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Rapporto di Lavoro a Tempo Indeterminato: elementi ed agevolazioni

Disciplina, qualificazione e agevolazioni.

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Il Rapporto di lavoro Subordinato a tempo indeterminato: definizione, elementi distintivi e agevolazioni previste.

L’assunzione a tempo indeterminato: quando può definirsi rapporto di lavoro subordinato e quali incentivi sono previsti? 

L’assunzione a tempo indeterminato è il contratto di lavoro più diffuso e ambito dai lavoratori dipendenti.

L’interesse per questa modalità d’assunzione sorge anche in capo al datore di lavoro, che deve valutare la composizione del proprio personale e gli sgravi fiscali previsti.

Bisogna domandarsi, tuttavia, se il rapporto di lavoro a tempo indeterminato è davvero il contratto più stabile e sicuro previsto nel nostro ordinamento per i dipendenti? Quali tipologie esistono? Quali benefici possono aversi?

Per scoprirlo procedi alla lettura dell’articolo. Il contratto di lavoro a tempo indeterminato sembra essere il “Sacro Graal” dei Rapporti di Lavoro. In questa guida illustrerò la disciplina e le norme di riferimento, nonché le agevolazioni principali previste per tale contratto.

Per procedere all’assunzione di un lavoratore dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato deve essere verificato, in primis, il beneficio che il lavoratore potrà apportare con l’inserimento in organico, quindi controllare attentamente gli istituti giuridici vigenti per qualificare il rapporto di lavoro con il proprio consulente di riferimento e valutare se è possibile beneficiare degli incentivi previsti.

Rapporto di lavoro a tempo indeterminato: definizione e disciplina

All’art. 2094 cc viene definito prestatore di lavoro subordinato colui che si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato è disciplinato dal D.Lgs. n. 23/2015, il quale ha inserito le tutele crescenti per tutti i contratti stipulati a decorrere dal 7 marzo 2015. Tali tutele si riferiscono alla natura risarcitoria, in caso di licenziamento illegittimo, rapportata alle spettanze di anzianità lavorativa.

Per i contratti a tempo indeterminato stipulati prima delle modifiche introdotte dal decreto, trovano applicazione le tutele previste dalla Legge n. 604/1966, non rapportate all’anzianità lavorativa.

Quali elementi tipici per la costituzione di un contratto di lavoro dipendente?

Il rapporto di lavoro subordinato è disciplinato dalle norme generali del contratto, per la costituzione sono richiesti tutti gli elementi tipici quali:

  • Capacità giuridica: l’attitudine a prestare l’attività lavorativa da parte del lavoratore, intendendosi anche il raggiungimento dell’età minima per le legge e l’assolvimento dell’obbligo scolastico prima di intraprendere un rapporto di lavoro;
  • La capacità di agire: la capacità di concludere un contratto valido, che dal lato del datore di lavoro si acquista al compimento dei 18 anni d’età mentre per il prestatore di lavoro si perfeziona con il compimento dell’età minima prevista dalla legge per l’accesso al lavoro (attualmente fissata a 16 anni d’età);
  • La capacità psico-fisica e idoneità ad tecnica: l’effettiva capacità a poter eseguire il proprio lavoro rispettando determinati requisiti (udito, vista, ecc.).

La durata del contratto di lavoro a tempo indeterminato è illimitata, la sua conclusione avviene quando una delle due parti esercita il recesso.

Altri requisiti per la stipulazione del contratto sono:

  • Il Consenso ovvero la volontà delle parti di concludere il contratto;
  • La Causa del contratto che deve essere lecita, questa consiste nello scambio tra la prestazione lavorativa ed il corrispettivo;
  • L’oggetto della prestazione deve essere possibile, lecito e determinato;
  • Ed infine per la validità, deve essere considerata la forma con cui deve essere concluso il contratto.

Salvo per le clausole aggiuntive, che possono essere inserite, non esiste alcun obbligo di forma scritta per il contratto a Tempo Indeterminato.

Indici di subordinazione per il lavoro dipendente

Per qualificare se il rapporto di lavoro sia di tipo subordinato, vengono analizzati una serie di indici di subordinazione, dai quali emerge la natura del rapporto.

Tali indici sono stati definiti con la sentenza n. 7024/2015 della Cassazione. In particolare, sono stati indicati:

  1. L’osservazione di un orario standard di lavoro;
  2. La percezione di una retribuzione fissa in funzione della prestazione di
    lavoro;
  3. La continuità della prestazione in funzione di collegamento tecnico
    organizzativo e produttivo
    con le esigenze aziendali;
  4. La soggezione personale del lavoratore al potere organizzativo, direttivo,
    disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua
    autonomia;
  5. L’inserimento nell’organizzazione aziendale.

Grava sul lavoratore che intende dimostrare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato l’onere di dimostrare l’esistenza di tali elementi. Si tratta, essenzialmente, delle stesse assunzioni che in caso di verifica portano ed essere riqualificato come lavoro dipendente il contratto di lavoro autonomo con le cd. “false partite Iva” e le prestazioni occasionali.

Assunzioni Obbligatorie

In ottica di effettuare un’assunzione a tempo indeterminato è bene tener presente anche la disciplina prevista in materia di assunzioni obbligatorie.

Per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con la Legge n. 68 del 1999 relativamente ai collocamenti obbligatori, al fine di favorire l’ingresso lavorativo di soggetti in situazioni psicofisiche o sociali svantaggiate, vige l’obbligo di assunzione di un lavoratore che versa in questo status al verificarsi del raggiungimento di 15 dipendenti con rapporto di lavoro subordinato.

Nel computo del numero di tali dipendenti deve essere considerata la percentuale del part-time e, come disciplinato dal DPR n. 333/2000, devono essere considerati nel computo il personale complessivamente occupato, con esclusione dal computo dei lavoratori indicati dalla Legge n. 68 del 1999, dei soci di cooperative, dei dirigenti, dei lavoratori assunti per attività lavorative estere, dei lavoratori somministrati, dei lavoratori a domicilio e socialmente utili.

Valutare altri contratti previsti dall’ordinamento

L’instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a seguito del ridimensionamento del grado di stabilità verificatosi con l’introduzione delle tutele crescenti, inizialmente non previste per questo contratto, comporta comunque una serie di obblighi in capo al datore di lavoro e prestatore di lavoro che è bene prendere in considerazione.

Prima di procedere con un’assunzione, verificata l’età del candidato, è prassi per le grandi aziende e PMI instaurare alternativamente un tirocinio, un contratto di lavoro di apprendistato (per lavoratori sino ai 29 anni di età), contratto a tempo determinato o inserire un periodo di prova della durata prevista dal CCNL di riferimento.

Questo iter viene seguito al fine di garantire un graduale inserimento nell’organico del dipendente, che è tenuto nei confronti del datore di lavoro ad adempiere alla prestazione per cui è stato assunto con diligenza e professionalità.

Qual’è il contenuto del contratto di lavoro dipendente?

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato può essere stipulato anche in forma orale, non essendo prevista alcuna forma specifica per legge.

In presenza di alcune clausole è necessario che lo stesso sia stipulato in forma scritta. Dopo
l’elencazione della generalità delle parti e della sede di lavoro, devono essere indicati gli elementi caratteristici per l’inquadramento del rapporto di lavoro.

La qualifica e le mansioni

Al fine di definire l’inquadramento per il quale il lavoratore è stato assunto, nel contratto di lavoro deve essere indicata:

  • La mansione, ovvero i compiti per cui il lavoratore sarà adibito, nel rispetto del CCNL prescelto, e
  • La qualifica, ovvero lo status del dipendente: se operaio, impiegato, quadro o dirigente.

Il periodo di prova

Al fine di una longeva permanenza, e “salutare” convivenza lavorativa, è prassi inserire un periodo di prova, che è stabilito dal CCNL di riferimento. Si tratta di un periodo di tempo per il quale le parti possono recedere liberamente prima dell’instaurazione definitiva del rapporto di lavoro.

Il periodo di prova non può essere inserito in un contratto di assunzione per mansioni cui il lavoratore era stato adibito precedentemente, mentre è lecito nel caso in cui lo stesso non abbia superato il periodo di prova in un precedente rapporto di lavoro con il medesimo datore di lavoro.

Il Periodo di Prova deve essere stipulato in forma scritta.

Per il computo del periodo di prova si intendono i giorni di lavoro effettivamente svolto. Non rientrano nel computo del periodo di prova la malattia, ferie, sciopero e il periodo in cassa integrazione.

Il recesso è libero per entrambe le parti durante il periodo di prova e senza preavviso.
Possono verificarsi delle cause di nullità del patto di prova in caso di:

  • Mancanza di forma scritta;
  • Motivi discriminatori che hanno comportato il mancato superamento del periodo di prova;
  • Mancato svolgimento della provata.

Le clausole di fidelizzazione del lavoratore

Vi è inoltre la possibilità di inserire una serie di clausole volte alla fidelizzazione del lavoratore. Queste possono essere clausole di:

  • Prolungamento del periodo di preavviso: in presenza di un lavoratore con particolare specializzazione, può essere stabilito un periodo di preavviso più lungo rispetto a quello previsto dal CCNL di riferimento. Questo per garantire al datore di lavoro il tempo necessario a reperire un lavoratore con le competenze richieste;
  • Patto di stabilità: una clausola che indica un periodo minimo di permanenza;
  • Patto di non concorrenza disciplinato all’art. 2125 del cc: è un patto con il quale il datore di lavoro si impegna a corrispondere una somma al lavoratore per evitare che questi, in virtù delle proprie competenze ed esperienza lavorativa, metta in atto attività di concorrenza verso la propria attività.

Principali agevolazioni per il contratto a tempo indeterminato

D.Lgs agosto 2020 N. 104 – “Esonero dal versamento dei Contributi Previdenziali per Assunzioni a Tempo Indeterminato”

  • All’Art. 6 è previsto fino al 31 dicembre 2020, con esclusione del settore agricolo, per assunzioni a tempo indeterminato, l’ESONERO TOTALE dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo di 6 mesi. Sono esclusi i premi e contributi dell’INAIL nel limite di euro 8.060 annui.

Sono esclusi i lavoratori che abbiano avuto un contratto a Tempo Indeterminato nei sei mesi precedenti all’assunzione nella medesima impresa.

  • L’esonero è riconosciuto anche per trasformazioni di contratti di lavoro a tempo determinato a tempo indeterminato.

D.Lgs 150/2015 – “incentivi alle assunzioni Under 35”

Per le assunzioni che avverranno sino al 31 dicembre 2020 di lavoratori di 35 anni non compiuti (34 anni e 364 giorni) è previsto uno sgravio contributivo del 50% per l’assunzione di Under 35, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, da riparametrare e applicare su base mensile.

L’incentivo riguarda gli imprenditori e i non imprenditori (enti pubblici economici, consorzi di bonifica, consorzi industriali, entri ecclesiastici ecc..) come indicato nella circolare 40/2018 dell’Inps, mentre sono ESCLUSE:

  • Amministrazioni dello stato, scuole e istituti di ogni ordine;
  • Le aziende ed amministrazioni dello stato ad ordinamento autonomo;
  • Regioni, Province, Comuni, Città Metropolitane e Università;

Al punto 4 della circolare viene chiarito che l’agevolazione riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (sia nuove assunzioni che trasformazioni di precedenti rapporti a termine) fermo il rispetto del requisito anagrafico in capo al lavoratore e, con esclusione dei contratti di Apprendistato e Lavoro Domestico. Sono previste alcune condizioni per il beneficio contributivo quali:

  • Non si ha diritto alla fruizione dell’esonero laddove il precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato si sia risolto per mancato superamento del periodo di prova ovvero per dimissioni del lavoratore.
  • L’esonero può essere riconosciuto solo a datori di lavoro che nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva.

Bonus CIGS 2020

Per lavoratori percettori di Cassa integrazione guadagni straordinari (CIGS)è previsto uno sgravio del 50% dei contributi complessivi a carico datoriale, esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro annui.

L’incentivo SPETTA per le assunzioni, a scopo di somministrazione, sia a tempo determinato che indeterminato, sia l’Apprendistato.

L’agevolazione può essere riconosciuta anche in caso di rapporto a tempo parziale.

L’incentivo NON SPETTA nel caso di: contratto di lavoro domestico, intermittente
o di lavoro occasionale.

Agevolazione assunzione laureati eccellenti

Per i datori di lavoro che assumono giovani in possesso di Laurea Magistrale con la votazione di 110 e lode ottenuta presso un’università statale o privata riconosciuta entro la durata legale del corso, prima del compimento del trentesimo anno d’età e con media ponderata non inferiore a 108/110 è previsto l’esonero per 12 mesi dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

Il governo con emanazione di “Decreti a percussione” vuole mettere in atto altri contributi, volti a favorire assunzioni a tempo indeterminato. Non essendo ancora presenti circolari operative, e in attesa di conferme interpretative, mi riservo di illustrarti ulteriori agevolazioni nei prossimi articoli.

Il contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato: consulenza

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