La disciplina fiscale dei Fringe Benefits per i lavoratori dipendenti contenuta nell’articolo 51 del DPR n 917/86. Le esenzioni e le modalità di tassazione delle auto aziendali dei fabbricati aziendali, dei prestiti, concessi ai lavoratori dipendenti. Disciplina di tassazione delle trasferte e delle missioni aziendali dei lavoratori dipendenti.

Il trattamento fiscale dei compensi in natura (“fringe benefits“) è contenuto nell’articolo 51, del DPR n 917/86 (Tuir).

Tale normativa prevede una regola generale (comma 3), e alcune regole particolari (comma 4) di tassazione dei fringe benefits dei dipendenti. La regola generale disciplina l’applicazione del valore normale per i beni ceduti e i servizi prestati dal datore di lavoro e la tassazione, sempre che l’importo ecceda gli 258,23 euro. La tassazione dei fringe benefit viene applicata solamente quando viene superato un margine di spesa. Si tratta per il 2022 di 258,23 euro. Questo significa che la tassazione interviene solamente nel momento in cui questo importo viene superato. Se per il dipendente specifico la soglia risulta inferiore alla cifra di 258,23 euro, non vengono applicate le imposte. Tuttavia questa è la cifra che è stata scelta per l’anno in corso, con un abbassamento rispetto al limite previsto nel 2020 e nel 2021. Per gli scorsi anni era stato raddoppiato l’importo portandolo fino a 516,46 euro. Questo raddoppio ha permesso tra le altre cose a molte imprese di garantire ai propri dipendenti alcuni strumenti di tecnologia per lavorare, come computer, smartphone o tablet.

Invece, tra le regole particolari per la determinazione del valore convenzionale di alcuni beni e servizi in natura ci sono quelle che riguardano:

  • Gli autoveicoli (comma 4, lettera a) e
  • I fabbricati concessi in uso al dipendente (comma 4, lettera c).

Di seguito tutte le informazioni utili sulla disciplina fiscale dei compensi in natura per i lavoratori dipendenti.


COSA SONO I FRINGE BENEFITS?

Fringe benefits è un termine di origine inglese che si può tradurre in italiano con le parole “benefici accessori”, ovvero sono una serie di benefici in natura che le aziende concedono ai propri dipendenti nell’attuazione delle politiche di welfare aziendale. Essi comprendono beni e servizi di vario genere, che possono essere erogati a tutti i dipendenti oppure a specifiche categorie di lavoratori.

I fringe benefit sono un’integrazione al reddito dei dipendenti. Sono un bonus erogato attraverso beni e servizi e non necessariamente attraverso un corrispettivo in denaro. Per tale motivo infatti sono considerati come un “compenso in natura”.

Tra i fringe benefits più diffusi tra i dipendenti:

  • servizio di mensa aziendale;
  • buoni pasto e buoni regalo;
  • auto aziendale;
  • telefono cellulare, computer e tablet aziendali;
  • borse di studio per incentivare l’accesso all’istruzione dei figli dei dipendenti;
  • corsi di aggiornamento professionale;
  • case in locazione;
  • prestiti agevolati;
  • sconti e convenzioni con negozi, palestre, centri benessere, ecc.;
  • polizze di previdenza complementare;
  • rimborsi per spese sostenute dal dipendente;
  • stock options.

FRINGE BENEFITS AI DIPENDENTI:TRATTAMENTO FISCALE

Il trattamento fiscale dei compensi in natura (c.d. “fringe benefits“) è contenuto nell’articolo 51 del DPR n 917/86, il quale prevede:

  • La fissazione di una regola generale (comma 3);
  • La determinazione del valore convenzionale di alcuni beni e servizi in natura (comma 4).

La determinazione dei fringe benefits opera su un piano oggettivo e soggettivo.

Sul piano oggettivo, si ricava che gli elementi da valorizzare sono costituiti sia dai beni ceduti e dai servizi prestati dal datore di lavoro, sia dal diritto di ottenerli da terzi.

Sul piano soggettivo, i beneficiari dei suddetti valori sono il dipendente, il coniuge del dipendente ed i familiari del dipendente identificati nell’articolo 12 del DPR n 917/86.

Le regole con cui vengono valorizzati i vari elementi divergono a seconda della natura di tali “elementi“.

Con riferimento alle cessioni di beni, la valorizzazione in esame deve seguire le seguenti regole:

  • Applicazione del prezzo mediamente praticato dall’azienda nelle cessioni al grossista, nell’ipotesi di cessione di beni prodotti dall’azienda medesima;
  • Applicazione delle disposizioni sul “valore normale” genericamente previste dall’articolo 9 del DPR n 917/86. Disposizione valida in ogni altra ipotesi (cessione di beni prodotti dall’azienda ma non commercializzati all’ingrosso. Oppure cessione di beni non prodotti dall’azienda e, in ogni caso, prestazioni di servizi).

LIMITE DI ESENZIONE DA TASSAZIONE DEI FRINGE BENEFITS AI DIPENDENTI

Una volta quantificati i valori, occorre verificare se gli stessi concorrono interamente, o meno, alla formazione del reddito di lavoro dipendente.

I fringe benefits concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF del periodo di imposta per l’importo che eccede la soglia di 258,23 euro.

La tassazione dei fringe benefit viene applicata solamente quando viene superato un margine di spesa. Si tratta per il 2022 di 258,23 euro. Questo significa che la tassazione interviene solamente nel momento in cui questo importo viene superato. Se per il dipendente specifico la soglia risulta inferiore alla cifra di 258,23 euro, non vengono applicate le imposte. Tuttavia questa è la cifra che è stata scelta per l’anno in corso, con un abbassamento rispetto al limite previsto nel 2020 e nel 2021.

Per gli scorsi anni era stato raddoppiato l’importo portandolo fino a 516,46 euro. Questo raddoppio ha permesso tra le altre cose a molte imprese di garantire ai propri dipendenti alcuni strumenti di tecnologia per lavorare, come computer, smartphone o tablet.

Il raddoppio tuttavia è stato scartato per l’anno in corso, nonostante in un primo momento si era ipotizzato che con la Legge di Bilancio 2022 l’importo sarebbe raddoppiato in modo strutturale. Per le aziende quindi al momento viene nuovamente fissato il limite massimo secondo le regole precedenti al 2020. Leggi anche: “Fringe benefit 2022: scende la soglia priva di tasse”

FRINGE BENEFITS IN CASO DI INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

Nel caso in cui il rapporto di lavoro si interrompa prima della fine dell’anno solare e il dipendente inizi, nel corso del medesimo periodo di imposta, un altro rapporto di lavoro, è necessario fare alcune considerazioni.

Ai fini del computo del suddetto limite, è necessario considerare anche i fringe benefits eventualmente concessi dal precedente datore di lavoro. Questo dal momento che i lassi temporali associati ai due distinti rapporti di lavoro costituiscono un unico periodo di imposta.

 Vale la pena di ricordare che la disposizione agevolativa non introduce una franchigia.

Infatti, una volta superato il limite indicato, il valore dei fringe benefits deve essere assoggettato a tassazione interamente.

A tal proposito la verifica del limite, deve essere effettuata considerando gli importi eventualmente addebitati al dipendente (sottraendoli dal valore normale).

Di seguito si riporta una sintesi dei principali fringe benefits.


AUTO AZIENDALE COME FRINGE BENEFITS: LE REGOLE DI TASSAZIONE

L’attribuzione al lavoratore dipendente dell’auto aziendale è considerata un fringe benefit. Questo significa che tale attribuzione deve essere assoggettata a tassazione.

Le automobili rientrano nei fringe benefit, sia quando vengono garantite unicamente per scopi di lavoro, sia quando è possibile utilizzarle anche nella vita privata. Recentemente sono stati pubblicati i costi che riguardano i chilometri effettuati da queste autovetture, per l’anno in corso.

Si tratta di tabelle ACI che determinano il calcolo del reddito soggetto ad imposte derivato dall’utilizzo di questi autoveicoli. Una novità piuttosto recente è quella che riguarda le emissioni inquinanti dei veicoli. A partire dal 2021 infatti le tabelle ACI distinguono per il calcolo del reddito anche il tipo di automobile, in base alle emissioni di agenti inquinanti. Le Tabelle ACI 2022 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2021, a cadenza annuale, rendono disponibili i costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli.

Le tariffe determinate dall’ACI consentono di calcolare i fringe benefit per le auto aziendali, ossia la retribuzione in natura relativa alla concessione ai dipendenti di veicoli ad uso promiscuo, ossia per finalità di lavoro e private. Le tabelle hanno anche la funzione di determinare il rimborso chilometrico spettante al lavoratore che utilizza la propria auto privata per necessità legate alla propria professione. L’articolo 51 del TUIR, al comma 1, prevede che costituiscono reddito da lavoro dipendente:

“tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono.”

Per le autovetture, autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose, autocaravan, motocicli e ciclomotori di nuova immatricolazione, che presentano valori di emissione di anidride carbonica non superiori a 60 grammi per chilometro, concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020, per la determinazione del reddito di lavoro dipendente verrà assunto il 25% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio, al netto dell’ammontare eventualmente trattenuto al dipendente.

La cifra che viene considerata come rientrante nei fringe benefit è calcolata dalle tabelle e dal valore standard di 15.000 km, calcolato con una stima sull’utilizzo dei veicoli per motivi sia aziendali che personali. Viene poi applicata una percentuale in base all’emissione di Co2 nell’ambiente:

  • 25% per autoveicoli con emissioni inferiori a 60 g/km di Co2;
  • 30% per autoveicoli con emissioni da 60 g/km a 160 g/km di Co2;
  • 50% per autoveicoli con emissioni da 160 g/km a 190 g/km di Co2;
  • 60% per autoveicoli con emissioni superiori a 190 g/km di Co2.

La decisione di prendere in considerazione l’effettivo inquinamento nell’amebiente degli autoveicoli è stata presa in linea con le recenti misure per limitare le emissioni ambientali causate dai veicoli.

Per i contratti stipulati entro il 30 giugno 2020 troverà applicazione la vecchia disciplina, in base alla quale i veicoli concessi ad uso promiscuo concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente per il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza annua di 15.000 chilometri, calcolato sulla base dei costi indicati nelle tabelle ACI.

L’assegnazione ai dipendenti di auto ad uso promiscuo comporta:

  • deducibilità al 70 per cento dei costi per il datore di lavoro;
  • tassazione dei fringe benefit in capo al lavoratore, calcolato in base delle tabelle ACI 2022 per i rimborsi chilometrici in rapporto alla percorrenza convenzionale annua di 15.000 km.

AUTOVEICOLI AD USO ESCLUSIVO AZIENDALE

Il veicolo concesso in uso al dipendente per esclusivo fine aziendale non determina, per lo stesso, alcun fringe benefit tassabile.

Invece, l’attribuzione del veicolo per uso esclusivamente personale del dipendente determina, in capo allo stesso, un fringe benefits, tassabile come reddito di lavoro dipendente, pari al compenso in natura.

Pertanto, la quantificazione del reddito avviene applicando il criterio del valore normale previsto dall’articolo 9 del DPR n. 917/86.

ATTRIBUZIONE DEL FRINGE BENEFIT AL DIPENDENTE

Dal punto di vista operativo, il valore del fringe benefits può essere attribuito al dipendente mediante:

  • Inserimento in busta paga;
  • Fatturazione (si ricorda che i costi di percorrenza delle Tabelle Aci sono da considerarsi comprensivi di IVA).

È possibile, inoltre, attribuirne sia una quota in busta paga sia un’altra con fattura.

Per completezza, si ricorda che, nel caso in cui il dipendente utilizzi la propria autovettura per effettuare una trasferta di lavoro, il datore di lavoro deve corrispondere un’indennità chilometrica.

RIMBORSI CHILOMETRICI

rimborsi chilometrici vengono erogati nei confronti dei lavoratori per spese relative a costi proporzionali all’utilizzo, ovvero collegati all’utilizzo del mezzo (costo del carburante, di manutenzione e riparazione, costo dei pneumatici ecc) e costi non proporzionali (assicurazione, bollo auto). le spese devono essere documentate.

Nelle tabelle ACI 2022 per i rimborsi chilometrici vengono suddivise tra le auto in produzione e quelle fuori produzione.

Le stesse poi sono suddivisi in base alla tipologia di alimentazione: a benzina, metano, gasolio, gpl o elettrici.

Per quel che riguarda la tassazione dei rimborsi chilometrici, calcolati in base alle tabelle ACI (percorrenza, tipologia veicolo e costo chilometrico) non sono imponibili le somme riconosciute in relazione a prestazioni lavorative eseguite in Comuni diversi da quello in cui è situata la sede di lavoro.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 92/E/2015 ha chiarito che:

  • se la distanza percorsa dal dipendente per raggiungere la località di missione dalla propria residenza è inferiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio (rimborso chilometrico di minore importo), la somma riconosciuta non è imponibile;
  • nel caso contrario, ossia se la distanza percorsa è maggiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, e viene erogato un rimborso chilometrico di importo maggiore, la differenza rientra nel reddito imponibile.

L’assegnazione ai dipendenti di auto ad uso promiscuo comporta due conseguenze a livello fiscale:

  • deducibilità al 70 per cento dei costi per il datore di lavoro;
  • tassazione dei fringe benefit in capo al lavoratore, calcolato in base delle tabelle ACI 2022 per i rimborsi chilometrici in rapporto alla percorrenza convenzionale annua di 15.000 km.

I fringe-benefit non concorrono alla formazione di reddito da lavoro dipendente entro il limite d’importo di 258,23 euro nel periodo d’imposta di riferimento.


PRESTITI DI DENARO DALL’AZIENDA AL DIPENDENTE: TASSAZIONE COME FRINGE BENEFITS

Anche la concessione di prestiti dall’azienda al dipendente è considerata corresponsione di benfit.

In caso di concessione di prestiti, si assume come compenso in natura il 50% della differenza tra:

  • L’importo degli interessi calcolato al Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) vigente al termine di ciascun anno;
  • L’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi.

Tale regola non si applica per i prestiti stipulati anteriormente al 1° gennaio 1997, per quelli di durata inferiore ai dodici mesi concessi, a seguito di accordi aziendali, dal datore di lavoro ai dipendenti in contratto di solidarietà o in cassa integrazione guadagni. Oppure a dipendenti vittime dell’usura ai sensi della Legge 7 marzo 1996, n. 108, o ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie a ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive ai sensi del D.L. 31 dicembre 1991, n. 419, convertito con modificazioni, dalla Legge 18 febbraio 1992, n. 172.

Come si tassano i prestiti ai dipendenti? Dal punto di vista fiscale, va tassato solamente il 50% tra il tasso di interesse concesso al lavoratore e il tasso ufficiale di sconto, ovvero quello mediamente praticato al momento della stipula o alla fine di ciascun anno.


FABBRICATI CONCESSI IN USO AL LAVORATORE DIPENDENTE: TASSAZIONE COME FRINGE BENEFITS

Per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato, si assume come compenso in natura la differenza tra la rendita catastale del fabbricato aumentata di tutte le spese inerenti il fabbricato stesso.

Tra le spese sono comprese le utenze non a carico dell’utilizzatore e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato stesso.

Pertanto si avrà:

Fringe benefit = rendita catastale del fabbricato + eventuali spese inerenti ‒ somma versata o trattenuta al dipendente

Per i fabbricati concessi in connessione all’obbligo di dimorare nell’alloggio stesso, si assume il 30% della predetta differenza.

Quindi:

Fringe benefit = (rendita catastale del fabbricato + eventuali spese inerenti ‒ somma versata o trattenuta al dipendente) x 30% 

Per i fabbricati che non devono essere iscritti nel catasto si assume la differenza tra il valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico. Oppure, in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato, e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato.

 Pertanto:

Fringe benefit = Canone di locazione ‒ somma versata o trattenuta al dipendente

REDDITO DI IMPRESA DEL DATORE DI LAVORO

Per quanto riguarda la determinazione del reddito di impresa per il datore di lavoro che concede in uso il fabbricato, vi sono delle regole particolari.

È previsto, come regola generale, che i canoni di locazione anche finanziaria e le spese di manutenzione dei fabbricati concessi in uso ai dipendenti siano deducibili per un importo non superiore a quello che costituisce reddito per i dipendenti stessi.

In altre parole, sulla base del principio di correlazione, secondo cui tutto ciò che costituisce reddito di lavoro dipendente è deducibile in capo al datore di lavoro, la quota che quest’ultimo può portare in deduzione quale componente negativo di reddito è pari a quanto costituisce reddito per il dipendente.


BUONI PASTO

I buoni pasto sono uno dei fringe benefit più diffusi. Vengono erogati a tutti i dipendenti di un’azienda. Possono avere un valore compreso tra i 2 e i 15 euro e vengono utilizzati come servizio sostitutivo di mensa. Non possono essere convertiti in denaro o utilizzati da persone diverse dal titolare, che può usarli per acquistare pasti già pronti o prodotti alimentari negli esercizi convenzionati.

I buoni pasto elettronici e cartacei danno diritto al lavoratore dipendente di ricevere un servizio sostitutivo di mensa per un importo pari al valore del buono stesso. 

Sono esenti da tassazione fino ad un massimo di 4 euro per i buoni pasto cartacei e di 8 euro per i buoni pasto elettronici. Il limite è di 5,29 euro per i buoni corrisposti agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione.

Il tutto ricordando che, secondo quanto stabilito dal Ministero dello Sviluppo economico, i buoni pasto elettronici e cartacei 2022 possono essere utilizzati solo dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche quando l’orario di lavoro non preveda una pausa per il pranzo, e dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato.


TELEFONO, COMPUTER O TABLET AZIENDALE

Tale tipologia di fringe benefit è beneficiata soprattutto dai dipendenti che lavorano in smart working, o che hanno necessità di utilizzare tali strumenti per portare a termine i propri compiti. Generalmente, questo tipo di fringe benefit viene erogato per l’esclusivo uso aziendale e, talvolta, il dipendente ha la possibilità di farne anche un uso promiscuo:

  1. Telefono utilizzato promiscuamente: nel caso in cui esista un sistema di rendicontazione analitico per rintracciare le telefonate effettuate dal dipendente per fini personali questa quota sarà tassata in busta paga. In caso contrario potrà essere preso in considerazione 50% e 50%. In busta paga sarà tassato il 50% del canone come fringe benefit.
  2. Caso di telefono con doppia scheda: qualora il datore di lavoro paga solo la scheda aziendale il dipendente non sarà sottoposto a tassazione per l’utilizzo della scheda personale se è lui stesso a pagarne traffico telefonico e dati.
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Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

45 COMMENTI

  1. Ciao, sono stato assunto da un azienda in Italia, io ora lavoro in Germania. Per farmi venire in Italia mi pagano un volo dalla Germania e ovviamente mi danno un hotel per un mese nel frattempo che cerco una casa mia. Volo e albergo mi vengono tassati? vengono davvero considerati un benefit? non avendo una casa se non mi danno albergo non sussite la possibilita di iniziare il rapporto di lavoro, come puo essee considerato un benefit? Grazie!

  2. Salve, in questo caso si tratta di benefit, in quanto l’azienda sostiene per suo conto alcuni oneri che non riguardano l’attività lavorativa. Invece che pagarle il compenso, l’azienda le acquista il volo e l’albergo dove soggiornerà. Per lei questo è un beneficio, al pari della retribuzione.

  3. Buongiorno,

    mi confermate che un veicolo ad uso promiscuo assegnato ad un dipendente in fringe benefit può essere utilizzato esclusivamente da lui o suoi famigliari di 1° grado?
    Se la risposta fosse affermativa a che sanzioni va incontro l’azienda nel caso decida di far utilizzare quello stesso mezzo a persone non famigliari dell’utilizzatore?

    Grazie molte.

  4. Buon giorno.
    Utilizzo un autovettura concessa in fringe benefit dall’azienda per la quale lavoro, benefit regolarmente fatturato ed inserito in busta paga secondo le tabelle pubblicate in Gazzetta Ufficiale, tutto secondo la normativa vigente.
    Recentemente l’azienda ha manifestato l’intenzione di fatturare una quota aggiuntiva in caso di superamento della percorrenza chilometrica concordata dall’azienda stessa con la società di noleggio a lungo termine.
    La quota aggiuntiva sarebbe determinata in funzione dei chilometri di superamento della percorrenza chilometrica contrattuale (stabilita unilateralmente dall’azienda).
    Desidero una vostra valutazione in merito alla liceità di questo ulteriore addebito al dipendente in aggiunta alla quota già fatturata dall’azienda come fringe benefit.
    Grazie.
    Gianluca.

  5. Direi che tutto dipende dagli accordi presi tra impresa e lavoratore. La tassazione che si trova in busta per l’utilizzo del veicolo tuttavia viene ridotta degli importi richiesti al dipendente addebitati in busta paga. Quindi se le richiedono un importo maggiore la tassazione del suo fringe benefit sarà inferiore.

  6. Buongiorno. La mia azienda mi sta assegnando un auto aziendale ad uso promiscuo la cui quota ACI (esclusa IVA) è di 131€ al mese circa. Mi è stato comunicato che la quota mi sarà addebitata con fattura (cadenza trimestrale). Questo significa che l’auto aziendale mi “costerà” (131€*3)+IVA? Tale spesa è deducibile nel 730?
    Grazie,
    Antonio

  7. Salve Antonio, l’auto concessa in uso promiscuo al lavoratore dipendente viene tassata, in quanto considerata Fringe benefit. Immagino che quel valore corrisponda al fringe che costituisce per lei un reddito. L’importo per lei è un reddito in busta paga, non è una spesa. Reddito che sarà tassato. La tassazione non è un costo deducibile.

  8. La mia azienda da per me è la mia famiglia come fringe benefit l’assicurazione sanitaria, pari a un valore di 2.980€.
    Da quello che leggo secondo la finanziaria, visto che l’importo è inferiore di 3.615€, non mi dovrebbe essere assolutamente inserita la tassazione in busta paga. Corretto?
    Grazie

  9. Anche se in azienda sono l’unica dipendente ad avere questo benefit?
    In azienda mi dicono:
    che le polizze devono essere stipulate, per essere deducibili, in conformita’ a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali.
    Quindi secondo lui se la polizza non è per tutti i dipendenti con la mia categoria di impiego, non è deducibile per l’azienda ed è tassabile per me.
    C’è una soluzione?

  10. buongiorno posso scegliere a seguito di un nuovo lavoro o una auto aziendale oppure una somma mensile (indennità/allowance) cosa mi consigliate? l’indennità offerta viene tassata o risulta netta come un rimborso a piè di lista?
    grazie

  11. Sia che scelta l’importo che l’auto, il valore di entrambi è soggetto comunque a tassazione in busta paga, quindi, praticamente non cambia niente. Deve capire quanto sarebbe tassate l’auto e valutare la scelta migliore.

  12. Buona sera,

    Nel caso di uno stock grant:
    – azioni fornite gratuitamente ad alcuni impiegati ma la cui vendita è bloccata per un certo numero di anni (superiore a 3),
    rientrano nei fringe benefit, o nelle stock option, come nell’articolo seguente: https://fiscomania.com/2015/06/stock-option-estere-disciplina-fiscale-e-dichiarativa/

    Mi sembra di aver compreso che la condizione essenziale per fringe benefits è che tutti i dipendenti ne usufruiscano;
    Mentre per le stock options deve esistere un’opzione, nel caso sopra non vi è alcuna opzione, le azioni vengono “regalate” ed ad una certa data vengono vendute (senza possibilità di scelta).
    Considerando inoltre che le azioni sono collocate all’estero quale sarebbe la tassazione e regolamenti applicabili?

    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità

  13. La possibilità che le ha dato l’azienda è di poter acquistare azioni, estere, dopo un tempo prestabilito. La tassazione avviene direttamente nella sua busta paga, come fringe benefit, al momento dell’esercizio dell’opzione. Riceverà, quindi, l’importo già al netto delle imposte. Dovrà tuttavia dichiarare il possesso delle stock estere nel quadro RW. Per maggiori info, mi contatti per una consulenza.

  14. Ciao, sto tornando un contratto con una nuova azienda. Mi offrono 300 euro fissi per 14 mensilità ma li vorrebbero inserire con tassazione ridotta in benefit. Devo decidere io come erogarli e per quali voci. Voi cosa mi suggerire?

  15. Buon giorno, grazie per la risposta.. penso di non essermi spiegato correttamente, l’azienda al tempo 0 concede le azioni direttamente su un conto presso una banca estera USA nel frattempo vengono anche caricati i dividendi; successivamente ad un tempo prestabilito 3/5 anni le azioni vengono automaticamente vendute. E poi sarà necessario trasferire l’ammontare in Italia.. quindi in pratica il capital gain non sembra essere connesso con lo stipendio

  16. Solitamente l’azienda in questi casi tassa l’attribuzione/vendita delle stock in busta paga, come fringe benefit. Lei dovrà dichiarare il possesso considerata la disciplina sul monitoraggio fiscale, ed eventualmente tassare i dividendi percepiti.

  17. Buongiorno,
    vorrei avere informazioni in merito al trattamento fiscale di omaggi e liberalità a dipendenti; in particolare vorrei sapere, come sono considerati i cofanetti soggiorno (c.d. smartbox) da destinare a dipendenti.
    Grazie

  18. Salve,
    a Natale i miei titolari vorrebbero dare dei buoni ai dipendenti. So che il tetto massimo è 258 euro per singola persona, ma vorrei sapere se è possibile darli solo ad alcuni dipendenti e altri no, o se darli con diverso importo, o se ci sono vincoli legali tali per cui tutti o tutti nella categoria devono ricevere lo stesso buono.

    Grazie della gentile risposta.
    Cordiali saluti

  19. Grazie della veloce risposta. Purtroppo lo studio paghe a cui ci appoggiamo mi ha dato indicazioni differenti ovvero riporto testuale : “Per quanto riguarda i beni in natura, mentre i soldi che venivano dati in busta dovevano essere dati a tutti, ora i beni in natura possono essere dati anche a singole categorie di dipendenti tipo solo i commerciali, solo gli amministrativi ecc..
    Oppure solo chi ha i figli a carico…
    Insomma categorie individuate con determinate caratteristiche omogenee”
    Chiedo quindi un chiarimento in merito. Grazie mille per il vostro impegno e i vostri consigli.

  20. Buonasera
    La mia azienda a seguito del trasferimento presso un’altra unità produttiva sita in un altro comune,mi corrisponderà un indennità di trasferimento. Visto art 51 del tuir come sarà tassata un indennità di 1000 euro?

  21. Buongiorno. Alcuni giorni or sono sono stato sottoposto ad intervento chirurgico. L’assicurazione all’ultimo momento ha rifiutato la presa in carico quindi l’azienda per la quale lavoro ha provveduto al pagamento per un valore di circa 30.000 euro.
    Può essere considerato un benefit?
    Se si, quale tassazione dovrò affrontare ?

    Grazie in anticipo e buon lavoro

  22. Buon giorno, in caso di welfare aziendale, introdotto dall’azienda, con regolamento aziendale, che prevede la possibilità di servizi di cui all’art. 51 co.2 let f (abbonamenti palestra, abbonamenti cinema e per, alcune categorie, viaggi) e buoni spesa supermercato, di cui al co.3, non mi è chiaro se pur avendo un budget di € 1.000,00 da spendere per tali servizi, la somma sarà tassata e soggetta a contributi in busta paga, superando la somma di € 258,23 di cui al co.3. Oppure sono due fattispeci diverse? Si potrebbe, quindi, ad esempio, avere un abbonamento annuale in palestra del valore di € 500,00 + buono spesa al supermercato di € 250,00 e sarebbe tutto “esente”, per il dipendente, corretto?

  23. I compensi in natura che ha elencato rientrano tutti nella disciplina generale di cui al comma 3 dell’articolo 51 del TUIR e sono soggetti a tassazione sopra la soglia di € 258,23. La soglia riguarda non il singolo benefit ma il valore di tutti i benefit percepiti complessivamente. Se nell’anno si supera questa somma tutto il valore dei benefits è tassato. La soglia, infatti, non rappresenta una franchigia.

  24. Buonasera,
    L’azienda per cui lavoro mi sta pagando la retta mensile del residence dove dormo durante giorni feriali. Temo che al momento non mi stiano conteggiando in busta paga l’importo di pertinenza. Cosa potrà succedermi? Primo o poi l’Agenzia Entrate potrà rivalersi contro di me oppure l’onere in questione è tutto del datore di lavoro che sarà l’unico ad essere perseguito?

  25. Salve,
    ho un quesito in merito alla tassazione.
    Se nell’arco del 2018 l’azienda ha reso disponibili “X” euro tramite una piattaforma specifica (nel mio caso ‘Easy Welfare’) ed io ho speso (staccando relativi buoni) una parte nel 2018 e un altra parte nel 2019, questi ultimi concorrono al ai 258,23 euri di limite per l’anno fiscale 2019 o li devo considerare come facenti parte del 2018 (pur, mi ripeto, non avendoli spesi totalmente all’interno di quell’anno?)
    Saluti
    Flavio

  26. Salve,
    lavoro per un Istituto di Credito, da circa 4 anni mi hanno trasferito su un comune di residenza diverso dal mio, la Banca dal 1 giorno mi ha fornito un immobile dove alloggiare, come previsto dal CNNL, e solo da 2 mesi mi ritrovo in busta paga un addebito di € 244,00 per alloggio Convenzionale, non avendo mai trsferito ne domicilio ne residenza e trattandosi di immobile utilizzato solo nei giorni lavorativi perchè appunto rientro nella mia dimora di residenza nei giorni “festivi”, volevo chiedervi se lìaddebito della Fringe Benefit è dovuto.
    Vi ringrazio anticipatamente
    cordiali saluti

  27. Buonasera, posso reperire un elenco completo dei fringe benefit tassati in busta paga?
    ne dovrei verificare diversi.
    Intanto potete dirmi se un check up (di prevenzione) è soggetto a questa tassazione?

    Grazie

  28. Salve, la mia azienda in alternativa al fringe benefit auto mi ha proposto una quota di fringe benefit in busta paga, dichiarata come tale, superiore al valore minimo non tassabile. Mi chiedevo quale sia la percentuale di tassazione che va applicata su tale somma che mi andrebbe ad erogare l’azienda. Grazie.

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