Le società benefit sono una particolare forma giuridica d’impresa che permette ad una azienda di bilanciare lo scopo utilitaristico dell’attività di impresa con il raggiungimento di un beneficio comune al quale viene destinata una parte degli utili destinati agli azionisti. Vediamo meglio di cosa si tratta.

La principale peculiarità delle società benefit consiste nell’obbligo di bilanciamento degli interessi degli azionisti (al raggiungimento del profitto), con un interesse pubblico e sociale. In altre parole, le società benefit, perseguono, nell’esercizio dell’attività d’impresa, oltre allo scopo di lucro anche una o più finalità di beneficio comune, che possono avere un impatto responsabile, sostenibile e trasparente sulle persone, sull’ambiente, sulla società.

Questo tipo di società, nasce negli Stati Uniti, ma ormai da qualche anno questa normativa è stata recepita anche dal nostro legislatore nazionale, ed è in vigore dal 2016. Ad oggi questa disciplina riguarda per lo più imprese di grandi dimensioni che vogliono affacciarsi anche al sociale, destinando parte dell’attività al soddisfacimento degli interessi della comunità che le ospita, attraverso il finanziamento di attività di interesse pubblico.

Pertanto, la gestione di questo tipo di società richiede un maggior bilanciamento tra due interessi, ovvero, l’interesse del profitto e l’interesse della collettività, del beneficio comune. Vediamo meglio le caratteristiche di queste società.

Società Benefit

Cosa sono le Società Benefit?

La nascita delle società benefit avviene negli Stati Uniti nel 2010, sotto la denominazione di “Benefit Corporation” (B Corp). L’obiettivo principale di questo tipo societario è quello di bilanciare gli obiettivi di profitto, con l’interesse pubblico della collettività.

Più in dettaglio, le società benefit, perseguono nell’esercizio dell’attività d’impresa, oltre allo scopo di lucro anche una o più finalità di beneficio comune.

Gli elementi essenziali per la costituzione di questo tipo di società sono:

  1. Lo scopo di lucro;
  2. Il beneficio comune, di cui parleremo in seguito.

Dagli Stati Uniti, la disciplina delle società benefit si è diffusa poi capillarmente nel mondo. In particolare, la disciplina delle società benefit in Italia è contenuta nella Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015). In dettaglio è il comma 376, dell’art. 1 della Legge n. 208/2015 a stabilire che:

Le disposizioni previste dai commi dal presente al comma 382 hanno lo scopo di promuovere la costituzione e favorire la diffusione di società, di seguito denominate «società benefit», che nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

co. 376 art. 1 legge n. 208/15

Possiamo riassumere, quindi, che le società benefit di differenziano dalle ordinarie società di capitali per il perseguimento, assieme ad una attività economica a scopo di lucro, di un secondo fine legato al sostenimento di persone, comunità, territori, ambiente, attività culturali e sociali. Quindi l’obiettivo di queste società è legato solo in parte al profitto, in quanto si pongono l’obiettivo di tutelare e sostenere interessi meritevoli all’interno della comunità in cui si trovano.

Che cos’è il beneficio comune da tutelare?

Come avrai avuto modo di notare l’elemento caratterizzante della società benefit è il raggiungimento, assieme al profitto, di un “beneficio comune“. Ma, che cos’è questo beneficio comune e come possiamo individuarlo?

Secondo quanto previsto dalla norma sopra citata per beneficio comune si intende il perseguimento dell’attività economica, con effetti positivi, o la riduzione di effetti negativi, negli albiti elencati nel paragrafo precedente.

In particolare, le finalità benefiche perseguite dalla società devono essere specificatamente indicate nell’oggetto sociale, e devono essere in concreto perseguite mediante una gestione che realizzi un sostanziale bilanciamento tra l’interesse dei soci e quello dei soggetti sui quali l’attività sociale possa andare ad impattare.

Da precisare che il beneficio comune da perseguire da indicare nell’oggetto sociale non deve necessariamente essere connesso all’attività principale realizzata dall’impresa. Può trattarsi anche di un interesse generico (ad esempio, crescita del benessere sociale o di una comunità, la conservazione e recupero di beni del patrimonio artistico e culturale, il sostenimento di associazioni presenti sul territorio, la protezione dell’ambiente o della salute umana, etc).

Tipologie di società benefit

Quali tipologie di società benefit esistono?

Tutte le tipologie di società prevista dal codice civile possono utilizzare il modello della società benefit, ovvero, si tratta delle seguenti:

  • Società a scopo di lucro (art. 2247 c.c.):
    • società semplice;
    • società in nome collettivo;
    • società in accomandita semplice;
    • società per azioni;
    • società a responsabilità limitata;
    • società in accomandita per azioni;
  • Società a scopo mutualistico (art. 2511 c.c.)
    • Società cooperative.

Quindi, possiamo riassumere che le società benefit non costituiscono un genere autonomo con causa propria, ma appartengono alle società tipiche disciplinate dai Titoli V e VI del Libro V del codice civile.

La società benefit, fermo restando quanto previsto nel codice civile, deve indicare, nell’ambito del proprio oggetto sociale, le finalità specifiche di beneficio comune che intende perseguire. Le società diverse dalle società benefit, qualora intendano perseguire anche finalità di beneficio comune, sono tenute a modificare l’atto costitutivo o lo statuto, nel rispetto delle disposizioni che regolano le modificazioni del contratto sociale o dello statuto, proprie di ciascun tipo di società; le suddette modifiche sono depositate, iscritte e pubblicate nel rispetto di quanto previsto per ciascun tipo di società dagli articoli 2252, 2300 e 2436 del codice civile. La società benefit può introdurre, accanto alla denominazione sociale, le parole: «Società benefit» o l’abbreviazione: «SB» e utilizzare tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione e nelle comunicazioni verso terzi.

comma 379, art. 1 legge n. 208/15

Pertanto, qualsiasi società può diventare benefit, tuttavia, è necessario recarsi presso un notaio per modificare il proprio statuto e oggetto sociale ed indicare quali sono gli obiettivi della nuova società e come intende perseguirli.

Non possono assumere la qualifica di società benefit, le società a responsabilità limitata semplificate, in quanto, l’atto costitutivo è redatto in conformità al m modello standardizzato, che non ne consente la modifica. Ugualmente, non possono assumere tale qualifica, anche le società cooperative sociali e le imprese sociali.

Obblighi pubblicitari della società benefit

Le società benefit, dalla costituzione o per trasformazione, hanno la possibilità di inserire accanto alla denominazione sociale la specificazione “società benefit“, o la sigla “SB“. In questo modo la società ha la possibilità di pubblicare e rendere esplicita la propria denominazione, utilizzandola nei titoli emessi, nella documentazione sociale e nelle comunicazioni verso terzi (art. 1 co. 379 terzo periodo della Legge n. 208/2015).

In questo modo tutti gli stakeholder esteri hanno la possibilità di riconoscere immediatamente che si trovano di fronte ad una società benefit.

Ci sono responsabilità specifiche per le Società Benefit?

Le società benefit devono nominare un responsabile dell’impatto, ovvero un manager responsabile dell’ambito benefit in modo da assicurare che la società persegua il proprio scopo dichiarato di beneficio comune. Questo è quanto prevede l’art. 1, comma 380, della Legge n. 208/15. Il soggetto responsabile deve essere scelto dall’organo amministrativo all’estero o all’interno dell’ente (anche tra gli stessi amministratori).

Specificità per l’organo di controllo di società benefit

Nelle società benefit si assiste ad un ampliamento dei compiti e delle funzioni che spettano, all’eventuale organo di controllo nominato. Questi, infatti, è chiamato a valutare la correttezza dell’operato degli amministratori anche per quanto riguarda il bilanciamento dell’interesse dei soci e le finalità del beneficio comune. In particolare, il compito è quello di valutare l’operato del soggetto incarico al perseguimento dell’obiettivo comune. Questo compito specifico si pone all’interno del compito di valutare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo ed amministrativo/contabile della società.

La relazione sul perseguimento del beneficio comune

Inoltre, le società benefit devono presentare una relazione di impatto la quale deve essere allegata al bilancio della società (art. 1, comma 382, Legge n. 208/15). La valutazione degli impatti deve essere eseguita utilizzando lo standard di valutazione sviluppato da un ente terzo e deve comprendere:

  • Governance, per valutare il grado di trasparenza e responsabilità della società nel perseguimento delle finalità di beneficio comune;
  • Rapporti con i lavoratori;
  • Rapporti con gli altri portatori d’interesse;
  • Impatti della società con l’ambiente.

La relazione di impatto deve essere soggetta ad adeguate forme pubblicitarie. Infatti, questa deve essere:

  • Allegata al bilancio societario (art. 1, comma 382 della Legge n. 208/2015);
  • Pubblicata sul sito internet della società, ove esistente (art. 1, comma 383, primo periodo, della Legge n. 208/2015).

Inoltre, le società benefit, sono soggette al  Controllo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Società benefit: conclusioni

La disciplina delle società benefit, almeno al momento, non prevede per la costituzione di queste società nessun particolare vantaggio, a regime, in termini fiscali, contributivi o agevolativi. Questo significa che, in buona sostanza, la costituzione di una società di questo tipo è legata esclusivamente alla volontà dei soci di far trasparire agli stakeholder esterni alla società, la propria volontà di destinare parte degli utili societari al perseguimento di interessi e finalità meritevoli di tutela per la comunità.

Si tratta, sicuramente, di una possibilità importante per avvicinare realtà aziendali, spesso di grandi dimensioni, alle comunità che le ospitano. Non sono rari, infatti, i casi in cui società finanziano o promuovono associazioni all’interno delle comunità vicine. Attraverso questo genus societario questo tipo di attività può essere resa pubblica, attraverso la pubblicazione della relazione annuale all’interno del bilancio e sul sito internet della società. Tuttavia, potrebbe essere auspicabile per il futuro prevedere qualche forma di incentivo, anche di natura fiscale, su eventuali utili destinati al soddisfacimento di interessi comuni.

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