I termini di prescrizione del bollo auto. Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per notificarmi il mancato pagamento prima della prescrizione?

Il bollo auto è la cd “tassa automobilistica” che ogni soggetto titolare di un diritto su un autoveicolo è tenuto annualmente a pagare. Se desideri conoscere tutte le informazioni che riguardano il calcolo, il pagamento e le sanzioni sul bollo auto, ti lascio a questo articolo dedicato:

Come tutte le tasse anche il bollo autoveicoli è soggetto a prescrizione. In pratica, trattandosi di tributo regionale, la Regione competente (o, in Sardegna e in Friuli Venezia Giulia, l’Agenzia delle Entrate) ha un termine massimo entro cui chiedere il pagamento degli arretrati, oltre il quale nulla le è più dovuto. Superato questo termine, il mancato pagamento del bollo auto è considerato prescritto.

Sostanzialmente, questo significa che, nonostante l’omesso versamento dell’importo del bollo, o lo smarrimento delle ricevute di pagamento, una volta decorso tale termine l’automobilista è considerato libero da ogni obbligo. Il tutto, senza dover dimostrare niente.

Se l’agente della riscossione non notifica nessun documento nel termine che vedremo tra poco il contribuente è considerato liberato dal pagamento di questo tributo. Per questo motivo, quindi, è opportuno conoscere quali sono i tempi di prescrizione del bollo auto non pagato. Infatti, conoscere questo termine di permette di contrastare eventuali richieste illegittime da parte dell’Amministrazione finanziaria.

In questo articolo scoprirai, quindi, quando scade il bollo auto, ossia quando va in prescrizione. E mi riferisco non solo alla tradizionale cartella esattoriale ma anche all’Avviso di accertamento.

Il termine di prescrizione bollo auto

Ogni anno le Regioni o gli enti della riscossione da loro incaricati effettuano dei controlli per verificare il pagamento del bollo auto. Se ha già pagato e vieni selezionato per un controllo ti sarà sufficiente esibire la ricevuta di versamento. In caso contrario andrai incontro a delle sanzioni. Stessa cosa, anche per quanto riguarda il Superbollo, dovuto dai veicoli di più elevata cilindrata.

Il problema, invece, si pone se non hai effettuato nei termini il pagamento. Può accadere che tu ti sia dimenticato della scadenza, che non avevi soldi per pagare, oppure ancora hai smarrito la ricevuta di pagamento. In questi casi, se ti viene notificato un controllo hai soltanto una speranza a disposizione per salvarti. Faccio riferimento alla prescrizione del bollo auto.

Ogni richiesta di pagamento del bollo arrivata (notificata) dopo il termine di prescrizione è considerata automaticamente nulla. Da quella data, infatti, niente può essere richiesto all’automobilista per quel pagamento.

Come si calcola la prescrizione del bollo auto?

La prescrizione dal pagamento del bollo auto arriva in tre anni. Attenzione però, i tre anni iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa automobilistica doveva essere versata. Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio del quarto anno successivo ogni richiesta di versamento del bollo è illegittima perché ormai caduta in prescrizione.

Facciamo un esempio pratico.

Immaginiamo che tu non abbia pagato il bollo auto 2020. Non ti arriva nessuna richiesta di pagamento fino al 31 dicembre 2023 (ossia tre anno dopo il 1° gennaio 2020). In questo caso il termine di prescrizione è stato superato. Anche se ti arrivasse una comunicazione, sarebbe nulla.

Tuttavia, invece, se nell’arco di tre anni ti viene notificato un avviso di accertamento il termine di prescrizione si interrompe. Esso, infatti, riparte da zero dal momento della notifica dell’avviso. Da quel momento si considerano nuovamente altri 3 anni per la prescrizione. Se infatti, in tale arco di tempo non dovesse sopraggiungere alcun altro atto, si verificherebbe la prescrizione e nulla è più dovuto.

Prescrizione cartella di pagamento del bollo auto

Gli stessi principi valgono anche dopo la notifica della cartella esattoriale del bollo auto.

Poiché la norma di legge non dice quali sono i termini di prescrizione delle cartelle di pagamento, a queste ultime devono applicarsi le medesime regole previste per le imposte in esse richieste.

Dunque, così come una cartella per IRPEF si prescrive in 10 anni e una per IMU in 5 anni, la cartella per bollo auto si prescrive in 3 anni.

Come far valere la prescrizione del bollo auto

Se ti arriva un avviso di accertamento dopo tre anni dall’anno di imposta relativo al bollo, ti tocca contestarlo davanti alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni. Diversamente, l’atto fiscale – per quanto illegittimo – si consolida, diventa cioè definitivo e sei costretto a pagare il bollo auto prescritto.

Se ti arriva un avviso di accertamento nei termini, ma la cartella esattoriale arriva dopo più di tre anni da quest’ultimo devi agire nello stesso modo: contestare la cartella entro 60 giorni alla Commissione Tributaria Provinciale.

In alternativa al ricorso al giudice, si può tentare un ricorso in autotutela indirizzato alla Regione, anche se questo non interrompe i termini per il ricorso giudiziale e non garantisce la risposta dell’amministrazione.

Viceversa, se dopo la notifica della cartella esattoriale per bollo auto non pagato decorrono più di 3 anni, non devi impugnare alcun atto, anche perché saresti fuori termine. Difatti, come noto, ci sono solo 60 giorni per impugnare la cartella al giudice. A quel punto non ti rimane altro da fare che attendere la successiva mossa dell’agente della riscossione e impugnare quest’ultima per intervenuta prescrizione (ad esempio la notifica di un preavviso di fermo auto o un pignoramento).

Tale è stato il chiarimento della Cassazione secondo cui: “In tema di riscossione della tassa automobilistica in caso di mancata impugnazione della cartella di pagamento, si applica il termine triennale” (Cass. sent. n. 5577/2019) . Non ha alcun rilievo il fatto che la cartella non sia stata contestata nei 60 giorni.

Gli atti che interrompono la prescrizione del bollo auto

La prescrizione del bollo auto non pagato, che come detto si compie dopo tre anni, richiede che, nell’arco di tale termine, non giungano al contribuente “atti interruttivi“.

Che cosa sono gli atti interruttivi?

Si tratta, sostanzialmente, di richieste di pagamento. Queste infatti hanno l’effetto di interrompere la prescrizione e farla decorrere nuovamente da capo. Tali sono ad esempio l’avviso di accertamento da parte della Regione, il sollecito di pagamento, la notifica della cartella esattoriale, una intimazione di pagamento da parte dell’agente della riscossione esattoriale, un preavviso di fermo dell’auto, un atto di pignoramento.

Secondo la giurisprudenza, in tema di tassa automobilistica,

il decorso del termine di prescrizione triennale per la riscossione non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da parte dell’amministrazione finanziaria, in quanto tale procedura si sviluppa tutta all’interno di quest’ultima. Pertanto, in virtù del fatto che l’effetto interruttivo della prescrizione si produce solo in forza di un atto che valga a costituire in mora il debitore, l’iscrizione a ruolo è inidonea a produrre effetti nella sfera giuridica del destinatario della pretesa

Questo è quanto previsto dalla CTRL Campobasso Molise, sent. n. 212/2018.

La prescrizione della tassa automobilistica: conclusioni

Il termine entro il quale l’amministrazione finanziaria può far valere l’obbligazione tributaria nascente dal pagamento del bollo è quindi sempre di tre anni. Non rilevano in tal senso, ingiustificati ritardi derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati all’amministrazione o agli organi della notificazione.

L’interruzione della prescrizione, infatti, è un atto che deve giungere nella sfera legale di conoscenza del contribuente entro il termine previsto dalla legge e non rileva nemmeno l’epoca, eventualmente antecedente, in cui l’atto sia stato affidato all’ufficiale giudiziario o all’ufficio postale per la notifica.


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