Auto elettriche aziendali: la ricarica non è fringe benefit

HomeFisco NazionaleAuto elettriche aziendali: la ricarica non è fringe benefit

L’energia elettrica fornita dal datore di lavoro per le auto in uso promiscuo è inclusa nel valore ACI: come funziona, come si calcola e quali oneri in busta paga restano al dipendente.

Quando il datore di lavoro fornisce energia per la ricarica di veicoli elettrici o plug‑in concessi in uso promiscuo, tale vantaggio non genera reddito aggiuntivo: è già incluso nel valore forfetario del veicolo (fringe benefit) determinato con le tabelle ACI ai sensi dell’art. 51, comma 4, lett. a), TUIR, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con Risposta n. 237/2025. In concreto, la ricarica tramite card aziendale presso colonnine pubbliche rientra nel perimetro del costo chilometrico e non costituisce separate “utilità” tassabile, a prescindere dall’uso privato o aziendale del mezzo, se riconosciuta entro i limiti aziendali previsti dalla policy interna. Normativa di riferimento La Legge di Bilancio 2025 ha riscritto l’art. 51, comma 4, lett. a), TUIR per i veicoli di nuova immatricolazione, confermando la determinazione forfetaria del benefit su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui e introducendo percentuali differenziate per alimentazione:

50% generalizzato, 20% per ibridi plug‑in, 10% per elettrici puri,

Il tutto, al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente. La Circolare 10/E del 3 luglio 2025 ha chiarito criteri e perimetro applicativo, inclusi i requisiti congiunti di immatricolazione, contratto e consegna dal 1° gennaio 2025, e il coordinamento con il regime transitorio del D.L. n. 19/2025 convertito in L. 60/2025. Resta ferma la disciplina previgente per i veicoli concessi in uso promiscuo nel periodo 1.7.2020‑31.12.2024 e per quelli ordinati entro il 31.12.2024 e concessi dal 1.1.2025 al 30.6.2025, come previsto dal comma 2‑bis dell’art. 6 D.L. n. 19/2025. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che nelle tabelle ACI relative ai veicoli elettrici e ibridi plug-in, il costo dell'energia elettrica è già compreso nel calcolo del costo chilometrico d'esercizio. Perché la ricarica non è un fringe benefit autonomo Le “Considerazioni metodologiche” ACI includono nel costo chilometrico sia i costi annui non proporzionali (fissi) sia quelli proporzionali alla percorrenza, comprendendo in quest’ultima voce anche il “carburante” nelle sue varie forme, ivi compresa l’elettricità per EV e PHEV. Poiché il valore imponibile per uso promiscuo è determinato forfetariamente sulla base del costo chilometrico ACI, l’energia messa a disposizione dal datore di lavoro rientra in tale forfettizzazione e non si somma come ulteriore fringe benefit in capo al dipendente. La Risposta 237/2025 conferma esplicitamente che la card per ricariche presso infrastrutture pubbliche, con onere a carico dell’azienda entro un limite annuo, non genera imponibile a prescindere dall’uso privato o aziendale del veicolo. Limiti, eccedenze e trattenute: cosa cambia in busta paga Se la policy aziendale prevede un tetto di chilometri privati annui e tale soglia viene...

Fiscomania.com

Questo articolo è riservato agli abbonati:
Scopri come abbonarti a Fiscomania.com.


Sei già abbonato?
Accedi tranquillamente con le tue credenziali: Accesso
I più letti della settimana

Abbonati a Fiscomania

Oltre 1.000, tra studi, professionisti e imprese che hanno scelto di abbonarsi per non perdere i contenuti riservati e beneficiare dei vantaggi. Abbonati anche tu a Fiscomania.com oppure Accedi con il tuo account.

I nostri tools

 

Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionale
Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionalehttps://fiscomania.com/federico-migliorini/
Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
Leggi anche

Aumento di capitale sociale: normativa e imposta di registro

Gli aumenti di capitale sociale rientrano nella categoria delle operazioni societarie, le quali ai fini dell'imposta di registro sono...

Riserve in sospensione d’imposta: guida alla gestione e all’affrancamento

Le riserve in sospensione d'imposta sono poste del patrimonio netto il cui prelievo fiscale è rinviato al momento della...

Conferimento con sovrapprezzi differenziati e quote stratificate: Risposta n. 91/E/26

La Risposta n. 91/E/26 dell'Agenzia delle Entrate conferma che, nei conferimenti a realizzo controllato, è pienamente legittimo deliberare aumenti...

Distribuzione utili non proporzionale: la riqualificazione fiscale nella Risposta n. 90/E/26

In caso di distribuzione non proporzionale degli utili motivata da specifiche esigenze di liquidità di un socio (impresa), l'Agenzia...

Detrazioni figli a carico 2026: limiti reddito ed età

Il taglio alle detrazioni per figli e familiari a carico entra in dichiarazione dei redditi 2026. Nel 2026, la detrazione...

Bonus tende da sole 2026: come richiederlo?

Il bonus tende da sole è la denominazione comune con cui si identifica la detrazione IRPEF prevista dall'Ecobonus (art....