Home Fisco Nazionale Come stabilire le tue tariffe da freelance?

Come stabilire le tue tariffe da freelance?

Quali sono i principali elementi da prendere in considerazione per formulare le tue tariffe professionali?

0

Quanto dovrei farmi pagare per questo lavoro? Se sei un freelance, questa è una domanda che sicuramente ti sei posto (o ti porrai) spesso

Se stai leggendo questo articolo significa che molto probabilmente sei un freelance e vuoi migliorare la tua redditività. Stabilire le proprie tariffe professionali non è semplice, specialmente se sei all’inizio della tua attività e devi necessariamente farti conoscere sul mercato.

Uno dei principali problemi dei freelance è quello di non riuscire mai a capire se ci si sta facendo pagare abbastanza o se davvero si stia creando una redditività idonea a raggiungere i propri obiettivi. Basandomi proprio su queste considerazioni in questo articolo voglio andare ad analizzare alcuni elementi che è utile prendere in considerazione quando si vogliono stabilire le proprie tariffe da freelance.

Quello che voglio premetterti è che non esiste una formula che va bene per tutti. Molto spesso, infatti, si tende a proporre tariffe convenienti finendo per sminuire il proprio lavoro. In altri casi, invece, il prezzo proposto può essere troppo elevato (quindi fuori mercato), e si finisce per non vedere clienti che arrivano.

Vediamo, quindi, quali devono essere le variabili che devi prendere in considerazione per stabilire i prezzi delle tue prestazioni professionali.

Come determina le tariffe un freelance

Il paradosso dei prezzi bassi dei freelance

Per la mia esperienza professionale posso dirti che una delle principali insicurezze di un freelance riguarda l’individuazione delle proprie tariffe professionali. Molto, spesso, infatti, il freelance, specialmente all’inizio dell’attività vuole entrare nel mercato e farsi conoscere. Per questo motivo le tariffe che propone sul mercato sono sicuramente sotto alla media di mercato. In questo modo il freelance pensa di entrare nel mercato.

Sicuramente la possibilità di praticare tariffe più basse rispetto alla media di settore è una pratica molto comune. Il freelance con poca esperienza e molta voglia di mettersi in gioco parte con tariffe basse per farsi conoscere. La strategia inizialmente funziona, e con il passare del tempo i primi clienti arrivano. All’inizio le cose vanno bene ed il professionista inizia a farsi conoscere. Con il passaparola il professionista prende nuovi clienti e la situazione sembra mettersi per il meglio.

Tutto questo procede fino a quando il professionista non si rende conto che il tempo da dedicare a tutti i clienti che ha raggiungo non è più sufficiente. Per questo motivo non esistono più le ore di lavoro o quelle dedicate alla vita privata. Il tempo dedicato ai clienti inizia ad essere ininterrotto. Il risultato è che il freelance inizia a commettere errori, ad essere stanco e stressato. Una situazione che, in alcuni casi può portare anche a malattie psicologiche. In questa situazione i clienti cominciano ad andarsene ed il professionista inizia ad essere frustrato.

Posso assicurati che mi è capitato di assistere molte a volte a situazioni come quella descritta. Lavorare come freelance non è semplice, e lo è ancora di più se non si applicano le giuste strategie per gestire al meglio la propria attività.

Come stabilire le tariffe da freelance?

Devi sapere che stabilire le tariffe è uno dei compiti più importanti che devi svolgere nella tua attività da freelance. Stabilire le proprie tariffe professionali è importante perché queste rappresentano la differenza tra successo e fallimento e determinano l’equilibrio che si instaurerà tra vita lavorativa e vita privata. Per questo motivo ho deciso di fornirti alcune indicazioni utili che possono permetterti di stabilire al meglio le tue tariffe professionali.

1. Vieni pagato per la tua professionalità non per il tuo tempo

Devi farti pagare per le tue competenze non per il tuo tempo

Devi imparare, da subito, che un professionista non dovrebbe mai (o quasi) scambiare il proprio tempo per denaro. So benissimo che se pensi ad una consulenza professionale ti viene in mente che il professionista in cambio del tempo dedicato al cliente nella consulenza riceve un corrispettivo in denaro. Tuttavia, ragionare in questo modo non è corretto.

Il professionista si deve far pagare per le sue competenze professionali, non per il tempo dedicato. Ad esempio, un professionista può essere in grado di risolvere il problema di un cliente anche in pochi minuti, ma questo non significa che siccome ha impiegato poco tempo la remunerazione debba essere parametrata a questo fattore.

Il freelance deve farsi pagare per la sua abilità e competenza in un determinato ambito, non per il tempo che dedica al cliente. Maggiore è la competenza e la sua specificità professionale in un determinato ambito maggiore sarà la possibilità di vedersi riconosciuta la sua specializzazione e con essa il valore della sua prestazione professionale sul mercato.

Questo significa, praticamente, che se sei un professionista e ti occupi genericamente di ogni aspetto del tuo ambito professionale, molto probabilmente non riuscirai a far percepire al mercato le tue competenze specifiche e finirai per proporre le tariffe medie dei tuoi concorrenti. Se, invece, riesci a specializzarti in un ambito, magari le opportunità di incarico diminuiranno, ma potrai far valere le tue specifiche competenze per determinare tariffe professionali adeguate.

Ricorda:

se sei percepito come autorevole sei in posizione di forza.

Psicologicamente il possibile cliente è più predisposto a sborsare una cifra superiore alla media di altri consulenti perché ha visto/letto/sentito parlare di te. 

2. Stabilisci il risultato che vuoi ottenere in termini di profitto annuo

La prima domanda che devi porti quando vuoi determinare le tue tariffe professionali è:

Quanto desidero guadagnare all’anno?

Devi abituarti a ragionare per obiettivi. Solo in questo modo puoi pensare di essere davvero produttivo. Inoltre, potrai impegnarti a verificare i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi assegnati durante l’anno.

Proviamo ad effettuare un esempio pratico. Immagina che il tuo obiettivo sia di raggiungere la soglia di € 70.000 annue (lorde) di fatturato. Per raggiungere questo obiettivo devi individuare alcune variabili:

  • Il numero di ore settimanali in cui sei disposto a lavorare: es. 32 ore settimanali;
  • Il numero di settimane di ferie che vuoi prenderti all’anno: es. 4 settimane
  • Ipotizzare un numero di giorni di malattia che potrebbero verificarsi nell’anno: es: 2 settimane.

I calcoli da fare sono i seguenti:

52 settimane in un anno – 6 settimane = 46 settimane che intendi dedicare al lavoro
46 settimane x 32 ore = 1472 ore lavorative all’anno
70.000 € / 1472 ore = circa € 48 l’ora

A questo valore ipotetico di € 48 l’ora è consigliabile aggiungere una maggiorazione del 20% per tenere conto di tutte le ore non fatturabili nell’arco dell’attività lavorativa. Mi riferisco a tutta una serie di obblighi che impegnano obbligatoriamente il professionista e che non sono fatturabili. Mi riferisco, ad esempio al tempo dedicato a viaggi e trasferte, alla risposta alle email, all’aggiornamento professionale, etc.

Per questo motivo la tariffa di € 58/h è quella che dovresti applicare per raggiungere l’obiettivo posto nel esempio per raggiungere un fatturato lordo annuale di € 70.000. Su questo fatturato dovrai poi sottrarre i costi della tua attività per determinare il reddito. Su tale reddito professionale dovrai calcolare le imposte ed i contributi previdenziali dovuti per legge.

Con tutti questi elementi potrai determinare il reddito netto annuo e valutare se questo sia idoneo agli sforzi che dovrai compiere.

Non dimenticare mai i motivi che ti hanno spinto a lavorare come freelance: maggiore libertà, orario di lavoro flessibile, più tempo da dedicare alla famiglia, etc. Tutti i freelance come te hanno fatto una scelta ben motivata. Tieni sempre a mente i tuoi obiettivi quando stabilisci le tue tariffe e assicurati di dare il giusto valore al tuo lavoro per raggiungerli.

3. Pianifica i costi della tua attività

Quando sei un/a freelance ti devi occupare anche di pratiche di cui normalmente nel lavoro subordinato si occupano i datori di lavoro. Si tratta per lo più di adempimenti che richiedono tempo e spesso determinano un costo. Si tratta, ad esempio:

  • Contributi previdenziali obbligatori, verso l’INPS o le casse di previdenza private;
  • Determinazione e versamento delle imposte sui redditi;
  • Assicurazione professionale, spesso obbligatoria;
  • Attrezzatura necessaria allo svolgimento del tuo lavoro (studio, pc, telefono, etc);
  • Affitto del tuo spazio di lavoro, riscaldamento, energia elettrica e connessione internet per il tuo ufficio domestico;
  • Licenze dei software che ti servono per la tua attività;
  • Creazione del tuo sito corredato da testi legali che devono essere conformi a quanto previsto dalla legge;
  • Spese per eventuali viaggi e trasferte di lavoro.

Anche questi sono aspetti che devi tenere in considerazione quando stabilisci le tue tariffe da freelance. Quando si comincia a studiare i numeri è facile capire perché la maggior parte dei freelance non applica la giusta tariffa.

Molto spesso, infatti, nel calcolo dei prezzi di un professionista si commette l’errore di non tenere conto dei costi da sostenere e per questo un prezzo che apparentemente può sembrare remunerativo, potrebbe poi non essere sufficiente a coprire interamente i costi dell’attività.

4. Impara ad ascoltare il cliente

Nel determinare la tua tariffa professionale impara ad ascoltare il cliente. La vostra è una relazione paritaria, in quanto il cliente è venuto a cercarti perché ha bisogno di te e delle tue competenze specifiche. La tua consulenza, il servizio che sei in grado di offrire, il prodotto che sai creare apposta per lui sono un investimento per il suo futuro.

Devi sempre ricordarti che il cliente contatta un professionista in quanto, spesso, il costo che avrebbe per internalizzare nella sua azienda queste competenze sarebbe troppo elevato.

Ascolta il tuo cliente, cerca di capire di cosa ha bisogno e inizia a valutare di quale carico di lavoro si tratta, e in che tempistiche saresti in grado di svolgerlo. Non commettere mai l’errore di comunicare il tuo preventivo nel corso del primo incontro con il cliente.

Gli farai avere una tua proposta dopo che avrai valutato la situazione in tutti i suoi aspetti.

I fattori esterni possono influire sulla determinazione delle tariffe di un professionista?

Naturalmente esistono anche altri elementi che possono entrare in gioco quando si tratta di stabilire le tariffe di un freelance. Si tratta, per lo più di elementi esterni. Ne sono esempi il settore di riferimento, la concorrenza, il livello di competenze e di esperienza, i prezzi medi praticati dai concorrenti, etc.

Se non hai la certezza delle tariffe offerte dagli altri freelance del tuo settore, non farti problemi e chiedi. Questo non deve servirti per “copiare” le tariffe degli altri. Il bello di essere un freelance è che nessuno è uguale agli altri e quindi nessun prezzo può essere paragonato agli altri. Sapere quali sono i prezzi medi del mercato servono solo per avere il polso della situazione, niente di più.

Inoltre, ti consigliamo sempre di fare riferimento alle associazioni di categoria che potranno darti informazioni reali e condivise in merito all’andamento delle tariffe del tuo settore.

Tieni sempre conto di un margine di trattativa!

Quando si opera in ambito di operazioni business to business devi sempre tenere presente che ti troverai in mezzo ad una negoziazione con il cliente. L’obiettivo di entrambi è quello di realizzare un ottimo affare: per te prendere l’incarico ad un prezzo accettabile, per il cliente risolvere il problema ad un costo accettabile.

Nel trovare questo punto di incontro tra le due parti coinvolte nella trattativa devi considerare che ci sarà sempre un margine di trattativa da considerare.

Il concetto che devi ricordare su questo aspetto è che devi imparare a negoziare. La negoziazione è un arte difficile, devi capire su quali punti fare leva per far valere la propria posizione. Ci si arriva con il tempo, con l’esperienza ma soprattutto commettendo errori.

Non devi accettare un incarico perché ne hai assolutamente bisogno, ma piuttosto, valuta sempre bene cosa ti si propone e se puoi ottemperare nel modo migliore a quanto ti viene richiesto. Devi fare in modo che il tuo cliente comprenda a pieno cosa andrai a fare, quale sarà la tua attività ed il valore del costo che gli proponi.

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Se non trovi il tuo commento pubblicato significa che abbiamo già fornito risposta al quesito e che, quindi, la risposta si trova nel testo dell’articolo o in altri commenti. Se comunque desideri una risposta o l’analisi della tua situazione personale, puoi contattarci attraverso il servizio di consulenza fiscale.

Avviso importante:
Fiscomania.com ha raccolto, con ragionevole cura, le informazioni contenute in questo sito. Il materiale offerto è destinato ai lettori, solo a scopo informativo. Quanto letto non può in nessun caso sostituire una adeguata consulenza professionale che rimane indispensabile. Si prega di leggere i nostri Termini e condizioni e l’informativa sulla privacy prima di utilizzare il sito. Tutto il materiale è soggetto alle leggi sul copyright.

Nessun Commento

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Come stabilire le tue tariffe da freelance?