Il comma 3-bis dell’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, prevede la proroga per ulteriori cinque periodi d’imposta del regime speciale per i lavoratori impatriati con una tassazione del 50 per cento del reddito ovvero del 10 per cento in presenza dei requisiti contenuti nello stesso comma 3-bis.

L’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 60353 del 3 marzo 2021 ha definito le modalità di esercizio dell’opzione ai fini della proroga del regime previsto per i lavoratori impatriati, di cui all’articolo 5, comma 2-bis, del D.L. n. 34/19, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 58/19, come modificato dall’articolo 1, comma 50, della Legge n. 178/20, da parte dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi. Si tratta, in buona sostanza, dei soggetti che sono stati iscritti all’AIRE o che siano cittadini di Stati membri dell’Unione Europea, che hanno già trasferito la residenza fiscale in Italia prima del 30 aprile 2019 e che alla data del 31 dicembre 2019 risultano beneficiari del regime previsto dall’art. 16 del D.Lgs. n. 147/15. Tali soggetti possono optare per l’applicazione dell’estensione per ulteriori cinque anni dell’agevolazione (ex art. 5, comma 1, lettera c) del D.L. n. 34/19).

Ci tengo a precisare che le disposizioni in commento non riguardano l’ordinaria estensione per cinque anni dell’agevolazione per i soggetti rientrati in Italia dopo il 30 aprile 2019, ma riguarda esclusivamente i soggetti impatriati prima di questa data.

Il presente provvedimento stabilisce che i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi rientrano in Italia prima del 30 aprile 2019 possono esercitare l’opzione per l’estensione dell’agevolazione per ulteriori cinque anni mediante il versamento, in un’unica soluzione, di un importo pari al 5 per cento o al 10 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione.

Estensione agevolazione impatriati
Estensione agevolazione impatriati

Il punto sull’agevolazione impatriati

Il regime fiscale dei lavoratori impatriati, per come in vigore ad oggi, si rende applicabile per i lavoratori residenti all’estero nei due periodi di imposta precedenti al trasferimento in Italia, che si impegnano a ivi restare residenti per almeno due anni, svolgendo attività lavorativa (lavoro autonomo o di impresa in forma individuale o lavoro dipendente) prevalentemente sul territorio italiano. A questi soggetti è possibile applicare una detassazione ai fini IRPEF (e relative addizionali) per cinque anni del:

  • 70% del reddito per chi si trasferisce nelle regioni del Nord o Centro Italia;
  • 90% per chi si trasferisce al Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia).

Inoltre, per favorire il “radicamento” nel nostro Paese, l’agevolazione si può estendere per ulteriori cinque anni, con detassazione al 50% al ricorrere dell’acquisto di un immobile residenziale o con almeno un figlio a carico (90% con presenza di almeno tre figli).

Deve essere evidenziato che l’iniziale decorrenza di queste agevolazioni partiva dai soggetti rientrati in Italia nel corso del 2020. Tuttavia, il D.L. n. 124/19 ha esteso questa agevolazione anche per i lavoratori che avevano già trasferito la residenza al 30 aprile 2019 (con acquisizione della residenza fiscale dal 2019). Per evitare discriminazioni la Legge n. 178/20 ha ampliato la possibilità di estensione dell’agevolazione per ulteriori cinque anni anche per i lavoratori altamente qualificati trasferitisi in Italia prima del 30 aprile 2019.

Questa modifica normativa riguarda:

  • I cittadini italiani iscritti all’AIRE (la limitazione ai soli iscritti Aire non è coerente con il comma 5-ter dell’articolo 16 D.Lgs. n. 147/2015 che deve intendersi richiamato), o
  • I cittadini UE.

Entrambe le categorie di soggetti sopra richiamati devono aver trasferito la residenza fiscale in Italia prima del 30 aprile 2019 e che, pertanto, abbiano acquisito la residenza fiscale nel 2019 o in anni precedenti, a condizione che, alla data del 31 dicembre 2019, risultino già beneficiari degli incentivi (esclusi gli sportivi professionisti).

Estensione dell’agevolazione “costosa

Alle categorie di soggetti sopra richiamati è offerta la possibilità di optare per l’estensione dell’agevolazione per ulteriori cinque anni, attraverso il pagamento di un importo pari al 10% dei redditi di lavoro prodotti in Italia (oggetto di agevolazione) relativi al periodo di imposta precedente a quello dell’opzione. L’estensione è possibile soltanto a condizione che al momento dell’opzione il soggetto abbia almeno un figlio minorenne o sia divenuto proprietario di almeno un’unità abitativa residenza in Italia successivamente al trasferimento o nei 12 mesi precedenti, ovvero lo diventi entro 18 mesi dall’opzione. L’importo da pagare è ridotto al 5% dei redditi da lavoro prodotti in Italia se il lavoratore abbiamo almeno tre figli minorenni e diventi o sia proprietario di un’immobile residenziale negli stessi termini.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate prevede che il versamento dell’importo previsto propedeutico all’esercizio dell’opzione in commento debba essere effettuato utilizzando il modello F24, senza possibilità di compensazione. Al momento non è ancora stato istituito alcun codice tributo. Il versamento deve essere effettuato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione del primo periodo di fruizione dell’agevolazione. Appare, quindi, che tale versamento debba essere effettuato entro il 30 giugno successivo al primo quinquennio oggetto di agevolazione.

Ipotizzando, ad esempio, un soggetto rientrato in Italia nel 2018, con termine del quinquennio nel 2022, il versamento dovrà essere effettuato entro il 30 giugno 2023. Tuttavia, in via straordinaria per il soggetti il cui primo periodo agevolato è terminato il 31 dicembre 2020 il versamento deve essere effettuato entro il prossimo 30 agosto 2021.

La richiesta dell’estensione al datore di lavoro

I lavoratori dipendenti devono richiedere in via principale l’applicazione dell’agevolazione direttamente al datore di lavoro (che opera le ritenute sull’imponibile ridotto) mediante richiesta scritta (mediante autocertificazione) contenente una serie di specifiche indicazioni. In particolare, tale documento deve contenere:

  • a) nome, cognome e data di nascita;
  • b) il codice fiscale;
  • c) l’indicazione che prima del 30 aprile 2019 la residenza è stata trasferita in Italia ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  • d) l’indicazione della permanenza della residenza in Italia alla data di presentazione della richiesta di cui al punto 2.1;
  • e) l’impegno a comunicare tempestivamente al datore di lavoro ogni variazione della residenza o del domicilio, rilevante per l’applicazione del beneficio medesimo da parte del datore di lavoro;
  • f) i dati identificativi dell’unità immobiliare di tipo residenziale acquistata direttamente dal lavoratore ovvero dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà e la relativa data di acquisto; ovvero l’impegno a comunicare tali dati entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione di cui al punto 1.2, se ne diviene proprietario entro tale ultimo termine;
  • g) il numero e la data di nascita dei figli minorenni, anche in affido preadottivo, alla data di effettuazione del versamento di cui al punto 1.2;
  • h) l’anno di prima fruizione del regime speciale per i lavoratori impatriati;
  • i) l’ammontare dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dell’agevolazione di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n 147, relativi al periodo d’imposta precedente a quello dell’esercizio dell’opzione;
  • j) gli estremi del versamento di cui alle lettere a) e b) del comma 2-bis, dell’articolo 5 del decreto-legge n. 34 del 2019, effettuato secondo le modalità di cui al punto 1 del presente provvedimento.

I soggetti che esercitano un’attività di lavoro autonomo devono comunicare l’opzione di estensione al secondo quinquennio nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale hanno effettuato il versamento dell’importo pari al 10% del reddito (o 5% nei casi previsti).

Adempimenti del sostituto d’imposta

I sostituti di imposta (ex art. 23, comma 1, del DPR n. 600/73), operano le ritenute sul 50 per cento delle somme e valori imponibili di cui all’articolo 51 del TUIR, nel caso di lavoratori che al momento dell’esercizio dell’opzione abbiano comunicato almeno un figlio minorenne, anche in affido preadottivo, o che siano divenuti proprietari di un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia successivamente al trasferimento o nei dodici mesi precedenti al trasferimento ovvero che ne divengano proprietari entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione.

I medesimi soggetti operano ritenute limitatamente al 10 per cento del loro ammontare nel caso di lavoratori che, al momento dell’opzione, abbiano comunicato almeno tre figli minorenni o a carico anche in affido preadottivo, o che siano divenuti proprietari di un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia successivamente al trasferimento o nei dodici mesi precedenti al trasferimento ovvero che ne divengano proprietari entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione. Le ritenute sono operate sulle somme e i valori imponibili corrisposti dal periodo di paga successivo al ricevimento della richiesta.

A fine anno o alla cessazione del rapporto di lavoro, i sostituti di imposta effettuano il conguaglio tra le ritenute operate e l’imposta dovuta sull’ammontare complessivo degli emolumenti.

Modalità applicative di estensione dell’agevolazione impatriati per i soggetti rientrati in Italia pre aprile 2019: conclusioni

Come indicato queste disposizioni, non deve essere confuso, non riguardano i soggetti rientrati in Italia a partire da aprile 2019, ma esclusivamente i soggetti rientrati in Italia prima di questa data e che al 31 dicembre 2019 risultavano già beneficiari dell’agevolazione impatriati. Si tratta dei soggetti rientrati in Italia che hanno verificato le condizioni previste dall’art. 16 D.Lgs. n. 147/15 (pre modifiche del D.L. n. 34/19), quindi lavoratori altamente qualificati o inquadrati come dirigenti residenti all’estero per almeno cinque periodi di imposta, con iscrizione AIRE (comma 1) o laureati che abbiano maturato almeno 24 mesi continuativi di studio o lavoro all’estero prima del rientro in Italia.

Solo questa categoria di soggetti deve osservare le indicazioni presenti nell’articolo per l’estensione dell’agevolazione impatriati per ulteriori cinque anni (rispetto ai primi cinque agevolati). Per tutti gli altri lavoratori rientrati con l’attuale formulazione dell’art. 16 si applicano le ordinarie disposizioni (per queste ti rimando a: “Lavoratori impatriati in italia: guida all’agevolazione“).

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Riferimenti normativi:
Attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (articolo 57; articolo 62; articolo 66; articolo 67, comma 1; articolo 68, comma 1; articolo 71, comma 3, lettera a); articolo 73, comma 4);
Statuto dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001 (articolo 5, comma 1; articolo 6);
Regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2001 (articolo 2, comma 1);
Decreto del Ministro delle Finanze 28 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2001;
Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, recante disposizioni sulle misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese;
Decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante disposizioni sulle misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi;
Legge 30 dicembre 2020, n. 178, articolo 1, comma 50, recante disposizioni sulla possibilità di usufruire dell’allungamento temporale del regime fiscale agevolato dei lavoratori impatriati.

2 COMMENTI

  1. Buongiorno, grazie mille per L’articolo! Vorrei chiedere se possibile 2 rapidi chiarimenti rispetto al prolungamento:
    – la cifra del 10% per opzione tramite f24 deve essere calcolato sul totale redditi reali (eg 50) o sui redditi già beneficianti della riduzione (eg 25)? C è una bella differenza nel costo del opzione.
    – su quali redditi bisogna calcolare il 10%? C è una voce semplice a cui riferirsi nel CUD o 730 precompilato?
    Grazie mille!

  2. L’estensione è subordinata al versamento di un importo pari al 10% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia e oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione. Tale onere deve essere commisurato all’intero reddito complessivamente prodotto dalla persona e non solamente sul reddito agevolato (vedi risposte Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2021).

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