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Gestione del Patrimonio: i 3 Fattori Chiave Indispensabili

La gestione del patrimonio finanziario richiede la definizione dei propri obiettivi di investimento. Devi considerare i fattori che danno luogo alle tue strategie di investimento e ponderarli tra loro per ottenere il mix vincente. In questa guida 3 strategie per gestire al meglio il tuo patrimonio.

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Gestione del patrimonio: uno dei principali bisogni umani è legato alla sicurezza, qualunque sia, la tua attività, il tuo lavoro o il tuo business, sono sicuro che anche tu stai pensando a come gestire al meglio il tuo patrimonio.

Si tratta di una delle esigenze che molti dei clienti che seguo nel mio Studio mi propongono. Accanto all’esigenza di individuare una solida strategia di pianificazione fiscale, c’è spesso l’esigenza di individuare una corretta gestione delle proprie risorse finanziarie.

Gestire il proprio patrimonio non significa soltanto farlo crescere, ma soprattutto difenderlo da possibili interferenze esterne. Vedi i rischi di default nazionali, azioni creditorie di terzi, oppure anche la corretta gestione dello stesso in fasi di passaggio generazionale.

Quello che posso dirti, in prima battuta, è che purtroppo, in Italia c’è molto lavoro da fare in tema di educazione finanziaria.

In mercati competitivi come quelli attuali e un sistema legislativo difficile da interpretare, l’imprenditore rischia di trovarsi, facilmente, in situazioni impreviste che rischiano di mettere in serio pericolo l’esistenza stessa della sua Azienda.

Online ci sono fin troppi esperti del settore, in grado di garantirti qualsiasi cosa, e per questo motivo, non posso che consigliarti di restare lontano dai guadagni facili.

Gestione del Patrimonio: i 3 Fattori Chiave Indispensabili

Voglio, invece, condividere con te questo report dedicato ad individuare quelle che per me sono le 3 strategie indispensabili. Si tratta di fattori che non devi dimenticare per effettuare una corretta gestione del patrimonio finanziario personale.

Cosa si intende per gestione e tutela del patrimonio?

Proteggere e gestire il proprio patrimonio non comporta solo metterlo al riparo dalle aggressioni dei creditori, ma anche metterlo al riparo dai rischi che potrebbero comportare una perdita di valore dei propri assets.

Preliminarmente, occorre effettuare una mappatura completa ed esaustiva dei rischi idonei a cagionare una perdita di valore dei propri beni.

Il passo successivo consisterà, poi, nella verifica di quali di questi possibili rischi siano riferibili alla propria persona ed al proprio patrimonio e con quale probabilità gli stessi possano effettivamente realizzarsi.

Infine, occorre definire la strategia più corretta per gestire il patrimonio in conformità all’obiettivo prefissato, attraverso gli strumenti che riescano a conciliare le proprie effettive esigenze con quelle di tutti coloro che ci circondano (familiari, creditori, Amministrazione finanziaria, etc.).

Gestione del Patrimonio: 1) Gli Obiettivi

Il punto di partenza per la gestione del tuo patrimonio è la definizione dei tuoi obiettivi. Non possono esistere alternative valide a questo punto.

La domanda che devi porti per gestire il tuo patrimonio è sempre questa:

Può sembrare banale ma ti assicuro che tante persone gestiscono il loro patrimonio senza avere un obiettivo. La suddivisione del patrimonio è quasi sempre questa 2/3 immobili di proprietà e circa 300.000 euro di liquidità.

Questa è la suddivisione del proprio patrimonio secondo gli standard degli anni ’80, quando il mercato immobiliare era ancora florido, e quando le valutazioni immobiliari crescevano di giorno in giorno.

Non dico che avere questa impostazione sia sbagliato in ogni caso. Dico piuttosto che devi porti all’attenzione tutto questo in relazione all’obiettivo che vuoi realizzare e nel tempo che hai a disposizione.

Non deve trattarsi per forza dell’obiettivo di vivere di rendita.

A titolo di esempio puoi avere l’obiettivo di pagarti le vacanze e girare il mondo una tappa all’anno. Oppure hai l’obiettivo di acquistarti la casa. Oppure ancora chi si aspetta una integrazione pensionistica, e così via. Ti dico quali possono sono gli obiettivi che ovviamente possono coesistere tra di loro.

Tieni presente che:

Porsi immediatamente obiettivi concretamente irrealistici finisce soltanto per farti demoralizzare e per perdere di vista quello che vuoi davvero.

Come pianificare per determinare i propri obiettivi

Come si fa a fare una corretta pianificazione per determinare i propri obiettivi?

Se arrivato a questo punto ti sei posto questa domanda, hai bisogno di qualche informazione ulteriore. Per questo di seguito ti indicherò un semplice vademecum in 5 punti per arrivare ad una corretta pianificazione.

  • Scrivere i tuoi principali obiettivi di vita, indicando un obiettivo su ogni foglio bianco;
  • Per ogni foglio bianco con indicato un obiettivo devi decidere la data entro la quale devi raggiungere l’obiettivo:
  • Devi stimare la cifra necessaria per ciascun obiettivo da raggiungere;
  • Devi decidere la priorità di ogni obiettivo, rispetto agli altri obiettivi (ordina i fogli sul tavolo per priorità);
  • Aggiornare nel tempo la lista degli obbiettivi e le priorità assegnate.

Con questo sistema potrai sempre e velocemente avere idea dei tuoi obiettivi, della loro rilevanza e di quanto ti manca per raggiungerli.

Gestione del Patrimonio: 2) Gli Strumenti

Una volta chiariti i tuoi obiettivi finanziari nel medio lungo termine devi capire quali sono i giusti strumenti per realizzarli.

Dopodiché, devi procedere con la valutazione degli investimenti da fare.

Per poter individuare gli strumenti finanziari di cui hai bisogno devi individuare il profilo di rischio che sei disposto a correre.

Con profilo di rischio intendo dire la tua capacità di sopportazione di eventuali perdite.

Solo una volta che avrai definito bene questo aspetto sarai pronto per valutare gli strumenti da usare.

Gli strumenti e le modalità di investimento sono, come ben sai, tantissimi, molto dipende anche dalla dimensione del tuo patrimonio.

Un patrimonio di rilevante entità consente di accedere a strumenti di un certo tipo e all’investimento in alcuni settori. Cosa che invece con un patrimonio ridotto è più problematico fare.

Per esempio potrebbe essere possibile ipotizzare investimenti immobiliari all’estero.  Oppure acquistare oro fisico, oppure fare ricorso a strumenti azionari, obbligazionari, etc.

Così non si ottiene alcun risultato ed in compenso il profilo di rischio è molto alto.

Quello che devi fare è individuare una percentuale da destinare ad ogni asset in funzione del rischio, della situazione macroeconomica, dei tuoi obiettivi.

E’ possibile investire in strumenti del risparmio gestito come fondi ed ETF (fai molta attenzione ad entrambi) scegliendo su quale tipo di asset class prendere esposizione:

  • Azioni;
  • Obbligazioni;
  • Materie prime.

Oppure selezionando i singoli titoli obbligazionari. Oppure perché no, se il patrimonio lo consente, anche valutare investimenti alternativi come quello immobiliare oppure di altra natura.

La cosa importante che devi tenere sempre presente però è quella di una corretta diversificazione per la gestione del patrimonio.

Quali strumenti di investimento evitare?

Una delle domande che spesso tante persone ci pongono riguardo alla gestione del patrimonio personale è se vi siano strumenti da evitare.

Insomma, mi rendo perfettamente conto che scegliere tra i vari strumenti finanziari sia difficile. Soprattutto per i non esperti.

Per questo voglio indicarti alcune criticità che spesso noto e che potranno sicuramente esserti di aiuto.

  •  Eccessiva diversificazione con strumenti finanziari tipici del risparmio gestito. Molti investitori, soprattutto quelli inesperti, pensando di tutelarsi maggiormente acquistano fondi del risparmi gestito, sotto varie forme. Si tratta, di fondi che nella composizione sono sostanzialmente identici. Il risultato è che non c’è diversificazione di investimento;
  • Presenza di polizze assicurative attraverso intermediari finanziari. Molte polizze assicurative sulla vita non sono veri e propri strumenti di investimento.  E’ sacrosanto assicurarsi. Ma la forma corretta di assicurazione è quella che prevede il pagamento di un premio a fronte del quale la compagnia si fa carico dell’evento imprevisto. Mischiare assicurazioni e investimenti non ti aiuterà;
  • Elevati costi di gestione per gli strumenti finanziari gestiti. In molti non ci pensano, ma dietro ad uno strumento finanziario c’è un intermediario che pretende dei costi di gestione e delle commissioni per ogni operazione. Attenzione ai costi annui che ti applicano e al numero di commissioni che ti procuri nell’anno. Anche questo può fare la differenza nel rendimento annuo degli investimento.

Quello che voglio dire è che per ottenere risultati concreti devi effettuare autonomamente la gestione del patrimonio personale.

Devi farlo partendo dalle tue esigenze personali, pensando ai tuoi bisogni ed interessi.

Se ti presenti in banca senza aver chiari questi aspetti sicuramente il tuo interlocutore finirà per fare i suoi interessi, a scapito dei tuoi.

Per questo devi essere preparato!

Gestione del Patrimonio: 3) Strumenti di Tutela

Arrivare a raggiungere i propri obiettivi di investimento non è semplice, ma soprattutto richiede tempo.

Tempo che serve per far arrivare i frutti dei propri investimenti, e che porta al raggiungimento dei propri obiettivi.

E’ fondamentale che in questo arco temporale il proprio patrimonio sia conservato accuratamente. La tutela del proprio patrimonio, passa attraverso alcune azioni, che dipendono da alcune variabili.

Non sono rari i casi in cui per svariati motivi, dalle crisi di impresa a quelle familiari, si può perdere il proprio patrimonio.

Una corretta tutela del patrimonio non può prescindere dalle finalità perseguite. Tuttavia, allo stesso tempo non può ignorare la situazione di partenza o l’eventuale esigenza di gestione del patrimonio o dei suoi frutti o dei singoli casi personali.

Per questo motivo ho deciso di indicarti alcuni strumenti utili a tutelare il tuo patrimonio.

Si tratta di strumenti finalizzati a raggiungere l’equilibrio tra ottimizzazione fiscale e protezione del patrimonio. Proprio quello di cui ci occupiamo quotidianamente.

Tutela del Patrimonio con il Fondo Patrimoniale

Nel caso in cui tu voglia soddisfare i bisogni della famiglia, questo è lo strumento per te.

Il fondo patrimoniale consente di destinare un patrimonio (che può essere costituito da denaro, da beni mobili o immobili), al soddisfacimento dei bisogni della famiglia.

L’atto attraverso il quale si costituisce è a titolo gratuito

Attraverso questo istituto la proprietà dei beni resta dei coniugi i quali però non potranno disporne per scopi estranei agli interessi della famiglia.

L’istituto giuridico del Fondo patrimoniale è disciplinato ai sensi dell’art. 167 c.c. e prevede che i coniugi singolarmente o insieme possono costituire il fondo patrimoniale, attraverso un atto notarile, per vincolare così determinati beni ai bisogni della famiglia.

Alla costituzione dei diritti in fondo patrimoniale consegue un vincolo reale di indisponibilità sugli stessi. Questi entrano quindi a far parte di un patrimonio separato.

Possono essere oggetto di fondo patrimoniale sia i beni immobili, sia i beni mobili iscritti nei pubblici registri ed i titoli di credito.

Faccio riferimento a possibili pretese creditorie o risarcitorie nascenti da situazioni lavorative od altro genere qualora i debiti non siano stati contratti per esigenze familiari o elusive.

Per costituire il Fondo Patrimoniale è necessario il matrimonio con valenza civile. Con questo si potrà fare l’atto pubblico di costituzione del fondo.

Per questo non possono beneficiarne le coppie di fatto e cessa nel caso di morte del coniuge, divorzio, annullamento del matrimonio.

Il principale beneficio che si consegue attraverso la costituzione del fondo patrimoniale è che i beni del fondo non possono essere soggetti a esecuzione forzata per debiti che il creditore sapeva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

L’amministrazione del fondo segue le regole della comunione.

Tutela del Patrimonio con Vincolo di Destinazione

Se l’interesse da tutelare è quello di una persona fisica, di un soggetto disabile, della famiglia di fatto (che non trova spazio con l’applicazione del fondo) o di un Ente, allora questo potrebbe essere lo strumento adeguato.

Il vincolo di destinazione si costituisce mediante atto pubblico, ossia dinnanzi ad un pubblico ufficiale come un notaio.

Determinati beni immobili e mobili registrati possono essere destinati “alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela” per una durata non superiore a novant’anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria.

Apponendo su determinati beni il vincolo di destinazione, si ottiene l’effetto di “isolare”, ovvero di provocare una sorta di segregazione patrimoniale, dai beni dal patrimonio generale del soggetto che ne è il titolare, in modo da destinarli al perseguimento del fine per il quale l’atto di destinazione è stato istituito.

Con l’apposizione del vincolo di destinazione, i beni che ne sono oggetto vengono sottratti alle vicende in cui può essere coinvolto il loro proprietario e non possono essere assoggettati a procedure esecutive o concorsuali, si sottraggono, quindi, all’eventuale regime di comunione legale dei beni tra i coniugi e non fanno parte dell’asse ereditario.

Come abbiamo detto, l’interesse da tutelate deve essere meritevole. Come ad esempio quello di un disabile, di una fondazione, per dirimere dispute patrimoniali nelle separazioni, o per tutelare gli interessi dei soggetti in una famiglia di fatto.

Comunque l’individuazione dell’interesse meritevole è fondamentale e deve essere fatta in maniera precisa prima della costituzione.

La durata del vincolo di destinazione è limitata nel tempo ad un massimo 90 anni in riferimento agli Enti o alla vita del beneficiario nel caso di persona fisica ed ha un periodo di monitoraggio di 5 anni.

Tutela del Patrimonio con il Trust

Se l’interesse da tutelare nella gestione del patrimonio è quello di un terzo soggetto qualsiasi, allora questo strumento potrebbe esserti utile.

Il trust è un istituto giuridico che ha come finalità quella di separare dal patrimonio di un soggetto, alcuni beni per il perseguimento di specifici interessi a favore di determinati beneficiari oppure per il raggiungimento di uno scopo determinato, attraverso il loro affidamento e la loro gestione a una persona (cd. “trustee”) o ad una società professionale.

La peculiarità del trust risiede nello sdoppiamento del concetto di proprietà, cioè la proprietà legale del trust, attribuita al trustee, ne rende quest’ultimo unico titolare dei relativi diritti (anche se nell’interesse dei beneficiari o per il perseguimento dello scopo definito), nonostante i beni restino segregati nel patrimonio del trust.

Per quanto meno vincolante degli altri, in quanto non pone dei limiti in merito ai beneficiari o ai beni conferiti, realizza comunque quella segregazione del patrimonio utile alla sua tutela.

Il Trust è un negozio che, come il vincolo di destinazione, è permesso dall’art 2645 ter c.c. sulla trascrivibilità degli atti di destinazione del patrimonio ma non è regolato da nessuna norma italiana, viene recepito nel nostro ordinamento con la ratifica della Convenzione dell’Aia del 1985 ex Legge 364/89.

La titolarità del patrimonio al beneficiario finale, secondo il vincolo di destinazione iniziale. Può essere prevista la figura del ”guardiano” che vigila sul trustee e sul vincolo di destinazione.

Per approfondire: “La disciplina del Trust in Italia“.

Tutela del Patrimonio con Fondi Pensione

Se l’intenzione è quella di costruirsi un capitale che abbia uno scopo previdenziale, allora questi prodotti potrebbero fare al caso tuo.

Gli stessi, nel caso vengano portati a scadenza, rendono il capitale costituito insequestrabile ed impignorabile.

Sul mercato esistono numerose offerte di prodotti assicurativi, fondamentale, al fine della segregazione del capitale, è verificarne il fine previdenziale e portare a termine il contratto.

Tutela del patrimonio con Intestazione Fiduciaria

Se lo scopo è quello della riservatezza, di uno scudo tra il proprio patrimonio ed i terzi, questo strumento protrebbe aiutarti.

La gestione del patrimonio avviene integrando e potenziando eventuali altri strumenti come il Trust e le Polizze. Infatti, esso non attua una segregazione del patrimonio ma un’interfaccia con i terzi in base allo scopo che vuoi realizzare.

L’intestazione fiduciaria nasce con un contratto di mandato in base al quale un soggetto (fiduciante) trasferisce un diritto ad un altro soggetto (fiduciario), con l’obbligo di quest’ultimo di esercitarlo per il soddisfacimento di determinati interessi del trasferente o di un terzo o comuni a lui ed al trasferente od al terzo.

Con l’intestazione fiduciaria, il fiduciario deve amministrare in modo professionale, in trasparenza e riservatezza, per conto del fiduciante, il suo patrimonio.

La proprietà rimane del fiduciante, mentre il fiduciario agisce in base alle direttive impartite dal primo.

L’intestazione fiduciaria si costituisce tramite un negozio giuridico detto fiduciario tra il reale titolare del patrimonio (fiduciante) e la società fiduciaria (monitorata dalla pubblica autorità) che assume l’amministrazione dei beni per conto del fiduciante.

Tale società è l’unico intermediario abilitato alla compensazione delle plusvalenze e minusvalenze di società non azionarie (SRL) e di redditi diversi derivanti da contratti di natura finanziaria (finanziamento e polizze assicurative) con le plusvalenze e minusvalenze generate da altri strumenti finanziari trattati in regime di risparmio amministrativo (articolo 6 D.lgs n 461/1997).

Per approfondire: “Società fiduciaria: convenienza ed opportunità

Gestione del patrimonio: conclusioni

I tre elementi o fattori chiave per la gestione del patrimonio di cui ti ho parlato: obiettivi, strumenti e tutela, sono indispensabili per ogni investitore.

A me non importa quale sia l’ammontare del tuo patrimonio o quali siano i tuoi obiettivi da raggiungere.

Più cospicuo è il tuo patrimonio a disposizione e più sono contento per te.

Quello che a me interessa e che ho voluto approfondire con questo report è che:

  • Tu voglia essere parte attiva nel processo decisionale dell’investimento;
  • Tu voglia capire cosa fai e perché lo stai facendo;
  • Infine che tu sia sicuro che non conta soltanto l’investimento, ma che non si va da nessuna parte se non sei in grado di dare sicurezza al tuo patrimonio immobiliare e finanziario.

Certo richiede tempo, certamente richiede volontà da parte tua.

La consapevolezza, qualsiasi sia il tuo business, il tuo investimento o il tuo reddito è il primo passo per prendere decisioni importanti.

Gestione e Tutela del Patrimonio: Consulenza

Se hai capito che la gestione e la tutela del tuo patrimonio sono importanti. Se cerchi qualcuno che possa aiutarti nella scelta della strategia giusta, allora hai bisogno della nostra consulenza.

Studiamo il tuo caso e la tua situazione personale e poi ti proponiamo la strategia più adatta alla tua situazione e al tuo budget.

E’ probabile che ti sarà capitato di avere a che fare con consulenti che aspettano di sentire da te quali servizi di protezione patrimoniale vuoi.

Ma dovrebbero essere loro a proporre la strategia giusta, non trovi?

Se questo è quello che cerchi, ovvero un professionista che studi la tua situazione e ti indichi la via da seguite sei atterrato sulla pagina giusta.

Contattami qui, attraverso il form di contatto seguente. Verificherò insieme a te se e come posso aiutarti.

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