Le operazioni straordinarie di fusione, scissione e di conferimento di aziende e di complessi aziendali, sono caratterizzate, generalmente, dalla neutralità fiscale e dal principio della continuità dei valori.

Le operazioni effettuate in regime di neutralità fiscale non interrompono il cosiddetto holding period, previsto per l’applicazione della participation exemption. Pertanto, il periodo di possesso della partecipazione si deve calcolare, in capo al soggetto trasformato, tenendo conto anche del periodo maturato in capo al soggetto trasformando.

E’ appunto in questo senso che le operazioni di trasformazione non interrompono il periodo di possesso della partecipazione, che sarà computato, in capo al soggetto trasformato, tenendo conto anche del periodo maturato in capo al soggetto trasformando.

Le partecipazioni facenti parte degli asset aziendali coinvolti nelle operazioni di trasformazione non interrompono l’holding period necessario all’applicazione del Regime agevolativo della participation exemption.

Vediamo qual’è stata la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate, all’Interpello n. 70 del 2019.

Le operazioni di trasformazione societaria omogenea

Secondo l’Agenzia delle Entrate, lo stesso principio di continuità del periodo di possesso della partecipazione deve ritenersi applicabile anche alle operazioni di trasformazione societaria omogenea.

L’operazione di trasformazione omogenea regressiva, da società di capitali in società di persone, o omogenea progressiva, da società di persone in società di capitali, è fiscalmente neutrale e non comporta l’estinzione di un soggetto e la conseguente creazione di un altro soggetto.

Essa si configura come una vicenda meramente evolutiva e modificativa dello stesso soggetto e non incide sui rapporti sostanziali che fanno capo adesso.

La trasformazione omogenea comporta una diversa configurazione giuridica dello stesso soggetto, ovvero un mutamento dell’ordinamento corporativo della società, senza soluzione di continuità da una tipologia giuridica ad un’altra.

Di conseguenza, la trasformazione omogenea non è un evento interruttivo del requisito dell’ininterrotto possesso dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello dell’avvenuta cessione, ai fini del regime di parziale esenzione, delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni.

La disciplina della participation exemption di cui all’art. 87 del TUIR, prevede l’esenzione parziale da IRES del 95% del loro ammontare, delle plusvalenze derivanti dalla cessione di azioni o quote di partecipazioni in società aventi i seguenti requisiti:

  • Ininterrotto possesso dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello dell’avvenuta cessione considerando cedute per prime le azioni o quote acquisite in data più recente;
  • Classificazione nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso;
  • Residenza fiscale o localizzazione dell’impresa o ente partecipato in Stati o territori diversi da quelli a regime fiscale privilegiato;
  • Esercizio da parte della società partecipata di un’impresa commerciale secondo la definizione di cui all’art. 55 delT.U.I.R.

Aspetti applicativi del requisito dell’holding period

Per quanto concerne gli aspetti applicativi del requisito dell’holding period, occorre precisare che:

  • Il possesso ininterrotto deve interessare i dodici mesi completi che precedono quello in cui la partecipazione è stata ceduta;
  • Nel caso di cessione di una partecipazione acquisita in date differenti, occorre utilizzare il criterio L.I.F.O. per individuare quale partecipazione sia stata ceduta per prima, considerando cedute per prime le azioni o quote acquisite in data più recente.

La partecipazione deve essere detenuta dal primo giorno del dodicesimo precedente quello della cessione.

Al momento della cessione di una partecipazione acquisita in più tranches, occorre verificare se la plusvalenza realizzata si qualifichi in tutto o in parte per il regime di esenzione.

L’Agenzia delle entrate ha chiarito che, dalla lettera della norma si evince che l’applicazione del criterio L.I.F.O. è richiesta al solo fine di verificare la stratificazione delle partecipazioni nel caso in cui le stesse siano state acquisite in momenti diversi.

La società, resta libera di determinare il costo della partecipazione ceduta ai fini del calcolo della plusvalenza.

Le partecipazioni acquisite a seguito dell’esercizio del diritto di opzione attribuito in relazione ad azioni o quote già possedute, si considerano acquisite alla data di acquisto delle azioni o delle quote sottostanti, delle quali conservano anche la tipologia di iscrizione in bilancio.

Il rispetto del requisito del periodo di ininterrotto possesso deve essere verificato con riferimento alla data di acquisto delle azioni o quote che hanno attribuito il diritto di opzione.

Considerata la tassatività del requisito dell’ininterrotto possesso, in generale, non sono ammesse deroghe al suo rispetto.

Casi particolari, riguardano i casi in cui la nascita di un nuovo soggetto giuridico detentore delle partecipazioni sia frutto di operazioni straordinarie.

Effetti delle operazioni straordinarie sull’holding period

Gli effetti delle operazioni di finanza straordinaria sul requisito dell’holding period devono essere analizzate sotto il duplice profilo dell’impresa partecipante e di quello della società partecipata.

In generale, occorre analizzare gli effetti sul predetto requisito temporale di possesso della partecipazione derivanti da operazioni che, tipicamente, sono caratterizzate dal requisito della “neutralità” fiscale quali i conferimenti di azienda o di rami aziendali, le fusioni e le scissioni.

Effetti sull’hoding period delle operazioni che interessano la società partecipante

In relazione al conferimento d’azienda effettuati in regime di neutralità, la verifica dell’iscrizione in bilancio e del periodo di ininterrotto possesso deve essere effettuata tenendo conto, come sancito dall’art. 176 del T.U.I.R.:

  • Il soggetto conferente deve assumere, quale valore delle partecipazioni ricevute, l’ultimo valore fiscalmente riconosciuto dell’azienda conferita e il soggetto conferitario subentra nella posizione di quello conferente in ordine agli elementi dell’attivo e del passivo dell’azienda;
  • Le aziende acquisite in dipendenza di conferimenti effettuati in regime di neutralità fiscale si considerano possedute dal conferitario anche per il periodo di possesso del conferente;
  • Le partecipazioni ricevute dai soggetti che hanno effettuato i conferimenti d’azienda si considerano iscritte come immobilizzazioni finanziarie nei bilanci in cui risultavano iscritti i beni dell’azienda conferita o in cui risultavano iscritte, come immobilizzazioni, le partecipazioni date in cambio.

Con riguardo al principio della continuità nel possesso del complesso aziendale oggetto di conferimento, che si estende anche agli asset (incluse le partecipazioni), il soggetto conferitario deve verificare la sussistenza del requisito temporale necessario all’applicazione della participation exemption tenendo conto anche del periodo di detenzione già maturato in capo al soggetto conferente.

Conferimento realizzativo

Considerazioni opposte devono, essere effettuate con riferimento alla fattispecie del conferimento di partecipazioni di controllo e di collegamento come disciplinata dall’art. 175 del TUIR.

Questa disposizione disciplina un conferimento che si caratterizza per essere realizzativo ancorché il quantum della plusvalenza assoggettata ad imposizione sia fatto dipendere dal comportamento contabile adottato dal conferente e dal conferitario.

La natura realizzativa del conferimento comporta, che il periodo di ininterrotto possesso decorra dalla data del conferimento, senza che il soggetto conferitario abbia la possibilità di computare anche il periodo di possesso maturato in capo al soggetto conferente.

Le conclusioni raggiunte possono essere estese anche alle operazioni straordinarie di fusione e scissione, che realizzano un effetto di sostanziale successione tra soggetti secondo caratterizzazioni di neutralità fiscale.

Effetti sull’hoding period delle operazioni che interessano la società partecipata

Per quanto concerne gli effetti sull’holding period derivanti dalle operazioni straordinarie che interessano la società partecipata, si può affermare che, nei casi di conferimenti di azienda o di complessi aziendali neutrali, così come nelle operazioni di fusione e di scissione, ai fini della qualificazione per la participation exemption, alle nuove azioni o quote si trasmettono sia il precedente periodo di possesso sia la precedente classificazione in bilancio.

Nei conferimenti neutrali di cui all’art. 176 del TUIR, le partecipazioni ricevute in cambio dal soggetto conferente, si considerano iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie nei bilanci in cui risultavano iscritti i beni dell’azienda conferita o in cui risultavano iscritte, come immobilizzazioni, le partecipazioni date in cambio.

La partecipazione ricevuta è assunta con un’anzianità pari a quella attribuibile all’azienda conferita.

In considerazione della specialità della norma, non si ritiene che la sua portata possa essere estesa anche ai conferimenti realizzativi di partecipazioni di controllo e di collegamento di cui all’art. 175 del TUIR.

Le operazioni di fusione e di scissione che coinvolgono la società partecipata, si determina una modificazione soggettiva nella titolarità dello stesso complesso aziendale.

Nonostante l’acquisizione della partecipazione in un nuovo soggetto giuridico, non viene meno l’identità del patrimonio oggetto di fusione o scissione.

Tale profilo di continuità oggettivamente rilevante si riflette anche sui requisiti dell’holding period e dell’iscrizione delle partecipazioni tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso, con la conseguenza che, ai fini dell’applicazione del regime di participation exemption, l’iscrizione in bilancio delle “nuove” azioni o quote prende il posto delle “vecchie“.

Gli effetti della trasformazione sull’holding period

Gli art. da 2498 a 2500-novies c.c, disciplina l’istituto della trasformazione distinguendo tra:

  • Trasformazione omogenea cioè da un soggetto societario in un altro soggetto societario;
  • Trasformazione eterogenea, cioè da un soggetto societario in un soggetto non societario e viceversa.

La Trasformazione omogenea

Il co.1, dell’art. 170 del T.U.I.R., con riguardo alla trasformazione omogenea, sancisce la sostanziale neutralità fiscale, disponendo che la trasformazione da un tipo di società commerciale soggetta ad IRES in un altro tipo di società commerciale non soggetta ad IRES e viceversa non comporta realizzo né distribuzione delle plusvalenze dei beni, comprese quelle relative alle rimanenze e il valore di avviamento.

E’ un’operazione che non è generatrice né di redditi né di perdite, i beni inclusi nel patrimonio sociale permangono nello stesso e continuano a mantenere la loro funzione strumentale all’esercizio dell’attività commerciale.

La Trasformazione eterogenea

Per quanto concerne la trasformazione eterogenea, il co. 1, dell’art. 171 del TUIR dispone che, in caso di trasformazione di una società soggetta ad IRES in ente non commerciale, i beni della società si considerano realizzati in base al valore normale. Questo salvo che non siano confluiti nell’azienda o complesso aziendale dell’ente stesso.

In tale ipotesi, nella misura in cui gli asset della società trasformata non confluiscano nell’azienda con cui l’ente non commerciale continua a svolgere attività commerciale, ha luogo l’imponibilità dei maggiori valori dei beni del soggetto trasformato. Questo, in quanto la trasformazione determina la destinazione dei beni aziendali a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.

Il co. 2, dell’art. 171, del TUIR stabilisce che la trasformazione di un ente non commerciale in società soggetta ad IRES si considera conferimento limitatamente ai beni diversi da quelli già compresi nell’azienda o complesso aziendale dell’ente stesso.

La trasformazione è considerata un conferimento limitatamente ai beni diversi da quelli già compresi nell’azienda o complesso aziendale dell’ente non commerciale. Il passaggio dei beni dall’ente non commerciale alla società di capitali costituisce, pertanto, una fattispecie realizzativa.

Chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, in un caso di trasformazione omogenea regressiva, da società a
responsabilità limitata a società in nome collettivo e, successivamente, di trasformazione omogenea progressiva, da società in nome collettivo a società a responsabilità limitata, ha chiarito che, fermo restando il carattere di neutralità fiscale delle due operazioni straordinarie di trasformazione effettuate, non interrompono, ai fini del computo dell’holding period, il periodo di possesso della partecipazione necessario all’applicazione della participation exemption.

In particolare, il periodo di ininterrotto possesso deve essere computato, in capo al soggetto trasformato, tenendo conto anche del periodo maturato in capo al soggetto trasformando.

Si deve ragionevolmente ritenere che tali considerazioni possano valere, almeno in parte, anche per le trasformazioni eterogenee.

L’holding period non dovrebbe subire interruzioni qualora la partecipazione faccia parte dell’azienda o del complesso aziendale confluito nell’ente non commerciale e riveniente dalla società trasformata.

La stessa considerazione dovrebbe valere qualora la partecipazione sia parte dell’azienda o del complesso aziendale dell’ente non commerciale trasformato.

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