Pensione anticipata: il Recovery plan (o PNRR) si è occupato anche della pensione anticipata. Ci sono novità all’orizzonte? Vediamo quali sono le scelte del Governo Draghi sul tema pensioni.

La pensione anticipata è uno dei tempi trattati nel Recovery Plan, ad oggi piano nazionale di ripresa e resilienza, ossia quel documento che a giorni sarà presentato in Parlamento, per poi giungere a Bruxells. Il documento individua le misure per il rilancio dell’economia nazionale a seguito della emergenza sanitaria. Esso ha ad oggetto una serie di interventi di cui alcuni in tema di pensioni.

Nella parte importante è dedicata alle pensioni. Nell’ambito del Recovery Plan, l’Italia è chiamata a dare piena attuazione alle passate riforme pensionistiche, per ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita. Su questa falsariga sono state previste delle correzioni anche alla disciplina della pensione anticipata.

Vediamo cosa c’è da sapere.


Cos’è la pensione anticipata?

La Pensione Anticipata è il trattamento pensionistico erogato nei confronti dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ossia gli artigiani, commercianti e coltivatori diretti, ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi della stessa nonché agli iscritti presso la gestione separata dell’INPS.

Con tali categorie il legislatore ha inteso racchiudere tutti i lavoratori che svolgono attività c.d usuranti. Agli stesso è consentito di accedere prima alla pensione di anzianità, cioè senza rispettare il tetto dei 67 anni.

La pensione anticipata può essere concessa a beneficio di soli alcuni soggetti, nel rispetto di determinati limiti di età e di anzianità contributiva sono le seguenti:

  • lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti;
  • lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”;
  • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo;
  • lavoratori notturni a turni;
  • lavoratori notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo.

A tal proposito, come suddetto, i lavoratori in questione dovranno invero, rispettare il limite degli anni di contributo. Questo equivale a:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

A fronte invece, dei 20 anni richiesti in caso di pensione di vecchiaia, ossia il beneficio subordinato al requisito di età.

Vantaggi e svantaggi

La pensione anticipata ha sicuramente un indubbio vantaggio. Essa è una misura che conviene rispetto alla pensione di vecchiaia, poiché soddisfa questo bisogno consentendo di smettere di lavorare prima del compimento dei 67 anni di età, potendo accedere già a 63 al contributo. Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica, infatti tale istituto comunque comporta anche alcuni considerevoli svantaggi.

Probabilmente non saprai che accedendo alla pensione anticipata si accetta di avere un assegno più basso rispetto a quello che sarebbe stato riconosciuto al compimento dei 67 anni. 

Presentazione istanza accesso alla pensione anticipata

lavoratori che svolgono attività usuranti possono proporre istanza di accesso alla pensione anticipata al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge. Questi ultimi dovranno essere posseduti tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre dello stesso anno.

Laddove, il lavoratore soddisfi i requisiti devono presentare domanda entro la scadenza del 1° maggio 2021.

Tuttavia, laddove non dovessi presentare per tempo la domanda, non ti è del tutto preclusa la possibilità di accedere alla pensione anticipata. Per le domande presentate oltre la scadenza ed in presenza dei requisiti richiesti, viene semplicemente differita la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo le seguenti indicazioni:

  • un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese;
  • due mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese e inferiore a tre mesi;
  • tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

In un momento successivo, l’INPS ti comunicherà l’esito della tua domanda che può essere di accoglimento, rigetto o in attesa di accertamento del possesso dei requisiti prescritti dalla legge.

Le novità in tema pensione anticipata del PNRR

Come abbiamo affermato nell’introduzione al presente articolo, sembra che il Recovery Plan, o anche ad oggi noto come PNRR, ha toccato alcuni punti in tema di pensioni. Da tempo oramai le istituzioni comunitarie richiedono infatti la piena attuazione delle riforme già introdotte in passato, al fine di ridurre il gettito dedicato al tema pensioni.

La pensione anticipata dovrebbe essere resa stabile con 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne. Essa sarà svincolata dalla aspettativa di vita ed eliminando qualsiasi divieto di cumulo tra lavoro e pensione e prevedendo agevolazioni:

  • per le donne madri; ad esempio 8 mesi ogni figlio fino a massimo 24 mesi;
  • per i caregiver, con riduzione di un anno;
  • infine per i precoci, maggiorando del 25% gli anni lavorati tra i 17 e i 19 anni di età.

Sempre in tema pensioni, il PNRR cancella definitivamente la c.d. Quota 100, ossia lo strumento che consentiva di andare in pensione “in via anticipata”per chi vanta almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni.

Il provvedimento introdotto dal primo governo Conte, probabilmente, sarà sostituito dal Quota 102, come auspicano in molti. In questo caso gli anni di contributi saranno sempre 38, ma l’età minima è innalzata a 64.

1 COMMENTO

  1. Gent.ma Avv. Tesone,
    innanzitutto la ringrazio per il suo importante contributo nel renderci edotti su argomenti così importanti e di non di facile comprensione e le pongo una domanda, sempre che abbia inteso bene le nuove disposizione dell’attuale Governo, nell’ambito dei requisiti minimi per accedere all’Isopensione.
    Mi spiego meglio, in quanto dalle ultime novità, che fanno seguito al Recovery plan (o PNRR), non si è capito se le Aziende, ovviamente, solo per gli aventi diritto, possano permettere ai propri dipendenti di usufruire di uno scivolo di 4, 5 o addirittura 7 anni, anche se non rientranti delle caratteristiche da Lei elencate, ma accedendo all’art. 4 della Legge Fornero, che permetterebbe uno “svecchiamento”, quindi la contropartita di permettere ai giovani di entrare nel mondo del Lavoro, sostituendo, di fatto, coloro che, per esempio, con 38 anni di contributi + 5 anni di scivolo (pagati dall’Azienda), raggiungerebbero il traguardo dei 43 anni di contributi (42 + 10 anni per il 2021).
    Ringraziandola anticipatamente, resto in attesa di un suo cortese riscontro.

    Cordiali Saluti
    Massimiliano

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here