Frontalieri tassati solo in Svizzera se residenti entro 20 km dal confine

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Tassazione nello Stato della Fonte per i lavoratori frontalieri con la Svizzera residenti in Italia nei 20 km dal confine. Qualora il Comune di residenza disti più di 20 km dal confine si applica la tassazione concorrente. Queste le disposizioni del modello OCSE di convenzione contro le doppie imposizioni.

Il regime di tassazione dei lavoratori frontalieri con la Svizzera presenta alcune particolarità proprie. Si tratta di elementi che non si riscontrano in altre convenzioni internazionali, se non in quella siglata tra Italia e Svizzera.

Per questo motivo, dopo aver approfondito il regime di tassazione dei lavoratori frontalieri in generale in questo articolo:

Tassazione dei lavoratori frontalieri

è opportuno andare a soffermarsi sulla disciplina peculiare di tassazione che presenta la convenzione tra Italia e Svizzera.

Vediamo, quindi, chi sono i lavoratori frontalieri e le peculiarità della tassazione nella convenzione tra Italia e Svizzera.

Cominciamo!

Lavoratori frontalieri con la Svizzera
Lavoratori frontalieri con la Svizzera

LAVORATORI FRONTALIERI CON LA SVIZZERA: TASSAZIONE

CHI SONO I LAVORATORI FRONTALIERI CON LA SVIZZERA?

Sono da qualificare come “lavoratori frontalieri in Svizzera”, ai fini della specifica disciplina convenzionale, i soggetti che:

siano residenti in un Comune italiano il cui territorio sia compreso, in tutto in parte, nella fascia di 20 chilometri dal confine con uno dei Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese, ove si recano per svolgere l’attività di lavoro dipendente, ma non è necessario che l’attività sia prestata in un Cantone “frontista” rispetto al Comune di residenza.

Questo è quanto indicato anche dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 38/E/2017.

Ai sensi dell’articolo 15 comma 4 della Convenzione Italia-Svizzera contro le doppie imposizioni stipulata il 9 marzo 1976 e ratificata dalla L. 23 dicembre 1978 n. 943:

“il regime fiscale applicabile ai redditi ricevuti in corrispettivo di un’attività dipendente dei lavoratori frontalieri è regolato dall’Accordo tra l’Italia e la Svizzera relativo alla imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine del 3 ottobre 1974”.

TASSAZIONE DEI LAVORATORI FRONTALIERI CON LA SVIZZERA

L’articolo 1 del suddetto Accordo bilaterale del 3 ottobre 1974 tra l’Italia e la Svizzera, ratificato dalla L. 26 luglio 1975 n. 386, prevede che

“i salari, gli stipendi e gli altri elementi che fanno parte della remunerazione che un lavoratore frontaliero riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili soltanto nello Stato in cui tale attività è svolta”

Pertanto, i frontalieri residenti in Italia che vanno a lavorare in Svizzera come dipendenti sono tassati solo in tale Stato.

Al fine di “contemperare” tale aspetto, il successivo articolo 2 stabilisce che i Cantoni svizzeri confinanti con l’Italia:

  • Grigioni;
  • Ticino e 
  • Vallese,

versano ogni anno a beneficio dei Comuni italiani di confine una parte del gettito fiscale proveniente dalla imposizione delle remunerazioni dei frontalieri italiani.

Questo come compensazione finanziaria delle spese sostenute dai Comuni italiani a causa dei frontalieri che risiedono sul loro territorio e che svolgono l’attività di lavoro dipendente in Svizzera. La compensazione avviene solo per le imposte dei frontalieri con tassazione esclusiva in Svizzera.

CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE IMPOSTE

I suddetti atti internazionali stipulati tra l’Italia e la Svizzera non forniscono però una definizione di “lavoratore frontaliero”.

Al fine di chiarire tale aspetto, in sede di conversione del DL 22 ottobre 2016, n. 193, il Senato ha quindi approvato un Ordine del Giorno con il quale si è impegnato il Governo a fornire una definizione di “lavoratore frontaliero svizzero”. Questo, secondo quanto previsto dal decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze che periodicamente individua i “criteri di ripartizione e utilizzazione delle compensazioni finanziarie operate dai Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese a favore dei comuni italiani di confine”.

I criteri di ripartizione e utilizzazione delle compensazioni finanziarie, di cui all’articolo 2 dell’Accordo del 1974, sono infatti stabiliti con appositi decreti del Ministero dell’Economia e delle finanze, l’ultimo dei quali è stato emanato il 4 agosto 2016.

Nell’ambito di tali decreti, si stabilisce che:

“la ripartizione delle somme affluite per compensazione finanziaria viene limitata ai comuni il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 km dalla linea di confine con l’Italia dei tre cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese”

DEFINIZIONE EFFETTIVA DI LAVORATORE FRONTALIERE CON LA SVIZZERA

Pertanto, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione di ieri, afferma che sono da qualificare come “lavoratori frontalieri in Svizzera”, ai fini della specifica disciplina convenzionale, i soggetti che:

siano residenti in un Comune italiano il cui territorio sia compreso, in tutto in parte, nella fascia di 20 chilometri dal confine con uno dei Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese, ove si recano per svolgere l’attività di lavoro dipendente, precisando che non è necessario che l’attività sia prestata in un Cantone “frontista” rispetto al Comune di residenza

Viene quindi confermato a livello “centrale” quanto era già stato affermato dalla Direzione Regionale delle Entrate della Lombardia con il parere n. 904-45720/2008, nonché dalla dottrina.

TASSAZIONE CONCORRENTE PER I RESIDENTI NEI COMUNI FUORI FASCIA

Qualora i lavoratori frontalieri con la Svizzera siano residenti in un Comune al di fuori della suddetta fascia di confine, non si potrà quindi applicare la specifica disciplina dei frontalieri di cui all’Accordo del 1974.

In questo caso si deve fare riferimento alla disciplina generale dettata dall’articolo 15 comma 1 della Convenzione contro le doppie imposizioni conclusa fra l’Italia e la Svizzera.

Disposizione in base alla quale, conformemente al modello OCSE, il lavoratore dipendente residente in Italia che svolge l’attività in Svizzera è soggetto alla tassazione concorrente di entrambi gli Stati.

In tal caso, ai fini della tassazione in Italia del reddito di lavoro dipendente prodotto in Svizzera, si applica:

  • La franchigia prevista per i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera, pari a € 7.500. Vedi l’articolo 1, comma 175 della Legge n 147/13 e articolo 1 comma 690 della Legge n 190/14;
  • Il credito per le imposte pagate all’estero, riducendo l’imposta estera in misura corrispondente al reddito estero che ha concorso alla formazione del reddito complessivo in Italia. Ovvero, al netto della suddetta franchigia, ai sensi dell’articolo 165, comma 10, del TUIR.

LAVORATORI FRONTALIERI CON LA SVIZZERA: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di riepilogare le principali indicazioni per l’applicazione delle disposizioni per i frontalieri italiani che lavorano in Svizzera.

Particolare attenzione deve essere prestata alla residenza del lavoratore italiano. Infatti, soltanto qualora questi sia residente in un Comune entro i 20 km dal confine ha diritto alla tassazione esclusiva Svizzera.

Per verificare la lista dei Comuni che rientrano nella fascia dei 20 km puoi fare riferimento a questa lista:

In tutti gli altri casi si rende applicabile la normativa ordinaria dei lavoratori frontalieri. Si tratta della deduzione forfettaria di € 7.500 che spetta anche ai lavoratori frontalieri con la Svizzera oltre i 20 km.

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