TARI

Cos’è la TARI? Chi è tenuto al pagamento? Come e quando si deve pagare? Vediamo quali sono le principali questioni in tema di TARI.

Introdotta dall’articolo 1, comma 639, della legge n. 147/2013 (cd. Legge di stabilità per l’anno 2014), la TARI è la tassa sui rifiuti che ha sostituito sia la TIA, la tassa sull’igiene ambientale, la TARSU, cioè la tassa tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e la Tares, tributo comunale sui rifiuti e sui servizi.

L’intervento, come puoi immaginare, è stato posto in essere al fine di semplificare la procedura di pagamento e recupero. In tal modo si è inteso aiutare l’utente, che non sarà più chiamato a realizzar molteplici adempimenti burocratici e, al contempo, si è cercato anche di ridurre la dispersione del gettito.

Vediamo cosa c’è da sapere sulla TARI.

TARI

Cos’è la TARI?

Come poc’anzi affermato, a partire dal 1° gennaio 2014, la TARI è andata a sostituire le precedenti imposte che venivano pagate al Comune dai cittadini, dalle aziende e dagli enti come pagamento per il servizio sia di raccolta che di smaltimento dei rifiuti. Con ciò ci riferiamo alla fattispecie sopra menzionate, cioè le tasse che sono:

  • la TARES Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi;
  • TIA, Tariffa di igiene ambientale;
  • TARSU, Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Chi è tenuto al pagamento?

Ai sensi dell’art. 1 c. 641 L. n. 147/2013, il pagamento della TARI spetta a tutti coloro i quali siano in possesso, o detengano a qualsiasi titolo immobili, che siano essi locali o aree scoperte, purché siano suscettibili di produrre rifiuti urbani. Rientrano quindi in questa categoria i titolari dei diritti annessi a:

  • Locazione, salvo che si tratti di locazione transitoria;
  • Comodato d’uso;
  • Usufrutto;
  • L’affittuario;
  • Proprietà.

In tutti i casi di detenzione temporanea, la cui durata complessiva non superi i sei mesi nel corso dello stesso anno solare, infatti, l’art. 1 c. 643 L. n. 147/2013 prevede che in la Tari sia dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree che sia al contempo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento.

Chi è escluso della tassazione?

Il pagamento della TARI è un onere che, invero, non grava su chiunque. Infatti sono previste alcune esclusioni alla contribuzione. E’ ormai accreditato che non sono tenuti al pagamento della stessa, i soggetti titolari di un’area oggettivamente inutilizzabile:

  • Le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni, come ad esempio le cantine, le terrazze scoperte, i balconi, i giardini, i cortili o anche i posto auto scoperti. Gli stessi immobili sono soggetti a tassazioni se sono utilizzati con finalità commerciali;
  • Le aree condominiali comuni  che non siano utilizzate oppure occupate in via esclusiva, quindi quelle normalmente oggetto di comune sfruttamento, quali androni dei palazzi, gli stenditoi, gli ascensori, le scale di accesso, luoghi di passaggio o altri luoghi.

Come si paga la TARI?

Le modalità e i termini per il pagamento della TARI sono differenti a seconda del Comune a cui dovrà essere versata la somma in questione. In particolare le modalità di adempimento sono tre:

  • Pagamento con modello F24;
  • Pagamento TARI con bollettino postale;
  • Pagamento TARI con MAV.

In specie il pagamento mediante modello F24 dovrà essere indicato l’apposito codice tributo 3944. Con la risoluzione numero 5 del 18 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i nuovi codici tributo da inserire nei modelli F24 ed F24Ep per corrispondere il tributo scorporato, la TEFA, che fino allo scorso anno era versata insieme alla TARI.

In particolare i codici che dovranno essere inseriti sono i seguenti:

  • TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente
  • TEFN – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – interessi
  • TEFZ – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – sanzioni

Pagamento online

La TARI potrà anche essere pagata in via telematica, sempre ricorrendo alla versione elettronica del modello F24 in tre modalità differenti:

  • sul sito di Poste Italiane;
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • sul sito della propria banca.

Il decreto ministeriale pubblicato dal MEF il 21 ottobre 2020 ha, inoltre, introdotto la possibilità di procedere al pagamento mediante PagoPA. A tal proposito, i Comuni dovranno emettere gli avvisi per i cittadini con indicazione delle modalità di pagamento mediante piattaforma.

Bonus TARI e riduzioni

Con il Decreto Fiscale 2020, il legislatore ha introdotto un il bonus sociale per i contribuenti con ISEE basso. Quindi a partire dal 2021, saranno previste delle tariffe più vantaggiose, calcolate e riconosciute automaticamente a chi si trova in condizioni economiche fragili, le quali saranno erogate automaticamente senza la necessità di proporre istanza. Tuttavia ad oggi non è stata ancora introdotta la disciplina di attuazione per quanto attiene alla TARI.

Ciononostante, comunque potresti beneficiare di alcune agevolazioni e riduzioni.

La Legge di Stabilità 2014, istitutiva della TARI, ha previsto due tipologie di riduzioni ed agevolazioni in materia di tassa sui rifiuti:

  • riduzioni obbligatorie;
  • riduzioni facoltative.

Riduzioni obbligatorie

Rientrano nell’ambito delle riduzioni obbligatorie le seguenti ipotesi:

  • mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, con riduzione del 20%;
  • effettuazione del servizio di cui alla TARI in grave violazione della disciplina di riferimento;
  • interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi laddove vi sia stato provvedimento di riconoscimento dell’autorità sanitaria, che accerti il danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.

Riduzioni facoltative

Mentre sono facoltative, le ipotesi di riduzione per:

  • abitazioni con unico occupante;
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
  • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per piu’ di sei mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

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