Per il 2022, è prevista la possibilità a tutti datori di lavoro del settore privato, e non più alle sole aziende, la possibilità di assegnare ai propri dipendenti un cosiddetto “bonus carburante o benzina” fino ad un massimo di 200 euro. A prevederlo è la legge di conversione del decreto Ucraina. Sono stanziati 9,9 milioni di euro per l’anno 2022 e 0,9 milioni di euro per l’anno 2023.

Il valore di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito. Saranno esenti da tasse. Non concorre nemmeno alla determinazione dei contributi previdenziali, sia per la parte a carico del dipendente sia per la parte a carico del lavoratore. Tuttavia, la somma complessiva che non concorre alla formazione del reddito del dipendente non deve superare il limite di 516,46 euro annui.

Non sono previsti requisiti o tetti al reddito per potere accedere a questo beneficio. Non occorre neanche presentare domanda, il lavoratore non dovrà presentare alcuna domanda. Spetta soltanto all’azienda decidere se e in che misura concedere il buono.

Bonus carburante fino a 200 euro per i dipendenti: di cosa si tratta?

Il decreto Energia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo 2022, ha introdotto ulteriori novità in materia di contenimento dei prezzi dell’energia. Tra le misure previste c’è anche il cosiddettobonus carburante ai lavoratori dipendenti. Non si tratta di un’agevolazione statale riconosciuta a tutti i lavoratori, ma di una possibilità per tutti i datori di lavoro privati, che potranno riconoscere ai propri dipendenti, i quali beneficeranno delle esenzioni in materia di IRPEF previste dall’art. 51, comma 3 del TUIR (Testo Unico sulle Imposte sui Redditi).

Esso è un voucher aziendale per l’acquisto di carburante. Il buono è ceduto “a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore . I buoni carburante sono esentasse, non concorrono alla formazione del reddito. Non sono previsti requisiti o tetti di reddito per accedere a questo bonus.

E’ a discrezione delle aziende private scegliere se dare questi buoni ai propri dipendenti oppure non farlo. Il decreto legge dispone a che per il 2022

“sono previsti finanziamenti per 9,9 milioni di euro e 0,9 milioni di euro per l’anno 2023”. Non vengono fissate soglie Isee, quindi non ci sono limiti al reddito

L’unico limite previsto riguarda i destinatari di questo buono, ovvero i lavoratori dipendenti di “datori di lavoro privati”. Pertanto non potranno beneficiarne i titolari di partite IVA e i dipendenti pubblici. Possono beneficiarne tutti i lavoratori dipendenti senza limiti di ruolo o reddito, qualora il datore di lavoro abbia deciso di aderire alla misura. Non occorre neanche presentare domanda, il lavoratore non dovrà presentare alcuna domanda. Spetta soltanto all’azienda decidere se e in che misura concedere il bonus.

Le aziende private potevano già concedere fino a 258,23 euro annui per i cosiddetti “fringe benefit”. Durante la pandemia, l’importo è stato raddoppiato a 516,46 euro. Ora per i carburanti si potranno concedere fino a 200 euro di buoni.

I beneficiari sono i lavoratori dipendenti di:

  • aziende private;
  • soggetti che non sono aziende, come:
    • gli studi professionali;
    • gli enti del terzo settore che svolgono esclusivamente attività non commerciale, ad esempio organizzazioni di volontariato o le associazioni di promozione sociale.

Sono comunque esclusi dal beneficio:

  • dipendenti pubblici;
  • lavoratori a partita IVA;
  • lavoratori autonomi anche occasionali;
  • collaboratori (ad esempio, con contratto co.co.co. o amministratori non dipendenti);
  • soggetti percettori di redditi di lavoro assimilato (tirocinanti).

Come richiederlo?

Non è prevista nessuna domanda da presentare, sarà il datore di lavoro studio a scegliere se concederlo a meno a tutti i suoi dipendenti o soltanto ad una parte di essi.

Il bonus è erogabile dal proprio datore di lavoro fino al 31 dicembre 2022, il suo utilizzo, tuttavia, dovrà avvenire entro la data di scadenza segnata sul buono carburante stesso.

Il buono deve essere presentato al distributore scelto e sarà detratto dall’importo dovuto.

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Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

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