Royalty su marchi: La Pianificazione Fiscale

0
15036

E’ possibile sfruttare Royalty e Marchi d’impresa in ottica di pianificazione fiscale? Il percepimento a titolo personale di royalty su marchi può essere uno strumento di tax planning. Il tutto a patto di rispettare alcuni requisiti per evitare problematiche di elusione fiscale.

Quando si parla di pianificazione fiscale non è possibile sottovalutare l’importanza di Royalty e Marchi d’impresa. Inutile nascondersi, tutte le grandi imprese utilizzano questi elementi per il proprio tax planning.

Per farti un esempio concreto, ne ho già parlato in questo articolo, ove analizzato le strategie di tax planning del marchio IKEA.

IKEA: strategie di Tax Planning

Senza entrare nei dettagli, il marchio è di proprietà di una società lussemburghese. Tutti i negozi a marchio IKEA sul territorio italiano ogni anno devono pagare canoni a questa Holding lussemburghese.

Gli importi che le società italiane pagano a titolo di royalty su marchi sono dei costi deducibili. Volendo semplificare si tratta di importi per i quali la società italiana risparmia il 24% di IRES.

In pratica ogni 100K di utili trasferiti a titolo di royalties sul marchio hai risparmiato € 24.000 di imposte. Il tutto all’interno dello stesso gruppo multinazionale.

Il vantaggio è che per una norma interna la holding in Lussemburgo paga su quel reddito un importo infinitesimale di imposte.

Se sfruttata nel modo corretto la corresponsione di royalty su marchi può portare ad una ottimizzazione del carico fiscale. Questa ottimizzazione passa attraverso anche il trattamento di vantaggio che in Italia hanno le royalty sul diritto di autore.

Per questo motivo ho decido di trattare in questo articolo i vantaggi che si possono ottenere sfruttando nel modo corretto i marchi in ambito aziendale.

Cominciamo!

Attenzione però, come vedrai questa strategia è utile solo a determinate condizioni. Altrimenti, potresti incorrere in non piacevoli problematiche fiscali.

Royalty su marchi
Royalty su marchi

COME UTILIZZARE I MARCHI IN OTTICA DI PIANIFICAZIONE FISCALE

Il punto di partenza di questa analisi è dato dall’agevolazione legata alla tassazione dei proventi da diritto di autore in Italia.

Ne ho parlato approfonditamente in questo articolo:

Redditi da diritto di autore: tassazione

Sostanzialmente, quello che occorre sapere in questa analisi è che vi è la possibilità di ottenere una detassazione del 25% dei canoni derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore su marchi e brevetti.

Per fare un esempio, se hai percepito € 1.000 di royalty, avrai una tassazione solo su € 750. In pratica ottieni sempre un imponibile esente da tassazione per il suo 25%.

Come sfruttare questo vantaggio?

Devi fare attenzione perché questo tipo di operazione si può attuare solo nel caso di creazione di un nuovo prodotto, o di un nuovo business. Nel caso potresti pensare di registrare di:

  • Individuare una società del gruppo (che può essere la Holding) che si occuperà di sviluppare il marchio e di procedere alla sua registrazione;
  • Concedere lo sfruttamento del marchio ad un altra società del gruppo, operativa, che si occuperà di produrre e distribuire il prodotto.

Questa è la procedura seguita da tantissime multinazionali. Sfruttando la diversa localizzazione di Holding e società operative, arrivano ad effettuare pianificazioni fiscali importanti.

Questa possibilità può essere sfruttata anche se non ho un gruppo multinazionale?

La risposta è si, ma solo a determinate condizioni. Se stai creando un nuovo prodotto puoi pensare di registrare il marchio a titolo personale. In questo modo la tua SRL potrà sfruttarlo economicamente.

Con un contratto per lo sfruttamento economico del diritto di autore la SRL pagherà dei canoni (royalty su marchi) legati al diritto di autore. Tu percepirai royalties esenti da tassazione per il 25%.

IL RISPARMIO DI TASSAZIONE PER UNA PERSONA FISICA

Utilizzando lo sfruttamento economico del marchio per una persona fisica è possibile ottenere un notevole risparmio fiscale.

Ad esempio, la tua tassazione IRPEF può variare da:

  • Un minimo del 17,25%, ovvero il 75% dell’aliquota IRPEF più bassa, il 23%;
  • Un massimo del 32,25%, ovvero il 75% del 43% di IRPEF.

Se pensi che la maggior parte degli imprenditori preleva i propri compensi dalla SRL utilizzando il “compenso amministratore” puoi capire benissimo i vantaggi.

Il compenso amministratore, oltre a subire tassazione IRPEF piena, prevede il versamento dei contributi INPS alla gestione separata.

ROYALTY SU MARCHI: GLI ACCORGIMENTI DA PRENDERE

Come hai appena visto la possibilità di sfruttare nel modo corretto le royalty su marchi e brevetti può permettere un’ottima pianificazione fiscale.

Non bisogna, tuttavia, correre subito a registrare il proprio marchio. Come tutte le opportunità in ambito fiscale è necessario tenere in considerazione molti aspetti.

Andare a registrare il proprio marchio incassando i canoni derivanti potrebbe metterti, infatti, in una posizione non in regola da un punto di vista fiscale.

E’ opportuno, infatti, a mio avviso effettuare una piccola riflessione sulla validità di una posizione fiscale legata alle royalty su marchi e brevetti aziendali.

Quello che posso dirti è che quanto scritto sinora rappresenta una possibilità teoricamente valida, ma che deve essere correttamente inquadrata nella tua situazione fiscale personale e societaria.

Senza tutto questo diventa difficile applicare correttamente questo vantaggio fiscale.

Vediamo, di seguito gli errori da non commettere nella registrazione di un marchio aziendale. In ogni caso, ti consiglio di pianificare ogni scelta con il tuo dottore Commercialista di fiducia.

ERRORI DA NON COMMETTERE NELLA REGISTRAZIONE DEI MARCHI AZIENDALI

L’applicazione di una normativa fiscale, anche se perfettamente lecita, deve passare attraverso un’analisi della propria situazione fiscale. Per questo motivo un consulente fiscale è indispensabile.

Tuttavia, in modo molto generico passiamo in rassegna i principali errori da non commettere se vuoi mettere a reddito un brevetto o un marchio.

ERRORE 1) NON REGISTRARE UN MARCHIO GIA’ UTILIZZATO DA TEMPO

L’errore più comune che vedo realizzare da chi vuole sfruttare economicamente il proprio marchio è quello della registrazione senza controllo.

Se hai già un marchio esistente ed è già utilizzato dalla tua azienda per la vendita dei prodotti, non puoi pensare di registrare il marchio per sfruttare fiscalmente la disciplina sul diritto di autore.

Mi è capitato, infatti, di fare consulenza ad imprenditori che, allettati dalla possibilità del risparmio fiscale, hanno registrato a proprio nome un marchio storico aziendale.

Oppure, può accadere che l’imprenditore non si era reso conto di non aver registrato il marchio. Questo, anche se l’azienda lo stava utilizzando da diversi anni. Per questo lo ha poi registrato a nome proprio.

Ebbene, tutte queste posizioni non sono corrette fiscalmente, e non sono difendibili.

Quello che si deve dire è che la registrazione del marchio aziendale in se è per sé non è illegale e nemmeno una pratica scorretta.

Tuttavia, pretendere che la tua azienda inizi a pagare dei canoni all’imprenditore per un marchio che in precedenza era utilizzato liberamente è un comportamento sanzionabile (elusione fiscale).

Tutto questo diventa ancora più grave se la registrazione personale del marchio è avvenuta dopo che lo stesso è stato sviluppato utilizzando risorse aziendali.

Per farti un esempio, se l’azienda riceve fatture del grafico che ha realizzato il logo, oppure si deduce i costi del personale che ha lavorato su quel brevetto, l’operazione non può essere regolare fiscalmente.

Se ci rifletto, se i costi per la creazione del marchio o del brevetto sono sostenuti dall’azienda, perché lo stai registrando personalmente?!

Se ti trovi in una fattispecie come questa devi sapere che sei passibile di accertamento, con il disconoscimento di tutti i vantaggi ottenuti dall’operazione. Il tutto con sanzioni che come minimo vanno dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta.

ERRORE N 2) LA DEDUZIONE DEI COSTI DELLE ROYALTIES

Una seconda tipologia di errore spesso commessa nello sfruttamento delle royalty su marchi è quella di andare a dedurre sull’azienda le royalty pagate al soggetto che ne detiene il diritto di autore.

Anche se non hai commesso l’errore precedente sulla registrazione, c’è un secondo aspetto a cui devi prestare assoluta attenzione. Mi riferisco al cd “principio di inerenza“.

Si tratta della regola fiscale che ti impone, prima di scaricare un costo aziendale di essere in grado di dimostrare che quel costo è inerente all’attività svolta.

Sostanzialmente, si tratta di dimostrare che il costo sostenuto è relativo ad una operazione che si tradurrà in una vendita, quindi un valore positivo per l’impresa.

Per farti capire, torniamo all’esempio di IKEA. Il valore del marchio IKEA è talmente forte che qualsiasi oggetto veda aggiungersi quel marchio acquista automaticamente un valore maggiore.

Quello che voglio dire è che il “brand” IKEA, con la sua rete di negozi nel mondo è un fattore determinare del processo di vendita di quel gruppo. Il marchio è in grado di aumentare il valore del singolo pezzo venduto.

In questo caso, non vi sono problemi per le società operative che pagano i canoni alla società che detiene il marchio. Per loro si tratta sicuramente di un costo inerente l’attività.

Tutto questo, inevitabilmente cambia e viene meno nelle aziende di minori dimensioni. In questi casi la possibilità di provare il valore del proprio marchio è più difficile.

LA PROVA DEL VALORE DEL MARCHIO

Sostanzialmente per sfruttare le royalty su marchi, occorre provare che, alternativamente:

  1. Grazie al marchio la tua merce aumenta di valore sul mercato;
  2. Grazie al marchio sei stato in grado di aumentare il numero delle vendite.

L’errore che si commette è quello di stipulare l’accordo economico di sfruttamento del marchio, facendo accollare tutti i costi di pubblicità a carico della società che lo sfrutta.

Spesso, infatti, chi detiene il marchio non investe in prima persona la sviluppare la reputazione del brand.

In questi casi il marchio ha acquisito forza grazie ai costi sostenuti dalla società e non dalla persona fisica (esempio il socio). Soggetto che ad un certo punto ha deciso di effettuare la registrazione e di percepire le royalties.

Per questo motivo è importante che chi detiene la paternità del marchio lo promuova direttamente quanto più possibile, altrimenti diventa difficile sostenere che i costi di promozione siano legati da chi quel marchio non lo detiene.

Puoi star certo che se tutte le fatture relative alla pubblicità ed al marchio sono a carico della società allora ti sarà quasi praticamente impossibile scaricare i costi delle royalties.

ROYALTY SU MARCHI: CONCLUSIONI

La possibilità di sfruttare la possibilità di ottenere una tassazione vantaggiosa attraverso i marchi e le royalty è più una ipotesi teorica che pratica per le PMI italiane.

La possibilità di sfruttare la disciplina sul diritto d’autore esiste, ma concretamente è necessario avere un marchio forte e conosciuto per poterla applicare.

Tutte le volte in cui ci si trova di fronte a marchinuovi” o poco conosciuti il rischio di incorrere in una contestazione fiscale è molto forte. I vantaggi potrebbero tramutarsi in poco tempo in sanzioni da pagare.

Questo tipo di strumento è uno dei principali utilizzati da molte multinazionali nel mondo. Questo perché i marchi che utilizzano sono forti, ed in questo caso la variante non è data dalla registrazione a carico di una persona fisica. Piuttosto, invece, il tutto passa dalla locazione della società che detiene la proprietà di questi “intangibles“.

In ogni caso, per sapere se puoi utilizzare questo ingegnoso sistema devi sicuramente parlarne con il tuo dottore Commercialista di fiducia. Solo così potrai analizzare nei minimi dettagli la tua situazione societaria e personale.

Se hai bisogno di un consulente esperto, non esitare mettiti in contatto con me per ricevere una consulenza personalizzata.

Se vuoi conoscere altri sistemi per prelevare dalla SRL con risparmio fiscale allora leggi subito questo articolo.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here