La certificazione unica è un documento che attesta i redditi derivati da lavoro dipendente o autonomo, in relazione ad uno specifico periodo di imposta, in cui il lavoratore ha percepito redditi. La certificazione unica è uno strumento con cui i committenti, sostituti di imposta, ovvero i datori di lavoro, confermano quali sono stati i redditi da lavoro dipendente o autonomo inerenti ad un determinato periodo. La certificazione unica viene, infatti, fornita dagli stessi datori di lavoro ai dipendenti o agli autonomi che hanno prodotto reddito ogni anno. Questo documento ha natura obbligatoria ed è fondamentale affinché il prestatore dell’attività lavorativa – lavoratore dipendente o autonomo – possa andare a dichiarare correttamente i suoi redditi. La presentazione della dichiarazione dei redditi, anche precompilata, infatti, passa attraverso la comunicazione dei dati dei redditi erogati da parte dei sostituti di imposta, che sono chiamati a compilare, trasmettere telematicamente, e consegnare ai propri prestatori, la certificazione unica. La consegna della certificazione unica per il periodo di imposta 2021 deve essere effettuata entro il 16 marzo 2022.

Ma cosa accade se, da lavoratore autonomo o dipendente, sei sprovvisto di certificazione unica fornita dal datore di lavoro? In questo caso è possibile prelevare la certificazione unica direttamente dal cassetto fiscale, grazie alle nuove disposizioni telematiche. Vediamo nel dettaglio in questo articolo come procedere.

Va però ricordato che per il datore di lavoro è obbligatorio presentare questo documento all’Agenzia delle Entrate e al lavoratore, e in mancanza si può incorrere anche in diverse sanzioni.


Certificazione unica: di cosa si tratta

La certificazione unica è un documento decisamente importante, perché dichiara quali sono i compensi, sotto forma di reddito, che un’azienda eroga a dipendenti e collaboratori autonomi. Il datore di lavoro è obbligato a provvedere entro una certa data ogni anno a emettere la certificazione unica e consegnarla ad ogni lavoratore, in relazione all’anno fiscale trascorso. La certificazione unica deve anche essere inviata tempestivamente all’Agenzia delle Entrate, entro il 16 marzo di ogni anno. In alcuni casi la scadenza è fissata più avanti, fino al mese di novembre, per i redditi che non riguardano il modello 730.

Il documento è importante sia per il datore di lavoro, che così dichiara al fisco quali sono i redditi percepiti dal dipendente, sia per il lavoratore subordinato o per il collaboratore autonomo, perché contiene tutte le informazioni da presentare in sede di dichiarazione dei redditi, per esempio tramite modello 730. Tutte le aziende, imprese, datori di lavoro o soggetti autonomi che si avvalgono di dipendenti o di collaboratori esterni devono necessariamente provvedere alla presentazione di questo documento, che per il fisco è importante anche per accertare le dichiarazioni stesse dei lavoratori.

Certificazione unica e controlli del fisco

La certificazione unica è uno strumento che dichiara chiaramente quali sono i redditi percepiti dai soggetti che lavorano per una determinata azienda. Per questo motivo si tratta di uno strumento utile per il fisco per verificare che non ci siano incongruenze tra quanto dichiarato dall’azienda e quanto presentato dai lavoratori in sede di dichiarazione dei redditi.

A questo proposito è utile ricordare che tutti i lavoratori sono tenuti annualmente a presentare una dichiarazione dei redditi, tramite per esempio modello 730, che riporta al fisco tutte le informazioni relative al lavoro svolto durante l’anno. Negli ultimi anni, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto un nuovo strumento, il modello 730 precompilato, che permette di velocizzare questa procedura, perché il cittadino può semplicemente confermare i dati già presenti nella precompilata.

Certificazione unica nel cassetto fiscale del contribuente

Il cassetto fiscale è messo a disposizione a tutti i cittadini dal portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per verificare le informazioni relative alla propria posizione verso il fisco. Il cittadino può accedere al proprio cassetto fiscale accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate attraverso il sistema di identità digitale, utilizzato per moltissime piattaforme pubbliche online.

All’interno del cassetto fiscale è possibile visionare diverse informazioni: dai propri dati anagrafici e fiscali alle operazioni effettuate, come rimborsi e versamenti, dati di natura patrimoniale, ed è possibile anche consultare alcuni documenti, come la certificazione unica.

Basta recarsi alla voce “Servizi Fisconline” e successivamente cercare “consultazioni” e “cassetto fiscale” per poter accedere a tutte le informazioni citate prima, e visionare anche le dichiarazioni fiscali, nello specifico “certificazione unica”. Risulta possibile accedere a queste informazioni relative anche a diversi periodi di imposta, e per i cittadini questa è una soluzione utile nel momento in cui si è sprovvisti di certificazione unica. Caso classico è quello del lavoratore dipendente che ha bisogno della Certificazione rilasciata dal suo datore di lavoro, oppure del professionista (dotato di partita IVA) che vuole verificare le certificazioni ricevute dai suoi committenti, per la compilazione della voce “ritenute di acconto subite” nella sua dichiarazione dei redditi.

Informazioni contenute nella CU

La certificazione unica (CU) contiene importanti informazioni relative al lavoratore e al sostituto di imposta, come ad esempio i dati dei soggetti, i dati di natura fiscale e previdenziale collegati ai redditi che vengono percepiti. La CU è importante anche perché riporta correttamente i dati relativi alle imposte IRPEF che sono state trattenute ai dipendenti o ai collaboratori, oltre ai contributi di tipo previdenziale cumulati a fini pensionistici. In fase di dichiarazione dei redditi, il cittadino deve poter presentare anche la certificazione unica, per questo motivo è importante tenere presente che il datore di lavoro deve necessariamente fornirla ai lavoratori, e in mancanza, il dipendente può comunque accedervi tramite cassetto fiscale.

La certificazione unica può essere presentata dal sostituto di imposta in forma digitale oppure cartacea, e solitamente non è il lavoratore a richiederla, ma il datore di lavoro a fornirla. In mancanza della CU si può incorrere in errori più o meno gravi e mancanze per la dichiarazione dei redditi, e eventualmente per il calcolo dello stato reddituale famigliare complessivo, l’ISEE.

Sanzioni per la mancata presentazione

Per il sostituto di imposta tuttavia esiste il rischio di incorrere in sanzioni nel caso in cui non proceda alla presentazione della certificazione unica, come abbiamo visto in questo articolo (“Sanzioni certificazione unica: calcolo e ravvedimento“):

“Il sistema sanzionatorio legato alla Certificazione Unica non è molto complesso. Sostanzialmente, per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro. La sanzione riguarda ogni singolo adempimento con il limite massimo di 50.000 euro a sostituto d’imposta.”

La sanzione viene comunque ridotta quando si provvede a rimediare all’errore per tempo, indicativamente entro 60 giorni dall’errore o dalla mancanza. Il sostituto di imposta quindi è obbligato alla presentazione, tuttavia, le date di scadenza della CU possono variare. In particolare:

  • 16 marzo 2022: scade il termine per l’invio della certificazione unica, per i redditi da lavoro dipendente ed assimilato;
  • 30 novembre 2022: la scadenza in questo caso è relativa alla presentazione della certificazione unica autonomi, da trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate.
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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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