Visita Fiscale 2019: guida orari per dipendenti pubblici e privati

0
2991

Guida alla Visita Fiscale lavoratori dipendenti. Orari visita fiscale lavoratori pubblici e privati. Orari controllo mutua visita di controllo INPS. Documenti da esibire per il lavoratore. Certificato di malattia. Domicilio di reperibilità. Sanzioni mancata presenza visita fiscale. Cosa fare se medico mutua non lascia avviso?

Se sei un lavoratore dipendente sono sicuro che sei interessato a capire come funziona la visita fiscale per malattia.

Ogni anno l’INPS effettua per proprio conto o su segnalazione del datore di lavoro migliaia di visite fiscali.

In pratica, la visita fiscale è un’opportunità che il datore di lavoro ha a disposizione per verificare lo stato di malattia del dipendente. Questo sia nel caso di dipendenti del settore pubblico che di quello privato.

Come vedremo il presupposto della visita fiscale è il certificato di malattia presentato nei termini dal lavoratore.

Ho deciso di realizzare questa guida per spiegarti le principali regole riguardanti la visita fiscale INPS nei confronti di dipendenti privati e pubblici.

A questo punto, prima di entrare nel dettaglio delle visite fiscali, è opportuno analizzare la disciplina legata ai certificati medici dei lavoratori in malattia.

Cominciamo!


INPS MALATTIA DEL LAVORATORE DIPENDENTE: IL CERTIFICATO MEDICO

Il punto di partenza è capire come comportarsi in caso di malattia ed assenza dal lavoro. Vediamo di capirlo rispondendo ad alcune delle domande più comuni sull’argomento.

COSA FARE IN CASO DI MALATTIA ED ASSENZA DAL LAVORO?

In caso di malattia, il lavoratore dipendente è tenuto, fin dal primo giorno, ad effettuare un controllo presso il proprio medico curante.

Il medico di famiglia, accertata la mattia rilascia una apposita certificazione.

Il rilascio della certificazione per malattia ha una procedura diversa a seconda:

  • Malattia inferiore a 10 giorni. Il lavoratore può rivolgersi anche ad un medico curante non appartenente al Servizio Sanitario Nazionale, o non convenzionato con esso;
  • Malattia superiore ai 10 giorni. Il lavoratore deve rivolgersi esclusivamente al medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, per il rilascio della certificazione per malattia.

CHE COSA SI INTENDE PER MALATTIA?

La malattia è una infermità che determina una incapacità temporanea dal lavoro. In base alla durata della prognosi il medico curante rilascia un apposito certificato di malattia.

Questo certificato viene trasmesso telematicamente all’INPS dal medico. La comunicazione deve avvenire immediatamente o al massimo entro il giorno successivo (se la visita è a domicilio).

Per le malattie di durata inferiore a 10 giorni è possibile rivolgersi anche ad un medico libero professionista.

PROTOCOLLO DEL CERTIFICATO DI MALATTIA

Ti consiglio di prendere sempre nota del numero di protocollo del certificato di malattia (PUC). Puoi chiederne al medico una copia cartacea. Oppure, in caso di richiesta il medico ha l’obbligo di inviarti la certificazione al tuo indirizzo di posta elettronica (Legge n 221/12).

Solo nel caso di visita medica al pronto soccorso o di ricoveri ospedalieri non vi è l’invio del certificato di malattia telematico. In questo caso il dipendente deve conservare la documentazione cartacea.

INDENNITA’ DI MALATTIA DEI LAVORATORI DIPENDENTI

Ti consiglio sempre di verificare la correttezza dei dati obbligatori del certificato di malattia. I dati da verificare sono:

  • Dati anagrafici;
  • Indirizzo di reperibilità in caso di malattia;
  • Ogni informazione utile (specificando eventuale località, frazione, borgo, contrada, precisando se si tratta di via, piazza, vicolo e aggiungendo, se occorre, palazzina, residence…).

Inoltre, è importante verificare la corretta trasmissione del certificato telematico. A tale scopo, puoi visualizzare il tuo certificato e il tuo attestato (certificato privo di diagnosi) sul sito web www.inps.it.

E’ necessario entrare con le tue credenziali nei servizi on line (codice fiscale e Pin o Spid per consultare il certificato; codice fiscale e numero di protocollo per consultare l’attestato).

Con il certificato telematico di malattia, sei esonerato dall’obbligo di invio dell’attestato al tuo datore di lavoro privato o pubblico che può visualizzarlo mediante i servizi presenti sul sito web www.inps.it. Devi comunque attenerti alle disposizioni previste dal tuo contratto di lavoro per informare il datore di lavoro della tua assenza.

INDENNITA’ DI MALATTIA DEL LAVORATORE DIPENDENTE

Nel corso del periodo di assenza per malattia il lavoratore dipendente subisce una diminuzione progressiva dello stipendio.

La diminuzione avviene in base alle seguenti fasce temporali:

  • Dall’inizio della malattia e fino al nono mese (incluso) la retribuzione sarà del 100%;
  • Dal 10° mese fino ad un anno di assenza la retribuzione sarà del 90%;
  • Dal 13° al 18° mese, la retribuzione sarà pari al 50%.

CERTIFICATO DI MALATTIA TELEMATICO

Il certificato di malattia è l’attestazione, rilasciata dal medico curante o dal Sistema Sanitario Nazionale per giustificare l’assenza per malattia dal lavoro.

Il certificato viene inviato telematicamente all’INPS dal medico curante. Il datore di lavoro può verificare il certificato telematicamente.

Il certificato di malattia deve avere:

  • Generalità del lavoratore;
  • Prognosi dei giorni di malattia;
  • Data e luogo di compilazione;
  • Indicazione della data di inizio o di continuazione della malattia;
  • Firma e timbro del medico;
  • Indirizzo del domicilio del lavoratore nel quale verrà eseguita la visita fiscale.

Il certificato di malattia può essere consultato dal lavoratore attraverso l’apposito PIN Inps per l’accesso al proprio cassetto previdenziale.

In alternativa è possibile consultare il numero verde Inps 803.164.

DA QUALE GIORNO INIZIA LA MALATTIA?

L’INPS sulla base della normativa vigente, riconosce la prestazione di malattia, ai lavoratori assicurati soltanto dal giorno di rilascio del certificato.

Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita.

Solo se si tratta di certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’INPS riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando espressamente indicato dal medico.

Tieni presente, inoltre, che il tuo datore di lavoro potrebbe ritenerti assente ingiustificato nei giorni non riconosciuti dall’INPS. Questo anche in assenza di visita fiscale.

COSA FARE IN CASO DI CICLI DI CURA RICORRENTI?

Per cicli di malattia ricorrenti si intendono ad esempio: trattamenti emodialici, chemioterapia, radioterapia, etc.

In questi casi i lavoratori hanno la possibilità di produrre un’unica certificazione di malattia attestante la necessità di trattamento ricorrenti.

La certificazione di tali cicli deve essere inviata all’INPS e al proprio datore di lavoro prima dell’inizio della terapia con l’indicazione dei giorni previsti per l’esecuzione ed è utile a considerare, ai fini dell’indennità previdenziale, i diversi giorni di malattia come un unico evento.

A prestazioni effettivamente eseguite, l’interessato deve presentare periodiche dichiarazioni della struttura sanitaria con il relativo calendario delle cure eseguite.

Le assenze dal lavoro per le terapie devono, comunque, essere certificate, nelle consuete modalità, mediante certificazione telematica o, ove questa non sia possibile, cartacea.


VISITA FISCALE INPS LAVORATORI DIPENDENTI: LA DISCIPLINA

La visita fiscale sul lavoratore in malattia parte o per specifica richiesta all’INPS del datore di lavoro, oppure dall’INPS stessa.

Quando la richiesta parte dal datore di lavoro tutto parte tramite procedura telematica dei servizi online INPS.

Ecco il link:

Il sistema a fine procedura rilascia al richiedente il numero di protocollo relativo alla richiesta. Con questo numero il datore di lavoro può verificare lo stato di avanzamento e l’esito della visita fiscale.

IL CONTROLLO DEL MEDICO FISCALE

Il medico fiscale incaricato della visita fiscale si reca al domicilio di reperibilità del dipendente in malattia.

Il medico visita il dipendente ed esamina il certificato medico rilasciato dal medico curante che reca l’indicazione dei giorni di prognosi.

A questo punto il medico fiscale ha facoltà di:

  • Confermare il certificato medico;
  • Prolungare la prognosi per massimo ulteriori 48 ore;
  • Chiedere al dipendente di sottoporsi ad una visita specialistica.

La visita di controllo si conclude con la stesura di un verbale informatico. Il verbale è trasmesso telematicamente all’INPS e reso accessibile al datore di lavoro.

Copia del verbale viene fornita anche al lavoratore.

E’ importante ricordare che il datore di lavoro può richiedere simultaneamente all’INPS di effettuare fino a 50 visite fiscali di controllo con un unico invio telematico.

A questo punto occorre capire quali sono gli orari di controllo INPS.

QUALI SONO LE FASCE ORARIE DI REPERIBILITA?

Quali sono gli orari del controllo Inps?

A quali orari bisogna farsi trovare reperibili dal medico Inps?

Quali fasce orarie è necessario rispettare?

Vediamo di seguito tutti gli orari delle visite fiscali per i dipendenti pubblici.

Come detto, le visite mediche di controllo possono essere disposte:

  • D’ufficio dal parte dell’INPS (nei confronti dei lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia e dei lavoratori pubblici) o
  • Su richiesta dei datori di lavoro per i propri dipendenti.

Il consiglio che posso darti è quello di accertarti che sul campanello del domicilio di reperibilità sia indicato il tuo nominativo. In questo modo sarà più semplice individuarti dal medico fiscale.

Non dimenticare di rispettare le fasce orarie di reperibilità per le visite mediche di controllo, anche nei giorni festivi, di sabato e domenica.

La disciplina delle visite mediche di controllo è, in parte, differenziata per i lavoratori del settore privato e quelli del settore pubblico.

ORARI VISITA FISCALE DIPENDENTI PUBBLICI

Il medico fiscale non può arrivare dal lavorare a qualsiasi orario.

I dipendenti pubblici, e più in generale i lavoratori statali che si assentano per malattia hanno l’obbligo di reperibilità 7 giorni su 7, inclusi i festivi, con le seguenti fasce orarie.

E’ ad esempio il caso di: insegnanti, dipendenti della P.A., degli enti locali, i militari, vigili del fuoco, Asl, enti locali.

Orari visite fiscali dipendenti pubblici:

  • E’ prevista la reperibilità al mattino nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 9.00 e le 13.00;
  • E’ prevista la reperibilità al pomeriggio nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 15.00 alle 18.00.

Durante tali orari i lavoratori, dipendenti pubblici in malattia potrebbero ricevere le visite fiscali.

Pertanto tali lavoratori sono tenuti a farsi trovare presso l’indirizzo comunicato al momento della dichiarazione di inizio malattia.

Orari visita fiscale dipendenti pubblici
Orari visita fiscale dipendenti pubblici

ORARI VISITA FISCALE INPS DIPENDENTI PRIVATI

Quali sono gli orari delle visite fiscali per i dipendenti provati?

I lavoratori dipendenti del settore privato che si assentano per malattia hanno l’obbligo di reperibilità 7 giorni su 7, inclusi i giorni festivi.

Orari visite fiscali dipendenti privati:

  • E’ prevista la reperibilità al mattino nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 10.00 e le 12.00;
  • E’ prevista la reperibilità nel pomeriggio nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 17.00 alle 19.00.

Durante tali orari i lavoratori in malattia potrebbero ricevere visite fiscali dall’INPS. E pertanto sono tenuti a farsi trovare presso l’indirizzo comunicato al momento della dichiarazione di inizio malattia.

Il lavoratore privato assicurato per la malattia non può assentarsi dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:

  • Necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
  • Provati gravi motivi personali o familiari;
  • Cause di forza maggiore.
orari visita fiscale dipendenti privati
orari visita fiscale dipendenti privati

ESONERO DALLA REPERIBILITÀ PER LA VISITA FISCALE

I lavoratori subordinati, sono esentati dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità nelle seguenti circostanze:

  • Patologie gravi che richiedono terapie salvavita. Purché siano attestate da idonea documentazione, rilasciata da strutture competenti, che indichi la natura della patologia e la terapia da effettuare;
  • Ricovero presso una struttura sanitaria. Chi è ricoverato in ospedale è esonerato da visita fiscale;
  • Infortunio sul lavoro e malattia professionale;
  • Stati patologici sottesi o connessi alle situazioni di invalidità riconosciuta. Posto che l’invalidità abbia determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.

Il medico curante, poi, può disporre l’esonero dalla visita fiscale per particolari motivazioni.

Ad esempio, nel caso di depressione o cefalea, perché la permanenza in un luogo chiuso ostacola la guarigione.

In questo caso viene contrassegnato il certificato medico col codice E.

PUO’ ESSERCI VISITA FISCALE IN CASO DI INFORTUNIO O MALATTIA PROFESSIONALE?

Altro aspetto spesso frutto di errore è la visita fiscale in caso di infortunio o malattia professionale.

In questi casi non possono essere disposte visite di controllo da parte dell’INPS. Questo per non interferire nell’attività di competenza esclusiva dell’INAIL in materia (articolo 12 della Legge n 67/88).

ASSENZA DEL LAVORATORE ALLA VISTA FISCALE INPS

Se sei trovato assente in occasione della visita medica di controllo domiciliare, vieni invitato con apposito avviso a presentarti in data specifica presso gli ambulatori della Struttura territoriale INPS di competenza.

Se nel giorno della prevista visita ambulatoriale hai ripreso l’attività lavorativa, non sei tenuto a sottoporti a quella visita, ma devi comunque comunicarlo alla medesima Struttura INPS.

In ogni caso, devi presentare idoneo giustificativo per l’assenza alla visita di controllo domiciliare per non incorrere:

  • Se sei un lavoratore privato avente diritto all’indennità di malattia, nelle sanzioni amministrative previste dalla legge e,
  • In tutti i casi, in eventuali azioni disciplinari da parte del datore di lavoro.

In particolare, il medico dell’INPS:

  • Rilascia nella cassetta postale o preferibilmente a una persona presente nell’abitazione del lavoratore, un avviso (c.d. “cartolina“). Documento recante l’invito a presentarsi il giorno (non festivo) successivo alla visita di controllo ambulatoriale. Questo salvo che il lavoratore interessato non decida di riprendere l’attività lavorativa;
  • Comunica l’assenza dalla visita fiscale del lavoratore all’INPS. Questi mette a disposizione questa informazione anche al datore di lavoro che ha richiesto la visita.

Ricordo che, se il lavoratore non si presenta neppure alla visita ambulatoriale di controllo, l’INPS ne da comunicazione al datore di lavoro.

Contestualmente il lavoratore è invitato a fornire la propria giustificazione, con un termine massimo di 15 giorni.

Nel caso in cui la giustificazione del lavoratore non arrivi o non sia ritenuta valida, si apre un provvedimento disciplinare.

Provvedimento che può arrivare alla decurtazione dello stipendio.

Nei casi più gravi può anche costituire giusta causa di licenziamento.

CASI DI ASSENZA INGIUSTIFICATA ALLA VISITA DI CONTROLLO INPS

Sono considerati dalla giurisprudenza casi di assenza ingiustificata alla visita di controllo INPS:

  • Non aver udito il campanello durante il riposo o per altri motivi;
  • Mancanza del nominativo del lavoratore sul citofono;
  • Non funzionamento del citofono o del campanello;
  • Mancata o incompleta comunicazione della variazione di domicilio o del luogo di reperibilità;
  • Espletamento di incombenze effettuabili in orari diversi.

MODIFICARE L’INDIRIZZO DI REPERIBILITÀ PER LA VISITA FISCALE

Durante il periodo di malattia del lavoratore dipendente può capitare che lo stesso debba o voglia modificare il proprio indirizzo di reperibilità in caso di visita di controllo.

Vediamo come fare.

Prima di tutto è sempre opportuno verificare che il medico curante inserisca nella compilazione del certificato telematico di malattia il vostro effettivo indirizzo. Si tratta dell’indirizzo ove sei domiciliato.

Molto spesso infatti può accadere che il medico inserisca nel certificato di malattia l’indirizzo di residenza. Mentre tu magari in quel momento risulti essere domiciliato presso altro indirizzo.

COME VERIFICARE L’INDIRIZZO DELLA VISITA FISCALE?

E’ possibile verificare il certificato e l’indirizzo ivi specificato direttamente da questa pagina del sito INPS.

Per farlo è possibile inserire il proprio codice fiscale ed il numero di protocollo del certificato.

Procedura che consiglio di fare sempre.

Questo in quanto può accadere che il medico sbagli la compilazione o che addirittura non inserisca la diagnosi, cioè il tipo di malattia/patologia.

In ogni caso, se l’indirizzo indicato nel certificato non sia corretto, è possibile effettuare la comunicazione di variazione dell’indirizzo di reperibilità all’INPS in diversi modi.

Stessa cosa se tu ti dovessi trovare improvvisamente nella condizione di dover cambiare domicilio durante il periodo di malattia.

Vediamo come effettuare la variazione dell’indirizzo per la visita fiscale.

  • Contattare gli operatori del Contact Center INPS al numero verde 803164. Operatori che sono tenuti ad inoltrare una segnalazione telematica alla sede competente. Avendo cura di richiedere il numero di protocollo della segnalazione (che inizia con Inps);
  • Inoltrare in autonomia una mail alla propria sede Inps competente. Ricordate che l’indirizzo ovviamente varia a seconda della sede. medicolegale.nomesede@inps.it (il nome della sede potete trovarlo al sito Inps  inserendo il vostro CAP di residenza);
  • Come ultima alternativa è anche possibile comunicare la variazione di indirizzo di reperibilità tramite fax o raccomandata. Nel caso si deve avere cura di inoltrare la comunicazione diversi giorni prima. In modo tale da non rischiare che la vostra comunicazione arrivi dopo la visita fiscale. La cosa potrebbe costarti diversi giorni di malattia, entrambe le modalità restano dunque sconsigliate.

SANZIONI AL LAVORATORE PER LA MANCATA PRESENZA ALLA VISITA FISCALE NEL PROPRIO DOMICILIO

A quali sanzioni si va incontro in caso di mancata visita fiscale?

In caso di mancato rispetto dell’obbligo di reperibilità, accertato dall’Inps, il datore di lavoro ha facoltà di applicare la sanzione disciplinare.

Solo nel caso in cui questa sia prevista dal contratto collettivo di lavoro.

Tale fattispecie non determina però la perdita dell’indennità per inabilità temporanea assoluta Inail da parte del lavoratore.

In ogni caso se il dipendente non viene trovato in casa in occasiona del controllo fiscale perde:

  • Il diritto a percepire il 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia;
  • Lo stipendio sarà ridotto al 50% per i giorni seguenti.

Il dipendente avrà comunque a disposizione 15 giorni per motivare la propria assenza.

Potrà presentarsi presso l’ambulatorio Asl di competenza nel giorno e nell’ora indicate dal medico fiscale. Questo al fine di evitare di incorrere nella decurtazione dello stipendio.


GIURISPRUDENZA SULL’ASSENZA ALLE VISITE FISCALI

Vediamo, di seguito, alcune pronunce interessanti della Cassazione in merito alle conseguenze legate all’assenza reiterata alla visita fiscale di un lavoratore dipendente.

Licenziamento per giusta causa

Assenza reiterata alla visita fiscale (Cass. 2.12.2016 n. 24681)

Il lavoratore assente per malattia che violi ripetutamente l’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie che la legge (art. 5 co. 14, Legge n. 638/83) prevede per l’effettuazione delle visite domiciliari di controllo può essere legittimamente licenziato per giusta causa.

Questo a prescindere dall’effettivo stato di malattia.

Questo a meno che non dimostri che l’assenza sia stata determinata dalla necessità di allontanarsi dal suo domicilio.

A tal fine non è sufficiente che il lavoratore, come nel caso di specie, esibisca il certificato medico attestante l’effettuazione di una visita specialistica.

E’ necessario che dimostri che quest’ultima non poteva essere effettuata in altro orario diverso da quello previsto per le fasce di reperibilità.

VISITE FISCALI E GIUSTA CAUSA DI LICENZIAMENTO

Assenza alle visite domiciliari durante la malattia (Cass. 4.1.2017 n. 64)

Lo stato di malattia della lavoratrice determina l’inefficacia del primo licenziamento per giustificato motivo irrogatole per l’inadeguatezza al ruolo rivestito.

Tuttavia, non impedisce il successivo licenziamento per giusta causa, per essere venuta meno all’obbligo di permanenza presso il proprio domicilio durante le fasce orarie previste per le visite fiscali.

La giusta causa, infatti, impedendo la prosecuzione del rapporto di lavoro anche solo in via temporanea, prevale sull’esigenza di conservazione del posto di lavoro durante la malattia.

Inoltre, la sanzione del licenziamento può dirsi proporzionata rispetto alla condotta tenuta dalla dipendente. Ancora più grave tenuto conto dell’incarico dirigenziale ad essa attribuito.


ORARI VISITE FISCALI INPS E ASL: VIDEO RIEPILOGATIVO

Guarda la slideshow con tutte le informazioni principali sulle visite fiscali INPS.

Se hai un dubbio sulla tua situazione personale riguardante la visita fiscale INPS lavoratori dipendenti, lascia un commento di seguito.

Ti risponderò nel più breve tempo e potrai risolvere i tuoi dubbi. In questo modo contribuirai a far diventare questa guida davvero completa ed esaustiva sull’argomento.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here