633/1972, entro il giorno non festivo successivo alla vendita.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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