socio lavoratore srl

La giurisprudenza ha a lungo dibattuto circa la configurabilità del socio lavoratore di una srl. In un primo momento, difatti, si è sostenuta l’incompatibilità tra la qualità di socio e quella di dipendente. Tuttavia, recentemente, sembra invece che sia stata affermata, laddove ricorrano specifiche condizioni, che esamineremo di seguito.

Il datore di lavoro, dunque, può offrire al futuro dipendente la qualità di socio. Egli, assumendo tale ruolo, acquista i diritti e doveri tipici del socio di una srl. Tuttavia, vi sono evidenti divergenze tra la posizione di mero dipendente e quella di socio. Potrebbe allora accadere che colui che sia assunto possa avere peculiari necessità che mal si conciliano con una posizione di responsabilità all’interno della struttura organizzativa.

Trattandosi di una società di capitale, il socio lavoratore, invero, comunque risponderà nei limiti dei conferimenti, giacché la società risponde delle obbligazioni assunte solo limitatamente al capitale sociale.

Vediamo, quindi, quali possono essere i rischi e i vantaggi della partecipazione sociale in qualità di socio lavoratore di una srl.


Cos’è una srl?

Preliminarmente, ci sembra opportuno fornire un breve inquadramento della srl, ossia della tipologia societaria consistente nella società a responsabilità limitata.

La società a responsabilità limitata, o SRL, è una società di capitali più costituita per la sua semplicità rispetto alle precedenti. Possiede una sua disciplina autonoma e una discreta flessibilità organizzativa. Può anche essere costituita da una sola persona (srl a socio unico).

Per la costituzione di una società a responsabilità limitata la legge prevede la redazione di un atto costitutivo per atto pubblico e un capitale minimo di 10.000 euro.

L’atto costitutivo deve essere stipulato per atto pubblico e sua parte integrante è lo statuto. Lo stesso deve, allora, contenente le norme sul funzionamento della società.

Inoltre, dovrò essere depositato dal notaio che lo ha ricevuto entro 20 giorni presso il registro delle imprese con i documenti comprovanti la sussistenza delle condizioni per la costituzione

La s.r.l. va benissimo quando si vuole limitare il rischio di impresa tra tutti i soci presenti, anche se occorre considerare che la gestione di una s.r.l. (come tutte le società di capitali) comporta degli adempimenti e tasse non indifferenti.

Responsabilità dei soci

Il socio di una SRL può essere una persona fisica o anche una società, e risponde dei debiti nei limiti della quota conferita.

Infatti, le obbligazioni eventualmente assunte gravano esclusivamente su coloro che agiscono in nome della società non ancora costituita. Se la costituzione ha luogo, essi possono rivalersi solo nei confronti della società, ma non nei confronti dei soci se la costituzione non ha luogo.

Tuttavia, la regola, talvolta, subisce delle eccezioni. Il socio unico è illimitatamente responsabile, anche con il suo patrimonio, per i debiti contratti dalla società se la società è insolvente, oppure non sono stati adempiuti gli obblighi relativi ai conferimenti o non sono stati rispettati gli obblighi di informazione a terzi relativi all’esistenza di un unico socio.

Le spese sostenute saranno rimborsate solo se ritenute necessarie per la costituzione della società.

La responsabilità dei soci delle srl può essere anche di natura penalistica, oltre che civile.

Il socio lavoratore di una srl

Come evidenziato nel paragrafo introduttivo, la giurisprudenza dubitava circa la possibilità per il dipendente di assumere la qualità di socio nella società a responsabilità limitata. Tuttavia, tale evenienza è stata considerata ammissibile purché siano rispettati alcuni specifici presupposti. Infatti, affinché il dipendente assuma il ruolo di socio è necessario che:

  • il lavoratore non faccia parte dell’organo amministrativo, o comunque, pur facendone parte non ne interferisce con le decisioni;
  • il lavoratore non sia socio di maggioranza o con partecipazione qualificata. Se é socio di maggioranza o con partecipazione qualificata infatti, può comunque interferire con i poteri dell’organo amministrativo pur non essendo amministratore e quindi non ne é subordinato. Se rispettato tale requisito, il socio può essere anche una lavoratore subordinato della società .

Laddove sussistano tali presupposti, il datore di lavoro può offrire al dipendente la qualità di socio lavoratore di una srl.

I vantaggi dell’essere socio lavoratore di una srl

La qualità di socio lavoratore di una srl comporta una serie di vantaggi particolarmente rilevanti. Infatti, il dipendente è comunque legato alla società da un contratto di lavoro subordinato, con tutto ciò che ne consegue. Ad esempio, il socio avrà diritto:

  • all’indennità di malattia Inps;
  • all’infortunio Inail;
  • nonché all’indennità di maternità Inps;
  • a non essere licenziati senza una giusta causa o giustificato motivo;
  • il pagamento del trattamento di fine rapporto;
  • la corresponsione di uno stipendio mensile che sia pari, almeno, ai minimi tabellari previsti dal contratto collettivo di settore;
  • il diritto alle ferie;
  • il diritto ad un orario di lavoro massimo di 40 ore settimanali.

Contributi INAIL

Il socio lavoratore di una srl è tenuto ad una serie di adempimenti al fine di accedere ai precedenti diritti. In primo luogo deve essere iscritti all’INAIL in due casi:

  • Se sono anche dipendenti della stessa srl;
  • Se, pur non essendo dipendenti, svolgono attività manuali.

L’iscrizione è esclusa per il soggetto che svolge attività di supervisione del lavoro altrui.

Contributi previdenziali

Il socio lavoratore di una srl che risulta essere anche dipendente. Egli, dunque, sarà tenuto anche all’iscrizione all’INPS. Tale previsione comporta come conseguenza l’insorgere, in capo alla società, i medesimi obblighi contributivi previsti per tutti i lavoratori subordinati.

Il socio lavoratore è quindi equiparato del tutto al dipendente, dal punto di vista dei contributi. Ciò comporta che non è tenuto al pagamento dei contributi previdenziali all’Inps. Tale onere sarà posto in capo al datore di lavoro. Per quanto concerne la titolarità dell’obbligazione contributiva, nel rapporto di lavoro subordinato, i contributi previdenziali dovuti all’Inps sono posti:

  • per la maggiore quota, a carico del datore di lavoro, circa 30%;
  • e un’ulteriore parte a carico del lavoratore, circa 9,19%.

I contributi previdenziali Inps per i seguenti importi:

  • L’importo fisso, pari a € 920 ogni tre mesi, se il reddito proveniente dalle attività di impresa è compreso tra zero e € 15.500 lordi;
  • ulteriore 21% sulla quota di reddito che eccede la soglia di € 15.500.

Mentre, se il socio lavoratore della srl ha concluso un contratto di collaborazione per il quale è necessaria la gestione separata, l’obbligo di iscrizione all’INPS varia a seconda che si tratti di un rapporto di lavoro che implica l’esercizio di funzioni gestorie o meno.

Assegni familiari

Il socio lavoratore di una srl ha, anche, diritto agli assegni familiari. Dunque, se sussistono i requisiti e i limiti reddituali, ha diritto agli assegni familiari, secondo le norme ordinarie, quindi in base:

  • al suo reddito;
  • alla composizione del nucleo familiare;
  • e ai familiari a proprio carico.

La responsabilità del socio lavoratore di una srl

Come evidenziato nei paragrafi iniziali, la srl é una società di capitali, la quale comporta un peculiare regime di responsabilità patrimoniale in capo alla società stessa. Infatti, per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio e non i soci con il patrimonio personale.

Ciò opera anche nei confronti del socio lavoratore di una srl, quindi in caso di debiti societari risponde solo la srl con il suo capitale. Quanto affermato comporta che il patrimonio personale del socio lavoratore non è aggredibile dai creditori.

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