Secondo le previsioni, sta per arrivare il nuovo decreto taglia prezzi: si tratta di una serie di misure studiate appositamente per limitare l’aumento del prezzo del carburante, che in questo periodo sta causando non pochi problemi ai cittadini e alle imprese italiane.

Il decreto taglia prezzi dovrebbe arrivare a breve, e si tratta principalmente di una misura volta a diminuire le imposte, in particolare dell’IVA, o delle accise, ovvero le imposte indirette applicate sui carburanti come la benzina. Verranno quindi istituite nuove risorse per il taglio dei rincari, che nell’ultimo periodo hanno messo in ginocchio soprattutto le imprese dell’autotrasporto.

Attualmente il problema del prezzo dei carburanti alle stelle è quello che necessita di un più rapido intervento, tuttavia non è l’unico rincaro a cui gli italiani sono andati incontro in questi mesi. Dalle bollette alle materie prime, dai carburanti ai prodotti alimentari, nell’ultimo periodo la spesa media degli italiani ha subito un aumento senza precedenti, causato in parte dall’inflazione, in parte dalla situazione geopolitica attuale. Nell’articolo i dettagli sulle prospettive sul decreto taglia prezzi in arrivo.

Decreto taglia prezzi: gli obiettivi

Il decreto taglia prezzi viene discusso dal Ministro dell’Economia Daniele Franco, dal responsabile della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, e dal sottosegretario Roberto Garofoli. L’obiettivo principale secondo le prime ipotesi è quello di agire sugli aumenti di prezzo dei carburanti, che nell’ultimo periodo hanno fatto segnare cifre da record.

Fare il pieno in autostrada è diventato piuttosto dispendioso: si è superata negli ultimi giorni la soglia di due euro al litro. Ma i rincari non sono andati ad aumentare solamente il prezzo della benzina, ma anche di altri carburanti, come il metano.

Alla luce di questa situazione, cittadini e famiglie si sono trovate a dover spendere molto di più per fare il pieno al proprio autoveicolo, e le imprese, soprattutto quelle dell’autotrasporto, si sono trovate ad affrontare non poche difficoltà. Nell’ultimo periodo infatti sono stati indetti diversi scioperi e manifestazioni, proprio a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti.

Il decreto taglia prezzi ha l’obiettivo di eliminare alcuni costi dal prezzo complessivo del pieno di carburante, in particolare si prevedono tagli alle imposte, che possono essere di diverso tipo:

  • Taglio dell’IVA: si prevede un taglio all’Imposta sul Valore Aggiunto sulla materia prima, ovvero la benzina, che i distributori acquistano;
  • Taglio delle accise: si ipotizza anche un taglio di alcune delle imposte indirette applicate sui carburanti, ovvero le accise. Al momento la spesa per le accise supera il 50% del costo complessivo del pieno di benzina.

Queste sono le principali ipotesi sui tagli dei prezzi sui carburanti prospettati dal governo, per cui si attende ancora di conoscere la decisione finale.

Decreto taglia prezzi: gli importi

A determinare quali saranno gli importi che verranno scontati dai carburanti, saranno le ultime decisioni in merito al decreto taglia prezzi. Tuttavia al momento si possono già fare le prime ipotesi, per cui si prevede un taglio del prezzo dei carburanti di 15-20 centesimi al litro.

Al momento questa sembra essere la prospettiva più accreditata per quanto riguarda il taglio dei prezzi, che andrà a influire sulla benzina e sul diesel, per un periodo di tempo di due o tre mesi. Questa strada è stata percorsa già da altri paesi europei, come la Francia, e sta per essere percorsa anche dalla Germania.

Il problema dei rincari dei prezzi della benzina ha infatti influito su tutti i paesi europei, non solo come conseguenza dell’inflazione registrata a seguito dell’emergenza sanitaria, ma anche a causa della situazione geopolitica che vede al centro Russia e Ucraina.

Attualmente il prezzo dei carburanti è salito in molti paesi europei, e l’Italia si trova in testa alla classifica per i prezzi elevati che ha raggiunto la benzina nell’ultimo periodo, seguita dalla Grecia e da altri paesi del nord Europa come i Paesi Bassi e la Norvegia.

La strada della riduzione delle imposte e delle accise sembra essere per il momento l’unica percorribile di fronte ai rincari, per cui si attende l’applicazione del decreto taglia prezzi. Tuttavia il problema dell’aumento dei prezzi dei carburanti non è l’unico che il decreto andrà ad affrontare.

Al momento il settore dell’autotrasporto si trova ad affrontare le difficoltà dell’aumento dei costi, con la pianificazione di ulteriori scioperi, e si prevede che il governo intervenga per limitare i costi per esempio abbassando il prezzo dei pedaggi autostradali.

L’accisa mobile

Una delle ipotesi aggiuntive per diminuire il prezzo dei carburanti è quella di sfruttare l’accisa mobile, ovvero di garantire la diminuzione delle accise proporzionalmente all’aumento dei prezzi. Di fatto il sistema andrebbe ad equilibrarsi garantendo comunque le stesse entrate fiscali allo stato.

Questo perché l’IVA, applicata sulla materia prima, di fatto è aumentata insieme al prezzo dei carburanti, e di conseguenza le accise possono essere diminuite senza provocare scompensi di alcun genere. Lo stato potrebbe scegliere proprio l’accisa mobile per risolvere in parte l’aumento esponenziale dei prezzi dei carburanti, senza tuttavia perdere gettito fiscale.

Lo stesso meccanismo era stato utilizzato già negli anni 2007-2008 con la crisi che aveva portato ad un aumento esponenziale del prezzo del petrolio.

Decreto taglia prezzi: i rincari sulle bollette

Per il decreto taglia prezzi per il momento si prevede l’applicazione di misure per contrastare i rincari sui carburanti, che hanno decretato lo stop di molte imprese della logistica e dell’autotrasporto. Tuttavia sono moltissime le richieste di intervento che vengono presentate al governo, per cui al momento non ci sono ancora conferme definitive.

Oltre ai carburanti infatti, hanno subito una impennata notevole dei prezzi anche le bollette per l’energia elettrica e per il gas, sia per uso domestico che per le imprese, soprattutto quelle impegnate nella produzione. I rincari delle bollette hanno coinvolto tutte le famiglie italiane, per cui erano già stati introdotti alcuni assegni sociali per sostenere i cittadini in difficoltà economica.

Secondo le prospettive, il decreto taglia prezzi potrebbe accogliere le necessità di intervento sui prezzi dell’energia elettrica e del gas per le famiglie italiane, apportando appositi tagli. Una delle recenti ipotesi del governo è quella di intervenire chiedendo un contributo di solidarietà direttamente alle imprese elettriche, e di agire così sulle eventuali speculazioni e chiedere il supporto delle imprese che hanno cumulato fatturato proprio in questo periodo.

I rincari sulle bollette del gas e dell’energia sono causati direttamente dall’aumento dei prezzi delle materie prime in tutto il mondo, e dalla situazione geopolitica emergente. Per questi motivi lo stato potrebbe intervenire con il decreto taglia prezzi per riequilibrare i costi intorno a queste materie prime.

Sui costi in bolletta il governo è intervenuto per garantire la possibilità di rateizzazione dei costi per le famiglie in difficoltà, tuttavia questo potrebbe non bastare. Secondo le prime indiscrezioni, il governo starebbe valutando anche la possibilità di introdurre un tetto massimo di prezzo che le aziende che vendono energia possono applicare sui contratti per i cittadini.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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