ABI E CAB

Il conto corrente presenta molte informazioni, spesso sotto forma di sigle, che per chi non ne conosce il significato possono essere difficoltose da capire. Si tratta di sigle come l’IBAN, ma non solo. Altre sigle però, sono meno conosciute, come quelle relative all’ABI e al CAB. Nel primo caso sinteticamente si può dire che l’ABI fa riferimento, come indicano le iniziali, all’Associazione Bancaria Italiana, pertanto ogni conto corrente presenta una sigla ABI composta da numeri che indicano in particolare qual è l’istituto di credito in cui è ospitato il conto corrente. Il CAB invece rappresenta il Codice di Avviamento Bancario, che individua nello specifico qual è la filiale in cui è ospitato il conto bancario. Il CAB viene inserito nel codice alfanumerico del conto corrente subito dopo all’ABI, sotto forma di sequenza di numeri.

Il codice IBAN è costituito da lettere e numeri e la sua lunghezza cambia in base allo stato di appartenenza, esso è formato dai codici ABI e CAB. Il primo, identifica la Banca di riferimento e a cui appartiene il conto corrente, CAB indica la filiale. A seguito di questi codici c’è il numero di conto corrente, il quale è formato da 12 numeri.

Vediamo in questo articolo a cosa servono queste sigle, quando si possono ritrovare nel proprio conto corrente e quali sono le informazioni specifiche che ogni cittadino può utilizzare per diversi tipi di transazioni proprio con il proprio conto corrente.


Conto corrente: tutti ne hanno uno, ma non tutti lo conoscono

Tutti i cittadini italiani che lavorano attivamente, come i lavoratori autonomi o dipendenti, hanno un conto corrente, depositato presso una banca, un istituto di credito, che può anche garantire al cittadino diversi servizi, stabilirne un pagamento in base alle normative generali, oppure può decidere di fornire determinati servizi online ai cittadini.

Il conto corrente contiene numerose informazioni preziose per i cittadini, come quelle relative all’ammontare del deposito in banca, i risparmi, le informazioni relative a eventuali redditi e guadagni derivati da lavoro autonomo o dipendente, o derivati da diversi tipi di rendita, anche immobiliare.

Il conto bancario è strettamente personale, e solo chi ne è titolare o ha l’autorizzazione per operarci può effettivamente compiere delle transazioni, pagamenti o trasferimenti di denaro. Il conto corrente inoltre è assolutamente univoco, per questo è individuato da una serie di codici, che ne contengono le informazioni principali, come l’ABI e il CAB, ma non solo.

La sigla che tutti sicuramente conoscono se possiedono un conto corrente è l’IBAN, che va fornito ai datori di lavoro quando si comincia un nuovo lavoro dipendente, con cui si riceverà lo stipendio. Oppure è il metodo tramite cui un lavoratore autonomo riceve i propri compensi. Per le altre sigle, non tutti ne conoscono il significato.

Il codice IBAN è costituito da lettere e numeri e la sua lunghezza cambia in base allo stato di appartenenza, esso è formato dai codici ABI e CAB. Il primo, identifica la Banca di riferimento e a cui appartiene il conto corrente, CAB indica la filiale. A seguito di questi codici c’è il numero di conto corrente, il quale è formato da 12 numeri.

ABI e CAB: le sigle del conto corrente

ABI e CAB possono essere richiesti da terzi, anche se con meno frequenza rispetto al codice IBAN, perché allo stesso modo consentono di individuare nello specifico il conto a cui fanno riferimento. Il conto corrente di ogni cittadino è composto da una serie di numeri e lettere in ordine, e ogni cittadino riceve anche un PIN nel caso in cui utilizzi una carta per effettuare prelievi o pagamenti.

Le coordinate bancarie contengono diversi elementi:

  • Il numero del conto corrente: si tratta di un codice di 12 caratteri che può iniziare anche con una serie di zeri, e a cui precede la sigla “IT” che sta ad indicare la nazione;
  • Codice controllo: è composto da due numeri che seguono la sigla “IT”;
  • CIN: è un unico numero che serve a verificare, tramite un calcolo, la correttezza dell’intera sigla;
  • ABI: ogni banca ne ha uno diverso, fa riferimento all’istituto bancario e si compone di 5 numeri;
  • CAB: questo codice, composto da 5 cifre, fa riferimento alla filiale specifica in cui si trova il conto corrente del cittadino;
  • Numero di conto corrente: le cifre rimanenti fanno riferimento al numero effettivo del conto, diverso per ogni cittadino.

Nel caso in cui vengano richiesti alcuni codici come l’ABI o il CAB, è facile trovarli andando a vedere quali sono nel numero di conto corrente, vedendo dove sono posizionati. ABI e CAB non servono per effettuare transazioni come pagamenti o bonifici, perché per questo bisogna sempre tenere presente qual è il codice IBAN del conto corrente della persona a cui si vuole fare un bonifico.

Conto corrente online: come funziona?

Oltre ai tradizionali conti correnti in banca, esistono conti correnti gestiti interamente online, con cui il cittadino può facilmente consultare le ultime transazioni, i pagamenti e i bonifici effettuati o ricevuti, eventuali pagamenti automatici e così via. I conti online funzionano come qualsiasi conto corrente presso un istituto di credito, con la differenza che non è presente una sede fisica a cui il cittadino può recarsi per chiedere informazioni.

Eppure anche per i conti correnti online esistono le stesse sigle che sono presenti per i conti correnti situati presso istituti bancari con sedi fisiche. Bisogna anche tenere conto che moltissime banche hanno deciso di adottare misure per modernizzare i servizi ai cittadini offrendo conti correnti che si possono gestire anche telematicamente.

Molte banche offrono infatti anche la possibilità di visionare il proprio conto corrente tramite applicazione web o tramite smartphone, e vedere così lo storico dei pagamenti, delle entrate e delle uscite, e gestire anche le operazioni con un click o scorrendo lo schermo dello smartphone.

Anche i conti correnti gestiti online sono provvisti di informazioni che riguardano la posizione del conto, ovvero l’istituto, anche se in forma virtuale, presso cui si trova il conto, i codici che lo identificano come l’ABI o CAB e il numero di conto.

Conto corrente e controlli

Il conto corrente può essere di diverso tipo, esistono conti correnti appositamente pensati per le famiglie, conti correnti che sono gratuiti entro una certa soglia di denaro depositato, conti correnti dedicati agli studenti universitari. Esiste anche la possibilità di avere un luogo in cui depositare i propri risparmi anche presso le Poste Italiane, e sono molte le persone che scelgono questo tramite anche per ricevere la pensione.

Il conto corrente nell’ultimo periodo è sempre più trasparente al fisco, questo vuol dire che in caso di controlli mirati, secondo un accordo con le banche e nel rispetto della privacy, il fisco può andare a controllare la situazione del conto corrente nel caso in cui risultassero dei grossi ammanchi a livello di dichiarazione.

I controlli del fisco si sono man mano sempre più intensificati, a causa dell’evasione fiscale, e il conto corrente è il primo strumento valido per analizzare la situazione specifica reddituale del cittadino che risulta evasore. Al di là di questa possibilità, il conto corrente rimane comunque strettamente personale, e non è quindi possibile che soggetti terzi possano accedervi. Tuttavia è necessario fare attenzione a chi si cedono le informazioni salienti del proprio conto corrente.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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