La Legge Beckham è un decreto legge spagnolo (Decreto reale n. 687/2005, conv. Legge n. 35/2006, art. 93) introdotto nel 2005 e successivamente abrogato a partire dal 2010. Per comprendere questa normativa occorre analizzare le disposizioni riguardanti l’imposta sul reddito delle persone fisiche (c.d. “LIRPF”). Il Decreto originario prevedeva un’aliquota di tassazione al 24% (anziché del 43%) per i lavoratori stranieri residenti in Spagna per i primi cinque anni di residenza fiscale.

Questa disposizione è stata, successivamente, reintrodotta con la riforma fiscale spagnola promossa dal governo Rajoy (Legge n. 26/2014), che ha radicalmente modificato il regime speciale per i c.d. lavoratori impatriati in Spagna (c.d. “impatriados“). La principale differenza sta nel fatto che, attualmente, questa agevolazione è applicabile esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente fino alla soglia di 600.000 euro.

Nella sua prima applicazione questa normativa di favore è stata introdotta per favorire l’ingresso nel paese di lavoratori altamente qualificati. Tuttavia, almeno fino al 2010 la norma ha finito per attrarre principalmente giocatori di calcio professionisti dall’estero. Il soprannome di questa norma, infatti, “Legge Beckham” deriva proprio dal famoso calciatore David Beckham, fra i primi ad avvalersi dei benefici della legge. Dal 2014 (post riforma) questa normativa prevede che le persone fisiche che acquisiscono la residenza fiscale spagnola possono optare per un regime speciale che prevede l’applicazione dell’aliquota di imposta del 24% destinata solitamente ai soggetti non residenti. Questo regime può essere usufruito esclusivamente per i primi cinque periodi di imposta. Di seguito andiamo ad analizzare le principali caratteristiche di questa disposizione legislativa opzionale presente nel regime tributario spagnolo.

Per approfondire: “Regimi fiscali per impatriati: i 6 più attraenti“.

Chi può applicare la Legge Beckam in Spagna?

Come per molti regimi fiscali anche la Spagna (come l’Italia) prevede come regola generale che chiunque trascorra oltre 183 giorni (nell’anno) in Spagna è considerato soggetto ivi fiscalmente residente. Questo significa, indirettamente, che tale soggetto è tenuto a pagare le imposte in Spagna su tutti i propri redditi, ovunque prodotti.

La Legge Beckham (Legge n. 36/2006) ha previsto una deroga a questo principio generale, secondo la quale un individuo trasferito in Spagna ha la possibilità di scegliere se:

  • Essere tassato come residente fiscale in Spagna, ed essere assoggettato a tassazione su tutti i suoi redditi, ovunque prodotti, con tassazione spagnola LIRPF;
  • Essere tassato come soggetto non residente in Spagna, per vedersi tassare in Spagna solo i redditi di fonte spagnola con un’aliquota che adesso è del 24% fino alla soglia di 600.000 euro di reddito.

Questa scelta deve essere effettuata al momento dell’arrivo in Spagna ed è vincolante per i successivi cinque anni. Sostanzialmente con il regime dei non residenti il soggetto impatriato paga in Spagna soltanto le imposte sui redditi di fonte spagnola (con aliquota ridotta del 24%), mentre rimangono esenti i redditi di fonte estera. Il decreto in commento dal 2014 esclude espressamente dal proprio ambito di applicazione i calciatori professionisti. Se tassato come residente, il soggetto impatriato in Spagna sarebbe soggetto alla imposta sul reddito Spagnola che viene di solito prelevata alla fonte ad un’aliquota che va dal 24% al 45%.

Quali sono i requisiti per l’applicazione della Legge Beckam in Spagna?

Gli individui che, per la prima volta nell’arco di dieci anni, si trasferiscono nel territorio spagnolo possono godere di un regime opzionale legato agli impatriati, con una tassazione ridotta per i soli redditi di fonte spagnola. I requisiti da rispettare per poter beneficiare di questo regime li troviamo all’art. 93 LIRPF, e sono i seguenti:

  • Non essere stati residenti in Spagna durante i 10 anni precedenti;
  • Che il trasferimento di residenza in Spagna avvenga in conseguenza di:
    • Un contratto di lavoro sottoscritto con una società spagnola;
    • L’incarico di amministratore di una società spagnola, facendo attenzione a non possedere partecipazioni societarie superiori al 25% della stessa società;
  • Non percepire redditi qualificabili come derivanti da una stabile organizzazione situata sul territorio spagnolo.

I vantaggi della Legge Beckam per i redditi di fonte spagnola

Il regime di vantaggio per i soggetti impatriati in Spagna comporta la determinazione dell’imposta LIRPF da versare sulla base dei redditi percepiti da fonte spagnola, come se si trattasse di redditi di fonte estera. Con maggiore dettaglio, la tassazione agevolata è la seguente:

  • Ai redditi percepiti da fonte spagnola aventi qualifica di retribuzione o salario, è prevista l’applicazione delle seguenti aliquote progressive:
    • Fino a 600.000 euro di reddito, aliquota di imposta LIRPF del 24%;
    • Oltre i 600.001 euro di reddito, aliquota di imposta LIRPF del 45%.
  • Ai redditi percepiti da fonte spagnola aventi qualifica di dividendi, interessi, plusvalenze, l’art. 25.1 LIRPF, è prevista l’applicazione delle seguenti aliquote:
    • Fino a 6.000 euro, aliquota di imposta LIRPF del 19%;
    • Da 6.001 a 44.000 euro, aliquota di imposta LIRPF del 21%;
    • Oltre questa soglia, aliquota di imposta LIRPF del 23%.

Come si richiede l’agevolazione Beckam in Spagna?

La richiesta di applicazione della Legge Beckham in Spagna, ai sensi dell’art. 116 LIRPF deve essere presentata entro 6 mesi dalla data di inizio dell’attività lavorativa in Spagna che corrisponde, di fatto, alla data di registrazione alla Seguirdad Social Spagnola.

Condizione preliminare è che il soggetto richiedente risulti altresì inscritto nel Censo dei contribuenti in Spagna (tramite la presentazione del Modello 030 presso la Agencia Tributaria). Secondo la normativa, l’Amministrazione fiscale spagnola ha un termine di 10 giorni dal ricevimento del richiesta. Tuttavia, in pratica di solito impiegano 1-2 mesi.

Qual’è la durata dell’agevolazione?

La durata dell’agevolazione è di 6 anni (5 anni più l’anno in cui viene acquisita la residenza fiscale in Spagna). In questo senso, se il distacco avviene a marzo 2021, ad esempio, la durata del lo schema includerà gli anni dal 2021 al 2026.

Ci sono degli svantaggi applicando questa normativa?

Ci sono 2 possibili svantaggi legati a questo regime fiscale. In particolare:

  • Non è possibile detrarre le spese o applicare esenzioni (ad esempio, l’indennità di licenziamento non è esente) o le riduzioni del regime generale;
  • Questa normativa potrebbe comportare un carico fiscale più elevato all’estero dal momento che non si rendono applicabili le Convenzioni contro le doppie imposizioni.

Legge Beckam in Spagna FAQ

Quando deve essere dichiarata l’imposta sul reddito delle persone fisiche in Spagna?

Il termine per il deposito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per il contribuenti ai sensi della legge Beckham è lo stesso del resto dei contribuenti (in generale tra aprile e giugno di ogni anno). Tuttavia, esiste un modulo speciale (modulo 151) di dichiarazione dell’imposta.

La minore tassazione viene applicata dal datore di lavoro?

Il datore di lavoro dovrà trattenere come se il contribuente / lavoratore fosse un non residente, cioè a ritenuta alla fonte del 24% (o del 45% se la retribuzione da lavoro supera i 600.000 euro all’anno) ed effettuare l’acconto utilizzando il modulo 216.

La legge Beckham è compatibile con gli investimenti immobiliari in Spagna?

Il regime speciale non impedisce gli investimenti immobiliari in Spagna. Tuttavia, la sua applicazione è condizionato a non ottenere redditi da attività economiche (autonome) tramite stabile organizzazione situata nel territorio spagnolo. Pertanto, è importante che l’investimento immobiliare che viene effettuato in Spagna non è un generatore di reddito da attività economiche. Può essere che avere una proprietà immobiliare in Spagna implichi imputazioni sul reddito (fiscale).

La legge Beckham consente che di evitare la doppia imposizione internazionale?

Sì, la legge Beckham consente una detrazione per doppia imposizione internazionale (ad es. Se il anche il reddito da lavoro è tassato all’estero) ma al minore dei seguenti quantità:
– Il 30% della parte della quota intera (tassa) corrispondente a tutta la prestazioni di lavoro;
– L’imposta pagata all’estero;
– Il risultato dell’applicazione dell’aliquota fiscale media effettiva alla parte della base imponibile tassato all’estero.

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