Omessa dichiarazione dei redditi: sanzioni e prescrizione

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Non hai presentato la dichiarazione dei redditi? Vuoi sapere se e come intervenire? Vuoi conoscere i termini di prescrizione? Quando la omessa dichiarazione dei redditi comporta un reato penale?  La dichiarazione dei redditi presentata entro 90 giorni dalla scadenza non è considerata omessa. In questa guida tutte le informazioni utili in caso di omessa dichiarazione dei redditi.

La presentazione della dichiarazione dei redditi è un adempimento a cui sono chiamati i contribuenti ogni anno.

L’obiettivo è quello di indicare volontariamente i redditi percepiti nel periodo di imposta e determinare la relativa tassazione.

Se la dichiarazione dei redditi non viene presentata nei termini, si incorre nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi. Questo in generale vale sia se dovevi presentare il modello Redditi Persone Fisiche che il modello 730.

Nella mia attività professionale capitano con molta frequenza situazioni in cui il contribuente (sia esso persona fisica o impresa) incorra nella fattispecie di omessa dichiarazione.

Anche perché sbagliare, con il sistema tributario italiano, è la cosa più facile che possa capitare.

Se anche tu hai omesso di prestare la tua dichiarazione, in questo articolo potrai capire quali sono le sanzioni e come potrai agire per rimediare. Ti indicherò come operare e come intervenire, quali sono i termini di accertamento e di prescrizione ed infine vedrai quando l’omessa dichiarazione ha rilevanza penale.

Inoltre, in questa fattispecie vedrai come non sia possibile utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso.

La fattispecie di omessa dichiarazione può riguardare le imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP), ma anche le imposte indirette come l’IVA.

Di seguito la guida per affrontare preparati queste evenienze, seguendo le indicazioni fornite dalla Circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Omessa dichiarazione dei redditi

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QUANDO SI CONSIDERA OMESSA LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEL CONTRIBUENTE?

Il primo aspetto che devi considerare riguarda capire quando si incorre nella fattispecie di dichiarazione omessa.

La dichiarazione dei redditi si considera omessa quando la stessa non è stata presentata dopo 90 giorni dalla scadenza.

Per capire più concretamente, si ha dichiarazione omessa, nelle seguenti fattispecie:

  • Modello Redditi Persone Fisiche, Società di capitali e modello IRAP: se la presentazione avviene dopo il 29/01 dell’anno successivo a quello di scadenza;
  • Modello 730: se la presentazione avviene dopo il 21 ottobre dell’anno di scadenza se la dichiarazione doveva essere presentata tramite intermediario;
  • Dichiarazione Iva: se la presentazione avviene oltre il 29 maggio dell’anno di scadenza.

Su questo punto occorre precisare quanto riportato dalla Sentenza n 13322/14 della Cassazione. Sentenza secondo la quale, quando la presentazione di una dichiarazione reddituale o Iva ha più scadenza si deve prendere a riferimento si deve prendere a riferimento l’ultima scadenza prevista dalla legge per il computo dei giorni.

In pratica, per il modello 730 che prevede diverse scadenze di presentazione, l’omessa presentazione si manifesta se il modello è presentato successivamente al 21 ottobre. Questo in quanto l’ultima scadenza ordinaria utile è il 23 luglio.



ULTERIORI IPOTESI DI DICHIARAZIONE OMESSA

Oltre al ritardo nella presentazione del modello dichiarativo, la fattispecie di omessa presentazione della dichiarazione si realizza anche in altre fattispecie.

In particolare nelle seguenti:

  1. Dichiarazione dei redditi presentata con ritardo superiore a 90 giorni – In tal caso la dichiarazione è considerata omessa, ma costituisce titolo per la riscossione dell’imposta in base agli imponibili in essa indicati;
  2. Dichiarazione dei redditi redatta su stampati non conformi ai modelli ministeriali – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati;
  3. Infine, Dichiarazione dei redditi non sottoscritta – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati. La nullità può essere sanata se il soggetto tenuto a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte dell’ufficio territorialmente competente.

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OMESSA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI: LE SANZIONI

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione il D.Lgs. n. 471/97 prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Si tratta di una sanzione pecuniaria molto pesante, in quanto la fattispecie di omessa dichiarazione è relativamente grave. Il contribuente, infatti, omette alla conoscenza dell’Amministrazione finanziaria tutti i redditi percepiti durante quell’annualità. Facendo questo il contribuente non permette di esercitare le normali funzioni di controllo e accertamento tributario.

L’importo della sanzione è determinato in percentuale sulla base della differenza tra importo dovuto ed accertato dall’Agenzia delle Entrate e l’importo dichiarato. Questo secondo quanto previsto dalla Circolare n 5/E/2002 dell’Agenzia delle Entrate.

FATTISPECIE SANZIONATORIE ALIQUOTE E MAGGIORAZIONI

In caso di omessa dichiarazione dei redditi la sanzione amministrativa pecuniaria va da un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute.

L’imposta minima applicabile è di € 250,00.

In caso di redditi prodotti all’estero è previsto un aumento di 1/3 della sanzione minima applicabile.

Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da € 150,00 a € 500,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

E’ infatti ovvio che la misura proporzionale prevista dalla norma ha un senso solo nell’ipotesi che, in caso di accertamento, emergano maggiori imposte rispetto a quelle corrisposte dal contribuente.

OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ED INVIO ENTRO UN ANNO

Nel caso in cui il contribuente decida comunque di inviare la dichiarazione successivamente ai 90 giorni dalla scadenza è prevista una piccola agevolazione.

Infatti, se la dichiarazione dei redditi viene comunque presentata entro il termine per l’invio di quella per l’anno successivo. Oppure comunque prima dell’inizio di un accertamento, la sanzione è dimezzata, e varia quindi dal 60% al 120% delle imposte, con un minimo di € 200.

Questo significa che se ti trovi in una situazione in cui l’omessa dichiarazione è chiara e conclamata presentare comunque la dichiarazione dei redditi, ti permette di avere comunque uno sconto sulla sanzione applicabile.

Se, invece, decidi di aspettare i termini di accertamento, e la possibilità di incorrere in un accertamento fiscale, le eventuali sanzioni a cui andrai incontro sono quelle ordinarie.

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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI COME REATO PENALE

Se ti sei accorto di non aver presentato nei termini la tua dichiarazione dei redditi, devi prestare attenzione al fatto di non essere incappato in una fattispecie di reato penale.

L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, infatti, può portare anche a dei risvolti penali.

Vediamo, di seguito di seguito le diverse fattispecie di reato penale a seconda dell’anno di riferimento.

Fattispecie di reato penale per le annualità fino al 2015

Il contribuente obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi, che non la presenta entro 90 giorni dalla scadenza (per tributi come IRES, IRPEF, IVA), commette un reato tributario di omessa dichiarazione dei redditi.

Tale reato prevede l’applicazione dal parte del Giudice di una sanzione tributaria quando si superi la soglia di € 30.000 di imposta evasa. La soglia è da intendersi riferita ad ogni imposta.

La sanzione va da uno a tre anni di reclusione.

Non si incorre in sanzione penale quando si ha omessa dichiarazione per presentazione della dichiarazione su modello non conforme. Oppure, quando la dichiarazione non è firmata dal contribuente.

Fattispecie di reato penale per le annualità dal 2016

Anche in questo caso, il contribuente obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi, che non la presenta entro 90 giorni dalla scadenza (per tributi come IRES, IRPEF, IVA), commette un reato tributario di omessa dichiarazione dei redditi.

Tale reato prevede l’applicazione dal parte del Giudice di una sanzione tributaria quando si superi la soglia di € 50.000 di imposta evasa. La soglia è da intendersi riferita ad ogni imposta.

La sanzione va da un anno e sei mesi a quattro anni di reclusione.



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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI E RAVVEDIMENTO OPEROSO

Altro aspetto importante fonte di incertezze riguarda la possibilità per il contribuente di applicare il ravvedimento operoso in caso di dichiarazione omessa.

In linea generale il contribuente che si trova già nella fattispecie di dichiarazione omessa non può avvalersi del ravvedimento operoso.

L’unico caso in cui è possibile applicare il ravvedimento operoso si ha quando si è nel momento che intercorre tra la scadenza ordinaria della dichiarazione e i 90 giorni successivi. In questo arco temporale non si è ancora nella fattispecie di dichiarazione omessa. Per questo motivo il ravvedimento operoso può trovare applicazione.

In questo caso, il ravvedimento operoso, di cui all’articolo 13, comma 1, lettera c) del D.Lgs. n 472/97, prevede una sanzione ridotta ad 1/10 del minimo. Questo significa che la sanzione ordinaria di € 250,00 si riduce ad € 25,00.

La sanzione ridotta di € 25,00 quindi si applica in tutti i casi in cui il contribuente presenta la dichiarazione successivamente alla scadenza ordinaria, ma prima dei 90 giorni successivi. Questo indipendentemente dal fatto che dalla dichiarazione emergano o meno delle imposte.

Una volta superati i 90 giorni dalla scadenza, il ravvedimento operoso non è più utilizzabile. In questi casi la sanzione applicabile è sempre quella piena, che va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Il minimo è di € 250,00 per la sanzione dovuta.

Mentre, se non ci sono imposte dovute la sanzione fissa va da € 150,00 a € 500,00.

Infine, occorre ricordare, che anche se non si tratta di ravvedimento operoso, se si presenta la dichiarazione in ritardo, ma entro un anno, c’è una riduzione della sanzione. In questo caso la sanzione è dimezzata, e varia quindi dal 60% al 120% delle imposte, con un minimo di € 200.

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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI E CONSEGUENZE ACCERTATIVE

Il fatto di aver omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi ha delle conseguenze ai fini accertativi.

Quello che voglio dire è che omettere la presentazione della dichiarazione per il nostro legislatore è un fatto piuttosto grave.

Per questo motivo ha subordinato alla mancata presentazione una conseguenza piuttosto pesante in sede accertativa. Infatti, chi ha omesso la presentazione della dichiarazione può subire accertamenti sintetici ed induttivi del reddito.

Cosa significa? 

Ricevere un accertamento induttivo del reddito significa che l’Agenzia delle Entrate può arrivare a ricostruire il tuo reddito anche soltanto attraverso documentazione e prove da chiunque fornite. Prove che possono non avere requisiti di gravità precisione e concordanza.

In pratica l’Agenzia ha una presunzione molto forte che le permette di ricostruire il reddito sulla base di notizie documentabili di cui è venuta a conoscenza.

Questa modalità di accertamento non può venire meno in nessun caso quando si parla di dichiarazione omessa. Una volta verificatasi questa fattispecie, infatti, anche se il contribuente presenta la dichiarazione, la sua fattispecie resta quella di “dichiarazione omessa“.

Quindi presentare la dichiarazione non ti agevola in nessun modo. Per questo motivo devi cercare di evitare di incorrere nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi.




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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI: COSA FARE?

Se ti trovi in una situazione in cui hai omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi, per prima cosa non preoccuparti.

Ti consiglio di verificare sempre alcune cose prima di allarmarti.

La prima è quella di verificare se eri davvero tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

Per verificarlo ti lascio questo link alla nostra guida sull’argomento: “Casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi“.

Il secondo aspetto che ti consiglio di considerare riguarda i termini di decadenza dalle azioni accertative. Per verificare se l’Agenzia delle Entrate ha facoltà di notificarti un accertamento leggi  questa guida sull’argomento. “Termini di accertamento di imposte sui redditi e Iva“.

Una volta effettuate queste verifiche puoi davvero renderti conto se ti trovi in una fattispecie di omessa dichiarazione.

In caso affermativo la cosa migliore che posso consigliarti è quella di affidarti ad un dottore commercialista esperto.

Quello che voglio dire è che in questi casi fare da soli, se non si ha esperienza, può portare a commettere errori ancora più grandi. Se non hai un consulente di riferimento di seguito troverai il form di contatto per metterti in contatto con noi.

Avere l’ausilio di un esperto ti sarà di fondamentale importanza per capire come muoverti e soprattutto per capire se e come presentare comunque la dichiarazione che hai omesso.

Solo con un professionista potrai inviare in sicurezza la dichiarazione e potrai avere il modello F24 per il pagamento delle relative imposte e delle sanzioni dovute.  Oltre, naturalmente al pagamento degli interessi dovuti per il ritardato pagamento.

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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI: SERVIZIO DI CONSULENZA

Inutile dirti che se ti trovi in una situazione di dichiarazione dei redditi omessa hai bisogno di aiuto.

Specialmente nel caso in cui tu abbia omesso la dichiarazione per redditi esteri non dichiarati, hai bisogno della consulenza di un esperto in questo ambito.

Classico caso che riscontro nella pratica è quello di redditi da lavoro dipendente esteri non dichiarati. Oppure il caso di conti correnti esteri o immobili esteri non dichiarati.

Quello di cui hai bisogno è ricevere una panoramica chiara della situazione con tutte le opzioni che hai a disposizione per individuare la migliore alla tua situazione. Solo a quel punto, avendo individuato imposte, sanzioni e interessi da versare potrai prendere la tua decisione.

La decisione deve essere ponderata ed accompagnata dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Per questo un valido consulente ti sarà fondamentale.

Non indugiare, contattami compilando il form seguente.

Potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato, in grado di soddisfare ogni tua esigenza.

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358 COMMENTS

  1. Ok.
    Vi terrò sicuramente in considerazione in futuro.
    Vi ringrazio per il lavoro che svolgete.

  2. Buongiorno a Voi.Ma se quest’anno non dovessi pagare il 730 di quest’anno( sono 530€, non ce la faccio a pagarle) 2016 per il l 2015 precompilato che l’agenzia delle entrate mi ha mandato via web,assodato che le sanzioni mi arriverebbero tra circa quattro anni, Le chiedo: il prossimo anno l’agenzia delle entrate mi manda regolarmente il 730 anno 2017(per il 2016), o ci sono già’ delle sanzioni ivi presenti, o non me lo manda proprio?Saluti,massimo

  3. Salve, se lei presenta il 730 avrà direttamente le ritenute in busta paga. L’importo le sarà trattenuto dallo stipendio, quindi, non riesco a capire la sua domanda.

  4. Salve e premetto un grazie per questo vostro utile servizio. Spiego rapidamente i fatti: il Caf non ha dichiarato la mia pensione estera erogata dalla Germania che percepisco dal 2012 (sono titolare di pensione italiana di 29 anni contributivi + 11 contributivi della Germania e sono residente in Italia) affermando che non era da dichiarare; in più il Caf non ha dichiarato la pensione della mia coniuge riferita al 2014 (che è pensionata e attualmente dipendente con contratto partime).

    Tutto ciò è venuto fuori con la recente compilazione della dichiarazione dei redditi da parte del Caf dove solo adesso si sono accorti della situazione. In risposta il Caf afferma che ora dobbiamo pagare quanto dovuto senza assumersi una neanche minima responsabilità.

    Come mi dovrei comportare? A cosa vado incontro? Possibile che per i loro errori debba ritrovarmi in tale situazione ed eventualmente pagare anche le probabili sanzioni quando tutto ciò verrà fuori? La situazione mi preoccupa non poco.

  5. Mi scusi se mi sono espresso male.Se quest’anno non pago il 730 precompilato che l’ag.delle entrate mi ha fatto avere, il prossimo anno che succede? Me lo rimanda conteggiando l’IRPEF del solo prossimo anno, non me lo rimanda affatto non avendo i dati dell’acconto o me lo manda conteggiando l’IRPEF dovuta e gli acconti per tutti e due gli ultimi due anni?Se non me lo rimanda ( il prossimo anno)io comunque potrei farlo ugualmente presso il CAF , volendo?
    Spero di essermi espresso bene.
    Grazie mille

  6. Salve, mia madre è una badante peruviana, non ha fatto il 730 del 2013 e 2014. Voleva sapere cosa dobbiamo fare in questa situazione.

    Grazie mille.

  7. Il fatto che l’Agenzia le abbia inserito il 730 precompilato nella sua pagina personale non significa che tale dichiarazione dei redditi è stata presentata. Se lei non la accetta e le invia nei termini, la dichiarazione è considerata omessa. Se la dichiarazione è omessa il suo sostituto di imposta non le detrarrà niente dallo stipendio, in quanto non avrà alcun documento che lo giustifichi a farlo per conto dello Stato. Naturalmente i redditi che lei ha percepito sono noti all’Agenzia delle Entrate, quindi nei mesi successivi riceverà sicuramente un avviso di accertamento volto a recuperare le imposte da lei dovute e non versate a causa dell’omessa dichiarazione. Quello che rischia è di dover pagare tutte le imposte dovute, oltre a sanzioni che possono variare dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e interessi di mora. Quello che bisogna capire, a mio avviso, è il motivo per il quale non vuole presentare la dichiarazione. Le imposte dovute con il 730 possono comunque essere rateizzate. Se ha bisogno di maggiori informazioni la posso contattare in privato.

  8. Salve, tutti quei redditi dovevano essere effettivamente dichiarati. Quello che rischia è un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate con sanzioni dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta. Molto spesso i Caf fanno firmare ai clienti una dichiarazione di non responsabilità per eventuali errori compiuti. Verifichi di non aver firmato niente del genere, e poi nel caso potrà comunque agire per fare valere le responsabilità del centro a cui si era rivolto. Le sanzioni dovrebbero accollarsele loro, in quanto intermediari della dichiarazione.

  9. Salve, purtroppo non è possibile intervenire le due dichiarazioni sono considerate omesse. L’unica cosa da fare è aspettare l’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate nei 6 anni successivi a quelli oggetto di dichiarazione.

  10. Grazie per la risposta. Per rimediare ai mancati versamenti hanno intenzione di farmi pagare le imposte dovute con F24. Che ne pensate? Secondo voi come sarebbe meglio procedere?

    Questa dichiarazione di non resposansibilità non è che è nascosta e/o magari scritta in piccolo e dunque difficile da individuare? Grazie ancora.

  11. Le fanno pagare adesso le imposte dovute per gli anni passati con F24, utilizzando il ravvedimento operoso. Questo può anche essere corretto, ma il problema di fondo rimane. Hanno palesemente sbagliato e il pagamento delle imposte non la mette al riparo dalle sanzioni per omessa dichiarazione che comunque le arriveranno. Queste sanzioni devono essere fatte pagare a chi era responsabile dell’invio della sua dichiarazione. Dovrà agire ricorrendo ad un legale.

  12. Mi conviene rivolgermi a un legale ora o soltanto nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate mi notificherà il problema? Su internet avevo letto anche della possibilità di “autodenunciarsi” all’Agenzia delle Entrate esponendo il problema ma davvero non so bene come muovermi. Grazie ancora del supporto.

  13. Il fatto di autodenunciarsi le farà solo arrivare immediatamente le sanzioni, anticipa quello che invece potrebbe avvenire nei prossimi anni, non le risolve il problema.

  14. Daccordo. Per ora mi adopero per il ravvedimento operoso in F24 come mi hanno detto al Caf stando attento a tutto quello che mi danno da firmare per evitare scarichi di loro responsabilità. Nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate chiederà le sanzioni agirò tramite legale. Vi ringrazio ancora per il supporto (e la pazienza) davvero prezioso per chi si ritrova in queste situazioni malgrado.

  15. Ho visto che il termine per l’accertamento per omessa dichiarazione è passato da 5 anni a 7 anni. Ma questo vale per le dichiarazioni future, o anche per quelle passate?

  16. L’articolo 1, comma 131, della Legge n. 208/2015 ha così modificato, il citato articolo 43 del DPR n. 600/73, che attualmente dispone che i poteri di accertamento devono essere così esercitati:
    – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi o Iva (in luogo del quarto anno);
    – entro il 31 dicembre del settimo anno successivo in caso di dichiarazione omessa o nulla (in luogo del quinto anno).
    La novità è applicabile a decorrere dal periodo di imposta 2016 con riferimento, cioè, al modello Unico 2017. Può trovare maggiori informazioni a questo link.

  17. Salve, avrei bisogno di un consiglio: Nel 2011, ho venduto un’attività commerciale che ha generato una plusvalenza tassabile di 14.080 euro, ed ho optato per la tassazione frazionata della plusvalenza in quote costanti nell’esercizio 2011, e nei quattro successivi. Avendo cambiato consulente al termine dell’anno 2011, il nuovo professionista che tutt’ora mi segue, non ha preso in considerazione le quote per gli anni 2012, 2013, 2014, 2015. Dal controllo della dichiarazione modello unico 2012, l’agenzia delle entrate ha riscontrato il pagamento di 1/5 della plusvalenza per l’anno 2011 e la mancanza per gli anni successivi. Oggi mi contestano per l’anno 2011 un maggiore valore della produzione, perchè pretendono anche gli altri 4/5 dichiarati nell’anno di competenza 2011, con maggiore aggravio dell’irpef per 2346 euro, delle addizionali comunali per 141 euro, regionali per 406 euro, inps per 1772 euro oltre che una sanzione per 2998 euro e gli interessi per 498 euro. Il mio attuale consulente, accusa quello precedente per una mancata spunta nell’opzione del quadro “RS” e che l’accertamento riguarda il 2011; il consulente precedente, accusa quello attuale perchè le somme contestate riguardano gli anni di sua competenza. In ogni caso l’attuale professionista che mi segue mi sconsiglia il ricorso, perchè ritiene che le cifre siano dovute, in quanto non dichiarate comunque, ed accettando la cartella posso usufruire del pagamento della sanzione di 1/3 e la rateizzazione in 2 anni; inoltre prospetta che i ravvedimenti nelle dichiarazioni 2012, 2013, 2014, mi costringano a pagare immediatamente le somme dovute. Io credo che se la plusvalenza fosse stata correttamente frazionata, non sarebbero scattati i parametri delle addizionali e inps. E’ possibile che per un loro errore, debba pagare 6400 euro io? Non è possibile dimostrare la mia buona fede con la quota dichiarata nel 2011 e quindi la volontà di ripartire negli anni successivi la parte restante? A quale dei due professionisti compete la responsabilità dell’errore? Ho letto online anche di una possibilità di mediazione, cosa mi consigliate? Grazie in anticipo.

  18. Salve, l’errore è stato del consulente al quale si è rivolto, ed indirettamente si è trasferito sulla sua dichiarazione. Le somme richieste sono dovute, se presenta ricorso, perde soltanto del tempo e anche altri soldi. A mio avviso quello che dovrebbe fare è pagare l’accertamento e poi rifarsi per le sanzioni sul consulente che ha presentato per lei la dichiarazione. Poi dovrà presentare le integrative per gli anni successivi per sanare la situazione completamente.

  19. Buongiorno,
    mio marito è dipendente e nel 2008, a seguito della morte del padre, ha ereditato 1/6 di una casa in provincia di Salerno vuota, non è affittata. Ci siamo resi conti che non ha mai fatto il 730 anche perchè prima di allora non aveva altre proprietà, solo lo stipendio……….quest’anno lo presenteremo anche perchè avendo ora una figlia vorremmo scaricare le spese. Potrebbe incorrere in una multa? se si di quanto?

    Grazie

  20. Salve, l’immobile andava dichiarato, tuttavia se lo stesso è posto in Comune diverso rispetto a quello di residenza non vi sono imposte da versare per gli anni passati, quindi la situazione è in regola. Le cose cambiano se l’immobile è sito nello stesso Comune di residenza di suo marito. Nel caso è dovuta una quota di Irpef. L’Agenzia potrebbe emettere nei prossimi anni un accertamento per riportare a tassazione questa quota di reddito. Trattandosi di importi esigui non credo accadrà niente.

  21. Salve ho appena presentato la dichiarazione dei redditi 2012 PF (anno d’imposta 2011), purtroppo è stata omessa per una dimenticanza. La dichiarazione dei redditi è a credito. Qual’è l’importo della sanzione da versare? Me la calcola direttamente l’agenzia dell’entrate?
    Grazie.

  22. La dichiarazione ormai è considerata omessa dall’Agenzia, in quanto i termini sono scaduti da tempo. Sarà la stessa Agenzia ad effettuare un accertamento nei suoi confronti per ricostruire in modo induttivo i suoi redditi per quell’anno, basandosi su ogni elemento a sua disposizione, prescindendo da quello che lei ha dichiarato. Saranno poi applicate sanzioni e interessi dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, ridotti ad 1/6 se paga nei 60 giorni successivi alla notifica dell’atto.

  23. Buonasera,
    l’anno precedente non ho fatto la dichiarazione dei redditi poiché non ero tra i soggetti obbligati alla compilazione avendo solo un cud come lavoro dipendente. Peccato che mi sono dimenticato che avrei potuto richiedere il credito d’imposta per affitto per giovani dai 20 ai 30 anni. Ci sarebbe modo di presentare la vecchia dichiarazione? potrebbe configurarsi l’omessa dichiarazione e pagando la sanzione, presentare dichiarazione a credito?

  24. Salve, la dichiarazione è ormai considerata omessa. In ogni caso anche qualora volesse presentarla è conveniente pagare sanzioni per avere un credito che probabilmente sarà inferiore alle sanzioni da pagare?! Valuti questo aspetto.

  25. Buongiorno,
    purtroppo, a causa di un motivo che non riesco a spiegarmi, dalla compilazione del 730 Precompilato è emersa l’impossibilità di inviare il medesimo in tempo utile. Ora mi trovo nella condizione di dover sanare una omessa/ritardata dichiarazione dei redditi. Cosa debbo fare per mettermi in regola? Debbo andare all’Agenzia delle Entrate? Debbo affidarmi ad un professionista?
    Grazie per l’aiuto!

  26. Sarà sufficiente rivolgersi al un professionista per redigere il modello Unico, che deve essere inviato all’Agenzia entro il 30 settembre prossimo.

  27. Buongiorno, vi devo porre una domanda che purtroppo per ovvie ragioni mi sta facendo arrovellare. A causa di motivi personali purtroppo non sono stata in grado di presentare la dichiarazione dei redditi per due anni. Ora a breve, tra pochi giorni, farò l’unico 2016. Cosa devo dire ai consulenti del Caf e cosa mi succederà? N.B. Sono sempre stata in regola ma gli ultimi due anni sono stati per me un inferno sul piano personale e tutto ne ha risentito in modo negativo. Certamente immagino dovrò rimediare a questa omissione… spero non sia così grave e che io riesca a pagare questo mio grande errore. Grazie. Volevo aggiungere che non ho beni di nessun tipo a mio nome. Il mio lavoro è di dipendente statale il cui stipendio è di circa 1500 euro al mese.

  28. Salve, le dichiarazioni degli ultimi due anni sono considerate omesse. Ora, bisogna verificare se lei era obbligata o meno alla presentazione di queste due dichiarazioni. Se non ha percepito altri redditi oltre a quelli di lavoro dipendente e le giornate lavorative sono state 365, allora non era obbligata a presentare quelle dichiarazioni e non le succederà niente (a patto come dice che non abbia immobili o altri redditi percepiti). Al consulente che le farà la dichiarazione di quest’anno spieghi quali erano i suoi redditi passati e così potrà avere ulteriore conferma che non era obbligata alle dichiarazioni precedenti.

  29. Grazie mille per la risposta celere e precisa. Se invece ero obbligata, cosa mi succederà? Giusto per sapere e prepararmi. Grazie

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