La Pensione Anticipata è il trattamento pensionistico erogato nei confronti dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ossia gli artigiani, commercianti e coltivatori diretti, ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi della stessa nonché agli iscritti presso la gestione separata dell’INPS e può essere raggiunto al perfezionamento del solo requisito contributivo a prescindere dall’età anagrafica.

La pensione anticipata è in vigore dal 1° gennaio 2012 (articolo 24, commi 10 e 11, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) e ha sostituito la Pensione di anzianità, accessibile per coloro che hanno maturato i relativi requisiti entro il 31 dicembre 2011, ossia i destinatari delle cd. norme di salvaguardia.

Dal 1° gennaio 2012 è entrata in vigore, al posto della pensione di anzianità, la pensione anticipata ordinaria, che consente di andare in pensione anche se non si sono raggiunti i requisiti per la pensione di anzianità, a condizione di aver maturato un’anzianità contributiva che resta a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a seguito del Decreto Pensioni fino al 2026. Il blocco degli aumenti per l’età pensionabile è fissato fino al 2026.

L’approvazione della Legge di bilancio 2022 ha apportato alcune novità per andare in pensione nel 2022 per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria. Infatti, dal 2022 l’accesso alla pensione anticipata sarà possibile con quota 102, oltre che con i requisiti ordinari pari a 41 e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini di contributi a cui aggiungere la finestra mobile di 3 mesi. Sono poi previsti requisiti differenti per i lavoratori precoci con almeno 12 mesi di attività lavorativa prima dei 19 anni, appartenenti a particolari categorie (disoccupati, invalidi civili, caregiver e lavoratori addetti a mansioni gravose), i quali devono maturare solamente 41 anni di contributi, con una finestra di 3 mesi per la decorrenza.

Quota 102 consente l’uscita ai nati entro il 31 dicembre 1958 che maturano i 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022, inoltre è stata prorogata opzione donna e dell’ape sociale. Quota 102 permette di uscire con 64 anni e 38 anni di contributi se i requisiti sono raggiunti tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2022. Resta ferma la finestra mobile di tre mesi per i lavoratori del settore privato e di sei mesi per il settore pubblico.

Vediamo cosa c’è da sapere.


Cos’è la pensione anticipata?

La Pensione Anticipata è il trattamento pensionistico erogato nei confronti dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ossia gli artigiani, commercianti e coltivatori diretti, ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi della stessa nonché agli iscritti presso la gestione separata dell’INPS e può essere raggiunto al perfezionamento del solo requisito contributivo indipendentemente dall’età anagrafica.

Con tali categorie il legislatore ha inteso racchiudere tutti i lavoratori che svolgono attività c.d usuranti. Agli stesso è consentito di accedere prima alla pensione di anzianità, cioè senza rispettare il tetto dei 67 anni.

La pensione di anzianità è una prestazione economica che si poteva ottenere facendo valere, esclusivamente, un certo numero di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica raggiunta. Le pensioni di anzianità si sono esaurite definitivamente nel 2018, con la fine del sistema retributivo.

Chi può beneficiare della pensione anticipata?

Requisiti pensione anticipata fino al 2026

UominiDonne
202142 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi
202242 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi
202342 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi
202442 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi
202542 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi
202642 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi

Dal 1° gennaio 2012 è entrata in vigore, al posto della pensione di anzianità, la pensione anticipata ordinaria, che consente di andare in pensione anche se non si sono raggiunti i requisiti per la pensione di anzianità, a condizione di aver maturato un’anzianità contributiva che resta a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a seguito del Decreto Pensioni fino al 2026.

Come contropartita della sospensione dall’adeguamento Istat, è stato previsto, per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2019 una finestra mobile che comporta lo slittamento nella percezione del primo rateo di pensione in misura pari a tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

Per i lavoratori senza contributi al 31/12/1995 è possibile un’ulteriore uscita con 64 anni di età e 20 anni di contributi.

La pensione anticipata può essere concessa a beneficio di soli alcuni soggetti, nel rispetto di determinati limiti di età e di anzianità contributiva sono le seguenti:

  • lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti;
  • lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”;
  • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo;
  • lavoratori notturni a turni;
  • lavoratori notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo.

A tal proposito, come suddetto, i lavoratori in questione dovranno invero, rispettare il limite degli anni di contributo. Questo equivale a:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 1o mesi di contributi per le donne.

A fronte invece, dei 20 anni richiesti in caso di pensione di vecchiaia, ossia il beneficio subordinato al requisito di età.

La pensione anticipata ha sicuramente un indubbio vantaggio. Essa è una misura che conviene rispetto alla pensione di vecchiaia, poiché soddisfa questo bisogno consentendo di smettere di lavorare prima del compimento dei 67 anni di età, potendo accedere già a 63 al contributo. Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica, infatti tale istituto comunque comporta anche alcuni considerevoli svantaggi.

Probabilmente non saprai che accedendo alla pensione anticipata si accetta di avere un assegno più basso rispetto a quello che sarebbe stato riconosciuto al compimento dei 67 anni. La Riforma Fornero ha previsto alcuni disincentivi per chi richiede la pensione anticipata prima di aver maturato i requisiti necessari per la pensione di vecchiaia, pertanto sarà prevista una riduzione dell’assegno pensionistico del:

  • 1% per ogni anno di anticipo entro un massimo di due anni;
  • 2% per gli anni ulteriori ai primi due.

In caso di frazionamenti di anni, la riduzione è proporzionale al numero di mesi.

Presentazione istanza accesso alla pensione anticipata

lavoratori che svolgono attività usuranti possono proporre istanza di accesso alla pensione anticipata al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge. Questi ultimi dovranno essere posseduti tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre dello stesso anno.

Laddove, il lavoratore soddisfi i requisiti devono presentare domanda entro la scadenza del 1° maggio 2021.

Tuttavia, laddove non dovessi presentare per tempo la domanda, non ti è del tutto preclusa la possibilità di accedere alla pensione anticipata. Per le domande presentate oltre la scadenza ed in presenza dei requisiti richiesti, viene semplicemente differita la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo le seguenti indicazioni:

  • un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese;
  • due mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese e inferiore a tre mesi;
  • tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

In un momento successivo, l’INPS ti comunicherà l’esito della tua domanda che può essere di accoglimento, rigetto o in attesa di accertamento del possesso dei requisiti prescritti dalla legge.

Quando si può andare in pensione nel 2022?

Pensione di vecchiaia

Per ottenere la pensione di vecchiaia è necessario possedere avere almeno 20 anni di contributi e avere 67 anni di età.

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo, ha diritto alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi con 71 anni di età.

I requisiti continueranno, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029, salvo variazioni di rilievo nella speranza di vita media.

Pensione anticipata

E’ possibile andare in pensione anticipata con i seguenti requisiti:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • con una finestra di attesa pari a 3 mesi.

La pensione anticipata contributiva

Oltre a poter ottenere la pensione al perfezionamento dell’anzianità contributiva dei 42 anni e 10 mesi richiesti per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, i lavoratori che hanno aperto la propria posizione contributiva dopo il 31 dicembre 1995 hanno la possibilità di ottenere il trattamento anticipato al compimento dei 64 anni di età, requisito quest’ultimo sempre soggetto ad adeguamento alla speranza di vita.

Premesso che il trattamento decorre in questo caso senza che sia prevista alcuna finestra, due le ulteriori condizioni che è tuttavia necessario soddisfare:

  • almeno 20 anni di contributi effettivi accreditati (ai fini del computo si considerano cioè come validi i soli contributi obbligatori, volontari o da riscatto, mentre vengono ad esempio “scartati” i contributi accreditati figurativamente per disoccupazione, malattia e/o prestazioni equivalenti);
    aver maturato un assegno pensionistico di importo mensile pari o superiore a 2,8 volte quello dell’assegno sociale (468,10 euro x 2,8 = 1.310,68 euro per il 2022).

Pensione anticipata lavoratori precoci

Per i lavoratori precoci appartenenti a determinate categorie tutelate è possibile ottenere la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi. Occorre aver versato almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo (compresi quelli riscattati per omissioni contributive) prima del compimento del 19esimo anno di età, per i quali il diritto alla pensione anticipata matura con 41 anni di contributi, qualora:

  • siano in stato di disoccupazione involontaria a seguito di licenziamento e abbiano concluso da almeno 3 mesi l’eventuale indennità di disoccupazione;
     assistano da almeno 6 mesi in qualità di caregiver il coniuge o un parente di primo grado con handicap e in condizioni di gravità (oppure parente o affine di secondo grado convivente se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità hanno compiuto 70 anni o sono anch’essi affetti da patologie invalidanti);
     presentino un’accertata riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%;
     abbiano svolto attività usuranti (come individuate dalla legge) per un periodo di tempo pari ad almeno 6 degli ultimi 7 anni di attività lavorativa, 7 degli ultimi 10, oppure la metà della vita lavorativa complessiva.

Quota 102

Per il 2022 sarà possibile andare in pensione con 38 anni di contributi e 64 anni di età. Ma si tratta di una misura-ponte in attesa di una soluzione più strutturale e stabile per gli anni successivi. Quota 102 introduce la facoltà di uscire con 64 anni e 38 anni di contributi se i requisiti sono raggiunti tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2022. Resta ferma la finestra mobile di tre mesi per i lavoratori del settore privato e di sei mesi per il settore pubblico.

Ape sociale

L’APE sociale è un sussidio economico introdotto dall’articolo 1, co. 179 della Legge di bilancio 2017 erogata fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia in favore di alcune categorie di lavoratori meritevoli di una particolare tutela da parte del legislatore a condizione di avere raggiunto il 63° anno di età e aver raggiunto 30 o 36 anni di contributi.

L’APE Sociale è un sostegno economico al reddito fino al raggiungimento dell’età pensionabile. L’importo dell’indennità economica è calcolato sulla base all’ammontare del futuro trattamento pensionistico di vecchiaia.

Il limite massimo è di 1.500 euro lordi per 12 mensilità ed è soggetto alla tassazione ordinaria.

Possono beneficiarne i lavoratori dipendenti, i lavoratori parasubordinati ed i lavoratori autonomi.

Possono beneficiare dell’APE Sociale i lavoratori iscritti alle varie gestioni INPS, che abbiano raggiunto i 63 anni di età.

Inoltre possono beneficiarne coloro che hanno cessato il lavoro, sono residenti in Italia e si trovano in una delle seguenti quattro condizioni:

  • Hanno almeno 30 anni di contributi e sono in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi, che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • Hanno almeno 30 anni di contributi e al momento della richiesta di Ape sociale e assistono da almeno 6 mesi il coniuge, la persona con cui è contratta l’unione civile o un parente di primo grado convivente(genitori o figli) con handicap in situazione di gravità;
  • Hanno almeno 30 anni di contributi e sono riconosciuti invalidi dalle commissioni di invalidità civile almeno al 74%;
  • Sono lavoratori dipendenti in possesso di almeno 36 anni di contributi che svolgono da almeno 7 anni negli ultimi dieci ovvero almeno 6 anni negli ultimi sette una o più delle attività lavorative di seguito elencate:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
    • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
    • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del Decreto legislativo n. 67/2011;
    • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

La concessione dell’indennità è subordinata alla residenza in Italia ed occorre aver cessato l’attività lavorativa. Per attività lavorativa si intende attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero.

Per quanto riguarda le donne, è prevista una riduzione dei requisiti contributivi richiesti, pari a 12 mesi per ciascun figlio.

La domanda per il riconoscimento dell’Ape sociale può essere presentata entro i termini di scadenza del 31 marzo, 15 luglio e, comunque, non oltre il 30 novembre.

Opzione donna

Opzione donna, come suggerisce il nome è un meccanismo riguardante esclusivamente una categoria di lavoratrici, ossia le donne con un determinato numero di contributi minimi e con un’età anagrafica minima. Possono usufruirne i lavoratori privati che pubblici, i lavoratori dipendenti e gli autonomi.

Opzione donna è riservato alle lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2020, compiono 58 anni (59 anni se autonome) in presenza di almeno 35 anni di contributi.

In base alle disposizioni della normativa occorre:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario avere compiuto 58 anni e possedere 35 anni di contributi al 31 dicembre 2020; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario avere compiuto 59 anni e possedere 35 anni di contributi al 31 dicembre 2020; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

1 COMMENTO

  1. Gent.ma Avv. Tesone,
    innanzitutto la ringrazio per il suo importante contributo nel renderci edotti su argomenti così importanti e di non di facile comprensione e le pongo una domanda, sempre che abbia inteso bene le nuove disposizione dell’attuale Governo, nell’ambito dei requisiti minimi per accedere all’Isopensione.
    Mi spiego meglio, in quanto dalle ultime novità, che fanno seguito al Recovery plan (o PNRR), non si è capito se le Aziende, ovviamente, solo per gli aventi diritto, possano permettere ai propri dipendenti di usufruire di uno scivolo di 4, 5 o addirittura 7 anni, anche se non rientranti delle caratteristiche da Lei elencate, ma accedendo all’art. 4 della Legge Fornero, che permetterebbe uno “svecchiamento”, quindi la contropartita di permettere ai giovani di entrare nel mondo del Lavoro, sostituendo, di fatto, coloro che, per esempio, con 38 anni di contributi + 5 anni di scivolo (pagati dall’Azienda), raggiungerebbero il traguardo dei 43 anni di contributi (42 + 10 anni per il 2021).
    Ringraziandola anticipatamente, resto in attesa di un suo cortese riscontro.

    Cordiali Saluti
    Massimiliano

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