Dal 23023 entreranno in vigore nuovi obblighi per gli affitti brevi, ovvero dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate l’anno di locazione e i dati catastali dell’appartamento affittato. La comunicazione deve essere effettuata tramite i servizi telematici dell’Amministrazione finanziaria entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data di stipula del contratto.

L’obbligo riguarda anche i contratti di locazione breve sottoscritti con l’intervento di intermediari immobiliari o di coloro che gestiscono portali telematici. A stabilirlo è stata l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 17 marzo 2022.

Cos’è l’affitto breve e come funziona?

Il contratto di locazione breve o anche detto affitto breve è utilizzato per affittare un immobile ad uso abitativo (categoria catastale da A/1 ad A/11) per una durata non superiore a 30 giorni. Il contratto può anche prevedere la fornitura della biancheria e di pulizia dei locali e l’uso della rete wi-fi. Nel caso in cui vengono forniti altri servizi aggiuntivi (colazione, la guida turistica, ecc..) la prestazione rientra nel regime dell’attività di impresa.

Possono stipulare i contratti di locazione brevi le persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare. Sono esclusi da questa tipologia contrattuale i contratti di locazione breve che il conduttore stipula nell’esercizio di tale attività (per esempio, quelli a uso foresteria per i suoi dipendenti), anche quando non viene esercitata in maniera abituale.

redditi derivanti dai canoni percepiti per la locazione breve sono imponibili IRPEF, come redditi fondiari. E’ possibile optare per la cedolare secca.

Inialmente, l’affitto breve era disciplinato da leggi regionali, successivamente è stata redatta una normativa fiscale mediante il D.L. 50/2017 che, all’art. 4, definisce la locazione breve come un contratto di locazione di immobili a uso abitativo, situati in Italia, di durata non superiore a 30 giorni.

Il regime delle locazioni brevi trova applicazione anche alle sublocazioni, nonché ai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario che hanno per oggetto il godimento dell’immobile da parte di terzi e ai contratti di locazione di singole stanze di un’abitazione.

Affitti brevi: le novità a partire dal 2023

Le novità per gli affitti brevi sono state previste dall’Agenzia dell’Entrate con il provvedimento del 17 marzo 2022. Dal 2023 sarà obbligatorio effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate:

  • dell’anno di locazione;
  • e dei dati catastali dell’appartamento affittato.

L’obbligo interesserà anche i contratti di locazione sottoscritti con l’intervento di intermediari immobiliari o di coloro che gestiscono portali telematici, allo scopo di mettere in contatto chi cerca un’abitazione per un breve periodo e chi la mette in affitto. Il riferimento è ai contratti di affitto non superiori a 30 giorni relativi a immobili a uso abitativo, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, anche se includono la fornitura di biancheria e la pulizia della casa. Sono equiparati anche i contratti di sublocazione e concessione in godimento a terzi, a titolo oneroso, purché siano stipulati da persone fisiche, direttamente, o tramite intermediari immobiliari.

Le motivazioni delle novità sono di:

  • individuare con una maggior precisione le caratteristiche del contratto nonché il periodo di locazione;
  • identificare esattamente l’immobile nel caso di più contratti relativi a uno stesso proprietario

I dati catastali permettono di effettuare le opportune verifiche sull’unità immobiliare in base al catasto edilizio urbano e gli intestatari dell’edificio.

Quali sono i dati da comunicare?

I dati che dovranno essere inseriti nella comunicazione sono:

  • nome del locatore;
  • cognome del locatore;
  • codice fiscale del locatore;
  • durata del contratto;
  • indirizzo dell’immobile locato;
  • importo del corrispettivo lordo;
  • anno di riferimento;
  • dati catastali dell’immobile locato.

In caso di contratti relativi allo stesso immobile e stipulati dal medesimo locatore, la comunicazione dei dati può avvenire anche in forma aggregata.

Chi deve effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate?

Devono effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite la Certificazione Unica coloro che operano in qualità di sostituti d’imposta e applicano la ritenuta del 21% sui canoni di locazione e i corrispettivi.

Tutti gli altri dovranno effettuare le debite comunicazioni attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data di firma e stipula del contratto.

Sanzioni in caso di omessa comunicazione all’Agenzia delle Entrate

L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 2.000 euro. La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione corretta avviene entro i 15 giorni successivi alla scadenza.

Articolo precedenteEcobonus 2022: come funziona e come richiederlo
Prossimo ArticoloMutuo a tasso fisso o a tasso variabile: quale conviene?
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

Lascia una Risposta