Home Redditi Esteri Monitoraggio e Quadro RW Stock option estere: disciplina fiscale e dichiarativa

Stock option estere: disciplina fiscale e dichiarativa

Disciplina fiscale legata alle stock option estere detenute da lavoratori dipendenti. Disciplina relativa alle imposte dirette per fringe benefit e plusvalenza e normativa sul monitoraggio fiscale.

9

I soggetti possessori di Stock Option o Restricted Stock Units sono tenuti ad osservare particolare attenzione al regime fiscale di tassazione delle stesse. Tutto passa attraverso la corretta compilazione del modello Redditi P.F., anche ai fini del monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere. Tutte le informazioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi in questo articolo.

Negli ultimi anni, soprattutto nei Paesi anglosassoni l’utilizzo degli strumenti finanziari a favore dei dipendenti (Stock Option) hanno assunto un ruolo centrale, soprattutto per la remunerazione dei dirigenti.

Ad oggi, molte aziende multinazionali aventi una sede anche nel nostro Paese stanno iniziando ad attuare questa politica.

La realtà aziendale internazionale si avvale maggiormente, rispetto alle società italiane, del sistema di integrazione della retribuzione basata sull’incentivazione.

Si tratta, in particolare, di:

  • Piani di retribuzione e di
  • Piani di incentivazione

dedicati a particolari tipologie di lavoratori dipendenti, generalmente si tratta di dirigenti.

In particolare, uno degli strumenti che ha avuto maggiore diffusione in questo ambito è quello relativo alle Stock Option.

Le Stock rappresentano uno strumento finanziario attraverso il quale si cerca di ridurre i c.d. “costi di agenzia“. Costi dovuti alle problematiche tra management e azionisti a beneficio di un incremento del valore della società che si riflette sul prezzo delle azioni dell’emittente negoziate sui mercati regolamentati.

Nel nostro ordinamento le Stock Option sono disciplinate dagli articoli 2349 (“Azioni e strumenti finanziari a favore dei prestatori di lavoro“) e 2441 (“Diritto di opzione“) del Codice Civile.

Vediamo, di seguito, come possono essere definite e quali sono le modalità di tassazione dei proventi derivanti dal possesso di Stock Option e di Restricted Stock Units.

Le Stock Option e le Restricted Stock Units

Il termine Stock Option sta ad indicare uno strumento finanziario messo a disposizione dalla società a favore dei propri collaboratori, che permette loro di acquistare le azioni dell’impresa a una certa data e ad un prezzo stabilito.

La Stock Option non rappresenta una quota di capitale della società ma il diritto a poter acquistare ad una data futura le azioni della società ad un prezzo stabilito preventivamente.

Questi strumenti sono finalizzati ad incentivare il management dell’azienda, in modo tale influenzare direttamente le performance aziendali.

Il guadagno da parte del management consiste nell’esercitare il diritto di acquisto a prezzi più bassi dei corsi azionari così da ottenere un cospicuo capital gain. Grazie alla cessione delle azioni in un determinato periodo (c.d. “vesting period“).

Negli ultimi anni, considerata anche la crisi del mercato azionario, sono stati molto utilizzati, nei settori hi-tec e nelle start up, piani volti all’assegnazione di azioni a titolo gratuito con clausole sospensive. Sto parlando delle c.d. “Restricted Stock Units“.

In pratica, la società assegna gratuitamente ai propri dipendenti le Restricted Stock, che rappresentano azioni che non potranno essere vendute o trasferire sino ad una certa data.

Al termine di questo periodo, i soggetti assegnatari, se risulteranno essere ancora dipendenti della società, potranno effettuare operazioni su tali azioni.

Rispetto alle normali stock option le stock unit, mantengono sempre un certo valore garantito. A prescindere dall’andamento del titolo, ma non consentono l’assegnazione di dividendi.


Stock Option estere: disciplina fiscale internazionale

La disciplina fiscale internazionale delle Stock Option e delle Restricted Stock Unit è affrontata dal modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni.

In pratica, sia che si tratti di strumenti che danno la possibilità di acquistare (Stock Option) o di ottenere la proprietà (Stock Unit), sulle azioni della società estera è necessario tenere distinti due momenti:

  • Vesting period – Nel momento in cui gli strumenti finanziari vengono assegnati al lavoratore, e per tutto il periodo ricompreso nel regime vincolato, nel quale non è possibile effettuare operazioni sulle azioni, gli stessi strumenti devono essere considerati come fringe benefits per il lavoratore;
  • Esercizio dell’opzione – Una volta che il dipendente ha esercitato il diritto di opzione (nelle Stock Option) o le ha vendute o alienate (nelle Stock Unit), trova applicazione l’articolo 13 del Modello di convenzione che individua il collaboratore dell’azienda come azionista. Per cui le plusvalenze realizzate relative all’aumento di valore del titolo o alla vendita dello stesso, saranno considerate in qualità di capital gain.

Stock Option estere:  disciplina fiscale nazionale

Nel modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni viene stabilito che la tassazione fiscale di questi strumenti finanziari avviene nel Paese di residenza fiscale del soggetto alienante.

In particolare gli obblighi dichiarativi riguardano questi tre aspetti:

  1. Il reddito di lavoro dipendente dovuto all’assegnazione di azioni o dall’esercizio di azioni;
  2. I dividendi distribuiti a seguito delle azioni assegnate al dipendente;
  3. Le plusvalenze realizzate dalla successiva cessione delle azioni ricevute.

Reddito di lavoro dipendente

Il comma 2, lettera g) dell’articolo 51 del DPR n 917/86 afferma che le azioni assegnate al collaboratore dell’azienda costituiscono reddito da lavoro dipendente.

Salvo il caso in cui si sia all’interno dei limiti che statuiscono l’esenzione da IRPEF per le azioni:

  • Azioni assegnate alla generalità dei dipendenti;
  • Complessivamente di importo non superiore nel periodo d’imposta ad €. 2.065,83;
  • Vincono di non cessione o riacquisto per 3 anni.

Inoltre, il comma 2-bis dell’articolo 51 del DPR n. 917/86 prevede l’esclusione dal reddito di lavoro dipendente per le stock option quando sussistono i seguenti requisiti:

  • L’opzione non è esercitabile prima di 3 anni dall’attribuzione dei titoli;
  • I titoli assegnati devono avere una quotazione nei mercati regolamentati;
  • I titoli devono essere mantenuti dal dipendente per almeno 5 anni dopo l’esercizio dell’opzione.

L’eventuale plusvalenza dalla cessione delle azioni ricevute sarà, ai sensi dell’articolo 68, comma 6 del DPR n. 917/86, assoggettata a tassazione quale capital gain.

Come si determina il valore normale delle stock option?

In materia di fringe benefit assegnati ai dipendenti, ai fini della determinazione della base imponibile l’art. 51, comma 3, del TUIR fa riferimento al “valore normale” quale criterio generale da utilizzare per valutare i compensi in natura.

L’art. 9, comma 4, lettera b), del TUIR prevede che, per le azioni non quotate, il “valore normale” debba essere determinato in proporzione al valore del patrimonio netto della società o ente e, per le società e gli enti di nuova costituzione, in proporzione all’ammontare complessivo dei conferimenti.

Sul punto è intervenuta anche l’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 427/E/2019. In questo documento di prassi è stato chiarito quanto segue:

  • Il “valore normale” delle azioni (di cui alla citata lettera b), è fissato non in proporzione al patrimonio netto contabile, ma in proporzione al valore del patrimonio netto effettivo della società o ente. In questo caso il valore del patrimonio netto della società deve risultare da una relazione giurata di stima. Il valore periziato deve riferirsi all’intero patrimonio sociale esistente a una data compresa nei 30 giorni che precedono quella in cui l’assegnazione è stata deliberata (in tal senso si richiamano la Circolare 21 maggio 1999, n. 112/E, e le Risoluzioni 20 marzo 2001, n. 29/E e 8 gennaio 2002, n. 3/E);
  • Pertanto, quando il dipendente riceve azioni a fronte della partecipazione a un piano di stock option, la differenza tra il valore normale dei titoli al momento dell’esercizio dell’opzione e il prezzo pagato dal lavoratore (strike price), si configura come reddito di lavoro dipendente, da assoggettare alla normale tassazione IRPEF.

Dividendi distribuiti 

I dipendenti che abbiano percepito redditi di capitale di fonte estera, quali dividendi, utili o interessi bancari, sono tenuti a dichiarare tali redditi nel Quadro RM (sezione V) del modello Redditi P.F..

Il regime di tassazione dei dividendi derivanti da partecipazioni di fonte estera, prevede l’assoggettamento di tali redditi a ritenuta a titolo d’imposta.

La ritenuta applicabile ha un’aliquota pari al 26%.

Plusvalenze realizzate 

L’articolo 13, paragrafo 5 del modello OCSE, stabilisce che:

gli utili derivanti dall’alienazione di beni […] sono imponibili soltanto nello Stato del contraente di cui l’alienante è residente

Articolo 13, paragrafo 5, modello OCSE

Questo significa che le plusvalenze realizzate dalla cessione di azioni derivanti da piani di stock option o di Restricted Stock Unit sono imponibili in Italia qualora il soggetto alienante sia ivi residente.

I dipendenti che abbiano realizzato, nel periodo d’imposta, plusvalenze derivanti da cessione di partecipazioni, qualora non abbiano effettuato la scelta per l’applicazione del regime del risparmio gestito o amministrato, devono dichiarare tali plusvalenze nel modello Redditi P.F. all’interno del Quadro RT.

Con il regime del risparmio gestito o amministrato, invece, l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 26% su ciascuna operazione viene effettuata da parte di un intermediario qualificato (Banca o Sim).

Adempimenti per il monitoraggio fiscale 

I dipendenti che durante il periodo d’imposta hanno detenuto attività finanziarie all’estero devono presentare il quadro RW del modello Redditi P.F., ai fini del calcolo dell’IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziarie estere).

L’Ivafe, attualmente prevede l’applicazione di un aliquota del 2 per mille sul valore delle attività finanziarie.

Nel caso di stock option l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 45/E e con la risoluzione n. 73/E del 2014, ha chiarito che nel vesting period le Stock Option non devono essere inserite nel quadro RW. Tuttavia, nel caso in cui vi siano diritti comunque cedibili, tale quadro deve essere compilato.

Successivamente al vesting period le Stock Option devono essere indicate nel quadro RW ai soli fini del monitoraggio fiscale.

La stessa cosa vale per le RSU. anche in questo caso deve esserci l’indicazione nel quadro RW è solo ai fini del monitoraggio fiscale.

Per maggiori informazioni vi rimando al seguente contributo: “Le Stock-Option Estere nel Quadro RW: I Chiarimenti Dell’Agenzia“.

Adempimenti sui possessori di stock option e RSU

Considerato quanto appena detto possiamo brevemente riepilogare gli adempimenti dichiarativi che gravano sui soggetti possessori di Stock Option e RSU:

  • Quadro RT – Compilazione del quadro per dichiarare le plusvalenze derivanti dalla dalla differenza tra corrispettivo totale realizzato nell’esercizio del diritto di vendita e valore normale al momento dell’assegnazione dell’opzione;
  • Il Quadro RM – Compilazione del quadro per dichiarare i dividendi percepiti. Soltanto nel caso in cui il soggetto decida di tenere le azioni, dopo l’esercizio dell’opzione, al termine del vesting period;
  • Quadro RW – Compilazione del quadro per dichiarare il possesso delle azioni e per effettuare il calcolo dell’Ivafe. Ma solo nei seguenti casi:  
    • Il prezzo prefissato a cui esercitare l’opzione è inferiore al prezzo corrente;
     
    • Risulta decorso il vesting period;
     
    • I titoli o i diritti risultano cedibili.

Il caso delle Stock Grant

Le stock grant sono un particolare tipo  di assegnazione di piani di incentivazione azionaria ai dipendenti. Le stock grant si caratterizzano per il fatto di essere delle assegnazioni gratuite, di azioni che dopo un certo “vesting period” vengono “liberate” e rese disponibili.

Nel momento in cui il lavoratore dipendente si prende in carico le azini e ne entra in possesso, queste vengono tassate nella sua busta paga, al valore normale.

Solitamente, per non gravare sulla busta paga del lavoratore, una parte delle azioni detenute viene venduta immediatamente al momento del termine del vesting period, per compensare la tassazione dovuta.

Sulle restanti azioni nella disponibilità del dipendente, invece, al momento della vendita dovrà essere calcolato il capital gain.

Tale guadagno deriva dalla differenza tra il valore di vendita delle azioni e il valore normale di assegnazione (indicato in busta paga).

Vediamo un esempio.

Quadri di reddito e in RW: Stock Grant

5000 Azioni quotate NYSE assegnate gratuitamente il 30 06 “n”. Azioni tassate come redditi in natura (benefit) a cedolino in base al valore normale pari a €. 10.000.

Tassazione per il dipendente  

Costo di acquisto = valore tassato come reddito in natura (dato da conservare per calcolare capital gain su quadro RT in caso di vendita) = 10.000.  

Se non vendo nell’anno “n” non compilo quadro RT del modello Redditi PF.

Se vendo per coprire la tassazione, avrò RT, e poi RW e IVAFE.  

Quadro RW: Col. 3 codice 2 Col. 6 codice 1
Valore iniziale = quotazione al 30 06 “n” (ricavo da quadro RM 73)
Valore finale = quotazione al 31 12 “n” al cambio medio dicembre “n”  
Giorni 184 per IVAFE.

Trattamento agevolato delle stock option in altri Paesi

Accanto alla fiscalità italiana per quanto riguarda le stock option possiamo trovare anche altre giurisdizioni che offrono trattamenti fiscali favorevoli alle stock option. Di seguito alcune indicazioni utili su alcuni Paesi che abbiamo analizzato.

Stock option in Olanda

A partire dal 1 ° gennaio 2018, il 25% del guadagno derivante dall’esercizio di un’opzione su azioni viene considerato non tassabile in Olanda, fino a un massimo di € 50.000 per guadagno derivante dall’esercizio stock option. Pertanto, l’importo massimo annuo della plusvalenza da stock option esentasse è di € 12.500. Questo trattamento favorevole è disponibile solo se le condizioni richieste sono soddisfatte.

I dipendenti devono rispettare il periodo compreso tra dodici mesi e cinque anni che deve intercorrere tra l’assegnazione e l’esercizio delle stock option.

Nessuna dichiarazione o accordo speciale è necessario al momento della concessione di opzioni per indicare che i premi sono progettati per rientrare nel regime fiscale favorevole. Tuttavia, il trattamento fiscale favorevole delle opzioni su azioni è soggetto ai seguenti criteri:

  • Il datore di lavoro olandese deve ottenere una valida “dichiarazione di ricerca e sviluppo” nell’anno in cui le opzioni sono state assegnate;
  • Il soggetto deve esercitare la stock option almeno 12 mesi dopo la data di assegnazione e non oltre 5 anni dopo il grant date;
  • Il trattamento favorevole può essere richiesto solo se il “tetto de minimis” stabilito dall’UE per gli aiuti di Stato non viene superato.

Stock option a Malta

Le stock option sono tassabili a Malta nel momento in cui vengono esercitate le opzioni su azioni. Al momento dell’esercizio si considera che il titolare dell’opzione su azioni abbia percepito un fringe benefit pari al 42,85% dell’eventuale eccedenza del valore di mercato delle azioni alla data di esercizio rispetto al prezzo dell’opzione. Il valore del fringe benefit delle assegnazioni di azioni è pari al 42,85% del valore di mercato aperto delle azioni alla data di esercizio in quanto tali azioni sono state acquistate senza alcun corrispettivo o prezzo di esercizio.

Il valore del fringe benefit calcolato viene aggiunto al reddito imponibile totale dell’individuo e tassato insieme all’altro reddito imponibile alle aliquote fiscali progressive (che vanno dallo 0% al 35% e differiscono a seconda dello stato civile).

Stock option: FAQ

Cosa sono i diritti azionari?

Le azioni assegnate al dipendente possono essere di una classe diversa che conferisce diritti diversi (ad es. Diritti di voto limitati).

Cos’è il periodo di lock-in / vesting?

L’opzione su azioni non è generalmente esercitabile dal dipendente immediatamente dopo l’assegnazione – viene normalmente esercitata solo dopo una scadenza di un periodo di tempo o di lock-in stabilito. 
Ciò incentiva il dipendente a rimanere impegnato in azienda per un certo periodo al fine di beneficiare dell’incentivo del regime.

Cos’è la finestra di esercizio dell’opzione?

Il dipendente può esercitare opzioni su azioni entro un periodo successivo alla scadenza del periodo di lock-in.


Stock Option Estere: conclusioni

I piani di retribuzione ed incentivazione delle imprese multinazionali prevedono oggi un grande utilizzo di stock option e di stock grant.

Se hai letto questo articolo e sei uno dei dipendenti interessati da questo tipo di retribuzione, devi preoccuparti della relativa gestione fiscale di questi strumenti.

Come ho cercato di farti capire in questo articolo vi sono più obblighi fiscali da rispettare. Essi dipendono e variano in base alle scelte effettuate di anno in anno, tra detenzione e vendita delle azioni acquistate.

Per adempiere in modo corretto a questi obblighi fiscali hai la necessità di affidarti ad un consulente esperto in grado aiutarti a capire la come gestire al meglio la tua situazione personale.

Se stai cercando un dottore Commercialista esperto in questo ambito, segui il link seguente per metterti subito in contatto con me.

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Se non trovi il tuo commento pubblicato significa che abbiamo già fornito risposta al quesito e che, quindi, la risposta si trova nel testo dell’articolo o in altri commenti. Se comunque desideri una risposta o l’analisi della tua situazione personale, puoi contattarci attraverso il servizio di consulenza fiscale.

Avviso importante:
Fiscomania.com ha raccolto, con ragionevole cura, le informazioni contenute in questo sito. Il materiale offerto è destinato ai lettori, solo a scopo informativo. Quanto letto non può in nessun caso sostituire una adeguata consulenza professionale che rimane indispensabile. Si prega di leggere i nostri Termini e condizioni e l’informativa sulla privacy prima di utilizzare il sito. Tutto il materiale è soggetto alle leggi sul copyright.

9 COMMENTI

  1. Buongiorno ,

    complimenti per l’articolo in quanto è molto più chiaro di tanti altri. Però la materia è ostica (a mio avviso!) e non sono sicura di aver compreso bene: mi pare di avere capito che sulle stock option dichiarate in fase di dichiarazione dei redditi (nel vesting period) viene applicata la tassazione, corretto? Il fatto è che le stock option in alcuni casi decadono dopo un tot di tempo se non vengono esercitate. Cosa accade delle tasse che ho già pagato? Ho pagato tasse su un “reddito potenziale” e non “reale” ma se alla fine quel reddito non ce l’ho le tasse dovrebbero essere restituite. O No? Grazie per l’attenzione, Francesca

  2. Salve e grazie per i complimenti, la tassazione sulle stock option riguarda il periodo nel quale sono stati detenuti i diritti. Se l’esercizio dell’opzione non avviene, la tassazione non sarà più applicata. Quello che viene tassato è il fringe benefit derivante dal possesso dell’opzione, equivalente ad un compenso in natura. Non può esserci rimborso delle imposte pagate, in quanto riferite e periodi di imposta ove l’opzione era esercitabile.

  3. Grazie per il bell’articolo Avrei una domanda se possibile. Ricevo come forma di premialita nel 2017 un certo numero di azioni (restricted stock a dal valore di 10.000 quotate alla borsa di NY e detenute su di un account presso una banca americana. Le azioni possono vendute secondo uno schema 30% dopo un anno 60% dopo 2 anni 100% dopo il terzo anno. La vendita delle azioni viene tassata secondo l’aliquota del Paese di residenza (Italia) prima domanda a che tasso?
    2 se fosse tassato al 46.5% (??) in Italia il denaro ricevuto (x-46,5%) andrebbe ad essere tassato ulteriormente in quanto inserito in busta paga?
    3 è lecito inserire in busta paga la quota parte di azioni NON vendute che siano liberate dopo 1 anno?

    Grazie mille per la risposta

  4. Buongiorno, articolo interessante e chiaro. Vorrei però se possibile sapere, come dipendente della sede italiana di una multinazionale USA, in quale quadro del Mod. 730 vada dichiarato il ricavato della vendita di Deferred Stock Units, che la stessa ha assegnato ai propri dipendenti, e quale sia la tassazione imposta. Grazie per una cortese risposta.

  5. Dovrà indicare il reddito nel quadro RT del modello Redditi PF. Non potrà presentare il modello 730. Dovrà compilare anche il quadro RW. Se ha bisogno di una consulenza per la compilazione di questi quadri reddituali mi contatti per una consulenza.

  6. Buongiorno e complimenti per la chiarezza.
    Vorrei delle delucidazioni sulla tassazione a seguito della vendita di stock grant.
    Nel caso di vendita di azioni oggetto di varie assegnazioni (un unico titolo, quello aziendale, ma in quantità variabile negli anni), come viene effettuato il calcolo della plusvalenza, non essendo univoco il valore iniziale del titolo ? Per coerenza io lo calcolerei effettuando una media dei vari valori iniziali, ponderando sulle quantità, ma temo che non sia un principio fiscale corretto. Grazie per l’attenzione.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stock option estere: disciplina fiscale e dichiarativa