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Calcolo dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps

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I contribuenti titolari di partita Iva che esercitano attività professionali e che non hanno copertura previdenziale sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps. Il versamento dei contributi avviene alle date di versamento delle imposte sui redditi.

I contribuenti titolari di Partita Iva, che effettuano l’esercizio di arti o professioni (attività lavoro autonomo), ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del DPR n. 917/86, privi di  copertura previdenziale, sono tenuti obbligatoriamente iscriversi alla Gestione Separata dell’Inps.

Si tratta di una gestione previdenziale obbligatoria per tutti quei professionisti che esercitano un’attività per la quale non è prevista una specifica Cassa di previdenza. Si tratta di categorie professionali come: i consulenti informatici, gli amministratori di condominio, traduttori, operatori professionali del mondo del web, etc.

In questo contributo voglio andare ad analizzare la procedura con cui si determinano i contributi previdenziali dovuti alla Gestione Separata dell’Inps da parte dei professionisti senza autonoma cassa di previdenza.

Contributi dovuti alla gestione separata

Che cos’è la Gestione Separata Inps?

La gestione separata è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati. La gestione separata Inps nasce con la Legge n. 335/95 (articolo 2, comma 26), norma che ha, sostanzialmente, modificato in modo sostanziale il sistema pensionistico italiano.

L’obiettivo di questa riforma (nota anche come “Riforma Dini“) è stato principalmente quello di assicurare una tutela previdenziale anche a tutte quelle categorie di lavoratori, che fino a quel momento ne erano escluse.

Non sono tenuti all’iscrizione alla Gestione Separata istituita presso l’Inps e alla compilazione del quadro RR, i professionisti già assicurati ad altre casse professionali, relativamente ai redditi assoggettati a contribuzione presso le casse stesse, e coloro che, pur producendo redditi di lavoro autonomo, siano assoggettati, per l’attività professionale, ad altre forme assicurative.

Come si determinano i contributi dovuti alla gestione separata?

Ogni anno i professionisti iscritti alla gestione separata sono tenuti al versamento dei relativi contributi previdenziali. La base imponibile su cui calcolare la contribuzione è data dal reddito imponibile calcolato a fini Irpef, relativo all’anno cui la contribuzione si riferisce, dato dalla differenza tra:

  • Compensi percepiti dall’attività professionale, e
  • Costi fiscalmente riconosciuti sostenuti nel corso dell’anno.

Dalla differenza di questi due valori si determina il reddito imponibile ai fini fiscali, che diventa anche il reddito imponibile previdenziale.

Per i collaboratori e figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della Legge n. 335/95, l’aliquota contributiva e di computo è elevata per l’anno 2020 al 34,23%.

Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata INPS e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota contributiva è stabilita in misura pari al 25%.

Per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’aliquota per l’anno 2020, è confermata al 24%.

Tabella: le aliquote gestione separata inps

Di seguito il riepilogo per aliquote relativo all’applicazione della gestione separata INPS alla base imponibile sopra individuata.

Aliquote per categoriaIscritti ad altra gestione previdenziale o pensionatiIscritti alla Gestione Separata titolari di partita IvaIscritto alla Gestione Separata non titolari di partita Iva
Aliquota previdenziale24%, fino al massimale
della base imponibile
25%, fino al massimale
della base imponibile
33,51%, fino al massimale
della base imponibile
Aliquota contributivaNO0,72%, fino al massimale della base imponibile0,72%, fino al massimale della base imponibile
Contribuzione totale24%, fino al massimale
della base imponibile
25,72%, fino al massimale
della base imponibile
34,23%, fino al massimale della base imponibile

Naturalmente, come indicato nella tabella, ai sensi del comma 16, dell’art. 59, della Legge n. 449/97 per i professionisti che non risultino iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria o pensionati è prevista un’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,72%. Questa aliquota si rende necessaria al fine di provvedere al finanziamento dell’onere derivante agli aspetti assistenziali (degenza ospedaliera, malattia, congedo parentale, etc.). Sul punto vedasi il messaggio n. 27090/2007 dell’INPS.

Il massimale contributivo

Le suddette aliquote relative all’applicazione della gestione separata INPS sono applicabili sulla base del reddito imponibile raggiunto nel periodo di imposta dal soggetto tenuto all’iscrizione. Questa procedura si applica fino al raggiungimento del massimale di reddito previsto dall’articolo 2, comma 18, della Legge n. 335/1995, che è pari, per il 2020 a €. 103.055,00.

Ad esempio un contribuente, professionista, che esercita attività di consulenza alle imprese conseguendo un reddito di €. 30.000, avrà un contributo Inps alla Gestione Separata da versare a saldo per l’anno di imposta “n” pari a: €. 30.000*25,72% = €. 7.716

Ad esempio un contribuente, professionista, che esercita attività di consulenza alle imprese conseguendo un reddito di €. 150.000, avrà un contributo Inps alla Gestione Separata da versare a saldo per l’anno di imposta “n” pari a: €. 105.055*25,72% = €. 26.506. In questo caso il contributo previdenziale non sia applica su tutto il reddito ma solo sulla quota fino a concorrenza del massimale di reddito.

La scadenza del versamento contributivo alla gestione separata

La scadenza per il versamento contributo a saldo alla gestione separata INPS è il 30 giugno di ogni anno, con riferimento ai contributi dell’anno precedente (ad esempio, il 30 giugno dell’anno “n“, è in scadenza il versamento del contributo a saldo relativo all’anno di imposta “n-1“).

Su tale importo devono poi essere detratti gli acconti versati relativi a tale periodo di imposta. In questo modo si determina il contributo netto a saldo da versare.

Acconti dovuti alla Gestione Separata

Oltre al versamento del saldo, i professionisti iscritti alla gestione separata dell’INPS sono tenuti a versare due acconti riferiti all’anno di imposta in corso.

Gli acconti si determinano prendendo a riferimento l’80% del contributo dovuto calcolato sul reddito imponibile Irpef dichiarato nel modello Redditi Persone Fisiche relativo all’anno di imposta precedente.

Ad esempio, nell’anno di imposta “n” gli acconti sono dovuti sull’80% del contributo a saldo dovuto per l’anno “n-1“, prendendo a riferimento il reddito imponibile Irpef dichiarato nel modello Redditi per l’anno di imposta “n-1“.

Gli importi relativi al reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi, su cui calcolare l’acconto alla gestione separata, sono ricavabili:

  • Nel quadro RE (reddito da lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni), nel rigo RE25 relativo al reddito imponibile Irpef;
  • Nel quadro LM (reddito dei soggetti con regime dell’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 98/2011 avendo barrato la casella “autonomo”) nel rigo LM6-LM9.
  • Nel quadro LM (reddito dei soggetti che applicano il Regime Forfettario) nel rigo LM36.

L’acconto deve essere versato in due rate di pari importo entro le scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi. Quindi per l’anno di imposta “n”, il primo acconto per i contributi dovuti alla Gestione Separata deve essere versato entro il 30 giugno “n” o il 30 luglio “n”, con la maggiorazione dello 0,4%. Mentre il secondo acconto deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, sempre dell’anno “n”.

Resta ferma la possibilità per i contribuenti di determinare l’acconto dovuto con il metodo previsionale. Questo, nel caso in cui si presuma di conseguire un reddito nell’anno in corso inferiore a quanto dichiarato nell’anno di imposta precedente e quindi versare un acconto inferiore (o non versare alcun importo) rispetto a quanto sarebbe dovuto utilizzando il metodo storico.

Bisogna prestare la dovuta attenzione nell’eventuale calcolo degli acconti con il metodo previsionale. Infatti, qualora tali acconti non dovessero risultare essere sufficienti a coprire il saldo del contributo dovuto nell’anno, si rendono applicabili sanzioni amministrative.

Versamento dei contributi alla gestione separata

Il versamento dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps deve essere effettuato esclusivamente utilizzando il modello F24, il cui pagamento deve essere effettuato attraverso i servizi online del proprio istituto bancario oppure attraverso i servizi Entratel/Fisconline.

Il codice tributo da utilizzare, nella sezione Inps è “PXX“, riportando nella sezione periodo di riferimento, l’anno oggetto di contribuzione e l’importo del contributo, nella sezione importi a debito.

Compensazioni Inps e tassazione separata

L’articolo 17, comma 1, lettera n-bis) del Tuir prevede che siano assoggettate a tassazione separata, salva l’opzione per la tassazione ordinaria, le somme conseguite a titolo di rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si è fruito di una detrazione.

Nella casistica vi rientra anche l’ipotesi di contributi versati alla gestione separata INPS che, rivelatisi poi eccedenti rispetto a quelli effettivi calcolati in sede di saldo. Tipicamente, la situazione si presenta quando il reddito di un anno, utilizzato come base di computo per gli acconti, cala drasticamente nel periodo successivo.

In questi casi nella dichiarazione dei redditi successiva, i contributi versati in acconto durante l’anno risultano eccedenti l’effettivo debito, con la conseguenza che l’esubero può essere oggetto di compensazione nel modello F24. In questo caso, nel quadro RM del modello Redditi P.F. il contribuente deve segnalare la restituzione dell’importo dei contributi INPS a credito utilizzati in F24 (pari all’importo utilizzato in compensazione), assoggettando tale importo:

  • A tassazione separata, come regola di default, oppure
  • E’ possibile optare per la tassazione ordinaria.

10 COMMENTI

  1. Salve, volevo avere un’informazione per i versamenti della gestione separata. il 16 gennaio 2016 ho aperto la partita iva con il regime forfettario e mi sono iscritta alla gestione separata. contemporaneamente sono dipendente e quindi sto già versando i contributi inps. non ho capito se la base imponibile dei contributi dovuti alla gestione separata è solamente quella che deriva dal quadro LM ovvero dell’attività della partita iva, oppure se devo sommare anche il reddito imponibile ai fini irpef (ovvero quello derivante da lavoro dipendente). inoltre quando predispongo il modello f24 per i contributi alla gestione separata per il saldo del 2016, dovrò indicare come periodo da gennaio 2016 o avendo aperto la partita iva il 16 del mese, gennaio non lo devo conteggiare?

    Ringrazio anticipatamente?

  2. Buongiorno,

    lavorando come collaboratrice occasionale per due società ed essendo prossima al raggiungimento dei 5000€ lordi di compensi percepiti, mi sono iscritta questa mattina alla gestione separata Inps tramite il sito internet.
    E’ la prima volta che mi trovo a gestire in autonomia i versamenti fiscali e sono piuttosto confusa. Una volta fatta l’iscrizione chi deve calcolare l’importo dovuto a Inps e fare fisicamente il versamento? Io stessa o miei committenti? Quando/come? L’importo che io devo a Inps viene per caso calcolato l’anno successivo al momento della dichiarazione dei redditi?
    Ho visto che ci sono le scadenze 30/6 e 30/11, si riferiscono all’anno successivo al periodo in cui si è lavorato? Io mi sono iscritta solo adesso poiché solo oggi (con l’ultimo lavoro commissionato) ho avuto la certezza che a partire dal mese di agosto 2017 avrei superato la cifra dei 5000.
    Infine, per i collaboratori occasionali vale la regola dei 2/3 a carico del datore?

    Grazie infinite

  3. Lei ha molta confusione, e a mio avviso la cosa migliore sarebbe quella di operare con partita Iva. Per quanto riguarda le sue domande, nel caso mi contatti in privato.

  4. Pensionato IMPS di 77 anni-titolare partita IVA iscritto albo periti per svolgere attività professionale dopo la pensione ricevo in data 14/08/2017 PEC da IMPS richiesta contributo obbligatorio di 1.874 euro aggravato da sanzione di 1332 euro relativo reddito da lavoro autonomo imponibile di 11.024 euro anno 2011, mi si precisa che scadenza versamento essere 09/07/2012
    Motivo della richiesta : non risultando tale reddito assoggettato ad alcuna cassa professionale, notare che lo statuto fondazione previdenza periti EPPI rende obbligatoria iscrizione sino al 70esimo anno età
    Mi pare inoltre che l’iscrizione alla gestione separata ha comunque carattere residuale essendo obbligatoria solo per coloro che esercitano professione per la quale non sia obbligatoria iscrizione ad appositi albi
    Ritengo di fare ricorso non solo perché non dovuta per i motivi di cui prima ma anche per prescrizione 5ennale
    Saluti
    grazie

  5. Informazione in merito all’apertura di p.iva come informatore scientifico e con codice ateco 46.18.31 Professionisti. L’aliquota contributiva INPS del 25,72 per il 2017 va calcolata sul totale fatture emesse (fatturato incluso iva) nell’anno oppure sul fatturato sottraendo i costi?
    Inoltre i professionisti possono scaricare i costi dell’attività o no?
    Saluti
    Fabio

  6. Salve Fabio, i contributi si calcolano sul reddito e non sul fatturato. Per i costi, dipende dal regime fiscale. Si faccia seguire da un commercialista esperto. Se vuole siamo a disposizione.

  7. Salve, per il calcolo dei contributi c’è una soglia minima da cui partire? c’è in effetti una sorta di franchigia?
    perché i contributi in acconto versati nel 2017 adesso, con un reddito di 4447,00 MI RISULTANO A CREDITO.
    Come mai?

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