dichiarazione di successione
dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è l’atto tramite cui vengono trasferiti i rapporti giuridici (attivi e passivi) dal defunto agli eredi. Si tratta di una dichiarazione che avviene per motivi legali e fiscali ed è un obbligo presentarla entro un anno dal decesso.

La successione può essere legittima, ovvero segue le impostazioni della legge, ovvero testamentaria, nel caso in cui il defunto abbia lasciato le proprie disposizioni per lasciare il proprio patrimonio ai suoi eredi. In generale, comunque, tutti i parenti del defunto sino al sesto grado di parentela rientrano nel diritto alla successione e pertanto possono essere definiti come soggetti “chiamati all’eredità“.

La successione è un evento che si apre al momento della morte, e si realizza attraverso una procedura piuttosto complessa, ove nella maggior parte dei casi è opportuno farsi assistere da professionisti specializzati, come legali e/o commercialisti.

L’Agenzia delle Entrate prevede uno specifico un modello da compilare, ma con le novità recenti si tratta di una compilazione resa semplificata tramite una guida a supporto del cittadino, e la procedura può avvenire interamente per modalità telematica.

Nella dichiarazione di successione è necessario presentare tutte le informazioni, e talvolta i documenti, che attestano la successione, come ad esempio i dati dei soggetti interessati e del soggetto defunto, i documenti che riguardano le proprietà immobiliari, il testamento, le attestazioni della banca nel caso di conti correnti, mutui, azioni e così via.

Per il cittadino che si appresta a compilare la dichiarazione di successione si tratta indubbiamente di una procedura non semplice dal punto di vista burocratico. Per questo motivo, in questo articolo andiamo a fare chiarezza sulla dichiarazione di successione, in relazione alla sua predisposizione ed ai documenti occorrenti.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione è un adempimento legale (Testo Unico n. 346 del 1990 sull’imposta sulle successioni e donazioni), con effetti fiscali, di natura obbligatoria. L’obiettivo della dichiarazione è quello di comunicare all’Agenzia delle Entrate il subentro degli eredi nel patrimonio del defunto. Attraverso la presentazione della dichiarazione di successione si arriva alla determinazione delle imposte dovute (imposta di successione, imposta di registro, ipotecaria e catastale).

L’Agenzia delle Entrate specifica anche chi sono i soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

  • Chi è chiamato all’eredità (sia per testamento che per legge, chi non ha rinunciato ancora all’eredità) o i rappresentanti legali;
  • Chi è immesso al possesso dei beni;
  • Chi amministra le eredità;
  • I curatori delle eredità giacenti;
  • Gli esecutori testamentari;
  • Il trustee.

Questi soggetti sono obbligati a presentare per via telematica la dichiarazione di successione, sono esonerati solamente nel caso in cui avviene una rinuncia dell’eredità. Prima della semplificazione telematica comunicata recentemente, per poter procedere esistevano ancora le modalità di compilazione in forma cartacea, e il procedimento era piuttosto lungo, come spiegava lo stesso portale dell’Agenzia delle Entrate.

Con la digitalizzazione dei sistemi, l’obiettivo delle amministrazioni pubbliche è quello di garantire una maggiore flessibilità delle procedure, e della burocrazia necessaria a compiere molte operazioni. Una semplificazione come questa era già stata introdotta con il modello 730 precompilato, e si pensa che anche per la dichiarazione di successione si sta andando in questa direzione.

Non deve essere dimenticato che anche l’erede che abbia accettato con beneficio di inventario (ex art. 36, co. 2 del D.Lgs. n. 346/90) è tenuto alla presentazione della dichiarazione di successione (ed all’eventuale pagamento dell’imposta, ma solo nei limiti della propria quota).

Qual è il termine di presentazione della dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro il termine di 12 mesi dalla data di apertura della successione. La successione si apre con il momento di decesso del “de cuius“. Come vedremo, la dichiarazione di successione può essere presentata anche in data successiva al termine di presentazione. Tuttavia, in questo caso è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative, proporzionali rispetto al ritardo dalla presentazione.

I termini di decadenza per l’azione di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate ripartono dal momento di presentazione della dichiarazione di successione, anche oltre il termine ordinario di presentazione.

Casi di esonero dalla dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione può essere omessa qualora sussistano, contemporaneamente, le seguenti condizioni indicate dall’art. 28, co. 7, del D.Lgs. n. 346/90:

  • L’eredità è devoluta al coniuge ed ai parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori) del defunto;
  • L’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari;
  • L’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro.

Come si presenta la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione deve essere predisposta su apposito modello messo a disposizione da parte dell’Agenzia delle Entrate (pena nullità). In linea generale la dichiarazione deve essere presentata presso l’Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza (domicilio fiscale) del de cuius. Dal 2019 la dichiarazione di successione deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica.

La dichiarazione di successione deve essere predisposta ed inviata attraverso l’apposito servizio online messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Questo servizio offre ai cittadini la possibilità di caricare online le informazioni sugli immobili registrate al catasto. Il servizio telematico permette di inviare dichiarazione e domanda di volture catastali, e per il nuovo servizio è disponibile un percorso guidato simile ad una precompilata, che aiuta il cittadino ad evitare errori di diversa natura.

Nel caso in cui il defunto fosse residente all’estero, la dichiarazione di successione deve essere presentata presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza (in Italia). Nel caso in cui non fosse nota l’ultima residenza la dichiarazione deve essere presentata telematicamente o presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Roma 6.

Modello ed istruzioni di compilazione della dichiarazione di successione:

Accesso alla dichiarazione di successione online

I nuovi servizi messi a disposizione ai cittadini dal portale dell’Agenzia delle Entrate hanno l’obiettivo di semplificare alcune procedure di tipo burocratico, ed è possibile accedervi tramite credenziali entrando nella propria area riservata. Per accedere necessario accedere all’area riservata con le credenziali:

  • SPID: il Sistema Pubblico di Identità Digitale;
  • CIE: Carta di Identità Elettronica;
  • CNS: Carta Nazionale dei Servizi;
  • Credenziali Fisconline/Entratel.

Quando e come si applica l’imposta di successione?

L’imposta sulle successioni si applica ove sussista un trasferimento di beni, dal quale scaturisce un arricchimento per il soggetto tassato. In pratica, il presupposto impositivo dell’imposta di successione riguarda il trasferimento di ricchezza che deriva dal trasferimento mortis causa.

Ai sensi dell’art. 2, co. 48 del D.L. n. 262/06 l’imposta di successione si applica “ai trasferimenti di beni e diritti per causa di morte“. Questo significa che ogni trasferimento di beni che derivi dall’apertura di una successione mortis causa, è oggetto dell’imposta di successione.

Territorialità dell’imposta di successione

L’imposta sulle successione è dovuta in relazione a tutti i beni e diritti trasferiti per successione, ancorché esistenti all’estero. Tuttavia, qualora alla data di apertura della successione, il defunto non era fiscalmente residente in Italia, l’imposta di successione si applica limitatamente ai beni esistenti in Italia. Deve essere considerato, inoltre, il fatto che l’Italia ha stipulato 7 Convenzioni contro le doppie imposizioni specificatamente rivolte all’applicazione dell’imposta di successione. In particolare, le convenzioni stipulata dall’Italia riguardano i seguenti Stati: Danimarca, Francia, Regno Unito, Grecia, Israele, Stati Uniti d’America, Svezia. Naturalmente, in mancanza di Convenzioni, l’art. 26 del D.Lgs. n. 346/90 prevede un credito di imposta a favore del beneficiario della successione che venga tassato sia in Italia che all’estero per i beni situati fuori dall’Italia.

Per approfondire: “Imposta di successione: aspetti internazionali“.

Quali sono le aliquote dell’imposta di successione?

L’imposta sulle successioni si applica con aliquote determinate sulla base del rapporto di parentela o affinità esistente tra il defunto ed il beneficiario del trasferimento (erede o legatario). Il legislatore ha previsto l’applicazione di specifiche franchigie al di sotto delle quali non è dovuta alcuna imposta. Di seguito andiamo a riepilogare in modo schematico le aliquote, per ciascun beneficiario, dell’imposta di successione e le franchigie (ove previste).

BENEFICIARIOFRANCHIGIAALIQUOTA IMPOSTA DI SUCCESSIONE
Coniuge1 milione di euro4%
Parente in linea retta1 milione di euro4%
Fratello o sorella100mila euro6%
Altro parente fino al 4°6%
Affine in linea retta6%
Affine in linea collaterale fino al 3°6%
Portatore di handicap ex Legge n. 104/921,5 milioni di euro4, 6, 8% a seconda della parentela
Altri soggetti8%

E’ opportuno precisare che la franchigia trova applicazione in relazione al singolo trasferimento di patrimonio operato a favore del singolo beneficiario.

Come si determina l’imponibile dell’imposta di successione?

L’aspetto maggiormente delicato ed importante di tutta la dichiarazione di successione è sicuramente quello legato alla determinazione dell’imponibile dell’imposta di successione.

L’imposta di successione si applica sul valore netto dei beni trasferiti al singolo erede o legatario. Questo significa, indirettamente, che l’imposta non si applica sul valore del patrimonio nel suo complesso, ma sulle singole quote trasferite ad ogni beneficiario. La norma di riferimento è dettata dalle disposizioni contenute negli articoli 8 e seguenti (fino al 24) del D.Lgs. n. 346/90. La corretta determinazione e valorizzazione dei singoli beni del patrimonio del de cuius è importante al fine di determinare correttamente l’imponibile dell’imposta di successione. Senza alcuna pretesa di esaustività, ma esclusivamente a titolo schematico, di seguito i principali criteri di valutazione degli assets che possono comporre un patrimonio. In particolare:

  • Beni immobili – valutazione;
  • Azienda – valutazione dei singoli beni che la compongono escluso l’avviamento;
  • Quote di società – valutazione a valori di bilancio, o ove non presente valutazione a valori reali;
  • Titoli quotati in borsa – valutazione alla media dei prezzi dell’ultimo trimestre anteriore all’apertura della successione;
  • Crediti – valutati al valore nominale oltre gli interessi maturati.

Come si effettua il versamento dell’imposta di successione?

La liquidazione dell’imposta di successione passa attraverso la presentazione della dichiarazione di successione. Spetta all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, infatti, liquidare l’imposta di successione e risultante dalla dichiarazione presentata dagli eredi del defunto. Il pagamento delle imposte spetta agli eredi, in solido per quanto loro dovuto.

L’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate notifica l’avviso di liquidazione dell’imposta di successione decorsi sessanta giorni dal quale tali soggetti sono obbligati al pagamento dell’imposta. Il pagamento deve essere effettuato attraverso addebito su un conto corrente bancario, il cui Iban deve essere indicato in dichiarazione.

Le imposte ipotecarie, catastali e di bollo relative agli immobili, invece, devono essere autoliquidate dagli eredi e dai legatari e versate tramite modello F23 che dev’essere allegato alla dichiarazione di successione, in copia.

Quali sanzioni per la mancata o ritardata presentazione della successione?

Dato che la presentazione della dichiarazione di successione di fatto è un obbligo, di natura anche fiscale, esistono delle sanzioni per chi non provvede all’invio della dichiarazione di successione. Nel caso in cui non si voglia accettare l’eredità si è esonerati dalla presentazione della dichiarazione di successione, ma in caso contrario bisogna procedere con la comunicazione.

In mancanza di questa dichiarazione, l’erede non potrà accedere alle eredità lasciate dal defunto, e l’Agenzia delle Entrate potrebbe notificare una sanzione. Per presentare la dichiarazione di successione tuttavia sono resi disponibili 12 mesi di tempo, un arco temporale abbastanza lungo per poter provvedere alla corretta compilazione del modulo.

In particolare, le sanzioni amministrative applicabili sono le seguenti:

  • Omessa dichiarazione di successione – Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Se non è dovuta imposta sanzione fissa da 250 a mille euro. Art. 50 del D.Lgs. n. 346/90;
  • Tardiva dichiarazione di successione, presentata nei 30 giorni dalla scadenza – Sanzione dal 60% al 120% dell’imposta dovuta. Se non è dovuta imposta sanzione fissa da 150 a 500 euro. Art, 50 del D.Lgs. n. 346/90;
  • Dichiarazione infedele – Sanzione dal 100% al 200% dell’imposta dovuta. La sanzione non opera se il maggior valore accertato non supera di 1/4 quello dichiarato. Art. 51 del D.Lgs. n. 346/90;
  • Mancata allegazione alla dichiarazione dei documenti prescritti – Sanzione fissa da 258 a 1.032 euro. Riduzione al 50% in caso di regolarizzazione entro 60 giorni dalla richiesta dell’ufficio. Art. 51, co.3 del D.Lgs. n. 346/90.

Deve essere ricordato che per le violazioni che riguardano l’imposta di successione sono applicabili gli istituti del ravvedimento operoso, della definizione agevolata e dell’accertamento con adesione. L’acquiescenza è prevista in caso di accertamento per infedele od omessa dichiarazione.

Quali documenti sono necessari per la dichiarazione di successione?

Per poter predisporre nel modo corretto la dichiarazione di successione è necessario avere a disposizione, ed in alcuni casi allegare alla stessa (pena l’applicazione di sanzioni, come sopra indicato), una serie di documenti. Una dichiarazione di successione presentata senza la relativa documentazione di supporto, infatti, potrebbe pregiudicare il buon esito della presentazione.

Di seguito puoi trovare alcune indicazioni di documentazione che è necessaria per poter presentare la dichiarazione di successione. Tieni presente che non si tratta di documentazione esaustiva e che ogni situazione deve essere valutata personalmente. In particolare, i principali documenti sono:

  • Autocertificazione dell’erede, in carta libera, della morte del de cuius;
  • Autocertificazione dello stato di famiglia storico;
  • Copia di un documento di identità valido e del codice fiscale degli eredi;
  • Atto di provenienza delle proprietà immobiliari intestate al deceduto;
  • Certificato di destinazione urbanistica dei terreni;
  • Eventuali atti di donazione stipulati dal de cuius;
  • Documenti tecnici sugli immobili (planimetrie, visure catastali, etc);
  • La copia del testamento (ove presente);
  • Copia del verbale di rinuncia all’eredità (ove esercitata);
  • Dichiarazione bancaria/postale di sussistenza e consistenza di mutui ipotecari, conti correnti, libretti, investimenti finanziari, gestioni patrimoniali, fondi comuni di investimento, azioni, obbligazioni, certificati di deposito bancari, pronti conto termine;
  • Dichiarazione del datore di lavoro con le indennità maturate dal lavoratore dipendente (es. mensilità, TFR, etc.);
  • Dichiarazione societaria di titolarità di quote e valorizzazione delle stesse;
  • Verbale di apertura delle cassette di sicurezza, redatto da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio oppure da un pubblico ufficiale.

Accertamento e termini di decadenza

L’accertamento della maggiore imposta di successione avviene secondo le disposizioni previste dal D.Lgs. n. 346/90. L’atto impositivo deve essere notificato entro i termini decadenziali, mentre la cartella di pagamento prevede gli ordinari termini di prescrizione.

Per quanto riguarda i termini di decadenza dell’azione accertatrice da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’art. 27 del D.Lgs. n. 346/90 prevede che la liquidazione dell’imposta deve essere notificata entro tre anni dalla presentazione della dichiarazione di successione (anche sostitutiva o integrativa).

Dichiarazione di successione: FAQ

Posso ancora presentare la dichiarazione di successione utilizzando il precedente modello cartaceo “Mod 4”?

A partire da gennaio 2019 il modello di dichiarazione di successione deve essere presentato esclusivamente in via telematica, tuttavia se il decesso è avvenuto prima del 3 ottobre 2006 deve essere utilizzato il precedente Modello 4 cartaceo. Tale modello può essere spedito tramite raccomandata o altro mezzo equivalente dal quale risulti con certezza la data di spedizione. La dichiarazione deve essere inviata all’ufficio territoriale dell’Agenzia incaricato della lavorazione in relazione all’ultima residenza nota del defunto, se si tratta di una prima dichiarazione; diversamente, se si tratta di una dichiarazione che modifica una già presentata utilizzando il Modello 4, occorre continuare a utilizzare questo  modello seguendo le relative modalità di presentazione. In tal caso, l’ufficio territoriale di riferimento è lo stesso presso il quale è stata presentata la prima dichiarazione.

Devo inviare la dichiarazione di successione telematica. Cosa devo fare?

l file contenente la dichiarazione di successione può essere trasmesso mediante invio diretto, se esistono le condizioni specificate nella pagina raggiungibile al seguente link. Alternativamente, chiunque può utilizzare gli strumenti software resi disponibili dall’Agenzia. In questo caso, prima di essere inviato, deve essere firmato e cifrato, in modo da consentire all’Agenzia di verificare la provenienza dei dati e assicurare la loro integrità.
Tale attività avviene mediante le seguenti applicazioni:
“File Internet”: per gli utenti del servizio Fisconline, utilizzando la funzione “Prepara file”, presente nel menù “Documenti”;
“Entratel”: per gli utenti del servizio Entratel, utilizzando la funzione “Autentica”, presente nel menù “Documenti” dell’applicazione “Entratel”.
Entrambe le applicazioni devono essere scaricate e installate direttamente all’interno dell’applicazione “Desktop Telematico”, utilizzando la funzione “Installa Software”, raggiungibile selezionando la voce “Applicazioni” dalla pagina di “Benvenuto”.
Al termine della fase di firma e cifra, il Desktop Telematico offre la possibilità di concludere le attività con l’invio del file.
In alternativa, è comunque possibile inviare il file preparato (autenticato) accedendo alla sezione “Servizi per – Inviare” dell’area autenticata del sito web dei Servizi Telematici ed utilizzando la funzione specifica “Invio altri documenti”.
Successivamente occorre selezionare il file da inviare, mediante il pulsante “Sfoglia…(Browse…)” e premere il bottone “Invia”.
L’invio può ritenersi effettuato solo quando il sistema fornisce in risposta l’esito di conferma della trasmissione, che riporta anche il protocollo attribuito all’invio.
Lo stato di elaborazione dei file inviati è consultabile nel servizio “Ricevute – Ricerca Ricevute” del sito web dei Servizi Telematici.
Il file risulta acquisito solo a seguito del rilascio della ricevuta che ne attesta l’accettazione. In caso di presenza di segnalazioni di errore la ricevuta riporterà le motivazioni dello scarto.
I “Passi da seguire” per inviare la dichiarazione di successione telematica – pdf

Come posso richiedere l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione inviata telematicamente?

In via temporanea, in attesa che venga realizzata una specifica procedura on line, nel caso in cui si voglia chiedere una seconda o più attestazioni è possibile inviare telematicamente una dichiarazione sostitutiva (codice 2) avendo cura di azzerare le imposte, tasse e tributi automaticamente ricalcolati dalla procedura informatica nel quadro EF (qualora nella precedente dichiarazione siano stati indicati immobili), fatta eccezione per le somme dovute per il rilascio delle attestazioni (imposta di bollo e tributi speciali); in tal modo non sarà necessario recarsi presso un ufficio territoriale dell’Agenzia.
L’attestazione, che viene rilasciata dalla procedura di trasmissione della dichiarazione di successione telematica, è stampabile in modo da produrla agli istituti finanziari al fine di svincolare i  rapporti intestati al defunto.
Qualora non si voglia esibire la dichiarazione per intero, in quanto potrebbe contenere dati che riguardano soggetti terzi o informazioni non necessarie rispetto a quelle che interessano per lo sblocco dei conti, non si deve richiedere l’attestazione in sede di presentazione della dichiarazione telematica, ma occorre rivolgersi presso un qualunque ufficio territoriale per ottenere l’estratto della dichiarazione stessa, pagando le relative somme dovute.

Come fare una successione online?

Per presentare la dichiarazione di successione online è necessario essere registrati ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate ed accedere tramite le proprie credenziali Entratel o Fisconline. Sarà quindi necessario essere in possesso di nome utente, password e pin dispositivo.

Come richiedere una copia conforme della dichiarazione di successione?

Per il rilascio di copie conformi della dichiarazione regolarmente presentata che, per esempio, potrebbero essere richieste dalle banche per svincolare conti correnti oppure titoli, è possibile recarsi in qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia, avendo cura di munirsi di contrassegni telematici (ex marca da bollo).

Chi firma la successione telematica?

Con il modello telematico di successione, è possibile che l’ invio venga effettuato anche da un intermediario abilitato, che può essere un notaio, un commercialista, un geometra, etc.

Quando si prescrive l’accettazione dell’eredità?

La prescrizione è disciplinata dall’articolo 480 del Codice Civile nel quale si legge che: Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni. Il termine decorre dal giorno dell’apertura della successione e, in caso d’istituzione condizionale, dal giorno in cui si verifica la condizione.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

Chi non presenta la dichiarazione di successione è soggetto a una sanzione amministrativa per l’evasione fiscale. Essa varia dal 120% al 240% dell’imposta e qualora questa non sia dovuta, si applica una sanzione amministrativa fissa, che va da 250 a 1.000 euro.

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