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Secondo acconto imposte alla cassa il 30 novembre

Versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi al 30 novembre per i contribuenti: versamento, codici tributi, ravvedimento operoso.

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Secondo acconto imposte

Il 30 novembre di ogni anno è in scadenza il versamento del secondo acconto, per l’anno in corso, delle imposte sui redditi. Mi riferisco ad IRPEF, IRES, IRAP, Cedolare secca, IVIE e IVAFE). Per evitare versamenti altrimenti non dovuti opportuno bene verificare se si rientra in uno dei casi si esclusione previsti. Tutte le info per arrivare preparati alla scadenza del 30 novembre.

Il 30 di novembre di ogni anno è in scadenza il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi. L’acconto del 30 di novembre è dovuto per l’anno di imposta in corso e riguarda tutte le imposte dirette che colpiscono il reddito. In particolare, IRPEF, IRES, IRAP, Cedolare secca, I’IVIE e IVAFE.

Il secondo acconto delle imposte è un adempimento che non permette rateazione, per questo motivo è necessario prestare la dovuta attenzione al calcolo da effettuare per la determinazione degli acconti. Su questo punto, al termine dell’articolo andrò ad individuare anche alcune possibilità a disposizione del contribuente che si trova in difficoltà per l’effettuazione del versamento in unica soluzione dell’acconto imposte. Detto questo, andiamo ad analizzare il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi, e le possibilità a disposizione dei contribuenti per il versamento (ed il ravvedimento operoso).

Quali soggetti sono tenuti al versamento del secondo acconto imposte?

Gli acconti IRPEF, IRES e IRAP devono essere versati da tutti i contribuenti che rientrano nell’ambito di applicazione delle rispettive imposte. Questi soggetti sono tenuti al pagamento del primo e del secondo acconto in corso d’anno e del saldo l’anno seguente, una volta determinato in via definitiva il risultato economico di periodo. In pratica, schematizzando possiamo dire che sono tenuti al versamento degli acconti delle imposte sui redditi i contribuenti che presentano un saldo positivo dei seguenti righi del modello Redditi PF:

SOGGETTIRIGO DEL MODELLO REDDITI VERSAMENTO ACCONTI
Persone fisicheRigo RN 33 Differenza > 0Primo acconto pari al 40% dell’imposta entro il 30/06 e secondo acconto entro 30/11.
SocietàIRES – RN17 Differenza > 0Primo acconto pari al 40% dell’imposta entro il 30/06 e secondo acconto entro 30/11.
SocietàIRAP – IR21 > 0Primo acconto pari al 40% dell’imposta entro il 30/06 e secondo acconto entro 30/11.
Tabella: soggetti tenuti al versamento del secondo acconto imposte

Si rammenta che, in ogni caso, per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi non è riconosciuto ai contribuenti la facoltà di rateizzare gli importi dovuti. La rateazione del versamento, invece, è ammessa per il versamento del saldo e primo acconto, adempimento in scadenza al 30 giugno di ogni anno.

Quali soggetti sono esclusi dal versamento del secondo acconto imposte?

Sono esclusi dal versamento dell’acconto delle imposte sui redditi, le seguenti categorie di soggetti:

  • I soggetti titolari di redditi totalmente esenti dalle imposte sui redditi. Ad esempio soggetti che percepiscono pensioni di invalidità o di guerra;
  • I contribuenti titolari esclusivamente di redditi tassati alla fonte a titolo d’imposta. Ad esempio interessi su depositi bancari e postali, interessi su BOT o su titoli pubblici, etc;
  • soggetti che non hanno conseguito redditi nell’anno precedente, o nell’anno in corso (ad esempio per inizio o cessata attività);
  • soggetti che non hanno legittimamente presentato la dichiarazione per il precedente periodo d’imposta. Nonché i lavoratori dipendenti che non possiedono altri redditi ad eccezione dell’abitazione principale;
  • Gli eredi dei contribuenti deceduti tra il primo gennaio dell’anno ed il 2 dicembre dell’anno, in quanto l’obbligo di versamento non si trasferisce in capo agli eredi.

Il secondo acconto imposte per i soggetti che presentano il modello 730

I contribuenti che presentano il modello 730, come lavoratori dipendenti e pensionati, sono comunque tenuti al versamento dell’acconto. Per il versamento delle imposte dovute in acconto per l’anno in corso, è il sostituto di imposta (datore di lavoro o ente previdenziale) che effettua la trattenuta fiscale dalla busta paga (o dal cedolino pensione). Il versamento viene effettuato con il meccanismo delle ritenute in busta paga o sulla pensione. Di fatto, quindi, i soggetti che hanno presentato il modello 730 non devono effettuare alcun versamento utilizzando il modello F24.

Sul punto è opportuno sottolineare che, come in tutte le fattispecie di ritenute in busta paga qualora l’importo della trattenuta sia superiore al reddito percepito dal lavoratore, la trattenuta azzererà l’importo percepito dal lavoratore. Nei mesi successivi ci saranno ulteriori ritenute fino a completo versamento dell’importo dovuto. Per questo motivo, al fine di evitare situazioni particolari è di fondamentale importanza scegliere correttamente il modello dichiarativo più consono (tra modello Redditi P.F. e modello 730).

Quali metodi di calcolo si utilizzano per il versamento degli acconti delle imposte sui redditi?

Per determinare l’importo degli acconti delle imposte sui redditi dovuti è possibile utilizzare due diverse metodologie. Si tratta di due metodi di calcolo alternativi tra loro che portano a risultati diversi. Il primo metodo è il metodo storico. Rappresenta il metodo principale previsto dalla normativa. Accanto a questo, in alcune fattispecie, è possibile utilizzare un metodo di calcolo alternativo. Mi riferisco al metodo previsionale. Tale metodo è indicato per tutti quei soggetti che nell’anno in corso hanno mutato considerevolmente la loro situazione economica. Versare l’acconto con il metodo previsionale consente di versare esclusivamente l’importo dovuto simulando la tassazione effettiva dell’anno in corso. Andiamo, quindi, ad analizzare, di seguito, come si calcolano gli acconti secondo ognuno di questi due metodi di calcolo.

Calcolo degli acconti con il metodo storico

Il metodo storico si basa sull’imposta che il contribuente ha dovuto corrispondere con riferimento al periodo precedente.

L’ammontare degli acconti delle imposte sui redditi dovuti deve essere calcolato in percentuale sull’imposta dovuta per il periodo d’imposta precedente e viene così calcolato a seconda dell’imposta. Andiamo ad analizzare le diverse casistiche possibili.

Acconto IRPEF con il metodo storico

L’acconto IRPEF è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno (riferita, quindi, all’anno precedente), al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è  superiore alla soglia di 51,65 euro. Il rigo dichiarativo da verificare per il versamento dell’acconto, è quello denominato “differenza“. L’acconto, è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno (D.L. n. 76/2013). Esso deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • Unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto non supera 257,52 euro;
  • Due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro. La prima rata (pari al 40% dell’importo dovuto) deve essere versata entro il 30 giugno (insieme al saldo). Mentre la seconda rata (il restante 60%) deve essere versata entro il 30 novembre.

ATTENZIONE!
La misura degli acconti è stata rivista dall’articolo 58 del D.L. n. 124/2019, per cui il primo acconto e il secondo sono pari al 50% dell’imposta dovuta per quei contribuenti che, contestualmente, esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo per le quali
sono stati approvati gli ISA, a prescindere dal fatto che tale metodologia statistica sia stata concretamente applicata e dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione (attualmente pari a 5.164.569 euro).

SOGGETTOACCONTO% ACCONTO DA VERSARE
SOGGETTI ISA1° ACCONTO
2° ACCONTO
50%
50%
SOGGETTI NON ISA1° ACCONTO
2° ACCONTO
40%
60%

Acconto IRES con il metodo storico

L’acconto IRES è fissato nella misura del 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. L’acconto è pagato in due rate, salvo che il versamento da eseguire alla scadenza della prima non superi i 103,00 euro. In questo caso:

  • Il 50% dell’acconto dovuto è versato alla scadenza della prima rata;
  • Il residuo importo alla scadenza della seconda. Rata che deve essere versata entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

Acconto IRAP con il metodo storico

Per l’acconto IRAP si applicano le stesse disposizioni previste per le imposte sui redditi. Il relativo versamento deve essere effettuato con le modalità  e nei termini per queste fissati. In particolare l’acconto IRAP:

  • Per le persone fisiche e delle società di persone, è pari al 100% del rigo “Imposta dovuta” della dichiarazione IRAP;
  • Per i soggetti IRES è pari al 100% del rigo “Imposta dovuta” della stessa dichiarazione.

L’acconto IRAP non deve essere versato se l’importo indicato nel rigo “Imposta dovuta” della dichiarazione IRAP è inferiore a:

  • 51,65 euro, per le persone fisiche e le società  di persone o
  • 21,00 euro per i soggetti IRES (società di capitali, enti commerciali e non commerciali ed equiparati).

Acconto cedolare secca

Per l’imposta sostitutiva della cedolare secca, le scadenze e le modalità (acconto e saldo) sono le stesse dell’IRPEF. A cambiare è la misura dell’acconto, pari al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. Tieni presente che l’accesso o la fuoriuscita dal regime di tassazione sostitutivo ha riflessi anche sugli acconti IRPEF.

Applicazione della cedolare secca – I contribuenti che hanno optato per il regime della cedolare secca:

  • Non sono tenute al versamento dell’acconto per la cedolare secca;
  • Possono determinare l’acconto IRPEF, considerando che il reddito fondiario di detti immobili non sarà assoggettato ad IRPEF. A tal fine l’acconto può essere determinato utilizzando il metodo previsionale.

Fuoriuscita dalla cedolare secca – I contribuenti che fuoriescono dal regime della cedolare secca:

  • Non sono tenute al versamento dell’acconto IRPEF per il reddito fondiario dell’immobile che sarà assoggettato ad IRPEF;
  • Possono non versare l’acconto per la cedolare secca o versare un acconto inferiore.

Calcolo degli acconti con il metodo previsionale

Il metodo previsionale si basa sul debito d’imposta che il contribuente presume di avere per l’anno in corso.

In alternativa alla determinazione degli acconti secondo il metodo storico, il contribuente, ha facoltà di utilizzare il metodo previsionale. Qualora il contribuente al termine del mese di novembre abbia verificato di aver conseguito nell’anno in corso minori redditi rispetto al precedente, può versare un acconto inferiore. In questo caso il contribuente ha facoltà di rideterminare, anche fino ad annullare, il versamento dell’acconto dovuto. Nella pratica, non si prende a riferimento l’imposta dovuta in relazione all’anno precedente, così  come emerge dalla dichiarazione (al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto).

Attraverso il metodo previsionale il contribuente può stimare le imposte dovute sulla base del risultato che si presume di dichiarare con riferimento al periodo d’imposta in corso. In merito deve essere precisato che:

  • Se in sede di versamento del primo acconto il contribuente ha adottato il metodo storico, lo stesso, non è tenuto a liquidare anche il secondo acconto con lo stesso metodo, ma può adottare il metodo previsionale;
  • L’utilizzo di una metodologia in relazione alla determinazione degli acconti dovuti per un’imposta (ad esempio IRES) non obbliga all’utilizzo dello stesso metodo anche per le altre imposte dovute (ad esempio IRPEF e/o IRAP). Questo sebbene comunque l’applicazione del medesimo metodo dovrebbe rispondere a criteri più che altro di logica. Per quanto di interesse in fase di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria rileverà solo che i versamenti effettuati risultino essere congrui in relazione al criterio di versamento prescelto.

Sanzioni legate all’irregolare versamento degli acconti

Tale conclusioni assumono importanza soprattutto con riferimento alle sanzioni applicate in caso di adozione del metodo previsionale e versamento di acconti insufficienti. Appare opportuno, infatti, ricordare che in caso di errore nella rideterminazione e/o nel versamento dell’acconto, si va incontro all’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente. Mi riferisco alla sanzione ordinaria del 30% dell’imposto non versato, oltre agli interessi legali. La sanzione viene applicata dall’Amministrazione finanziaria con l’emissione del c.d. “avviso bonario“.

Acconto imposte: versamento, scadenze, codici tributo

Il versamento degli acconti relativi alle imposte sui redditi deve essere effettuato utilizzando il modello F24. Per le persone fisiche non titolari di partita IVA versamenti sotto i tremila euro possono essere effettuati con modalità cartacea presentando il modello F24 in banca. Per le persone fisiche titolari di partita IVA e per le imprese i versamenti devono essere effettuati con modello F24 da presentare obbligatoriamente con modalità telematica. Mi riferisco al versamento tramite home banking o tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il modello F24 con saldo zero, o comunque in compensazione (anche parziale) comunque, deve essere presentato con modalità telematica, ovvero i canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Per approfondire le modalità di compilazione e di versamento dei modelli F24: “F24 Editabile: modalità di compilazione e versamento“.

Codici tributo per il versamento degli acconti

Per il versamento del secondo acconto si dovranno utilizzare i seguenti codici tributo:

  • Codice tributo 2002 – Ires Acconto seconda rata o unica soluzione;
  • Codice tributo 4034 – Irpef  Acconto seconda rata o unica soluzione;
  • Codice tributo 1794 – Imposta sostitutiva regime fiscale di vantaggio Acconto seconda rata o unica soluzione;
  • Codice tributo 3813 – Irap Acconto seconda rata o unica soluzione.

Il termine per il versamento del secondo acconto d’imposta, è fissato entro la fine dell’undecimo mese dalla chiusura del periodo d’imposta, se si tratta si società, mentre per le persone fisiche il termine coincide sempre con il 30 novembre.

Per quanto riguarda le regole di versamento con modello F24 ti rimando a questo contributo: “F24 telematici: le regole di versamento“.

Rateazione del secondo acconto imposte del 30 novembre: è possibile?

Il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi del 30 di novembre avviene con un unico versamento senza possibilità di rateazione, a differenza del primo acconto che si può rateizzare (fino a sei rate). Come anticipato, non vi è una possibilità permessa dalla norma per rateizzare questo importo (che solitamente è molto rilevante come importo). Per questo motivo chi non riesce ad affrontare questo tipo di versamento in unica soluzione si trova di fronte a due diverse possibilità, con diversi risvolti pratici. Mi riferisco alle seguenti:

  • La possibilità di ricorrere all’indebitamento bancario. Sostanzialmente è l’istituto bancario che anticipa gli importi necessari al versamento delle imposte. In questo modo il contribuente rispetta la scadenza e rateizza il rientro del debito verso la banca;
  • La possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso. Il contribuente suddivide l’importo dovuto nel secondo acconto in rate mensili (bimestrali o trimestrali) aggiungendo di volta in volta l’importo delle sanzioni, ridotte con ravvedimento, e gli interessi.

L’aspetto che deve essere sottolineato è che entrambe queste soluzioni comportano un aggravio di costi per il contribuente. Mi riferisco all’applicazione di interessi finanziari o all’applicazione di sanzioni ed interessi. Inoltre, molto spesso l’Agenzia delle Entrate, in caso di applicazione del ravvedimento operoso, non è in grado di riconoscere i versamenti effettuati e quindi si è chiamati a fornire le dovute spiegazioni (con aggravi anche di tempo per il contribuente).

RAVVEDIMENTO OPEROSO PER RITARDATI OD OMESSI VERSAMENTI DI IMPOSTE

I contribuenti che commettessero errori nella determinazione del secondo acconto delle imposte sui redditi, o che effettuano in ritardo il versamento, possono usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 D.Lgs. n. 472/97). Attraverso il ravvedimento è possibile ottenere la riduzione delle sanzioni previste per l’omesso o insufficiente versamento dell’acconto, pari al 30% dell’omesso versamento:

  • Ad 1/10 pari al 3%, qualora il pagamento del dovuto a titolo di acconto ed interessi sia effettuato entro 30 giorni dalla data di scadenza del termine di versamento;
  • Ad 1/8 pari al 3,75%, qualora il predetto versamento sia effettuato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.
SANZIONE RIDOTTATERMINE DI VERSAMENTO
1/10 del 1% per ogni giorno di ritardoEntro 14 giorni dalla scadenza
1/10 del 15%Dal 15° al 30° giorno di scadenza
1/9 del 15%Dal 31° al 90° giorno di scadenza
1/8 del 30%Dal 91° al termine della presentazione della dichiarazione inerente l’anno della violazione
1/7 del 30%Entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo alla violazione
1/6 del 30%Entro il termine di accertamento
Tabella ravvedimento operoso secondo acconto imposte

Per approfondire: “Ravvedimento operoso: calcolo online“.

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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