taglio alle imposte

Con il Decreto Fiscale e la nuova Legge di Bilancio 2021 stanno arrivando novità importanti per le imposte, poiché una delle direzioni prese dal governo in questo periodo è quella di diminuire la pressione fiscale nel paese. Per farlo, arrivano nuovi fondi da 8 miliardi di euro, dedicati al taglio delle tasse.

Un fondo da 8 miliardi di euro viene dedicato esclusivamente al taglio alle imposte presenti nel paese, come già si era ipotizzato negli scorsi mesi. Il taglio di alcune tasse oltre ad andare nella direzione di favorire una ripresa economica necessaria per il paese, serve anche per semplificare l’attuale sistema fiscale, uno dei più complessi in Europa.

I tagli alle imposte andranno in diverse direzioni, e potranno beneficiarne diversi cittadini. Si tratta di tagli relativi sia alla tassazione sul lavoro che grava sulle imprese sia sulle imposte che le famiglie devono saldare ogni anno. Uno degli obiettivi è quello di limitare la tassazione che pesa sul ceto medio, intervenendo principalmente sull’IRPEF.

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Vediamo in questo articolo quali sono i tagli previsti per le imposte per il prossimo anno, a partire dalle ultime notizie che riguardano l’adozione di un fondo apposito, di 8 miliardi di euro, proprio per intervenire sul fisco italiano.


Taglio alle imposte: meno tasse per il ceto medio

Per poter limitare le imposte a carico dei cittadini, si è scelto di operare nella direzione di una riduzione delle imposte per il ceto medio, soprattutto quelle relative ai redditi da lavoro. In Italia infatti la pressione fiscale su questo tipo di redditi è altissima, per questo motivo è risultata necessaria una modifica profonda di alcune imposte, in particolare dell’IRPEF.

L’obiettivo è quello di ridurre la pressione fiscale del ceto medio abbassando l’aliquota fiscale su questa fascia di lavoratori. Si tratta di tutti quei cittadini che producono un reddito annuo tra 28.000 e 55.000 euro. Al momento questi lavoratori hanno una pressione fiscale con aliquota del 38%, ma presto questa si abbasserà.

Secondo le proposte di taglio infatti si passerà da un’aliquota al 38% ad una inferiore. Tuttavia sono numerose le critiche intorno a questo tipo di taglio, che molti vedono come una “misura per pochi” che non estende ancora la possibilità di un alleggerimento fiscale a tutti i cittadini.

La modalità progressiva di applicazione delle imposte quindi non verrà modificata, in quanto rimane uno dei punti cardine dell’intero sistema fiscale italiano, ma verranno modificate le aliquote relativamente all’imposta sui redditi delle persone fisiche, l’IRPEF.

Tagli alle imposte: IRAP e IRES

Non solo l’IRPEF, ma anche altre imposte verranno riviste e subiranno dei tagli, come l’IRAP e L’IRES. Nel primo caso si parla dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, mentre nel secondo caso si parla dell’Imposta sul Reddito delle Società.

Al momento non ci sono ancora conferme in merito, ma anche sull’IRAP e l’IRES verranno applicate modifiche sostanziali per ridurre il carico fiscale delle imprese, modificando o cancellando alcune imposte. I sindacati chiedono già da tempo una riforma completa a questo proposito, per limitare oppure abolire del tutto l’applicazione dell’IRAP sulle imprese di produzione.

Anche sull’IRES si prevede un graduale allentamento dell’imposta, anche se bisogna ancora attendere la nuova Legge di Bilancio 2022 per conoscere il futuro di questa imposta. Altre tasse oltre a queste verranno eliminate a partire dal prossimo anno: si tratta di tutte quelle piccole imposte che al momento rendono complesso l’intero sistema fiscale, e le cui cifre corrisposte ogni anno al fisco sono davvero minime.

Taglio dell’IVA sui prodotti assorbenti

Un’altra novità che riguarda i tagli alle imposte vede al centro l’IVA sui prodotti assorbenti, che passerà dal 22% al 10%. Si tratta di un taglio all’imposta che allinea l’Italia agli altri paesi europei. La misura, definita come tampon tax, coinvolge i prodotti assorbenti di igiene femminile, che costeranno meno a causa della riduzione delle imposte.

Si tratta di un passo importante sul tema delle pari opportunità, e anche se ci si aspettava un abbassamento dell’IVA ulteriore fino al 5%, la misura è già considerata al pari di altre aliquote presenti in alcuni paesi europei.

Plastic tax e sugar tax rinviate al 2023

Alcune imposte che dovevano già arrivare quest’anno, o nel 2022, saranno nuovamente soggette ad un rinvio. Si tratta delle imposte relative alla plastic tax e alla sugar tax, che vengono definitivamente rinviate al 2023.

La plastic tax prevede l’obbligo di pagare una tassa per la produzione di prodotti in plastica, in particolare per imballaggio e protezione delle merci. Si tratta di una imposta che ha di base una natura ecologica, in quanto va a pesare sulle aziende produttrici di oggetti in plastica.

La tassa consiste nel pagamento di 0,45 euro per ogni chilogrammo di materiale in plastica prodotto, tassa che andrà a disincentivare la produzione di questo materiale altamente inquinante, per incentivare l’utilizzo di materiali alternativi.

La plastic tax tuttavia verrà ancora rinviata, almeno al 2023 secondo le ultime decisioni, e lo stesso accadrà anche alla sugar tax. Questa imposta consiste in una tassazione aggiuntiva per chi produce bevande zuccherate, in base a specifici parametri.

Per l’ecosostenibilità e la riduzione degli elementi inquinanti, queste decisioni sono un freno all’attuazione di misure volte alla tutela dell’ambiente, che di fatto limitano la produzione e il consumo di sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Riforma del catasto: le prospettive

Oltre ai tagli previsti per le imposte sui redditi da lavoro, al centro dell’attenzione vi è anche la riforma del catasto, che riguarda gli aspetti fiscali relativi agli immobili. Molti temono che possa arrivare una nuova patrimoniale sugli immobili, specialmente sulle prime abitazioni, successivamente all’aggiornamento della situazione catastale.

L’obiettivo della riforma è quello di ricalcolare la situazione del catasto in Italia, procedendo con una rivalutazione del valore catastale degli immobili secondo gli aggiornamenti del mercato immobiliare. Lo scopo è quello di garantire una maggiore trasparenza tra i comuni e il fisco, ma come più volte ha confermato il governo, non arriveranno nuove imposte sulle case.

Molti italiani temono soprattutto per una nuova patrimoniale che vada a pesare sulla prima abitazione di proprietà, tuttavia non ci sono conferme in merito, anzi, l’ipotesi viene ancora una volta esclusa.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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