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Ogni anno i lavoratori dipendenti (e chi recepisce pensione) utilizza il modello 730 per la dichiarazione dei redditi, riferendosi alle entrate economiche percepite l’anno precedente. Come abbiamo visto, la dichiarazione dei redditi è obbligatoria sopra una certa cifra.

Ma come devono procedere invece, i lavoratori autonomi che lavorano con Partita Iva? In questo caso bisogna fare riferimento al Modello Redditi Persone Fisiche. Il modello è più articolato di quello che si usa per la dichiarazione del 730, perché approfondisce, oltre alla situazione reddituale e di patrimonio, anche altri aspetti.

Con il Modello Redditi Persone Fisiche si specificano i contributi previdenziali, e si presentano anche gli eventuali investimenti all’estero. Se il Modello Redditi Persone Fisiche è il più utilizzato per chi lavora come autonomo con Partita Iva, esistono alcuni casi in cui si applica anche ai lavoratori dipendenti.

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Modello Redditi Persone Fisiche 2021: quando bisogna presentarlo

Modello Redditi Persone Fisiche: chi deve presentarlo?

Il Modello Redditi PF dev’essere presentato da chi lavora in modo autonomo, e ha ricevuto, nell’anno di riferimento, redditi di impresa o per cui è utilizzata una Partita Iva. Nel dettaglio il Modello è obbligatorio per le figure che:

  • Hanno ricevuto redditi di impresa;
  • Hanno ricevuto reddito tramite lavoro autonomo, con Partita Iva;
  • Hanno percepito redditi non dichiarabili con il Modello 730;
  • Hanno ricevuto cessioni di partecipazioni in società;
  • Hanno percepito reddito derivante da “trust”;
  • Non sono residenti in Italia;
  • Devono accompagnare il Modello a dichiarazioni come Iva, Irap, Modello 730;
  • Presentano una dichiarazione dei redditi per conto di persone decedute.

In tutti questi casi la persona che presenta il Modello Redditi PF è autonoma, lavora con partita iva ho ha ricevuto redditi particolari non classificabili come lavoro dipendente.

Il Modello Redditi PF può essere fatto anche per correggere eventuali errori in un Modello 730 compilato precedentemente.

In questo caso si parla di Modello Redditi Correttivo, che va a rimediare ad errori di conteggio fiscale avvenuti sul tradizionale Modello 730.

Modello Redditi Persone Fisiche: situazioni in cui è il lavoratore dipendente a presentarlo

A grandi linee, solo i lavoratori autonomi utilizzano il Modello Redditi Persone Fisiche, per dichiarare i redditi strettamente collegati ad una Partita Iva o al lavoro di impresa.

Ma ci sono alcune situazioni in cui anche i lavoratori autonomi possono utilizzare questo modello, e si tratta di eventualità particolari:

  • I lavoratori dipendenti che hanno lavorato per più di un datore di lavoro, e hanno quindi più certificazioni di lavoro dipendente;
  • I lavoratori dipendenti che hanno ricevuto indennità ad integrare il salario, da enti previdenziali come l’INPS, ma erroneamente hanno percepito somme che non sono state conteggiate;
  • I lavoratori dipendenti che hanno ricevuto salario da privati che non hanno emesso ritenute di acconto, perché non vi era l’obbligo (un esempio sono i collaboratori domestici);
  • I lavoratori dipendenti che hanno ricevuto redditi la cui imposta è applicata separatamente;
  • I lavoratori dipendenti a cui non sono state attribuite le tasse Irpef;
  • I contribuenti che hanno acquisito redditi di capitale a cui deve essere applicata un’imposta;
  • Nel caso di presentazione di dichiarazione per persona deceduta;
  • Nel caso di dichiarazione di somme molto elevate.

In queste situazioni, il cittadino che presenta il Modello Redditi PF non è un lavoratore autonomo, ma un cittadino impiegato come lavoratore dipendente contribuente.

In molti di questi casi il Modello 730 non basta a dichiarare opportunamente tutte le informazioni necessarie al calcolo dei debiti o crediti delle imposte. Per questo motivo ci si avvali di questo modello, molto più completo.

Quando presentare il Modello Redditi PF nel 2021

Abbiamo visto che per il Modello 730 precompilato, l’accesso sarà disponibile dal 30 aprile 2021, e la scadenza della dichiarazione, con modello ordinario o precompilato, è entro il 30 settembre 2021. Lo stesso vale per il Modello Redditi PF?

In questo caso le scadenze sono diverse. Bisogna presentare il Modello Redditi PF con date diverse a seconda della modalità di presentazione:

  • Presentazione cartacea tramite ufficio postale: dal 3 maggio 2021 entro il 30 giugno 2021;
  • Presentazione telematica all’Agenzia delle Entrate: Dal 3 maggio 2021 al 30 novembre 2021.

E’ previsto un arco di tempo maggiore per chi sceglie di presentare la dichiarazione con Modello Redditi Persone Fisiche online, tramite il portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate specifica anche che i contribuenti devono in ogni caso presentare il modello per via telematica (o tramite l’intermediario postale). Sono esclusi dall’obbligo, quindi è sufficiente il modello cartaceo per chi:

  • Non può presentare il modello 730 pur avendo redditi dichiarabili con il modello 730;
  • Può presentare il modello 730, ma alcuni redditi sono dichiarabili solo tramite i quadri del Modello Redditi PF;
  • Deve presentare una dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.

Va tenuto conto che il Modello Redditi PF presenta molti più campi compilabili rispetto al normale Modello 730, per questo motivo è utilizzato per tutte le particolari accezioni alla normale dichiarazione.

Come compilare il Modello Redditi PF nel 2021

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei cittadini il Modello Redditi PF da compilare nel 2021, con riferimento alle situazioni reddituali del 2020. Insieme ha pubblicato anche le istruzioni su come compilare il documento in tutte le sue parti.

Inizialmente viene spiegato anche quale sarà il trattamento dei dati da parte del fisco:

“I dati saranno conservati fino al 31 dicembre dell’undicesimo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero entro il maggior termine per la definizione di eventuali procedimenti giurisdizionali o per rispondere a richieste da parte dell’Autorità giudiziaria.”

Seguono le diverse sezioni in cui il contribuente dovrà compilare le informazioni personali e relative ai redditi percepiti:

  • Dati del contribuente: qui il cittadino dichiara i propri dati personali, come la residenza, il domicilio, l’eventuale residenza all’estero, ed è presente la sezione dedicata alla compilazione per un famigliare deceduto. Rientrano in questa sezione anche gli spazi per il canone rai per le imprese. Andrà poi indicata la presenza di famigliari a carico;
  • Quadro A: qui si vanno a specificare i redditi derivanti dal possedimento di terreni;
  • Quadro RB: è la sezione dedicata dai redditi da fabbricati, con relativi contratti di locazione;
  • Quadro RC: in questa sezione vengono approfondite le eventualità di redditi da lavoro dipendente, le eccezioni che abbiamo visto sopra;
  • Quadro CR: qui sono indicati i crediti di imposta, come la prima casa e i fondi pensione;
  • Quadro RP: in questa sezione è possibile dichiarare quali sono state le spese da cui è possibile ricevere una detrazione fiscale, a partire dal 19%. Sono incluse le spese mediche, le spese per le ristrutturazioni di edifici e facciate (per interventi di recupero, superbonus e bonus facciate). Sono inclusi gli interventi per il miglioramento energetico;
  • Quadro LC: qui viene indicata la cedolare secca sulle locazioni (es. contratti di affitto);
  • Quadro RN: interamente dedicato all’Irpef;
  • Quadro RV: Spazio dedicato all’Irpef comunale e regionale;
  • Quadro RX: qui vengono dichiarati i risultati, in termini di debito o credito fiscale, della dichiarazione;
  • Scelta destinazione Irpef: nella sezione conclusiva si procede alla scelta della destinazione di: otto per mille, cinque per mille, due per mille.

Con una corretta compilazione, con il Modello Redditi Persone Fisiche è possibile accedere a specifici sgravi fiscali, ma con una differenza di tempo sul saldo del debito e del credito.

In caso di debito, non viene trattenuto in busta paga, ma va pagato dal cittadino con un Modello F24. Per l’eventuale credito invece, i tempi di rimborso sono più lunghi, di almeno due anni, perché non viene saldato in busta paga.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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