Assegno Unico Figli
Assegno Unico Figli

Il 18 novembre 2021 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo sull’assegno unico familiare, che prenderà il via a partire dal 2022. Il provvedimento passa al vaglio delle commissioni parlamentari competenti. Si tratta di una particolare forma di sussidio per le famiglie con figli di età fino a 21 anni. L’Assegno Unico è, in buona sostanza, un’erogazione mensile che verrà garantita per tutte le famiglie con figli, di età minore ai 21 anni, che va a riassumere molte delle erogazioni precedentemente rivolte alle famiglie con figli, incluse le agevolazioni fiscali per i figli a carico. Approvato, proprio in queste ore, il decreto attuativo, che stabilisce le modalità di accesso alla misura e garantisce per tutti i genitori con figli, che rientrano tra i beneficiari, un sostegno economico per ogni figlio a carico. Ci sono ancora alcuni importanti passaggi affinché la misura venga effettivamente resa disponibile ai cittadini, ma è solo questione di tempo.

Le famiglie, i cui genitori sono lavoratori dipendenti, oppure autonomi, oppure risultano inoccupati, potranno chiedere l’accesso al sostegno a partire dal 2022, mentre rimane ancora attivo per questi mesi l’assegno temporaneo. Per chiedere l’accesso alla misura, i cittadini avranno a disposizione i primi tre mesi del 2022, mentre l’erogazione avrà inizio da marzo 2022, con annualità riferita al periodo di tempo da marzo 2022 a marzo dell’anno successivo.

Andiamo ad analizzare, in questo articolo, come funzionerà nel dettaglio la misura, chi ne potrà beneficiare, e come accedere all’assegno unico a partire dall’inoltro della domanda, possibile da gennaio 2022.

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Assegno unico: le ultime novità

Sull’assegno unico si è espressa anche la Legge di Bilancio 2022, che ha confermato come la misura sarà destinata alle famiglie con figli, a partire dal settimo mese di gravidanza della madre fino al compimento di 21 anni di età. In questi giorni arriva il decreto attuativo della misura, e sale l’attesa per il via libera definitivo.

La misura è molto attesa dagli italiani, perché garantirà alle famiglie di ricevere un importo economico mensile destinato appositamente al mantenimento dei figli. Si tratta di un assegno che verrà erogato, secondo le ultime novità, a partire da marzo 2022, per tutte le famiglie che ne presentano richiesta nei primi mesi del 2022.

Inizialmente si pensava che la misura sarebbe stata disponibile già a partire da gennaio tramite le prime erogazioni, tuttavia questo non è avvenuto, perché i tre mesi di tempo da gennaio a marzo 2022 vengono messi a disposizione per garantire lo smaltimento di tutte le domande di accesso che verranno poste tramite gli strumenti telematici messi a disposizione dall’INPS.

Ancora una volta quindi sarà l’ente previdenziale ad occuparsi del particolare sostegno economico, inclusa la ricezione delle domande e l’erogazione mensile. L’assegno unico verrà erogato nella misura mensile di una cifra che va dagli 85 euro per i figli maggiorenni, a 175 euro per i figli di età inferiore.

Che cos’è l’assegno unico universale 2022?

L’assegno unico per i figli è riconosciuto per ogni minorenne a carico e per i nuovi nati, a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai ventuno anni. L’assegno non prevede limiti di età per i figli disabili. In base al decreto legislativo che istituisce l’assegno unico universale (in attuazione della delega conferita al Governo ai sensi della legge 1° aprile 2021, n. 46), il minimo spettante è di 50 euro al mese, che spettano ai nuclei familiari con un figlio, anche senza presentare l’ISEE (ma è sempre necessario fare domanda di assegno unico). L’importo massimo che si può ottenere, sommando tutte le possibili maggiorazioni, è un sussidio mensile da 2100 euro.

Assegno unico: chi può richiederlo

A richiedere l’assegno unico quindi saranno esclusivamente le famiglie con figli, che potranno richiedere l’assegno per ciascun figlio a carico, con un’età che va dai sette mesi di gravidanza ai 21 anni di età. L’arco temporale per cui le famiglie potranno beneficiare del sostegno economico è piuttosto esteso, ma la cifra massima dell’importo si può ricevere solamente se il reddito complessivo del nucleo famigliare risulta particolarmente basso. Possono richiederne l’accesso i cittadini italiani, soggetti ad imposta in Italia, con residenza fiscale in Italia da almeno due anni.

Al crescere dell’ISEE famigliare infatti, l’importo mensile erogato decresce sempre di più, fino a rimanere lo stesso per valori ISEE superiori a 40.000 euro. Per poter presentare domanda dell’assegno unico quindi è importante verificare qual è il valore ISEE del nucleo famigliare specifico, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. L’erogazione più bassa, di 50 euro per ciascun figlio, viene indirizzata a chi non presenta nessuna attestazione ISEE, oppure se il valore ISEE del nucleo famigliare risulta superiore alla cifra di 40.000 euro.

A richiederlo quindi, saranno tutti i genitori che sono lavoratori dipendenti, oppure autonomi, oppure si trovano in una situazione di disoccupazione, purché i figli non superino l’età di 21 anni. Al momento invece per gli ultimi mesi del 2021 è ancora attivo l’assegno temporaneo, che garantisce un sostegno economico alle famiglie i cui genitori sono lavoratori autonomi o si trovano senza lavoro. La novità particolarmente innovativa dell’assegno unico riguarda proprio l’estensione universale della misura a tutti i genitori.

Quali sono i requisiti per la richiesta dell’assegno unico?

I requisiti legati alla richiesta dell’assegno unico per i figli sono i seguenti:

  1. Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione Europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o soggiorno permanente, oppure cittadino di uno Stato extra-UE con permesso per soggiornanti di lungo periodo o permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività per almeno sei mesi o permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato per almeno sei mesi;
  2. Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia (IRPEF);
  3. Essere fiscalmente residente e domiciliato (ex art. 43 c.c.) in Italia;
  4. Essere o essere stato residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale.

Anche agli stranieri con minimo due anni di residenza

L’assegno unico potrà essere erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi. Lo prevede la bozza del decreto attuativo dell’assegno unico che tra i requisiti prevede “congiuntamente” anche la residenza in Italia “da almeno due anni, anche non continuativi ovvero” la titolarità “di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale“. Tra i requisiti anche il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

A quanto ammonta l’assegno unico?

L’assegno unico familiare sarà calcolato sull’ISEE e può valere da 50 a 175 euro al mese in relazione al risultato dell’Indicazione della Situazione Economica Equivalente. Per i mesi di gennaio e febbraio di ogni anno si deve prendere a riferimento il valore presente nell’ISEE in corso di validità a dicembre dell’anno precedente. Nel caso in cui L’ISEE non venga presentato o se presenta un valore superiore a 40mila euro, la famiglia percepirà l’assegno nella misura minima, pari a 50 euro a figlio. E’ previsto un assegno più contenuto per ciascun figlio maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età: in questo caso l’erogazione è di 85 euro al mese, per scendere dai 15.000 euro di ISEE in su fino a raggiungere un valore minimo pari a 25 euro al raggiungimento di un valore ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante. E’ riconosciuta una maggiorazione forfettaria per i nuclei familiari con quattro o più figli, pari a 100 euro mensili per nucleo. In caso di figli minorenni disabili è prevista una maggiorazione di 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, 95 euro mensili in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili in caso di disabilità media. Per ciascun figlio con disabilità maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età è prevista la maggiorazione di 50 euro mensili.

Reddito di cittadinanza ed assegno unico

I beneficiari del Reddito di Cittadinanza ottengono d’ufficio l’assegno unico, calcolato ed erogato dall’INPS, congiuntamente e con le stesse modalità, sottraendo dall’importo del Reddito di Cittadinanza quanto spetta per l’assegno unico in relazione ai figli minori in base alla scala di equivalenza del reddito.

Assegno unico: come richiederlo dal 2022

L’assegno unico si può richiedere all’INPS a partire dal 2022 tramite procedura telematica, esattamente da gennaio. Tuttavia c’è tempo ancora fino al mese di marzo per presentare le domande. L’assegno verrà infatti erogato a partire da marzo, dopo che l’ente previdenziale avrà effettuato tutti i controlli per l’accesso alla misura. Per ricevere l’assegno è obbligatorio presentare la domanda telematica in modo che l’erogazione parta dal mese successivo.

Se i requisiti verranno rispettati, i genitori con figli potranno ricevere ogni mese una cifra economica per le spese per i figli, che varia in base alla situazione ISEE. Per poter presentare richiesta, anche per questa forma di sostegno è necessario utilizzare gli strumenti telematici, accedendo al portale ufficiale INPS tramite identità digitale, alla propria area riservata.

Al momento moltissime piattaforme messe a disposizione ai cittadini stanno consentendo una velocizzazione delle pratiche e dei procedimenti per poter accedere a diversi bonus e misure specifiche messe a punto dal governo. Risulta però indispensabile essere in possesso di uno “SPID“, oppure di un documento valido come la carta di identità elettronica.

Per chiedere l’assegno unico bisognerà quindi affrettarsi, e iniziare già da gennaio a presentare domanda, avendo con sé tutte le informazioni specifiche sulla famiglia richiedente. I genitori possono procedere in autonomia oppure rivolgersi ad un centro abilitato, come un CAF, per la presentazione della domanda. Avere un’attestazione ISEE non risulta obbligatorio, perché l’assegno unico si può ricevere anche in mancanza di questa informazione.

Come verrà accreditato l’assegno Unico?

Il sussidio sarà accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario dall’Inps, che avrà 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento per predisporre le nuove modalità per la domanda e 60 giorni dalla presentazione della domanda per riconoscere l’assegno. I nuovi nati in corso di erogazione dell’assegno vanno comunicati entro 120 giorni, con apposita procedura.

Assegno unico: cosa eliminerà

Tuttavia è consigliato procedere alla formulazione dell’ISEE, perché altrimenti la cifra spettante ogni mese sarà la più bassa, di 50 euro per ogni figlio. Infine, deve essere ricordato che per garantire l’assegno unico universalmente, diverse misure per i cittadini sono state di fatto eliminate: si tratta di aiuti disponibili ancora per poco tempo, fino alla fine del 2021.

I cittadini quindi non potranno più chiedere gli ANF e le agevolazioni fiscali per i figli a carico, né altri tipi di assegni al nucleo famigliare, né il premio alla nascita. Non sarà più possibile chiedere il sostegno alla natalità, o l’assegno previsto per la presenza di tre figli minorenni. Tuttavia l’assegno unico sarà maggiorato in base al numero di figli con età inferiore ai 21 anni presenti nella famiglia.

L’incremento dell’assegno quindi è presente a partire dal terzo figlio, ma anche per altre situazioni particolari: sarà maggiorato nel caso in cui entrambi i genitori stanno lavorando, misura presa anche per incentivare il lavoro femminile, e le nuove nascite.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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