proroga cartelle esattoriali

Non è la prima volta che parliamo di cartelle esattoriali, avevamo visto che lo stop per l’invio delle cartelle esattoriali ai cittadini è stato fissato al 30 giugno 2021. Ma questa data potrebbe variare, secondo le ultime indiscrezioni.

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La questione ruota intorno alla proroga dello stop all’invio delle cartelle esattoriali, stop introdotto dal governo per far fronte alla situazione di emergenza sanitaria, limitando così le richieste di pagamento da parte del fisco ai cittadini.

Le cartelle esattoriali in particolare contengono multe non pagate, situazioni di debito con il fisco in cui i cittadini possono trovarsi nel caso di mancato saldo delle imposte. Nonostante la lotta all’evasione fiscale sia sempre più predominante, le cartelle di pagamento hanno subito un arresto.

Il condono delle cartelle esattoriali in particolare è stato introdotto per tutti quei debiti con cifra inferiore ai 5.000 euro, e per i cittadini con reddito basso nel 2019. La sospensione dell’attività di riscossione è stata nel tempo prorogata, data la permanenza della situazione emergenziale. E il dibattito è ancora acceso, e l’ipotesi al vaglio parla di una proroga per tutta l’state 2021, fino a settembre. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.


Stop alla riscossione delle cartelle esattoriali dal 2020

Ormai lo stop che vede al centro l’attività di riscossione delle cartelle esattoriali per cui i cittadini si trovano in debito con il fisco è stabilito dal 2020, con precisione da marzo. In questi mesi la riforma fiscale è al centro dei dibattiti, e in particolare la situazione delle cartelle esattoriali crea ancora accese discussioni.

Lo stop si prolungherà fino a settembre 2021, secondo le ultime indiscrezioni, in base alla misura del Decreto Sostegni bis. Secondo le ultime misure, il governo starebbe pensando di dare ancora spazio per i mesi estivi allo stop all’invio delle cartelle esattoriali, data anche la difficoltà nella gestione di diverse scadenze stabilita per il mese di agosto.

Le cartelle esattoriali, ferme dal 2020, costituiscono una vera e propria mole di documenti e debiti che i cittadini hanno nei confronti del fisco, e non sono poche le cartelle che contengono cifre davvero esigue. In alcuni casi si è parlato di pace fiscale, ad indicare un meccanismo di stralcio delle vecchie cartelle.

Il Decreto Cura Italia in particolare ha sospeso tutte le procedure collegate alle cartelle esattoriali, come spiega il sito ufficiale:

“Sospensione dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e di addebito, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.”

Stralcio cartelle esattoriali: quando avviene

L’Agenzia delle Entrate decide per lo stralcio delle cartelle esattoriali in base a due fattori, che considera come criteri per l’annullamento delle stesse:

  • Per chi non ha superato i 30.000 euro di reddito complessivo annuale;
  • Per le cartelle esattoriali con cifra inferiore a 5.000 euro.

Secondo questi provvedimenti, moltissime cartelle che contengono cifre molto ridotte sono annullate, in particolare in riferimento agli anni passati. Ma quali sono le tipologie di tasse per cui i cittadini italiani si trovano più a debito con il fisco? Si tratta di debiti nel pagamento di tasse come la Tari, imposte di varia natura, multe.

Si parla di almeno 17,4 milioni di cittadini italiani che si trovano in debito con il fisco, e la maggior parte delle cartelle esattoriali contiene cifre anche inferiori ai mille euro. Bisogna anche tenere conto del fatto che moltissime cartelle di pagamento contengono debiti dei cittadini contratti in situazioni aziendali che hanno contratto fallimento. Non tutte le somme sono facilmente recuperabili, e per il momento lo stralcio delle cartelle prevede l’annullamento dei debiti di bassa cifra.

Misure del Decreto Sostegni bis

Il Decreto Sostegni bis ha introdotto molte misure a favore di cittadini e imprese, e ha tenuto conto anche dell’esistenza di una ingente quantità di cartelle , che al momento risultano ferme dal 2020. Il decreto ha disposto una serie di misure per la ripresa economica del paese, che ha subito una crisi senza precedenti.

Crisi che ha aumentato anche la povertà assoluta nel nostro paese, con indici mai visti in precedenza, che superano anche i dati del 2005. Insieme alle misure per contrastare la povertà, il Decreto Sostegni bis ha introdotto provvedimenti su diversi fronti, valutando anche le proroghe all’invio delle cartelle esattoriali.

Proroghe che non terminano al 30 giugno, come era atteso, ma che vanno anche oltre, fino al primo settembre. L’ipotesi sta per essere confermata, anche valutando la possibilità di chiedere in modo scaglionato il saldo delle cartelle.

Come spiega IlSole24ore si vuole evitare un maxi recupero al termine dello stop delle cartelle, e le ipotesi parlano di diluire le rate, o introdurre altre forme di alleggerimento soprattutto verso chi al momento non può pagare.

Cartelle esattoriali non riscosse

Il numero di cartelle di pagamento da saldare al momento è di circa 160 milioni, e la maggioranza risale agli anni 2000-2015, un accumulo di cartelle per cui una grande parte sono inesigibili. In particolare, le cartelle che il fisco si trova in difficoltà a riscuotere possiamo catalogarle per semplicità descrittiva in alcune macro-categorie:

  • Cartelle esattoriali in prescrizione: ovvero quelle per cui è scaduto il termine necessario per chiedere il saldo. In base alla tipologia di debito, si può andare dai 3 ai 5 anni, fino anche ai 10 anni per alcuni tipi di debiti;
  • Cartelle esattoriali che contengono debiti di persone decedute;
  • Cartelle esattoriali che contengono debiti di imprese o aziende fallite o cessate.

La mole di cartelle esattoriali in questo senso è altissima, e il problema burocratico è rilevante. Lo stop alle cartelle esattoriali perpetuato dal 2020, a causa dell’emergenza pandemia, potrebbe portare a successive evoluzioni nella gestione stessa delle cartelle da parte del fisco e degli enti di riscossione, e al momento l’attuale governo sta discutendo sulle possibili modifiche.

La misura del blocco alle cartelle è stata proposta ancora fino a settembre, ma non si esclude l’introduzione di criteri specifici per chiedere il saldo ai cittadini, da settembre in poi. Potrebbero cambiare i metodi stessi con cui vengono richiesti i pagamenti, e si parla di allungamento alle rateizzazioni, nel caso specifico in cui i cittadini avevano presentato domanda.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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