Riscatto di laurea

Oggi parliamo di che cos’è il riscatto del corso di laurea, una possibilità introdotta dall’INPS per garantire contributi a fini pensionistici anche a tutti gli studenti universitari che hanno conseguito una laurea.

Il riscatto di laurea è rivolto a chi ha conseguito un titolo di studio, e ci sono alcune novità per quest’anno. Va ricordato che il riscatto di laurea di fatto offre la possibilità di equiparare gli anni di studio agli anni di lavoro, portando a fini pensionistici i contributi ipoteticamente cumulati durante lo studio.

La domanda di riscatto di laurea è presentabile anche da tutti quegli studenti che al momento sono inoccupati e che non sono mai stati iscritti a una cassa di previdenza come l’INPS.

Di conseguenza si tratta di giovani che non hanno ancora iniziato l’attività lavorativa, all’estero o in Italia.

Questo vuol dire che un laureato, nel caso in cui non sia occupato, o non abbia ancora una gestione INPS, può procedere a chiedere il riscatto di laurea che andrà a formare una parte di contributi a fini pensionistici. Questa procedura è utile anche ai fini di prepensionamento.

Riscatto di laurea
Riscatto di laurea: cos’è e come funziona nel 2021

Riscatto di laurea: digitalizzazione dei sistemi INPS

Il riscatto di laurea è disponibile già da tempo, ma in risposta alle nuove necessità di digitalizzazione, tutti i sistemi INPS stanno andando nella direzione telematica, ed è possibile anche simulare l’ipotetico riscatto di laurea.

L’INPS ha comunicato recentemente, tramite una circolare ufficiale, quali sono le parti del sito dedicato alle nuove domande per riscatto di laurea, ma non solo. In questa comunicazione l’INPS include anche argomenti importanti come il riscatto di contributi pensionistici e le domande di ricongiunzione contributi.

La premessa della comunicazione ufficiale dichiara che l’ente previdenziale è coinvolto in un processo di telematizzazione di tutti i servizi, partito già nel 2010. Questo perché per facilitare l’accesso ai servizi dell’ente di previdenza, è stato deciso l’utilizzo unicamente del canale telematico on-line.

L’intero processo prende parte ad un piano più grande di digitalizzazione, deciso dal governo e riconfermato anche per il 2021.

Come accedere ai servizi telematici INPS

Prima di vedere nel dettaglio come funziona il riscatto di laurea, dobbiamo fare una premessa sul funzionamento dei servizi telematici. Il portale online INPS ha introdotto un sistema di accesso unificato che garantisca l’invio delle domande di riscatto ai fini pensionistici. Come spiega la circolare, le domande andranno presentate telematicamente attraverso tre canali:

  • Servizio web: ogni cittadino può accedere al portale ufficiale dell’INPS per presentare richieste e domande di accesso ai servizi;
  • Contact Center: in questo caso il cittadino può raggiungere gli operatori INPS telefonando al numero 803.164, per chi chiama da telefono fisso, o al numero 06164164, per chi usa telefoni cellulari;
  • Patronati e professionisti abilitati: il cittadino che vuole assistenza, e non vuole procedere da solo, può comunque chiedere l’aiuto di servizi offerti da patronati e altri intermediari, che a loro volta si avvalgono dell’utilizzo del portale ufficiale INPS.

In questa circolare l’INPS ricorda anche che tutte le domande non presentate in queste modalità non verranno prese in considerazione. Nel caso di riscatto di laurea o di ricongiunzioni pensionistiche è necessario proseguire utilizzando la homepage del sito e selezionando “home riscatti” e “home ricongiunzioni“.

Riscatto di laurea: chi può chiederlo

Tornando al riscatto di laurea, bisogna analizzare la situazione del richiedente prima di procedere alla domanda, e capire se si rientra in una delle casistiche previste dall’INPS. In linea generale ci sono alcuni semplici requisiti per poter chiedere il riscatto di laurea:

  • Aver conseguito un diploma di laurea o titoli equiparati;
  • Si può chiedere il riscatto di laurea per periodi che non sono già coperti da contributi o erogati da INPS o altri regimi previdenziali;
  • Bisogna essere titolare di almeno un contributo obbligatorio, ad esclusione delle persone che al momento sono inoccupate.

Bisogna fare attenzione anche alle tipologie di lauree o diplomi universitari per cui si può chiedere il riscatto pensionistico. Anche in questo caso siamo di fronte ad alcune limitazioni che vengono spiegate dall’INPS nella pagina dedicata.

Secondo quanto dichiarato, si possono riscattare i seguenti titoli universitari:

  • Diplomi universitari brevi: in questo caso i corsi devono essere almeno di durata di due anni e non devono superare i 3 anni. In questa specie rientrano le lauree triennali;
  • Diplomi universitari di lungo periodo: in questo caso i corsi devono essere stati di almeno di 4 anni di durata, con un limite massimo di 6 anni. Questo vuol dire che in questa fattispecie rientrano le lauree magistrali. Sono esclusi automaticamente gli studenti che superano i 6 anni di durata fuori corso;
  • Diplomi di specializzazione: possono essere stati conseguiti dopo la laurea o al termine di un corso di durata non inferiore di 2 anni;
  • Dottorati di ricerca: in questo caso i corsi sono regolati da specifiche norme di legge;
  • Titoli accademici successivi, secondo decreto 3 novembre 1999 n. 509.

Riscatto di laurea: quando si viene esclusi

In tutti i casi visti prima, si tratta di studenti universitari che hanno regolarmente conseguito un diploma di laurea secondo le modalità consuete della laurea triennale o magistrale.

Sono incluse quindi anche le lauree specialistiche e i dottorati di ricerca.
Un caso a parte va analizzato per quanto riguarda i diplomi di tipo artistico musicale.

Anche questi possono essere interessati dal riscatto di laurea pensionistico, purché i titoli di studio conseguiti siano di fatto diplomi accademici di primo o secondo livello, di specializzazione o di ricerca.

Non possono beneficiare del riscatto di laurea tutti gli studenti che sono iscritti fuori corso oltre i periodi di tempo che abbiamo visto, o quegli studenti laureati che sono già coperti da contributi obbligatori o da riscatti, anche presso altri regimi previdenziali.

Il riscatto di laurea è da richiedere anche per particolari periodi, non è obbligatorio coprire tutta la durata del corso con il riscatto di laurea. Va ricordato inoltre che non c’è possibilità di rinunciare alla contribuzione una volta richiesta. Non si può interrompere questo tipo di contribuzione una volta che la domanda è stata accettata e presa in carico.

Riscatto di laurea per cittadini inoccupati e prepensionamento

Abbiamo visto che è possibile richiedere il riscatto di laurea anche da parte di chi al momento risulta disoccupato, e non è ancora iscritto a nessuna forma obbligatoria di previdenza.

Escludendo anche tutte le persone che hanno iniziato attività lavorative all’estero, il riscatto di laurea può essere richiesto da chi, passato un determinato periodo di tempo dopo la laurea, si trova ancora senza lavoro.

È importante conoscere questa informazione per poter chiedere il contributo a fine pensionistico. Un altro aspetto di cui tenere conto è la motivazione per cui si chiede il riscatto di laurea. E’ possibile infatti attingere al prepensionamento, tramite riscatto di laurea, versando un contributo per ogni anno da riscattare, in base ad uno specifico calcolo.

È previsto anche un riscatto agevolato applicabile solo se il periodo in cui si chiede di applicarlo è da collocare nel sistema contributivo. Questo riscatto prevede però un onere di 5.200 euro circa per ogni anno. Questo caso particolare si rivolge a tutte quelle persone che vogliono utilizzare il riscatto di laurea per includere nel calcolo degli anni di pensione anche gli anni di studio.

Molti si chiedono se sia conveniente oppure no dover versare una cifra di questa entità per riscattare gli anni in cui si studiava. Potrebbe essere vantaggioso per andare in pensione prima del previsto, anticipando i tempi.

Versare il riscatto di laurea, che può anche essere fatto tramite rate, può garantire l’accesso al pensionamento prima dei tempi previsti. In questo modo si diminuiscono gli anni di lavoro, ma la procedura comunque comporta una spesa per coprire questi contributi non indifferente.

Riscattare ogni anno di studio costa, e non sempre optare per questo tipo di riscatto è vantaggioso. Si consiglia di adoperare questo sistema solo a chi effettivamente desidera il prepensionamento.

Periodi di studio all’estero: sono inclusi nel riscatto a fini pensionistici?

Una particolarità che viene anche affrontata e spiegata dall’INPS, riguarda i periodi di studio universitario che si sono svolti all’estero, fuori dai confini italiani. I titoli accademici conseguiti all’estero in linea generale non hanno valore in Italia. Ma sono riscattabili se vengono riconosciuti da università italiane o se si attesta che hanno valore legale in Italia.

Il riscatto di laurea è stato accolto positivamente dagli italiani. E molti si sono chiesti come funziona nel caso in cui avessero studiato in passato fuori dai confini italiani.
L’INPS comunica che è possibile riscattare anche singoli periodi di studio, se svolti all’estero, e se la laurea è stata conseguita in un altro paese. Ma deve essere riconosciuta e deve avere valore legale in Italia.

Per tutte quelle casistiche in cui gli studenti hanno conseguito il titolo di studio in Italia comunque riscatto è consentito, anche se alcuni periodi sono stati svolti all’estero.

Di fatto chi ha studiato all’estero e ha conseguito un titolo di studio fuori dall’Italia, può riscattare il titolo solo se esiste un procedimento amministrativo valido legalmente per cui il titolo viene convalidato anche nel nostro paese.

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