L’AIRE è l’acronimo dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Si tratta di un registro che ha funzione alternativa rispetto all’Anagrafe degli Italiani Residenti. Tutti i cittadini italiani che si stabiliscono all’estero in modo duraturo e stabile hanno l’obbligo di iscriversi all’AIRE (con contestuale cancellazione dall’anagrafe) al fine di poter avviare un trasferimento di residenza all’estero valido ai fini fiscali.

Il trasferimento della propria residenza all’estero, per motivi di lavoro o di svago, da parte di persone fisiche, è un’aspetto delicato. Da professionista ricevo ogni giorno richieste di chiarimenti sul trasferimento di residenza. Per la mia esperienza professionale devo ammettere che anche l’Agenzia delle Entrate negli ultimi anni sta aumentando i suoi controlli su questi aspetti.

Per questo motivo il trasferimento di residenza all’estero deve affrontato con la dovuta attenzione. E’ necessario, infatti, evitare di commettere errori che potrebbero indurre l’Amministrazione finanziaria a pensare che stiamo eludendo il sistema fiscale del nostro Paese. In un precedente contributo ho già affrontato il tema del trasferimento della residenza all’estero. Se vuoi approfondire l’argomento ti segnalo questo contributo: “Trasferimento della residenza all’estero: la guida“. Adesso, invece, proverò ad esserti di aiuto fornendoti tutte le informazioni necessarie per effettuare correttamente l’iscrizione all’AIRE.

L’AIRE è l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. L’archivio che contiene i dati relativi ai cittadini italiani che, per vari motivi, si trovano a risiedere fuori dal territorio italiano. In questo contributo capirai perché è obbligatorio iscriversi all’AIRE se si lascia il Paese stabilmente, e quali sono i vantaggi legati a questa iscrizione. Ecco la nostra guida completa ed aggiornata su questo argomento.


AIRE – Anagrafe Italiana Residenti all’Estero: normativa

La sigla AIRE è l’abbreviazione per indicare l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Questa anagrafe non è altro che un archivio contenente i dati dei cittadini italiani che per qualsiasi motivo hanno deciso di trasferire all’estero la propria residenza. Si tratta di soggetti che, per vari motivi, soggiornano extra-confine per un periodo di tempo superiore all’anno solare.

L’AIRE è stata istituita nel 1990, con l’emanazione della Legge n. 470/88 (“Anagrafe e censimento degli italiani all’estero“) e del DPR n. 323/89 che regolamenta la materia degli italiani all’estero. Quello che voglio dirti immediatamente è che se stai pensando di trasferirti stabilmente all’estero l’iscrizione AIRE è adempimento fondamentale. Questa iscrizione, infatti, oltre ad essere un obbligo di legge, è un adempimento che ha una notevole importanza ai fini fiscali. Cercherò di spiegarti tutto questo nel proseguo di questo articolo, ma è importante che tu inizi a comprendere che non devi sottovalutare questo adempimento.


Come funziona l’AIRE?

La tenuta dell’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero è di competenza dei vari Comuni italiani. Ogni Comune, infatti, ha il proprio registro, che contribuisce a formare il registro nazionale, chiamato comunemente AIRE. Questo registro che non è altro che la sommatoria di tutti i registri comunali, ed è istituito presso il Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno. Ogni sei mesi, ogni Comune italiano è obbligato a comunicare al Ministero, le nuove iscrizioni nei propri registri.

Nello stesso periodo ogni Comune è tenuto a comunicare le nuove iscrizioni anche all’Agenzia delle Entrate. L’adempimento, infatti, rientra nell’ambito di collaborazione tra Comuni ed Agenzia delle Entrate per predisporre accertamenti mirati verso soggetti a rischio evasione. Negli anni, infatti, l’iscrizione AIRE è stata un espediente per simulare trasferimenti di residenza esteri, in realtà mai avvenuti. Non sono rari i casi di contribuenti che hanno finto un trasferimento all’estero, al solo fine di eludere l’imposizione fiscale italiana. Vediamo adesso qual è la corretta procedura per effettuare l’iscrizione AIRE.

Come ci si iscrive all’AIRE? Qual’è la corretta procedura da seguire?

Effettuare l’iscrizione all’AIRE è molto semplice. Adesso è possibile sfruttare la modulistica online ed effettuare l’iscrizione attraverso i vari portali di Ambasciate e Consolati italiani nel mondo. Ai sensi della Legge n. 470/1988 l’iscrizione all’AIRE è obbligatoria per:

  • I cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
  • Quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Non devono invece iscriversi all’AIRE:

  • Le persone che si recano all’estero per un periodo di tempo inferiore ad un anno;
  • I lavoratori stagionali;
  • I dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963;
  • I militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero.

A questo link puoi trovare la procedura di registrazione per effettuare online l’iscrizione AIRE.

Quali sono le modalità di iscrizione AIRE?

Per iscriversi all’AIRE vi sono due modalità che andiamo a descrivere di seguito nella seguente tabella.

Iscrizione direttaIl cittadino che intende lasciare l’Italia per oltre un anno, chiede al proprio Comune di residenza la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione all’AIRE. Questo tramite procedura online vista nel punto precedente.
Iscrizione d’ufficioL’iscrizione d’ufficio viene effettuata direttamente dagli ispettori comunali, su segnalazione dei Consolati italiani all’estero. Iscrizione effettuata per verificare l’effettivo trasferimento all’estero del soggetto italiano che ha chiesto l’iscrizione all’AIRE.
Modalità di iscrizione AIRE

Un’aspetto importante che vogliamo chiarire è quello dell’obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE, per tutte le categorie di soggetti che possiedono i requisiti sopra citati.

Importante:
Come molti pensano l’iscrizione non è facoltà, ma un preciso obbligo di legge.

I soggetti che non decidono di iscriversi spontaneamente all’AIRE, pur essendo in possesso dei requisiti, possono essere iscritti di ufficio. Questo nel caso in cui gli accertatori comunali, o l’Agenzia delle Entrate si rendano conto del fatto che sussistono le condizioni idonee all’iscrizione.

Esempio di iscrizione AIRE

Classico caso è quello della famiglia che si trasferisce all’estero per seguire il componente della famiglia che ha trovato lavoro oltre confine. In questi casi tende ad iscriversi all’AIRE soltanto il componente della famiglia che ha il contratto di lavoro. Mentre gli altri pur vivendo stabilmente all’estero non lo fanno, ma ne sarebbero obbligatoriamente tenuti. Questo comportamento ha delle conseguenze importanti, in quanto, porta a riconsiderare in Italia la residenza fiscale di tutta la famiglia. Per questo occorre prestare molta attenzione. Sul punto deve essere tenuto presente che la giurisprudenza consolidata non ammette trasferimento di residenza all’estero di un soggetto quando:

  • Il centro dei propri interessi familiari e/o
  • Il centro dei propri interessi economici

si trova stabilmente in Italia.


Soggetti obbligati all’iscrizione AIRE

Sono tenuti all’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che intendono trasferire la loro residenza dall’Italia ad un Paese estero per un periodo superiore a 12 mesi;
  • Cittadini italiani nati e residenti all’estero, il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia e la cui cittadinanza italiana sia stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza;
  • Persone residenti all’estero, che acquisiscono la cittadinanza italiana.

Soggetti esonerati dall’iscrizione AIRE

Sono esentati dall’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che si recano all’estero per periodi inferiori a 12 mesi (per lavoro, per studio o per svago);
  • Lavoratori stagionali all’estero;
  • Dipendenti statali di ruolo in servizio all’estero;
  • Militari in servizio presso uffici esteri o strutture della Nato.

Quando ci si deve iscrivere all’AIRE?

L’iscrizione all’AIRE può essere effettuata con due diverse modalità. Prima di recarsi all’estero, oppure una volta arrivati nel Paese ove si vuole stabilire la nuova residenza. In ogni caso bisogna ricordarsi che la Legge stabilisce che ogni soggetto che si trasferisce all’estero deve notificare il proprio trasferimento entro 90 giorni dalla data dell’espatrio. Vediamo adesso, più in dettaglio, le modalità valide per comunicare il proprio trasferimento all’estero.

Pre-iscrizione AIRE dall’Italia prima di trasferirsi all’estero

L’iscrizione si effettua nell’ultimo Comune ove è stabilità la residenza italiana del soggetto. Occorre recarsi negli uffici comunali preposti dichiarando la propria volontà di recarsi all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi. L’ufficio annoterà i dati del soggetto sia nel registro delle cancellazioni anagrafiche, sia in quello dell’AIRE.

L’iscrizione effettiva all’AIRE avverrà soltanto nel momento in cui il Comune italiano riceverà dall’ufficio consolare del Paese estero di destinazione il documento che attesti l’avvenuta iscrizione in loco. Solo da questo momento il soggetto risulterà essere iscritto all’AIRE.

Iscrizione AIRE dall’estero: come fare?

L’iscrizione si effettua recandosi all’ufficio consolare competente e compilando l’apposito modulo di iscrizione, con il proprio documento di identità. La procedura è ormai totalmente informatizzata ed è sufficiente allegare la documentazione alla procedura online. Ogni consolato richiede particolari documenti da allegare all’istanza, come ad esempio una dichiarazione del datore di lavoro estero, o altre garanzie che diano prova dell’effettiva residenza all’estero, per periodi superiori a 12 mesi.

E’ possibile informarsi preventivamente utilizzando i siti internet delle varie ambasciate e consolati italiani all’estero. Dopo la compilazione del modulo, il consolato italiano lo invierà nell’ultimo Comune italiano di residenza del soggetto. Tale ente è chiamato ad effettuare la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e la contestuale iscrizione all’AIRE.


La procedura di cancellazione dall’AIRE

La cancellazione dall’AIRE può essere effettuata soltanto al verificarsi di una specifica esimente, riscontrabile tra le seguenti:

  • Rimpatrio dall’estero con conseguente iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR);
  • Morte del soggetto;
  • Irreperibilità presunta;
  • Perdita della cittadinanza.

Quanto il trasferimento all’estero viene meno e si decide di rientrare stabilmente a vivere in Italia è necessario effettuare la cancellazione dall’AIRE. L’obiettivo è quello di riportare la propria residenza nel Comune italiano nel quale si intende stabilire la propria dimora abituale. Prima di lasciare il Paese estero in cui si è vissuto bisogna informare il Consolato e richiedere la cancellazione dalla loro anagrafe consolare.

Certificato di rimpatrio

Vi verrà consegnato un certificato di rimpatrio, utile anche per l’esenzione fiscale dei beni personali che porterete con voi in Italia. Una volta in Italia è necessario recarsi al Comune competente e comunicare il proprio domicilio. Spetterà agli uffici comunali inviare un Ufficiale d’Anagrafe a verificare l’effettiva vostra residenza all’interno del Comune. In caso di rientro in Italia soltanto temporaneo potete mantenere la vostra residenza nel Paese estero (puoi farlo fino a un massimo di sei mesi). Oppure puoi iscriverti temporaneamente all’Anagrafe della Popolazione Residente in Italia e aspettate a comunicare il futuro espatrio nel momento in cui questo effettivamente avviene.


Quali sono i benefici dell’iscrizione AIRE?

L’iscrizione all’AIRE comporta alcuni benefici, solitamente riservati ai soggetti residenti in Italia, che possono essere espletati direttamente dal Consolato italiano all’estero. Come ad esempio il rilascio di certificati anagrafici, rinnovo passaporto, rinnovo patente di guida per chi risiede in paesi extraeuropei, fornitura certificato di residenza, ecc. Inoltre, i soggetti iscritti all’AIRE possono beneficiare del diritto di voto per corrispondenza, tramite il Consolato competente, che vi invierà al domicilio estero le schede elettorali. In caso di mancata iscrizione all’AIRE tutti questi servizi non possono essere espletati dal Consolato italiano all’estero, e quindi si dovrà tornare in Italia per effettuare queste pratiche.


AIRE e assistenza sanitaria in Italia

L’iscrizione all’AIRE comporta la perdita del diritto all’assistenza sanitaria di base in Italia. Questo aspetto è di fondamentale importanza: gli iscritti all’AIRE perdono il diritto ad avere il medico di base, l’assistenza sanitaria ospedaliera e l’acquisto di medicinali dietro il pagamento del solo ticket.

E’ possibile beneficiare soltanto dell’assistenza sanitaria urgente, ovvero quella garantita dal pronto soccorso, per un periodo di 90 giorni, anche non consecutivi.

Per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato. Tuttavia, se il trasferimento di residenza all’estero avviene in un Paese UE è possibile attivare la TEAM.

Si tratta della tessera sanitaria europea che da diritto all’assistenza sanitaria in ogni Paese UE. La gratuità o meno di questa assistenza dipende dalle regole in vigore in ciascun Paese UE.

Copertura sanitaria di base

In mancanza dell’attestato del consolato, può essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Atto in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie. Questo tipo di problematica può sorgere nel momento in cui si decide di tornare temporaneamente in Italia. In questo periodo, infatti, il soggetto non è coperto da alcuna copertura sanitaria di base.

Il consiglio che posso darti quindi, se risiedi all’estero, è di munirti di un documento che attesti il più possibile la vostra situazione. Sia questo la tessera sanitaria, per i residenti in Europa, che un certificato rilasciato dal consolato ed eventualmente il passaporto se attesta la data d’entrata in Italia. Documento che deve essere presente al momento del tuo ritorno temporaneo in Italia.

Tessera europea di assicurazione malattia

Ricordate comunque che, se trasferite la residenza all’interno di uno dei Paesi della Comunità Europea, potrete beneficiare del diritto alla TEAM: la Tessera Europea di Assicurazione Malattia. Ovvero il sistema di assistenza sanitaria in vigore nell’Unione Europea dal 2006. Sistema secondo il quale chiunque si trovi in un Paese europeo diverso dal proprio, per motivi di lavoro, studio o vacanza, può ricevere cure sanitarie adeguate. Cure in assenza delle quali sarebbe necessario interrompere il proprio soggiorno.

La TEAM è in vigore negli Stati UE:

AUSTRIABELGIOBULGARIA
CIPRODANIMARCAESTONIA
FINLANDIAFRANCIAGERMANIA
GRECIAIRLANDAITALIA
LETTONIALITUANIALUSSEMBURGO
MALTAOLANDAPOLONIA
PORTOGALLOREGNO UNITOREP. CECA
REP. SLOVACCAROMANIASLOVENIA
SPAGNASVEZIAUNGHERIA
ISLANDALIECHTENSTEINNORVEGIA
SVIZZERA

Per approfondire questi aspetti: “AIRE e Assistenza sanitaria all’estero: guida“.


AIRE e imposte sui redditi: le caratteristiche

L’aspetto principale da tenere in considerazione quanto si è tenuti all’iscrizione all’AIRE è quello fiscale. La nostra normativa fiscale, in particolare l’articolo 2 del DPR n. 917/86, prevede che i cittadini residenti fiscalmente in Italia siano tassati per tutti i loro redditi, ovunque essi siano percepiti (in Italia e/o all’estero). Mentre per i cittadini residenti all’estero (come i soggetti iscritti all’AIRE), la tassazione italiana è applicabile soltanto per i redditi ivi prodotti.

L’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente in un comune italiano per la maggior parte del periodo di imposta costituisce un elemento formale di per sé sufficiente a determinare l’assoggettamento ad IRPEF del soggetto iscritto e sembra comportare una presunzione assoluta di residenza fiscale (vedasi Cassazione n. 1215/1998, Cassazione n. 9319/2006 e Cassazione n. 677/2015). Per questo motivo, l’iscrizione AIRE è fondamentale per ogni soggetto espatriato all’estero. Come detto, infatti, il cittadino italiano che cancella la propria iscrizione anagrafica comunale e si trasferisce all’estero è tenuto alla registrazione presso l’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), che ha, appunto, la funzione di individuare i cittadini non più residenti nel territorio dello Stato. La Corte di Cassazione ha ribadito che, da un punto di vista fiscale, l’iscrizione AIRE non costituisce una presunzione assoluta di residenza all’estero (vedasi Cassazione n. 961/2015 e Cassazione n. 9723/2015). L’Amministrazione finanziaria può, dunque, superare il dato formale dimostrando che il contribuente sia fiscalmente residente in Italia in quanto ha ivi mantenuto, per la maggior parte del periodo di imposta, la propria residenza o il proprio domicilio ai sensi del codice civile.

Dichiarazione dei redditi

Questo significa che un soggetto iscritto all’AIRE sarà chiamato a pagare le tasse sui redditi prodotti in Italia: classico caso è quello delle tasse sulla casa di proprietà in Italia. Questo significa che sarà obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi in Italia per tutti quei soggetti che, seppur iscritti all’AIRE che percepiscono redditi dall’Italia. Oltre alle imposte sui redditi, per quanto riguarda la casa in Italia, è da tenere in considerazione anche l’obbligo del pagamento di Imu e Tari (la tassa sui rifiuti). Questo a meno che il Comune in questione non dichiari espressamente che i soggetti iscritti all’AIRE ne sono esentati.

Allo stesso modo devono essere trattati i redditi derivanti da attività di lavoro dipendente o autonomo esercitato in Italia: dovrai comunque fare la dichiarazione dei redditi sia in Italia che anche nello stato di residenza, dichiarando le tasse pagate in Italia e pagando soltanto l’eventuale differenza (grazie al meccanismo del credito d’imposta).

Oneri deducibili e detraibili per espatriati

E’ opportuno, infine, ricordare che se si ha la propria residenza all’estero vi sono comunque una serie di oneri che non si possono dedurre o detrarre nella dichiarazione dei redditi italiana. Non si ha diritto alla deduzione per le spese mediche, le spese per l’istruzione superiore o universitaria, ma soltanto per le spese erogate per attività culturali ed artistiche. Non si possono dedurre i contributi previdenziali ed assistenziali o le somme versate alle forme pensionistiche complementari o individuali, ma si possono dedurre le somme date agli istituti religiosi.

Nella dichiarazione non sono minimamente compresi i familiari a carico per cui non si ha diritto ad alcuna deduzione o detrazione d’imposta. Il consiglio che possiamo darvi è quello di affidarvi ad un dottore Commercialista per la corretta gestione degli adempimenti fiscali nel caso di un vostro trasferimento all’estero. Non sono rari i casi di soggetti trasferiti all’estero che si sono visti notificare avvisi di accertamento volti a riportare in Italia la residenza fiscale, in quanto il Fisco ha notato elementi che potevano indurre a pensare che la residenza estera fosse soltanto fittizia e voluta esclusivamente per eludere la tassazione fiscale italiana.

Mancata iscrizione AIRE: quali conseguenze?

In caso di mancata iscrizione all’AIRE, il trasferimento all’estero non rileva ai fini fiscali e si considera soggetto passivo d’imposta il contribuente iscritto per la maggior parte dell’anno nell’anagrafe dei residenti. Si tratta di una presunzione assoluta di residenza fiscale in Italia. Per questo motivo occorre prestare davvero molta attenzione agli obblighi connessi all’iscrizione AIRE. A sancire questa presunzione è lo stesso art. 2 del TUIR (precedentemente citato), il quale prevede che il mantenimento dell’iscrizione anagrafica in Italia determini il mantenimento della residenza fiscale in Italia del contribuente. Tale elemento, quindi, da solo preclude ogni ulteriore attività accertativa, in quanto da solo è idoneo a far partire una contestazione verso il contribuente che in mancanza di iscrizione AIRE non abbia:

  • Dichiarato tutti i suoi redditi in Italia (ex art. 3 del TUIR);
  • Dichiarato le sue attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero ai fini del monitoraggio fiscale e del pagamento delle eventuali imposte patrimoniali (IVIE ed IVAFE).

Pertanto, possiamo dire che l’effettivo trasferimento della residenza all’estero del contribuente non rileva fiscalmente fino a quando non risulti la cancellazione dall’anagrafe di un Comune italiano e la contestuale iscrizione all’AIRE (a ribadire questo concetto segnaliamo anche la Sentenza n. 1355 del 18 gennaio 2022 della Corte di Cassazione). In caso di mancata iscrizione AIRE l’Amministrazione finanziaria, quindi, ha la possibilità di accertare la posizione di tutti quei soggetti che non hanno assolto ai propri obblighi da soggetti fiscalmente residenti in Italia. In caso di omessa dichiarazione dei redditi in Italia i termini di accertamento sono aperti sino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere presentata. Per questo motivo occorre prestare molta attenzione alla propria situazione personale.


Iscrizione AIRE: servizio di consulenza fiscale online

In questo articolo ho voluto dedicare la mia attenzione al metterti al corrente dell’importanza che riveste l’iscrizione AIRE in un trasferimento di residenza all’estero.

L’aspetto che non devi dimenticare è che il requisito formale dell’AIRE diventa sostanziale nel momento in cui l’iscrizione non viene correttamente effettuata. In questo caso, l’Amministrazione finanziaria ha dalla sua una presunzione relativa di residenza fiscale in Italia del contribuente. Questa presunzione diventa molto spesso difficile da superare, anche in caso di trasferimento di residenza effettivo all’estero. Per questo motivo occorre fare molta attenzione alla procedura da seguire nel tuo trasferimento di residenza all’estero. Prima di effettuare un trasferimento di residenza all’estero ricorda sempre di:

  1. Non sottovalutare il tuo passato;
  2. Programmare il tuo presente;
  3. Pianificare il tuo futuro.

Se stai pensando di trasferiti e vuoi sapere se dovete pagare delle imposte in Italia, il mio servizio di consulenza è a tua disposizione per offrirvi l’aiuto necessario a risolvere la tua situazione.

Analizzerò la tua situazione e ti indicherò come effettuare al meglio il trasferimento di residenza con un crono-programma, in modo da diminuire al massimo problematiche di doppia imposizione fiscale.

180 COMMENTI

  1. Da un accertamento redditometrico attualmente in corso dell’agenzia delle entrate sul 2011 anno in cui ero iscritto all AIRE (Nigeria per lavoro in società nigeriana con regolare contratto) già dal 2010, mi viene contestato l’aver sottratto ad imposizione fiscale i redditi ivi prodotti in quanto il possedere in Italia proprietà immobiliari tutte acquistate in anni precedenti da attività lavorative dipendenti in Italia, di cui una come abitazione principale usata per il soggiorno quando rientravo ciclicamente in rispetto al turn over contrattuale,regolarmente dichiarate e pagate tutte le tasse, e l aver comprato auto senza usufruire alcun beneficio e quindi pagando IVA, secondo l’art.2 tus/tuir vanno invece tassate perché il possedere appunto le case o l’aver acquistato beni significherebbe considerare centro d’interesse l’Italia. Inoltre io ero single e l’unica motivazione che m spingeva a rientrare in Italia era la presenza di mia madre ultraotantenne morta tre anni fa. Insomma io credo di non dovere essere sanzionato è trattato come un evasore o peggio elusore.
    Per caso avrei dovuto uccidere mia madre o vendere quanto possedevo e non investire in Italia i soldi prodotti e guadagnati all’estero???!!ma io rientro nel capestro chiamato “centro d’interesse” solo perché rientravo da mia madre, spendevo in Italia pur pagando tutte le tasse?

    Potete darmi lumi, davvero non c’è proprio ne etica ne religione e soprattutto l’Agenzia delle Entrate è diventata una organizzazione vessatoria da equiparare alla storica inquisizione.
    Non solo l’Italia ti obbliga ad emigrare per l’assenza di lavoro pure dobbiamo fare parte di un unico fascio d’erba senza essere considerati uguali ai pesci grossi elusori veramente del fisco sono amareggiato e vessato da questo fisco che per fare cassa ad oltranza sta veramente distruggendo l economia di un paese già alla deriva. Lascerò l Italia ma venderò tutto e soprattutto porterò le mie ricchezze in un paese civile, non mi stupisce la fuga oramai completata dei grandi nomi che hanno fatto pil e che ora lo faranno altrove
    Grazie per avermi letto spero ricevere un vostro commento.

  2. Salve, da quanto afferma se lei trascorreva oltre 183 giorni l’anno in Italia, e in Italia possedeva i suoi legami familiari (sua madre), ed anche i suoi interessi economici (aver investito dall’italia i redditi percepiti all’estero), ecco che l’Agenzia non ha fatto altro che applicare la normativa. Sicuramente lei non doveva lasciare sua madre, ma fare attenzione a non passare in Italia oltre 183 giorni l’anno. Inoltre, avrebbe dovuto evitare di fare tornare in Italia soldi derivanti da redditi esteri, avrebbe dovuto investire dall’estero. Tutto questo ha fatto capire all’Agenzia che i suoi interessi sono in Italia e non all’estero. Insomma, quando ci si trasferisce all’estero bisogna prestare molta attenzione a quello che facciamo quando torniamo in Italia e a dove e come investiamo i soldi guadagnati. Per capire meglio bisognerebbe avere in mano tutta la documentazione e gli eventuali elementi che può portare a suo vantaggio. Poi valutare un possibile ricorso.

  3. Salve e buona sera, mi rivolgo a voi per una piccola consulenza, sperando che mi possiate aiutare. Vivo da più di un anno in Colombia dove risiedo e dichiaro. Per questioni varie non ho ancora avuto il tempo per iscrivermi all’AIRE. Ora però nel 2016 ho spostato dal conto corrente italiano a quello colombianodei risparmi superiori ai 15 mila euro. Li tengo parcheggiati qui per i migliori tassi di interesse. Devo quindi compilare il quadro unico RW per isoldi spostati quest’anno? sarebbe nel 2017? E visto che prima della fine dell’anno sarò iscritto all’ AIRE presso un consolato italiano qui. volevo chiedere se continuerei in ogni caso ad avere l’obbligo di dichiarare anche in Italia per il fatto che il cambio di residenza sia stato effettuato dopo il trasferimento dei soldi, ma comunque nel 2016? Grazie per l’attenzione

  4. Si, è tenuto a compilare il quadro RW per i conti correnti detenuti all’estero. Dovrà farlo nel prossimo modello Unico. Se lei si iscrive all’AIRE sarà esentato dal quadro RW soltanto quando, ai sensi dell’articolo 2 del DPR n. 917/86, avrà perso i requisiti per essere considerato fiscalmente residente in Italia.

  5. Salve!
    Mio figlio che ha 18 anni si è trasferito a Londra in cerca di lavoro nel mese di Ottobre. Ha ricevuto un’offerta ed ha intenzione di rimanere per più di un anno, consigliate subito l’iscrizione all’AIRE? Io come mi devo comportare con la detrazione fiscale per figlio a carico dal mio stipendio? Grazie!

  6. Salve, se l’intenzione è quella di restare più di un anno all’estero, sicuramente è consigliabile l’iscrizione all’AIRE. Questo perché nel 2017, se suo figlio avrà ottenuto l’iscrizione all’AIRE per almeno 183 giorni sarà considerato fiscalmente residente all’estero, quindi, non dovrà dichiarare questi redditi in Italia. Per quanto riguarda la sua dichiarazione dei redditi, se suo figlio nel 2016 percepirà più di €. 2.840,52 lei perderà la detrazione fiscale. Se è un lavoratore dipendente può già chiedere al datore di lavoro di non applicare più questa detrazione.

  7. Salve,
    lavoro e vivo in Germania da piu di quattro anni ma non mi sono mai iscritta all Aire perche pensavo non fosse obbligatorio.
    Adesso si pone il problema della dichiarazione dei redditi. Premesso che in Italia non percepisco denaro, ne possiedo immobili, mi chiedo:
    – devo comunque dichiarare i redditi prodotti all estero degli anni precedenti anche in Italia (e´possibile farlo a posteriori)?
    – non avendolo fatto in passato, sono soggetta a sanzioni?
    – posso iscrivermi all AIRE con data retroattiva?
    – nella dichiarazione dei redditi tedesca, devo indicare che ho la residenza in Italia? che vantaggi/svantaggi fiscali comporta?

    Grazie mille

  8. Nel suo caso lei avrebbe sempre dovuto presentare la dichiarazione dei redditi in Italia per i redditi percepiti all’estero. Ovviamente ci sono sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e non versata. Può iscriversi all’AIRE ma solo dalla data di presentazione dell’istanza (non retroattiva). Nella dichiarazione tedesca adesso deve indicare che ha residenza in Italia.

  9. Buongiorno,
    Sto valutando di trasferirmi in Australia x lavoro con visto temporaneo di 2 anni presso una ditta australiana.
    In Italia ho una casa di proprietà e un conto corrente con diversi prodotti che danno dividendi e interessi.
    Se mi iscrivo all Aire devo dichiarare in Australia i redditti da dividendi e la casa?

    Avete informazioni sulla totalizzazione degli anni pensionistici tra Italia e Australia?

    Grazie

  10. Il discorso legato ad un trasferimento all’estero è abbastanza complesso e non può essere affrontato compiutamente in una risposta di questo tipo. Quello che posso dirle è che bisogna prestare attenzione a ciò che si “lascia” in Italia. In ogni caso non è possibile cumulare gli anni pensionistici realizzati in diversi stati.

  11. Cara redazione,

    io vivo all estero sono regolarmente iscritto all AIRE e trascorro piu di 300 giorni all estero. Tuttavia periodicamente trasferisco parte dei miei soldi percepiti all estero in Italia e li investo in vari prodotti (azioni, fondi e conti deposito). In caso di eventuale controllo sono in regola?
    O i soldi investiti in Italia rendono la mia posizione critica?
    In tal caso cosa dovrei fare?
    Disinvestire i soldi? Chiudere il conto deposito?

    P.S. Io in Italia pago le tasse relativo alle quote di una societa’ familiare.

  12. Se i soldi che investe derivano da redditi regolarmente dichiarati non ha niente da temere. Quello a cui deve stare attento è il rispetto della normativa riguardante gli investimenti finanziari esteri, e l’eventuale compilazione del quadro RW di Unico e il versamento dell’Ivafe. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti in privato.

  13. Articolo molto interessante; ma se una persona ad esempio vive sull’isola di Jersey ( Jersey Channel Island ) come funziona la tassazione? I questa situazione un individuo dovrebbe dichiarare in Italia lo stipendio percepito all’estero? Come funziona la cosa? Grazie per la gentil risposta.

  14. Salve, spero Voi possiate aiutarmi. Mio figlio lavora in Germania ormai da 7 mesi e poiché intende fermarsi ha deciso di fare l iscrizione ALIRE per i motivi giustamente indicati dai Voi sul sito.
    Ha un regolare contratto stipulato on un azienda italiana, ma ciò che mi lascia molto perplessa è che lui ha un contratto Svizzero ed è stato mandato a lavorare in Germania.
    Come bisognerà comportarsi nel momento in cui ci saranno le tasse da pagare?
    Mi spiego meglio:
    Contratto svizzero fatto da un azienda italiana
    però lavora in Germania pur ripeto avendo un contratto svizzero.
    Che pasticcio io sono abbastanza preoccupata.
    Potete aiutarmi, possibilmente il più in fretta possibile, visto che tra qualche giorno rientra per una settimana in Italia e se dovesse avere la necessità di recarsi in qualche ufficio lo può fare.
    Grazie infinite.
    Cordiali saluti

  15. Salve

    Premetto che non ho introiti o beni intestati a mio nome in Italia.

    Mi sono trasferito in Polonia a metà 2015 per lavorare come impiegato in un azienda. Solo ora mi sono deciso ad iscrivermi all’AIRE in quanto ho deciso di rimanere qua per lungo termine.

    Nel 2016 dopo essermi confrontato con un commercialista ho scoperto di non aver guadagnato a sufficienza qua in Polonia nel 2015 per dover fare la dichiarazione dei redditi in Italia e in precedenza ero sotto carico di mia mamma.

    Ho fatto la dichiarazione dei redditi solo In Polonia.

    A breve mi dovrebbe arrivare la lettera dell’AIRE dell’avvenuta iscrizione.

    Devo dichiarare gli introiti in Polonia del 2016 compilando il quadro UNICO o sono esente perchè iscritto ad AIRE? Potrebbe in oltre gentilmente spiegarmi se L’AIRE o l’ambasciata aiuta i lavoratori all’estero a fare la dichiarazione dei redditi?

    Grazie mille
    A presto.

  16. Lei deve prestare in Italia la dichiarazione dei redditi, fino a quando è considerato soggetto fiscalmente residente. L’ambasciata non è competente in materia fiscale, dovrà rivolgersi ad un Commercialista italiano per la presentazione.

  17. Buonasera , volevo qualche informazione in piu per quanto riguarda i redditi da lavoratore autonomo in italia . Ho 26 anni e da un anno e un mese vivo a tenerife , sto muovendo i primi passi per iscrivermi all ‘aire. Aspetto una sua risposta cordiali saluti Luca

  18. In questo momento dovrà dichiarare i suoi redditi da lavoro autonomo in Italia. Le cose cambieranno quando avrà preso residenza fiscale all’estero. Se ha bisogno di maggiori info mi contatti in privato.

  19. Buongiorno.

    Io vivo all’estero dal 2012. Nelle isole vergini britanniche.
    Parte dei soldi che guadagno li mando in ITALIA dove ho comprato un appartamentino (ancora oggi senza utenze e senza mobili).

    Capita, dato la crisi, che qualche amico o familiari mi chiedono piccoli prestiti, i quali li concedo raramente è con un bonifico bancario.
    In Italia ho un conto bancario per iscritti AIRE.
    Vivo all’estero 10 mesi all’anno e il tutto è documentabile tramite passaporto, biglietti aerei, luce e gas che pago all’estero.

    Non dichiaro, ovviamente consigliato dal commercialista, il mio stipendio estero in Italia.
    Inoltre il mio stipendio è la mia unica fonte di guadagno, non ho altri investimenti in Italia e all estero.

    La mia situazione è regolare?

  20. Buonasera, vivo a Malta dal 2008 e sono iscritto all’aire dal 2009. A Malta ho aperto varie attività commerciale e ho avuto un ottimo reddito, pochi anni fa ho acquistato un appartamento negli USA dove ho aperto un conto corrente e lo affitto con l’aiuto di parenti in loco.
    Sto pensando di rientrare in Italia.fiscalmente devo dichiarare e soprattutto dimostrare in Italia come ho guadagnato i miei soldi negli anni iscritto aire o posso tranquillamente rientrare i miei beni in Italia senza alcun problema?

  21. Eventualmente quello che deve dimostrare è che negli anni di iscrizione all’AIRE lei era effettivamente residente all’estero. Se è in grado di dimostrare questo, come immagino, non ci sono altri aspetti.

  22. Sono in Polonia da quasi un anno con due figli iscritti da settembre 2016 in scuole polacche. Quanto posso aspettare prima di iscrivermi alo AIRE?
    Nella mia permanenza in Polonia mi è scaduta la tessera sanitaria,dove posso rifarla?. Tengo a precisare che l’azienda per cui lavoro è Italiana e percepisco stipendio italiano.
    Grazie

  23. Buongiorno,vivo a Parigi da settembre 2015 con regolare contratto di lavoro e sto pensando di iscrivermi all’AIRE, non ho mai fatto una dichiarazione dei redditi in Italia perché non ho mai avuto un contratto di lavoro regolare e non possiedo niente , in Italia ci sono solo i miei genitori . Ho effettuato qua a PARIGI la dichiarazione dei redditi da me prodotti in francia . Ogni tanto invio del denaro nel mio conto corrente in Italia la mia semplice domanda è se sono in regola o cosa dovrei fare ? L iscrizione all aire potrebbe agevolare anche il discorso sui redditi ? Sono preoccupato perché non vorrei trovarmi in futuro qualcosa da pagare.
    Grazie e buona giornata

  24. Sono un pensionato inps dal 24 dicembre 2015 , il 4 Aprile 2016 mi sono trasferito in tailandia come da timbro sul passaporto e poi iscritto all’aire il 18 di giugno 2016, a meta febbraio 2017 sono venuto in italia e tornero in tailandia i primi di maggio 2017 ,dovevo fare dei documenti necessari al visto annuale tailandese cud pensionistico relativo all’anno 2016, certificato penale ,medico etc..Nel frattempo
    Sono passato all’anagrafe del mio comune e ho visto che la mia iscrizione all’aire
    inizia dall’11 luglio 2016 mi son fatto rilasciare anche un certificato in bollo da 16 euro, ora se si considera questa
    data come inizio della mia residenza in tailandia io figurerei per piu di 183 giorni in italia anche se in realta ho passato piu di sei mesi fuori. Sono passato all’agenzia delle entrate per controllare i redditi del 2016 e mi hanno detto che nel 2016 figurava anche un altro reddito e cioè lo stipendio di dicembre 2015 pagato a gennaio 2016 oltre al cud pensionistico e mi hanno consigliato per questo anno di fare il 730 o unico qui in italia .
    Tutto cio mi ha confuso in quanto io ero sicuro di tornare in tailandia e pagare li le tasse relative all’anno 2016 .
    In Italia ho una casa di propieta dove vive mio figlio e la mia convivente , poi ho un piccolo monolocale lasciatomi in eredita dai miei genitori.
    Gradirei una vostra risposta , grazie e buona giornata .

  25. Buongiorno,
    a partire da Settembre 2016 ho cambiato impiego e trasferito in Belgio, mantenendo residenza fiscal in italia visto il period di prova e quanto ancora mi legava all’Italia.
    Essendo alla fine del periodo iniziale (in cui comunque come da prassi ho avuto una residenza fisica in belgio) voglio iscrivere me e la mia famiglia all’AIRE.
    Avendo in italia solo una prima casa, come mi devo comprtare per il pagamento dell’IMU essendo in procinto di iscrizione all’AIRE ad anno in corsa, ovvero quasi nell’intorno del 183gg in un anno?
    Dovessi iscrivermi a Maggio pagherei l’intera somma o un pro-rata?
    Iscrivendomi dopo I 183gg in un anno cambierebbe qualcosa??
    Grazie anticipate

  26. Buongiorno

    sono un cittadino italiano iscritto all’aire da molti anni.
    Attualmente sono in africa e lavoro per una ditta italiana.
    Sono residente all’estero.
    L’azienda per cui lavoro paga per me le tasse locali e inoltre versa i contributi pensionistici in Italia.

    Sono tenuto a versarli? Il mio contratto e’ un contratto estero stipulato in Italia.

    grazie

  27. Buongiorno!
    Lavoro in Inghilterra da Febbraio 2016 e ho inoltrato domanda per cambio residenza a Settembre 2016 accettata nel Novembre 2016.
    PREMETTO CHE IN ITALIA SONO NULLA TENENTE!!
    La mia domanda è:
    Per essere in regola, son tenuta a pagare la differenza di tassazione italia-inghilterra per i redditi percepiti da febbraio 2016 a Novembre 2016?
    Se sì, posso pagare questa differenza un giorno quando e se tornerò in Italia, senza essere sanzionata?

  28. Salve
    ho trasferito la mia residenza AIRE a inizio 2017 in un paese UE, insieme a tutta la famiglia. I miei figli frequentano la scuola del paese UE e mio marito vi lavora. Io esercito attività di lavoro autonomo con partita iva italiana.Esercito materialmente l’attività nel paese UE essendo un’attività intellettuale restando in contatto coi clienti italiani via mail, e ogni tanto rientro in Italia per motivi di lavoro e non, ho un conto corrente italiano.
    Chiedo se posso considerarmi fiscalmente non residente in italia.
    Grazie

  29. Solo il fatto che lei si sia iscritta all’AIRE mantenendo la partita Iva italiana è un’anomalia. In ogni caso per quesiti di carattere personale c’è l’apposito servizio di consulenza fiscale online a questo link

  30. è possibile, in fase di dichiarazione dei redditi, far valere il fatto di aver presentato domanda di iscrizione AIRE il 184 giorno, considerando che il 182° e il 183° erano sabato e domenica e gli uffici dell’anagrafe erano chiusi al pubblico ed era impossibile espletare quindi la pratica?

  31. Salve,
    ho ricevuto un’offerta di lavoro da una società di Cipro, l’offerta è di 6 mesi con possibile proroga al termine del periodo. Io attualmente vivo in Italia a carico dei genitori e non sono occupato.
    E’ consigliabile l’iscrizione all’aire in questa situazione? Nel caso di mancato rinnovo del contratto e ritorno in Italia dopo i primi 6 mesi come dovrei regolarmi?

    Distinti saluti.

  32. Per il momento non effettuerei l’iscrizione all’AIRE. Solo al momento in cui saprà che le rinnoveranno il contratto e saprà di restare oltre all’anno mi muoverei per l’iscrizione.

  33. La ringrazio per la celere risposta e per quanto riguarda l’imposizione fiscale, lavorando per 183 giorni a Cipro sarei soggetto solo all’imposizione del luogo o anche a quella italiana?

  34. Salve,
    Sono in Uk dal febbraio 2014. Ho fatto l’iscrizione all’AIRE il 12 aprile e so che il 12 maggio e’ pervenuta al mio Comune. Dopo 2 anni e mezzo scopro che il mio Comune non ha MAI risposto alle richieste del Consolato.
    Ora e’ tutto a posto perche’ li ho bombardati di telefonate (e’ un piccolo Comune e ci si conosce da sempre) e non aggiungo il resto perche’ sono una signora.
    Mi chiedo: per tutto quel tempo in cui ero convinta di essere regolarmente iscritta all’AIRE, ma non lo ero che succede?

  35. Per tutto quel tempo dovrà verificare se la sua posizione fiscale con l’Italia è corretta, altrimenti potrebbe rischiare un accertamento. Per maggiori info c’è il nostro servizio di consulenza fiscale online dedicato.

  36. Buonasera,
    un italiano residente fiscalmente in UK torna in Italia a settembre 2017 per iniziare a lavorare. L’intenzione è di rimanere in Italia. Attualmente è iscritto all’AIRE. é vero che deve iscriversi entro 90 all’Anagrafe dei residenti?
    In attesa di iscriversi all’anagrafe, essendo iscritto all’AIRE, può beneficiare dell’assistenza sanitaria pubblica mediante la TEAM?
    grazie mille e cordiali saluti
    Alex

  37. E’ obbligato ad iscriversi all’Anagrafe della popolazione residente e da quel momento riceverà assistenza sanitaria pubblica. Per maggiori info c’è il nostro servizio di consulenza fiscale online.

  38. Salve,vorrei un informazione. Sono dipendente italiana di una multinazionale (assunta su Milano) e da giugno 2015 sono distaccata presso l’ufficio di Londra dove lavoro per tutto l’anno in maniera continuativa. Prima di partire all’estero l’azienda mi disse di iscrivermi urgentemente all’AIRE e che avrebbe anticipato la doppia tassazione per mio conto fino a notifica di avvenuta iscrizione all’AIRE. Una volta entrata a far parte dell’AIRE il fiscalista dell’azienda mi disse che avrebbero compensato la doppia tasssazione pagata per mio conto con il credito di imposta da dichiarazione dei redditi. Premetto che ricevo stipendio inglese al netto della tassazione inglese ma a lordo dei contributi. Ogni mese devo versare i contributi pensionistici all’azienda in Italia. Inoltre il fiscale dell’azienda prepara la dichiarazione dei redditi sia UK che italiana (Mod. Unico) per mio conto. Il problema è che ho una casa di proprietà a Milano (la prima casa) su cui non ho pagato l’IMU. Non ho pagato IMU questi anni che sono stata all’estero perchè non ero abbastanza informata e nessuno me l’ha fatto notare in azienda. Premetto che la casa che ho a Milano risulta nella dichiarazione Mod. Unico che l’azienda mi fa ogni anno. Che succede adesso? Mi hanno detto in azienda che quest’anno finalmente pagherò le tasse solo in Inghilterra perchè ci vogliono quasi 3 anni per riavere il rimborso delle tasse pagate con doppia tassazione (questo rimborso se lo prenderà l’azienda). Ma come devo fare per l’IMU sulla prima casa che ho a Milano? Possibile che non ho mai ricevuto nessuna notifica di pagamento? può essere che sia già dedotta nell’Unico o che non sia dovuta a versarla? Premetto che nel 2018 dovrei ritrasferirmi presso l’Ufficio di Milano e lasciare Londra. La ringrazio nel caso mi volesse dare qualche informazione in merito.

  39. Per l’Imu non c’è niente da fare adesso, dovrà aspettare che le notifichino gli accertamenti. Adesso è possibile ravvedere l’annualità 2016 e mettersi in regola per il 2017. Per le annualità precedenti può solo aspettare la notifica degli accertamenti.

  40. Ma come viene considerato l’immobile? Nel menu a tendina del comune di Milano vedo che posso scegliere tra abitazione principale, altri fabbricati etc. Come devo considerare l’immobile? Che aliquota si applica? Per me è prima casa perché non ho altri immobili solo che per quest anno sono ancora domiciliata all’estero, ma non vedo nessuna casistica che risponde alla mia tipologia quando cerco di calcolare l’Imu online e stampare l’F24. Inoltre devo corrispondere sia Imu che Tasi?

  41. Per maggiori informazioni personali e di consulenza, c’è il nostro apposito servizio dedicato. Saremo lieti di offrirle la nostra consulenza per risolvere i suoi dubbi e i suoi problemi.

  42. Buongiorno, vivo in Olanda da quasi un anno e mi sto per iscrivere al AIRE. Ho iniziato a lavorare a Dicembre 2016 e quindi per il 2016 ho pagato le tasse in Italia e Olanda. Dal 2017 pero’ non devo piu’ dichiarare nulla in Italia (non possedenso niente) giusto ? O ce qualcosa che devo fare? E appena iscritta al AIRE mi aspetta il 30% delle tasse (rouling) o sbaglio?

  43. Per quesiti di carattere personale, considerate anche le maggiori informazioni che occorrono per fornire una risposta completa e corretta c’è il nostro servizio di consulenza fiscale online dedicato.

  44. Buongiorno,
    Ho intenzione di trasferirmi in Irlanda entro fine mese, dove mi viene offerto un contratto di almeno 9 mesi con possibile proroga al termine. Ovviamente quest’anno, considerato che ho “lavorato” come praticante in Italia fino a luglio, sono considerata residente fiscale in Italia. Devo pertanto fare due dichiarazioni dei redditi dichiarando quanto percepirò nei prossimi mesi in Irlanda e quanto già percepito in Italia? Il reddito Italiano poi non lo devo dichiarare anche in Irlanda, o sbaglio? Premetto che il reddito percepito in Italia è sotto la soglia degli 8000 euro, quindi coperto finora dalle detrazioni per lavoro dipendente. Come mi dovrò comportare? E’ consigliata inoltre l’iscrizione all’AIRE o è meglio che aspetto dopo i 9 mesi l’eventuale rinnovo?
    Grazie mille!

  45. Salve Giulia, per quest’anno sicuramente la sua residenza fiscale è in Italia. Dovrà dichiarare in Italia anche i redditi esteri percepiti beneficiando di un credito di imposta. Quando avrà residenza fiscale estera, 183 giorni di iscrizione AIRE valida nell’anno, le cose cambieranno. Per una consulenza personalizzata e specifica si affidi al nostro servizio di consulenza, e se vorrà potrà affidarsi a noi per la sua dichiarazione dei redditi.

  46. buongiorno, sono in procinto di vendere il mio appartamento per quello che punto essere un trasferimento definitivo all’estero.
    completata la vendita inizierò immediatamente le procedure per la residenza permanente a Panama e nel frattempo sposterò tutto il mio capitale in una banca asiatica.
    nel momento in cui avrò la residenza Panamense e successiva iscrizione all’AIRE, come posso calcolare ciò che devo dichiarare in italia? ma sopratutto, il ritorno ottenuto dalla vendita del mio appartamento (che non genererà assolutamente plusvalenza) sarà passibile d’imposta?

  47. Salve Stefano, posso fornirle tutte le informazioni attraverso il servizio di consulenza fiscale online. Le risponderò via mail e se vuole fisseremo un appuntamento telefonico.

  48. Buongiorno, mi sono iscritto da poco all’AIRE su richiesta del consolato.
    Sono dipendente di una ditta italiana, con contratto in Italia e quindi con stipendio versato e tassato in Italia.
    Rimanendo qui in Cina per più di 180 giorni dichiaro che prendo lo stipendio italiano e pago le tasse anche qui in Cina.
    Ogni anno in Italia faccio la dichiarazione dei redditi,sono anche proprietario di un immobile, e dimostro che ho pagato le tasse in Cina ( documenti tradotti e validati dal consolato Italiano in Cina)e mi vengono rimborsate sulla busta paga di Agosto.
    Devo comunicare alla mia azienda il mio nuovo status ovvero l’iscrizione all’AIRE?
    Sono in regola?

  49. Salve dobbiamo sposarci a giugno 2018 siamo residenti a Londra ma ancora non iscritti all Aire che e’ chiaramente obbligatoria per le pubblicazioni di matrimonio.
    Inviando la richiesta ipotizziamo oggi dopo quanto tempo risultiamo iscritti? Ho letto ad alcune persone ci son voluti 6 mesi e per noi sarebbe troppo tardi per poi procedere per le pubblicazioni… ho provaro a contattare gli uffici ma ancora nessuna risposta.
    Qualcuno sa dopo quanto tempo si risulta iscritti all aire dal momento in cui si inviano i moduli?

  50. Ciao Valeria, io ho fatto richiesta di iscrizione AIRE al mattino, il giorno dopo avevo gia ricevuto una mail del mio comune in Italia per confermare la registrazione.

  51. Buongiorno, mio figlio vive e lavora a Londra da 8 anni e durante i quali si è laureato, mentre lavorava. Non si è mai iscritto all’Aire e qui sorgono i problemi. In Italia abbiamo cambiato residenza, in una casa mia proprietà, il Vigile non l’ha accordata nemmeno a me in quanto non ha trovato mio figlio. Non ho detto che vive all’estero ma che sarebbe tornato a Dicembre, quindi l’accertamento avverrà nuovamente a Dicembre. Dalla vecchia residenza siamo stati cancellati ma ora il ragazzo ha intenzione di iscriversi all’Aire anche perchè non è certo di poter tornare. In Italia non ha mai denunciato nulla circa i suoi lavori, convinto che bastasse pagare le tasse in UK, non avendo nè redditi italiani nè conto corrente, nè altre intestazioni. Gentilmente, vorrei sapere che fare. Prima di iscriversi all’Aire è necessario che il Comune accerti prima la residenza? Per le tasse, lavorando come dipendente in una Ditta estera, dovrà fare la Dichiarazione dei Redditi anche qui, andando incontro a sanzioni pesanti per gli anni precedenti?
    Grazie mille.

  52. Salve Fiorella, è corretto effettuare l’iscrizione all’AIRE, anche se in ritardo. La situazione fiscale deve essere verificata in dettaglio, per capire se suo figlio è tenuto ed era tenuto negli anni passati a dichiarare il reddito anche in Italia. L’iscrizione all’AIRE comunque modifica la sua residenza anagrafica, quindi non occorre apsettare l’accertamento del Comune. Per maggiori dettagli mi contatti al servizio di consulenza fiscale online.

  53. Salve, a gennaio mi trasferirò all’estero per lavoro, presso un’azienda svizzera (con contratto svizzero). In Italia non avrò alcun reddito nè proprietà, ma ho necessità di manterene attivo il mio attuale conto corrente in Italia, per versare mensilmente dei soldi.
    Al momento infatti ho delle polizze assicurative attive che hanno appunto RID sul mio conto attuale:
    – accantonamento mensile (ho aperto un fondo con mio nipote beneficiario, che alimento mensilmente)
    – fondo pensione privato (una mia polizza personale che uso come “salvadanaio”, sempre con rid mensile)
    – accantonamento TFR percepito fino ad ora (automaticamente versato dall’azienda, che chiaramente non percepirò più da gennaio ma che comunque rimarrà lì “accantonato” fino a mio riscatto).
    Devo fare qualcosa dal punto di vista fiscale/dichiarazioni in ragione di queste polizze?
    grazie, saluti.

  54. Salve, io mio marito e mia suocera ci trasferiremo in spagna. Attualmente però ho richiesto la residenza solo io per l’acquisto della casa, io non ho redditi in italia neppure in spagna mio marito a delle cose da sbrigare e non vuole spostarsi immediatamente, so che entro 90 giorni dovrò iscrivermi all’AIRE e che non posso risiedere in Italia per più di 183 giorni..
    La mia domanda è: se mio marito e mia suocera non prendono subito la residenza con me nella casa che ho acquistato in spagna possono esserci dei problemi ad avere io la residenza in spagna e loro la residenza in Italia visto che siamo legalmente sposati e viviamo insieme.

  55. Spostare la residenza fiscale in questo modo ha delle conseguenze rilevanti. Se vuole mi contatti in privato per approfondire la questione e vedere le possibilità a disposizione.

  56. Salve,
    il mio è un caso un po’ particolare: ho trovato lavoro con una azienda francese che però ha sede legale in Svizzera; il primo mese di formazione (retribuita) avverrà in Svizzera, dopodiché mi trasferirò e lavorerò in Francia per almeno un anno.

    Il mio dubbio è: dove faccio l’iscrizione all’AIRE? Aspetto di arrivare in Francia oppure avvio la procedura in Svizzera e poi faccio un trasferimento dell’AIRE in Francia (credo che le tempistiche siano troppo strette per l’ambasciata, ma ditemi voi..) ?

    La notifica deve avvenire entro 90 giorni e la prima opzione sembra sensata, ma il primo stipendio rimarrebbe fuori (lo riceverei prima di dichiarare ad una qualsiasi ambasciata che mi sono trasferito) e non voglio assolutamente rischiare di avere problemi col fisco italiano.

    P.S. lo stipendio mi arriverà comunque dalla Svizzera, anche durante l’anno in Francia, quindi avrò C.C. svizzero ma domicilio francese

    Grazie in anticipo!

  57. Per la risoluzione di questo tipo di quesiti le chiederei di contattarmi attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online dedicato a redditi esteri e trasferimento di residenza. Sarò lieto di risolvere i suoi dubbi e fornirle una risposta chiara e precisa.

  58. Salve,
    dovrei acquistare la prima casa in Italia, lavoro all’estero.
    La mia banca mi ha chiesto lo stato di famiglia e il certificato di residenza.
    Dato che sono iscritto all’aire volevo sapere chi e’ che mi deve rilasciare questi attestati.

    Purtroppo l’ambasciata non mi risponde e non capisco il motivo.

  59. Buonasera, il mio quesito è questo:
    Dal 1° febbraio mi trasferisco a Londra per lavoro con contratto a tempo determinato per 3 mesi rinnovabile
    come mi devo comportare con l’iscrizione all’AIRE??
    e mio padre per quanto riguarda le detrazioni per familiare a carico??
    grazie per la risposta

  60. L’AIRE è adempimento obbligatorio se si rispettano i requisiti per l’iscrizione. Per suo padre, perderà le detrazioni. Per un analissi più approfondita mi contatti attraverso il servizio di consulenza fiscale online.

  61. Salve, mio figlio ha avuto un contratto di lavoro in UK, soggetto a tre mesi di prova. Al momento risulta residente nella nostra abitazione per cui usufruisco delle detrazioni per figlio a carico. Come ci dobbiamo comportare e con quali tempistiche per essere in regola dal punto di vista fiscale? Tengo a precisare che mio figlio è proprietario per 1/3 della nostra casa di abitazione.
    Grazie

  62. Salve,
    sono in procinto di trasferirmi definitivamente in Tunisia. Potrò ottenere ugualmente la defiscalizzazione della pensione considerando che, per adesso, mia moglie non potrà seguirmi?
    Grazie.

  63. salve,
    ho fatto la richiesta di iscrizione all Aire di Londra il 01 Aprile, ma so gia che le tempistiche della pratica sono lunghissime. Addirittura un anno.
    A fini fiscali posso considerare il mio spostamento di residenza dalla data di richiesta , e quindi aprile 2018 o devo considerarmi residente in Italia fino alla fine della lavorazione della pratica quindi almeno per un altro anno?
    grazie

  64. Ai fini della normativa fiscale italiana la cosa che conta è la data di iscrizione AIRE. E’ da questa data che si considerano i giorni di effettiva presenza all’estero per il trasferimento di residenza. Tuttavia, la convenzione ammette di poter essere comunque considerati residenti in UK rispettando alcuni requisiti e predisponendo apposita documentazione. Per maggiori info mi contatti in privato.

  65. Salve,

    io mi sono trasferita in UK anni fa per studiare. Non ho lavorato e i miei genitori hanno sempre pagato le tasse conformemente. Ora sono passati tre anni e solo adesso ho realizzato che l’iscrizione all’AIRE è obbligatoria. Ma sto solo adesso cominciando a lavorare e a pagare tasse in UK. Se mi iscrivo adesso ma metto come data di prima emigrazione il mo primo anno universitario, cambia qualcosa? In fin dei conti non lavoravo e non ho alcuna proprietà quindi le tasse non le avrei comunque pagate, ne qui nè in Italia! Sono un pò confusa perchè nessuno degli italiani che conosco è iscritto e quindi non sono sicura su come procedere!

    grazie

  66. Ciao,
    Io risiedo in Uk da poco piú di un anno, pur sapendo di Aire non mi sono iscritta lo scorso anno perchè non sapevo con certezza quanto tempo avrei trascorso qui e, avendo un’operazione chirurgica già programmata da tempo in Italia, non volevo andare a “incasinare” i miei diritti sanitari italiani. Ad ogni modo, rientrando in forma definitiva a fine anno, non saprei ora se sia vantaggioso iscrivermi o meno, visto che la decorrenza dei tempi puô essere abbastanza lunga. Non essendo anagraficamente residente all’estero, volevo chiedere se, a livello fiscale, facendo la normale dichiarazione dei redditi in Italia delle entrare avute qui per l’anno 2017, io possa ritenermi “a posto” a livello fiscale, senza ricorrenza a nessuna eventuale sanzione.
    Grazie per l’eventuale delucidazione.

  67. Gentile Fiscomania, da settembre 2017 sono assunta come PhD da un universita’ di Londra. Non mi sono posta il problema dell’AIRE finora. In Italia non ho modificato la mia residenza, pago regolarmente le tasse in UK. La mia situazione e’ a norma oppure no? Mi consiglia di trasferire la residenza in UK, dato che il lavoro sara’ per tre anni? GRazie!

  68. Considerato il fatto che resterà stabilmente all’estero, è consigliabile effettiare il trasferimento di residenza fiscale, anche per evitare la doppia imposizione. Per maggiori info siamo a disposizione per una consulenza personalizzata.

  69. Salve. Sto studiando e lavorando presso l’università in USA con visto studente. Volevo sapere se, ai fini fiscali, conta la data di presentazione della domanda di iscrizione all’AIRE presso il Consolato estero o la data in cui effettivamente il Comune iscrive il mio nome nell’elenco, ovvero se il Comune, quando fa l’iscrizione del nominativo all’AIRE, pone la data effettiva in cui compie l’atto o inserisce la data in cui è stata presentata la domanda al Consolato. Grazie mille

  70. Per quanto concerne la data di decorrenza dell’iscrizione in AIRE si precisa che la legge consente al cittadino che sta trasferendo la sua dimora all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi, di rendere la dichiarazione di espatrio al Comune di ultima residenza. In questo caso la data di decorrenza dell’iscrizione in AIRE è quella della dichiarazione resa al Comune, se la richiesta di iscrizione è confermata dall’interessato entro 90 giorni al Consolato competente. Per il cittadino che non ha provveduto a quanto sopra indicato ed ha presentato richiesta di iscrizione dopo l’espatrio al Consolato competente. La data di decorrenza dell’iscrizione in Aire sarà la data di ricezione della comunicazione consolare riguardante la richiesta di iscrizione da parte del Comune italiano di ultima residenza. (D.P.R. 6 settembre 1989, n. 323 Articolo 7).

  71. Salve. Sono residente in Brasile con tutti i documenti regolari. Vengo in Italia solo per 1 mese all’anno. In Italia non percepisco redditi di qualsivoglia natura. Posseggo solo la mia casa di proposta. Quest’anno vorrei fare un trasferimento di una cifra considerevole dal mio conto in Italia al mio conto in Brasile.. dove faccio già la dichiarazione dei redditi .. in Brasile non lavoro. Eventual dopo questo trasferimento percepirò un reddito derivato da questa somma investita in Brasile. Per evitare di pagare le tasse su questo investimento anche in Italia (in Brasile ovviamente le pagherò) sarebbe opportuno che mi iscrivessi all aire? Ringrazio. Ps mia moglie è brasiliana con regolare visto illimitato per L Italia,anche lei dovrebbe iscriversi ?

  72. Buongiorno,

    La mia domanda riguarda le agevolazioni per la prima casa. L’iscrizione all’AIRE determina la perdita delle agevolazioni? Mi sono trasferito in Spagna con la mia famiglia prima della scadenza dei cinque anni previsti. Perdere la residenza nel mio paese, comporta il pagamento della differenza di aliquota oltre alla multa?

    La ringrazio per le risposte che potrà darmi.

    Un cordiale saluto

  73. L’iscrizione AIRE non può portare a problematiche legate all’agevolazione prima casa, a meno che non si decida di vendere l’immobile prima della fine dei cinque anni dall’acquisto. Maggiori info in consulenza.

  74. Comprendo che è obbligo di legge del Comune comunicare all’Agenzia delle entrate il cambio di residenza all’estero. Vale solo per i cittadini italiani o anche per i cittadini stranieri che rientrano nel proprio paese e che hanno per l’appunto cancellato la propria residenza nel comune italiano. Grazie. ps c’è un riferimento normativo.

  75. Molto gentile per la risposta. Leggendo sul sito noto che AIRE (come dice solo per chi ha la cittadinanza Italia) è importante per residenza fiscale (ma da solo non basta…).
    Proprio per un discorso di residenza fiscale, Il Comune, ha obbligo di comunicare il rientro/trasferimento estero di uno straniero a Agenzia Entrate? Lo fa comunque anche se non ha obbligo? Grazie se puo rispondere.

  76. salve
    vorrei sapere se la durata dei 12 mesi in cui devo risiedere all’estero fanno riferimento alla data di iscrizione al’AIRE oppure all’anno solare (quindi da gennaio).
    esempio: se oggi 17 agosto effettuo la mi iscrizione, ho tempo di maturare i 180 giorni necessari in cui risiedere all’estero? Oppure il termine scade il 31 dicembre? (maturando solo 4 mesi)
    La ringrazio in anticipo per la disponibiltà

  77. Mi moglie é dominicana e ha la cittadinanza italiana poiché é sposata con me risiede nel suo paese,la domanda che vorrei porle é la seguente:perde la cittadinanza italiana se vive lí ed poi deve comunque iscriversi all’aire per non perdere i idocumenti come CI passaporto ecc.Ultima cosa io ho intenzione di stabilirmi in repubblica dominicana ed stare lí con la mia sposa vivere lá pertanto io non ho casa vivevo da mia madre ho cessato di lavorare nel privato e ho fatto il730 ogni anno,debbo comunque iscrivermi all’aire prima di partire.Cordiali saluti

  78. Gentile Fiscomania, prima di contattarvi per una consulenza più completa ho un quesito di partenza al quale vorrei se possibile avere risposta. A gennaio mi traferirò con tutta la famiglia in Francia per un progetto professionale da committente francese, e sicuramente per i prossimi tre anni. Quindi in automatico diventerò/remo tutti “francesi” fiscalmente via Aire etc.
    Attualmente ho partita iva per le attiuvità intellettuali che svolgo (scrittore). Posizione che dovrei chiudere al 31/12 proprio per questo passaggio Ita/Fra (immagino) e nel caso poi aprire la mia posizione fiscale come “francese”. Ma avendo due libri in uscita nel 2019 per un editore italiano mi ritrovo un po’ ad essere in mezzo al guado. Con l’iscrizione all’AIRE se non erro dovrei chiudere la Piva ma allo stesso tempo dovrei tenerla aperta per incassare i diritti d’autore sui libri ( non sono comunque Baricco.. le entrate sarebbero minime,) . In sintesi scriverò fisicamente in francia, ma l’editore è in italia.. e finchè i libri vendono.. io incasserei annualmente dei diritti. Potrei gestire questa piccola entata “italiana” dalla posizione fiscale “francese” una volta attivata? Come se fossi uno scrittore italiano residente in francia ma che pubblica per un editore italiano? Grazie mille per quanto potrete dirmi

  79. Ci possono essere diverse soluzioni per gestire questo tipo di introiti. Bisogna scegliere la soluzione più conveniente, che non necessariamente passa attraverso una partita IVA. Il nodo principale è capire quando avverrà questo incasso, anche in relazione a possibili ritenute fiscali in uscita dall’Italia. Ne possiamo parlare in dettaglio in consulenza.

  80. Gentile Fiscomania, espongo la situazione di mia figlia.
    Dal novembre 2017 si è trasferita alle isole Canarie dove vive e lavora come dipendente. Dal luglio 2018 ha la residenza nell’ isola ma non è iscritta all’ aire. Presumo però che faccia parte ancora del mio nucleo familiare, quindi vi chiedo se il suo reddito deve essere inserito nel 730 di famiglia che faccio annualmente (quindi pagandoci altre tasse?), oppure no. In Italia non possiede beni mobili o immobili e/o redditi di nessuna natura.
    Inoltre è consigliabile che si iscriva all’ aire? di tutti i suoi colleghi di lavoro e amici italiani nessuno ha mai fatto l’iscrizione, che poi se non sbaglio sarebbe obbligatoria. Grazie per la risposta.

  81. Posso sicuramente aiutarvi a capire come gestire al meglio la situazione di vostra figlia, ma per farlo o bisogno di maggiori informazioni. Se volete per questi aspetti sono a disposizione in consulenza. Il consiglio che posso darle è sicuramente l’iscrizione AIRE, ma si deve gestire al meglio la situazione passata e fino al momento dell’iscrizione AIRE.

  82. Buongiorno. Mia figlia, trasferitasi da Roma a Parigi, ha fatto domanda di iscrizione all’Aire a settembre 2018 inviando il modulo via posta al Consolato italiano a Parigi. Vale anche come domanda di cambio residenza? Poichè abbiamo venduto la casa di Roma dove era residente e i nuovi acquirenti non riescono a porvi la residenza perchè mia figlia risulta ancora residente, ha un cosniglio da darmi per sollecitare il Comune di Roma? Grazie

  83. Con l’iscrizione AIRE sua figlia effettuerà il cambio di residenza, ma la procedura dura alcuni mesi. Conviene quindi far spostare la residenza italiana di sua figlia immediatamente e poi modificare la domanda AIRE.

  84. Salve, sono pensionato statale. Se dovessi trasferire la residenza in Tunisia potrei beneficiare della tassazione del solo 8o% della mia pensione lorda? E potrei conservare un conto corrente cointestato e con deposito titoli presso una banca che consente l’apertura del conto solo a persone residenti in Italia? Oppure, non essendo più residente in Italia, dovrei chiuderlo nonostante il cointestatario rimanga residente in Italia? Grazie

  85. Buongiorno, nostra figlia è iscritta all’Aire da molti anni e la residenza fiscale in Italia è presso il comune da cui è espatriata dove possiede una casa locata di cui paga, in Italia, le tasse. Ora sta vendendo la casa: dove potrà/dovrà trasferire la “residenza fiscale italiana”? Presso un’altra proprietà che ha in Italia ( interesse economico ) o anche presso i genitori che visita periodicamente con la sua famiglia? Grazie

  86. Buongiorno,
    mia figlia si è trasferita per motivi di lavoro a Dublino nel mese di aprile 2018 e nello stesso mese ha provveduto alla registrazione AIRE.
    Il 3 12 2018 ha constatato che la richiesta di iscrizione AIRE era in lavorazione e che era stata inviata una PEC al comune in cui risiedeva per la cancellazione.
    Da quel giorno … nulla è cambiato.
    Non ha ricevuto nessun’altra comunicazione.
    Mancando, ormai, pochi giorni alla fine dell’anno, in mancanza di “pratica definita” mia figlia dovrà dichiarare il reddito da lavoro (prodotto in Irlanda) in Italia o in Irlanda?
    Grazie!

  87. Il reddito deve essere dichiarato nel Paese di residenza fiscale, oltre che in Irlanda. La residenza fiscale avendo presentato la domanda di iscrizione AIRE è Irlandese. Questo in quanto quando la domanda sarà accolta avrà effetto dalla data della domanda, presentata con oltre 183 giorni di presenza all’estero nell’anno.

  88. Buongiorno. Mia moglie si è trasferita in UK a gennaio 2018. Mi ha seguito qui dal momento che io già vivo, lavoro e risiedo fiscalmente da 10 anni in UK. Mia moglie è libera professionista ed esercita sia in Italia, dove viaggia per circa una settimana al mese, che a Londra. Dovrà quest’anno fare la doppia dichiarazioni dei redditi. Tuttavia, l’AIRE, a cui ha fatto domanda di iscrizione già a gennaio, ha impiegato quasi l’intero anno per iscriverla. Questo significa, ci sembra di capire, che anche il suo reddito inglese è soggetto a imposizione fiscale italiana, il che sarebbe una ingiustizia colossale visto che lei ha fatto domanda di iscrizione AIRE immediatamente ma il consolato è talmente lento che quasi un anno ci è voluto. In casi come questo, non vige il principio della sostanza (a tutti gli effetti residente all’estero stabilmente da gennaio, che può essere provato dalla data della domanda AIRE) sulla forma (registrazione solo recentemente effettuata e conseguente deregistrazione in Italia)? Grazie della risposta.

  89. Salve Cristian, è difficile fornire una risposta esaustiva senza avere i dettagli della situazione. C’è bisogno di maggiori info, ma comunque la residenza fiscale mi sembra ci capire che resti in Italia, con obbligo di tassazione anche dei redditi esteri percepiti. Le consiglio di scrivermi a questa emil: [email protected], per analizzare in dettaglio la situazione in consulenza.

  90. Buonasera.

    Vi ringrazio per il vostro articolo molto interessante. Da quello che ho capito, se un cittadino italiano si trasferisce all’estero per meno di un anno non è tenuto a cambiare residenza e ad iscriversi all’AIRE. Nel mio caso specifico, dovrei trasferirmi per sei mesi in Lituania, paese membro dell’Unione Europea. Tuttavia, per la legge lituana sono tenuto ad ottenere un permesso di soggiorno e a dichiarare la mia residenza nel Paese.

    Come mi devo comportare con la residenza italiana? Posso trasferirla all’estero senza iscrivermi all’AIRE? Oppure posso lasciarla in Italia? Ma in quest’ultimo caso mi troverei ad avere due residenze, una in Italia ed una in Lituania. Come mi devo muovere in questa situazione? Grazie ancora!

  91. Salve Alessandro, andando all’estero per soli sei mesi la sua residenza fiscale rimane in Italia, non c’è modo di spostarla. La residenza fiscale è un concetto diverso dai permessi che le servono per restare in Lituania sei mesi. Consiglio di affidarsi ad un consulente fiscale preparato. Se vuole sono a disposizione per una consulenza in cui le indicherò come dovrà tassare il reddito che andrà a percepire e come evitare la doppia imposizione. Se vorrà potrà affidare a noi la sua dichiarazione dei redditi italiana. Se interessato mi scriva a questa email [email protected] per un preventivo.

  92. Salve, è da pochissimo tempo che sono riuscita ad ottenere la residenza in Italia prima ero residente a Londra…vorrei sapere cosa devo fare per effettuare la cancellazione all’aire . Mi iscrissi all’Aire di Caserta ed ora risiedo nel Lazio. Andai a Londra nel 2013 e tornai nel 2015 senza passare residenza a Caserta ma lavorai in regola poi sempre nel 2016 tornai nel Lazio dove sono riuscita ad avere residenza soltanto nel 2018..so che la situazione è un po’ ingarbugliata ma non so proprio come comportarmi dal momento che ora ho anche un bambino. Grazie per la cortese attenzione

  93. Sono residente aire ed ho ricevuto una donazione da parte di mio padre. La somma non supera la franchigia per dichiararla nel 730, ma vorrei trasferirla all’estero. Dovrò quindi dichiararla sul 730? E se si a quanto ammonta la tassa che dovrò pagare? Grazie

  94. Buongiorno,
    Ho intenzione di trasferirmi in Irlanda per lavoro, inizialmente avrò un contratto di 6 mesi che al termine potrà diventare il contratto a tempo indeterminato, quindi non so con sicurezza se torno in Italia dopo 6 mesi oppure rimango per un periodo più lungo. Come mi devo comportare in questo caso? Mi devo iscrivere all’AIRE oppure no?

  95. Buongiorno!
    Sono iscritto Aire, abito stabilmente in Francia con la famiglia, casa di proprietà in Francia, figli iscritti scuola in Francia, ma lavoro in Italia ( mi reco giornalmente) dove non possiedo beni immobili.
    Se ho capito : 1) sono residente fiscale Francia dove farò dichiarazione redditi
    2) debbo fare comunque dichiarazione redditi in Italia per quelli ivi percepiti
    3) non devo pagare Ivie in Italia
    Ringrazio per l’attenzione

  96. Buonasera Federico,
    La contatto nella speranza che mi possa aiutare a comprendere se la mia situazione fiscale è corretta dato che vorrei fare un investimento in Italia.
    Vivo e ho reddito in Irlanda da 5 anni, ma quando ho lasciato il “Bel Paese” ero amareggiato ed arrabbiato ed ho deciso di ignorare l’iscrizione all’AIRE anche se obbligatoria.
    Di fatto, per il principio della tassazione mondiale, sono fiscalmente residente in Italia ed ho l’obbligo di fare ogni anno la dichiarazioni dei redditi prodotti in Irlanda anche in Italia.

    Ebbene, in questi 5 anni non ho fatto nessuna dichiarazione di tali redditi anche in Italia, dato che sono un lavoratore dipendente.
    Infatti, la legge Italiana dice o no che il lavoratore dipendente che non ha nessuna altra fonte di reddito oltre lo stipendio, non ha l’obbligo di fare la dichiarazione dei redditi.

    Quindi, essendo soggetto fiscalmente residente in Italia e lavoratore dipendente perchè devo/avrei dovuto fare la dichiarazione dei redditi prodotti in Irlanda anche in Italia?
    Non dovrebbe essere una mia scelta se farla o no?
    A me sembra che la legge sia per alcuni punti contraddittoria e confusionaria.

    La ringrazio per le risposte che potrà darmi.

  97. Salve Giuseppe, quello che le posso dire in questo momento è che l’Agenzia delle Entrate effettua gli accertamenti basandosi sulla norma interna che prevede l’iscrizione AIRE, ma vi sono convenzioni internazionali di rango superiore alla norma interna, che possono aiutare in situazioni come la sua. Se interessato mi contatti in privato per analizzare la sua situazione ed individuare il miglior comportamento da tenere.

  98. Buonasera Federico. Volevo sapere se lavorando per un periodo inferiore all’anno per una società nord americana, è possibile comunque conteggiare i mesi lavorati a fini pensionistici?
    Per essere piu’ chiaro, gli Stati Uniti hanno accordi con l’Italia, i periodi lavorati nei due paesi possono sommarsi esatto? …ma il periodo di non-iscrizione all’Aire viene coperto?
    Spero sia chiara la domanda, grazie mille.

  99. Salve Federico, intanto grazie mille per la spiegazione molto dettagliata. Mi sono trasferito a Malta per lavoro, dove rimarro’ per dirverso tempo, piu’ di un anno. Per tale motivo ho già deciso che mi iscriverò all’AIRE, l’unico dubbio che rimaneva è se sia necessario o meno aprire un conto corrente qui a Malta. Attualmente ho già un conto corrente italiano e alcune carte conto utilizzabili. Quì mi consigliano di aprire un conto corrente in sede, ma almeno per il momento vorrei evitare. Potrei avere problemi o accertamenti vari se dovessi farmi versare i soldi sul mio CC? Tutto ciò partendo dal presupposto che non ho ulteriori redditi in Italia, l’unico mio reddito è quello ottenuto a Malta per lavoro, quindi già tassato. Inoltre so già che dovrò pagare l’imposta di bollo per giacenze superiori ai 5000€. Grazie in anticipo e spero di essere stato chiaro.

  100. Salve Simone, hai la piena libertà di aprire o meno un conto estero, tieni presenti gli obblighi di monitoraggio fiscale fino a quando ti resterà la residenza fiscale italiana. Tieni conto che è sconsigliabile, ai fini della residenza fiscale avere incassi sul conto italiano quando si è residenti all’estero.

  101. Salve, prima di tutto complimenti per l’ottimo blog.
    Sono in una situazione particolare: a Giugno con la mia famiglia ci siamo trasferiti in Cina, a causa del lavoro di mia moglie, quindi per circa tre anni saremo expat. Abbiamo già effettuato l’iscrizione all’AIRE, e lei ha un visto di lavoro, io e nostra figlia un visto come accompagnatori di un lavoratore.

    Adesso ho la possibilità di lavorare da remoto con un’azienda italiana (lavoro per l’Italia, nessun riferimento alla Cina, sarebbe una sorta di smart working permanente), e stiamo cercando la soluzione contrattuale migliore. Abbiamo sentito un consulente tax esperto della Cina, ma ha dato una risposta ambigua:
    – secondo una norma in vigore qui in Cina da quest’anno, chi non produce reddito in Cina non deve pagare tasse (a maggior ragione non avendo un visto di lavoro)
    – essendo iscritto all’AIRE, ed avendo quindi trasferito la residenza fiscale qui, non dovrei pagare neanche in Italia.
    Mi sembra una situazione di limbo molto rischiosa, una sorta di paradiso fiscale che temo possa crearmi problemi al mio ritorno in Italia tra qualche anno.
    Lei sa darmi un consiglio?
    Grazie, Giuseppe

  102. Salve Giuseppe, grazie per i complimenti. Quello che le posso dire lato italia è di essere sicuro di aver trasferito la residenza fiscale in Cina. Fatto questo sul reddito di lavoro autonomo, anche se da clienti italiani, l’Italia non potrà chiederle tassazione, se non la ritenuta in uscita. Lato cinese le serve un buon consulente in loco. Se desidera approfondire il tema della ritenuta fiscale in uscita dall’Italia mi contatti per una consulenza in privato.

  103. Grazie Federico per la veloce risposta.
    Non sarebbe lavoro autonomo, mi è stata proposta un’assunzione in Italia, dunque lavoro dipendente. Pagherebbero quindi almeno i contributi, il dubbio è sull’IRPEF.
    Ritiene forse più semplice una consulenza a partita IVA?

  104. Salve, complimenti per il suo Blog, è davvero molto utile.
    Avrei una domanda per lei.
    Mi sono trasferita da 3 mesi in Austria, dove adesso ho un lavoro a tempo pieno e penso di rimanere qui nei prossimi anni.
    Sono iscritta all’AIRE e il mio unico reddito è quello che ricevo qui in Austria. Ho anche un conto bancario austriaco.
    Ho ancora un conto bancario in Italia, che vorrei chiudere nei prossimi giorni.
    Una volta chiuso quello, la mia residenza fiscale sarà ufficialmente trasferita all’estero?

    La ringrazio in anticipo,
    Sara

  105. Salve Sara, grazie per i complimenti. La sua residenza fiscale sarà austriaca se matura per ogni anno almeno 183 giorni di presenza fuori dall’Italia e non ha in Italia interessi economici patrimoniali e familiari prevalenti. In sostanza, soltanto analizzando la sua posizione personale è possibile capire il suo Paese di residenza fiscale. Se ha dubbi sulla sua posizione sono a disposizione per una consulenza.

  106. Salve Federico, grazie per il suo articolo. Io sono rientrato in Italia a Luglio dopo anni di lavoro all’estero; ero iscritto all’AIRE e ho spostato la mia residenza qui. Dopo alcuni mesi ho iniziato a lavorare, quali redditi devo denunciare? solo quelli Italiani, corretto ?
    Mille grazie

  107. Salve Federico, vivo all estero da 9anni ma non ho mai fatto l’iscrizione all aire fin ad ora,vorrei farla prima della fine dell anno. Ma sono confuso e un po spaventato, da possibili accertamenti e richieste di tasse arretrate dall agenzia delle entrate(a qualcuno ě capitato!) una commercialista mi ha consigliato di mettere come data di espatrio nella richiesta 2019 e non 2009, so che la data iscrizione all aire sară la stessa della presentazione della richiesta .lei cosa ne pensa?

  108. Salve Franco, l’iscrizione AIRE è adempimento obbligatorio e le consiglio di fare iscrizione quanto prima. La data da inserire è ininfluente perché varrà la data di presentazione della domanda. Per maggiori info mi contatti in privato per una consulenza.

  109. Sono residente in uno stato no E.U. da circa 2.5 anni con regolare PdS, regolare lavoratore presso la mia stessa azienda dal primo momento. In Italia non ho nulla da 2.5 anni, niente c/c, niente bollette, niente auto, niente case, nulla. Vorrei ora iscrivermi AIRE essendo anche papà difficilmente credo tornerò mai più in Italia se non per turismo. Questo ritardo di iscrizione circa 18 mesi visto che i primi 12 sono di adattamento diciamo, può causare problemi fiscali nel mio caso?

  110. L’iscrizione all’AIRE è obbligo di legge e ritardare l’iscrizione può essere un problema, tuttavia per capire la sua situazione è necessario analizzare il tutto (situazione familiare ed economica) con maggiore dettaglio. Nel caso mi scriva in privato per una consulenza.

  111. Buongiorno Dottore.
    Ho lavorato con continuità come lavoratore dipendente in Belgio dal 1 aprile 2011 al 26 agosto 2019, quando sono stato licenziato a causa di una riorganizzazione aziendale. Successivamente nel mese di ottobre ho lavorato un mese per una società italiana ma con assegnamento in germania. Mi sono licenziato prima della fine del periodo di prova. Dall 11 novembre 2019 lavoro presso una societa olandese. Ho sempre vissuto in Belgio dal 2011 e sono inscritto all’AIRE dal 2014. Non ho mai spostato la residenza in tutti questi cambiamenti. Sono Sposato dal 2017 e ho Moglie e figlia minorenne a carico. Sono Laureato.
    Mi hanno offerto un posto da dirigente in Italia ma l’offerta e’ interessante solo se posso usufruire dei vantaggi legati al decreto *rientro dei cervelli*. In base a quanto le ho detto, sa se posso usufruirne?
    Inoltre, considerando che il contratto sarebbe a partire dal 1 settembre 202, avrei diritto delle agevolazione per l’anno in corso?

    Grazie per la sua gentile risposta. Ho de dubbi poiche il mese di settembre 2019 non ho lavorato e poi ho lavorato per societa’ italiana per un mese. Poi non ho lavorato per una settimana e ora lavoro continuativamente dell 11 Novembre 2019.
    Inoltre in Italia, nel 2020 starei meno di 183 giorni.

    Cordialmente

  112. Buongiorno. Ho doppia cittadinanza, italiana e uno dei stati europei dove sono nato e sono residente da sempre quindi ho anche doppia residenza. Vorrei iscrivermi in Aire e cancellare la mia rezidenza in italia per un motivo personale ma non ho intenzione di lavorare in mio paese se anche ci viaggio spesso e quindi la mia residenza fiscale rimarrebbe in italia. Ho un lavoro part time qui e anche la mia casa, e tutte le tasse voglio continuare a pagare qui. Secondo lei lo posso fare per un periodo di circa un anno e poi riportare di nuovo mia residenza qua oppure mi creo qualche problema?

  113. Salve,
    Io sono in Germania da 4 anni e non ho mai effettuato l’iscrizione all AIRE. Il motivo è questo bensì lavoraro e vivevo in Germania non ero sicuro della mia permanenza e ogni anno rimandato. Ora sono certo che rimarrò qui per molto tempo.
    Io ho due domande:
    La prima è cosa succede se mi iscrivo all AIRE adesso cioè se è matematico che dovrò pagare tasse o altre imposte ( e se l iscrizone parte da quando effettuo la domanda o da quando ho fatto il mio domicilio in Germania).
    La seconda è la seguente: io non essendo iscritto all AIRE ho fatto la patente della moto l anno scorso in Italia quindi se mi iscrivo adesso comunque la mantengo o deve avere almeno 2 anni di residenza italiana per tenerla?

  114. Salve,
    Io sono in Germania da 4 anni e non ho mai effettuato l’iscrizione all AIRE. Il motivo è questo bensì lavoraro e vivevo in Germania non ero sicuro della mia permanenza e ogni anno rimandato. Ora sono certo che rimarrò qui per molto tempo.
    Io ho due domande:
    La prima è cosa succede se mi iscrivo all AIRE adesso cioè se è matematico che dovrò pagare tasse o altre imposte ( e se l iscrizone parte da quando effettuo la domanda o da quando ho fatto il mio domicilio in Germania).
    La seconda è la seguente: io non essendo iscritto all AIRE ho fatto la patente della moto l anno scorso in Italia quindi se mi iscrivo adesso comunque la mantengo o deve avere almeno 2 anni di residenza italiana per tenerla?
    Grazie in anticipo.

  115. Buongiorno avrei un dubbio sul seguente caso:
    – sottomessa domanda a consolato 2 mesi fa dunque riportando come residenza la via specifica nella città “X” al momento della presentazione della domanda
    – dopo 2 mesi Consolato aire processa la domanda e la invia al comune italiano.
    Tuttavia se in tale lasso tempo nel frattempo ho variato residenza (stessa città e cantone ma diversa via) —> il comune italiano potrebbe rigettare la domanda e richiederne nuova sottomissione di domanda iscrizione al consolato (e quindi far ripartire tutto il processo ed attesa) oppure semplicemente al momento della registrazione, l’esponente aire nel comune italiano potrebbe aggiornare indirizzo?

  116. Buonasera,
    Mi sono trasferito in Scozia ad ottobre 2020, ma non ho ancora effettuato l’iscrizione AIRE.
    In UK non ho ancora lavorato, ma ora che stanno riaprendo le attività, sto iniziando a fare colloqui.
    Mi conviene iscrivermi all’Aire prima di iniziare a lavorare? Mi conviene iscrivermi comunque? Sono in tempo o rischio delle sanzioni?
    In Italia nel 2020 non ho mai lavorato, ma ho percepito la disoccupazione tono a maggio 2020.

  117. Buongiorno,
    Sono residente all’estero da 17 anni. Mi sono sposato, ho avuto 2 figli, ho la doppia cittadinanza. Ed infine ho divorziato.
    Io ed i miei due figli siamo iscritti all’aire.
    Il prossimo anno i miei figli si trasferiranno in Italia con la loro madre (la quale otterrà permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare) mentre io resterò all’estero e mi recherò saltuariamente a visitare i miei figli.
    Posso in questo caso mantenere la residenza all’estero e solamente il domicilio in Italia?
    Ci sono regole specifiche da seguire?
    Grazie

  118. Buongiorno,
    Mia figlia studia all’università in Germania e ha un appartamento in affitto in studentato.
    Torna in Italia ogni circa 3 mesi e ci rimane minimo un mese.
    Le hanno proposto un lavoro come tutor presso l’università con un massimo di 10 ore al mese di lavoro…(studente- lavoratore).

    Deve iscriversi all’AIRE?
    Grazie

  119. Buongiorno. Grazie per l’esaustivo articolo che non mi sembra accenni alla ipotesi di studenti.
    Uno studente permanente in Olanda, ( da 3 a 5 anni), maggiorenne,single senza propria famiglia,che non ha redditi ne’ in Olanda ne’ in Italia, ha anche lui obbligo
    di iscrizione all’Aire?
    Graziie

  120. Buongiorno, sono italo-cileno. Ho vissuto in Italia per due anni e ho lavorato anche per un periodo di tre mesi, per il quale ho pagato un contributo. Ora vivo in Cile, da 4 anni. Devo registrarmi allo stesso modo in AIR

  121. Buongiorno,complimenti per il blocco innanzitutto.
    Volevo chiederle lumi sulla mia situazione.
    Ho lavorato per 2 anni non continuativi in Germania con P.iva Italiana a regime Forfait con residenza fiscale in Italia,in Italia invece lavoro 3 mesi con contratto a tempo determinato per un massimo di 8000€.
    Ora mi sono trasferito in Germania cambiando residenza,ho inoltrato la pratica all’AIRE ma sono in attesa della risposta.
    Durante questo periodo di attesa come risulta la mia posizione dal momento che non si può beneficiare del regime Forfait italiano se si è residenti estero?
    Posso continuare a lavorare con P.iva Italiana fino a che ricevo la conferma dell’AIRE?
    Perché nel frattempo non credo di poter aprire P.Iva tedesca e assicurazione sanitaria.
    Non mi è chiaro inoltre se posso poi tornare in Italia a lavorare a tempo determinato come dipendente e dove dovrò dichiarare questi redditi,perché come credo abbiano vissuto l’esperienza altri connazionali questi redditi prodotti in Italia se dichiarati in Germania fanno variare la tariffa dell’assicurazione sanitaria tedesca.
    Cordiali saluti

  122. L’attenzione deve essere alla residenza fiscale ed in quale Stato andrà a verificarla nel 2022, perché possono venirsi a creare problematiche. Se si è trasferito in Germania è sempre opportuno operare con partita IVA tedesca. Il consiglio è comunque di confrontarsi con il suo commercialista che la segue per la partita IVA e con un consulente tedesco.

  123. Buongiorno lavoro in Francia da più di sei mesi, ma da meno di un anno. Dopo quanto è possibile o si deve fare l’iscrizione all’AIRE trovo informazione contrastanti. Sul sito dell’AIRE c’è scritto non prima di un anno

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