ISCRO 2021

L’ISCRO, ovvero l‘Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è una misura sperimentale presa per gli anni che vanno dal 2021 al 2023, rivolta a chi lavora in autonomia ed è iscritto alla gestione separata INPS. Si tratta di una vera e propria indennità erogata, come fosse al pari di una cassa integrazione, che può essere chiesta una tantum nel periodo sopra citato. La durata per cui viene erogata questa indennità come aiuto economico è di 6 mesi.

Per certi punti di vista questo tipo di indennità è vista come una cassa integrazione per i lavoratori autonomi, e viene erogata dall’INPS. Per poter accedere a questa particolare indennità è necessario essere iscritti alla gestione separata INPS, e rispettare alcuni requisiti reddituali.

L’importo mensile che viene erogato può andare dai 250 agli 800 euro, per un massimo di 6 mesi. Si tratta di una forma di sostegno nuova che va ad aiutare anche i lavoratori autonomi, allo stesso modo di come agisce la cassa integrazione per chi lavora come dipendente subordinato.

Nel mese di luglio è possibile procedere alla richiesta di ricevere l’indennità ISCRO, che prevede un supporto concreto alle partite IVA. Vediamo nel dettaglio come funziona questo tipo di indennità, chi può richiederla e come accedere alla domanda.


Chi può beneficiare della ISCRO?

Il portale ufficiale INPS specifica a chi è destinata l’indennità ISCRO 2021, disponibile a partire da quest’anno:

“L’indennità è riconosciuta ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata (articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335) che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.”

Per poter ricevere questa mensilità, per la durata di sei mesi, bisogna tuttavia rispettare alcuni criteri:

  • Non bisogna già ricevere un trattamento pensionistico, oppure un’assicurazione presso enti previdenziali obbligatori;
  • Sono esclusi dall’ISCRO quei soggetti che già ricevono il reddito di cittadinanza. Questo particolare criterio è applicato per tutti i mesi in cui viene ricevuta l’indennità ISCRO;
  • Criteri derivati dal fatturato da lavoro autonomo: il reddito derivato da questa tipologia di lavoro, nell’anno precedente, deve essere minore del 50% della media dei redditi dei tre anni precedenti;
  • Soglia di reddito massimo: è necessario che nell’anno precedente a quando si richiede l’accesso all’ISCRO, sia stato dichiarato un reddito inferiore a 8.145 euro. In questa cifra è incluso solamente il reddito prodotto dal lavoro autonomo. Sono esclusi quindi altri redditi come quello derivato dal lavoro subordinato o simili;
  • Contribuzione obbligatoria in regola;
  • Avere partita IVA da almeno 4 anni, per la stessa attività per cui si è scelta una iscrizione alla gestione previdenziale.

Possono quindi accedere a questa particolare prestazione, subito dopo aver conseguito la domanda, tutti i possessori di partita IVA che presentano richiesta entro il 31 ottobre 2021.

Questo tipo di bonus comunque decade nel momento in cui il soggetto termina la partita IVA con cui sta lavorando, se diventa titolare di trattamento pensionistico diretto o avviene un’iscrizione ad altre forme previdenziali. Decade anche nel momento in cui viene ricevuto il reddito di cittadinanza.

ISCRO 2021-2023: importi spettanti

L’indennità ISCRO viene erogata tramite mensilità per la durata complessiva di 6 mesi, accessibili una tantum nell’arco temporale dal 2021 al 2023. La cifra che il lavoratore autonomo può ricevere è corrispondente al 25% dell’ultimo reddito da lavoro autonomo prodotto.

Si fa riferimento all’ultimo reddito annuo che è stato certificato. La base del calcolo non è sul totale dei mesi, ma su sei mesi, quindi si dovrà procedere dividendo per due il reddito complessivo annuale, e successivamente applicarne il 25%. Tuttavia ci sono dei limiti che riguardano le soglie minime e massime per cui è possibile accedere a questo particolare sostegno.

È previsto un importo minimo di 250 euro al mese, e un importo massimo di 800 euro al mese. Questo tipo di indennità è stata proposta anche per abilitare la persona che lavora in autonomo a svolgere percorsi di aggiornamento professionale. Si tratta di un vero e proprio ammortizzatore sociale, che è stato introdotto allo stesso modo di altri ammortizzatori già presenti, che nel nostro paese erano fino ad ora dedicati unicamente ai lavoratori dipendenti.

Indubbiamente è una novità importante per i lavoratori autonomi con partita IVA, e la sua introduzione per il momento è in via sperimentale per 3 anni. Si possono tuttavia ricevere fino a 800 euro per questa particolare misura, ed è l’INPS che comunicherà i dettagli del soggetto che riceve la misura all’Agenzia delle Entrate, che si occuperà di eseguire alcuni controlli per accertarsi della validità della richiesta.

ISCRO 2021: partenza a luglio

La partenza dell’ISCRO è stata fissata a luglio 2021, quindi da qualche giorno è possibile presentare una nuova domanda per accedere a questa particolare forma di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi. Chi vuole richiedere l’accesso a questa misura deve ricordarsi che può procedere un’unica volta negli anni 2021-2023, e che questa misura comporta l’erogazione della mensilità dal primo giorno dopo la data della richiesta, per un periodo di 6 mesi.

Per poter chiedere l’accesso a questa forma di sostegno, il lavoratore autonomo deve garantire di svolgere attività di aggiornamento professionale, e procedere on-line entro il 31 ottobre, in questo caso del 2021, tramite i canali ufficiali INPS. Rimane possibile quindi accedere alla richiesta tramite diversi strumenti:

  •  SPID;
  •  Carta d’identità elettronica (CIE);
  •  Carta nazionale dei servizi (CNS).

Per poter fare domanda è anche possibile chiamare il numero verde INPS, o rivolgersi ad un ufficio dell’ente previdenziale.

La prima cassa integrazione per le partite IVA

I lavoratori autonomi in Italia sono moltissimi, e l’introduzione di una cassa integrazione dedicata, che per il momento è in fase sperimentale, è una novità assoluta che può interessare un alto numero di cittadini. L’Italia infatti è uno dei paesi con più lavoratori autonomi in tutta Europa.

Anche nella fascia giovanile sono tantissimi i lavoratori che operano tramite partita IVA, nonostante non siano poche le difficoltà nell’avviare questo tipo di lavoro. Una cassa integrazione per questa tipologia di lavoratori ancora non era stata predisposta, si tratta quindi di una novità assoluta che può rispondere alle esigenze di moltissimi italiani.

Bisogna tuttavia ricordare che il sostegno non è destinato a tutti i lavoratori con partita IVA. Sono infatti esclusi i lavoratori con gestione commercianti, o esclusi i professionisti che operano tramite casse previdenziali private: è l’esempio di commercialisti, avvocati, giornalisti e medici.

Per poter utilizzare questa cassa integrazione è necessario essere iscritti alla gestione separata INPS, e non essere titolari di trattamenti pensionistici aggiuntivi. Da luglio a ottobre di quest’anno è possibile presentare la domanda, che avrà, a seguito di un controllo, risposta piuttosto rapida, secondo le indicazioni.


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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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