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Ricevuta prestazione occasionale guida alla compilazione

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Guida pratica alla compilazione della ricevuta per attività di lavoro autonomo occasionale. Tutti i punti chiave per compilare correttamente la ricevuta spiegati passo per passo. Il modello di ricevuta per lavoro autonomo occasionale da scaricare.

La ricevuta è l’elemento indispensabile per tutti i soggetti che si trovano ad effettuare un’attività di lavoro autonomo occasionale.

La ricevuta assolve la funzione di quietanza di pagamento per il committente la prestazione e allo stesso modo serve a certificare il compenso percepito dal lavoratore.

Per questo motivo ogni soggetto che si avvi a svolgere un attività di lavoro autonomo occasionale, dovrebbe avere ben chiaro il ruolo fondamentale assolto dalla ricevuta, e dovrebbe sapere come compilarla correttamente.

Per questo motivo, approfittando anche delle numerose domande che mi arrivano dai lettori, ho pensato di scrivere la nostra guida definitiva dedicata alla compilazione della ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Cominciamo!

Ricevuta per prestazione occasionale

Attività di Lavoro Autonomo Occasionale

Il lavoro autonomo occasionale è disciplinano all’interno dell’articolo 2222 del c.c., che riguarda il contratto di opera. Sulla base di quando previsto dalla normativa posiamo definire lavoratore autonomo occasionale:

il soggetto che si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale

Da questa definizione possiamo individuare le caratteristiche essenziali del di questa particolare tipologia di lavoro, legate all’assenza di alcuni elementi, ovvero: abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

In presenza di questi elementi, invece, la prestazione deve essere considerata come effettuata in maniera professionale, e quindi, è obbligatoria l’apertura della partita Iva.

Non volendo, tuttavia, essere esaustivo su questo aspetto, ti consiglio di e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “Regime Forfettario“. Si tratta di un regime fiscale privilegiato che consente una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Una volta che hai verificato che l’attività di lavoro autonomo (attenzione non attività commerciale), che stai svolgendo ha le caratteristiche per rientrare nel lavoro autonomo occasionale, può esserti utile seguire passo passo i nostri consigli per la compilazione della ricevuta che dovrai rilasciare al committente.


Compilazione della Ricevuta per Attività di Lavoro Autonomo Occasionale

Vediamo di seguito tutti i passaggi per arrivare alla corretta compilazione della ricevuta per Lavoro Autonomo Occasionale.

Prima di tutto, una precisazione. Trattandosi di un documento non fiscale, la ricevuta può essere predisposta su un qualsiasi foglio di carta bianca. Comunque di seguito puoi trovare il nostro modello di ricevuta per prestazione occasionale da scaricare.

Quando devo rilasciare la ricevuta per prestazione occasionale?

La ricevuta per prestazione occasionale deve essere rilasciata al cliente solo e solamente al momento del pagamento del compenso. La ricevuta, infatti, assolve la funzione di quietanza di pagamento.

Sostanzialmente, questo documento in mano al cliente gli certifica di aver pagato quella prestazione.

L’effetto per il prestatore di emettere una ricevuta prima del pagamento è di trovarsi nella condizione di dover pagare imposte su un compenso non (ancora) percepito.

Il Numero e Data della Ricevuta: la compilazione

I primi elementi da inserire nella ricevuta sono il numero progressivo di emissione e la data. A prima vista sembrano due elementi di facili e di poca importanza, tutt’altro. Molte ricevute per lavoro autonomo occasionale vengono compilare in maniera errata, proprio nell’indicazione della data.

Vediamone il motivo.

Ogni ricevuta deve riportare un numero progressivo annuale (1, 2, 3, etc), che identifichi inequivocabilmente il documento. Questa numerazione riparte da zero annualmente.

La data da inserire nella ricevuta deve essere obbligatoriamente quella in cui si è ricevuto il pagamento del corrispettivo. L’errore più comune è quello di inserire una data qualsiasi al documento, in quanto nella prassi il committente vuole ricevere la ricevuta dal prestatore prima di effettuare il pagamento.

Come detto, la ricevuta ha valenza di quietanza di pagamento per il committente, quindi, rilasciargli la ricevuta prima del pagamento equivale a certificare che la transazione è avvenuta.

Per questo motivo, se non hai adeguata sicurezza che il committente effettui il pagamento non consegnate la ricevuta prima che il pagamento sia stato effettuato.

Compilazione dei dati anagrafici del prestatore e del committente

Questa parte è molto semplice, per prima cosa è necessario indicare i dati anagrafici del prestatore, avendo cura di inserire il proprio codice fiscale e l’indirizzo di residenza.

Stessa cosa deve essere fatta per il committente. In questo caso devi prestare molta attenzione al fatto che il committente sia o meno un soggetto dotato di partita IVA, (sia esso un professionista, una ditta individuale, una società, o un’associazione).

Se il committente è un soggetto professionale, oltre ai soliti dati anagrafici dovete inserire anche il suo numero di partita IVA.

Questo aspetto è molto importante in quando influirà sulla compilazione numerica della ricevuta, per quanto riguarda l’applicazione della ritenuta di acconto, come vedremo in seguito.

Compilazione della descrizione dell’attività svolta

Nella parte descrittiva della ricevuta deve essere indicata la descrizione dell’attività svolta dal prestatore. E’ consigliabile indicare anche i giorni nella quale la prestazione è stata effettuata, avendo cura di specificare anche le ore in cui la stessa è stata svolta.

Pur non essendo obbligatoria questa precisa indicazione dei termini di svolgimento dell’attività, l’indicazione di questi dati può essere utile al prestatore e al soggetto committente. Questo, nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria vada, in caso di controlli, a contestare l’esercizio di un’attività abituale e professionale in luogo di quella occasionale. Ebbene, l’indicazione sulla ricevuta delle ore prestate più risultare un elemento a nostro favore.

Il corrispettivo lordo nella ricevuta per prestazione occasionale

Il corrispettivo lordo della prestazione è l’importo concordato tra committente e prestatore per l’esecuzione della prestazione di lavoro autonomo occasionale.

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale si caratterizzano per essere delle prestazioni del tutto sporadiche ed occasionali, per le quali non è obbligatoria la stipula di un contratto.

Tuttavia, per avere una qualche evidenza del rapporto contrattuale che si è instaurato tra committente e prestatore d’opera può essere opportuno arrivare a stipulare un contratto, dove dovrà essere indicato anche il corrispettivo lordo della prestazione.

Tale contratto, può diventare importante nel caso di contestazioni sulla prestazione e nel caso in cui vi sia il mancato pagamento della prestazione.

La ritenuta di acconto sul corrispettivo lordo

L’applicazione della ritenuta di acconto nella ricevuta per prestazione occasionale è dovuta solo se il committente:

  • E’ un soggetto titolare di partita IVA, oppure un’associazione o fondazione dotati di codice fiscale;
  • Trattasi di soggetto avente residenza o sede in Italia.

Quindi, al contrario, quando la prestazione è svolta verso:

  • Soggetti privati o
  • Soggetti aventi residenza o sede fuori dal territorio nazionale

la ricevuta per prestazione occasionale non prevede l’applicazione della ritenuta di acconto.

Sostanzialmente, per stabilire se la ritenuta deve essere applicata il prestatore d’opera deve verificare se il proprio committente rientra nella qualifica di “sostituto di imposta“. La definizione la si può ritrovare all’interno dell’articolo 64 del DPR n. 600/73.

A titolo esemplificativo, assumo la qualifica di sostituto di imposta le persone fisiche esercenti arti o professioni, gli esercenti attività commerciale, le società e gli enti di ogni tipo, le società agricole, i condomini, le associazioni, ecc.

Ogni qualvolta il soggetto che esercita attività di lavoro autonomo occasionale si trova a dover effettuare la prestazione nei confronti di uno di questi soggetti è tenuto ad applicare nella ricevuta la ritenuta di acconto.

Che fine fa la ritenuta d’acconto trattenuta dal committente?

La ritenuta d’acconto rappresenta un acconto ai fini IRPEF, che il committente è tenuto a versare all’Erario, per conto del soggetto che ha prestato per lui l’attività lavorativa. In pratica, il committente effettua un versamento all’Erario per conto del prestatore d’opera che subisce la ritenuta, attraverso la detrazione di parte del suo compenso (corrispettivo lordo).

La ritenuta di acconto si determina applicando una percentuale (l’aliquota è del 20%), che andrà detratta dal corrispettivo lordo.

La ratio dell’applicazione della ritenuta di acconto consiste nella maggiore affidabilità per l’Erario, che il versamento delle imposte venga effettuato correttamente, se l’onere è affidato ad un soggetto terzo rispetto a quello su cui grava l’onere tributario (prestatore di opera).

Nel caso in cui il prestatore abbia percepito nell’anno soltanto compensi per prestazione occasionale di importo non superiore a 4.800 euro la ritenuta può essere recuperata.

In questo caso, infatti, presentando la dichiarazione dei redditi è possibile recuperare l’importo della ritenuta di acconto subita, che si trasforma in credito di imposta. Credito che puoi utilizzare per il pagamento di altre imposte, con modello F24 oppure puoi chiedere il rimborso di tale credito.

La ritenuta previdenziale alla gestione separata INPS

Il soggetto che effettua attività di prestazione occasionale deve sempre monitorare l’importo delle stesse raggiunte ogni anno. Infatti, l’INPS prevede che il prestatore nel momento in cui raggiunge la soglia dei 5.000 euro lorde di prestazioni occasionali debba versare contributi INPS.

Al superamento della soglia il prestatore è tenuto ad effettuare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. La disposizione è quella prevista dall’articolo 44, comma 2, del DL n 269/03.

L’iscrizione, deve essere effettuata a cura del soggetto committente la prestazione. Infatti, il prestatore quando si accorge di essere arrivato a superare la soglia di compensi annui è tenuto ad avvertire il suo committente (solitamente con una certificazione firmata). Questi deve effettuare l’iscrizione del prestatore alla Gestione Separata, come collaboratore, ed effettuare la relativa ritenuta previdenziale.

La ritenuta previdenziale si applica soltanto sulla quota di compensi che supera la soglia dei 5.000 euro annui. Quindi, ad esempio, se hai raggiunto la soglia di 4.000 euro lordi e stai per svolgere una prestazione di 2.000 euro, la ritenuta di applica solo su 1.000 euro (la quota oltre i 5.000 euro).

Le aliquote di contribuzione INPS

Sono previste aliquote differenziate a seconda che il lavoratore occasionale sia privo o meno di altra tutela obbligatoria (per le aliquote in vigore “Aliquote gestione separata“). Attualmente, l’aliquota INPS per i lavoratori parasubordinati è del 34,23%.

Il committente è tenuto, quindi, a farsi carico della contribuzione previdenziale del lavoratore. Contribuzione che non è, in alcun modo, a carico del lavoratore. Questo, in quanto la ritenuta previdenziale (ovvero l’importo dei contributi a carico del prestatore) non costituisce compenso ex art. 25 e 25-bis DPR n 600/1973 (a differenza del 4% di rivalsa dei professionisti inscritti a Gestione Separata INPS).

Il contributo previdenziale, infatti, soltanto formalmente è suddiviso per i 2/3 sul committente e per il restante terzo a carico del prestatore. Infatti, tutto il carico previdenziale rimane a totale carico del committente. Il prestatore non ne rimane inciso nel suo compenso.

Sul punto appare utile ricordare quali sono gli obblighi di versamento dei contributi per i committenti.

I committenti interessati devono versare i contributi INPS sugli emolumenti dagli stessi corrisposti nel predetto anno, entro il giorno 16 del mese successivo al relativo pagamento.

Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24 e utilizzando i codici tributo:

  • CXXsoggetti non iscritti ad altra forma pensionistica” o
  • C10soggetti iscritti ad altra forma pensionistica“.

Corrispettivo netto della ricevuta

Il corrispettivo netto è il risultato di una semplice sottrazione, ovvero la differenza tra:

  • Il corrispettivo lordo;
  • L’importo della ritenuta di acconto.

Il risultato di questa sottrazione è, appunto, il corrispettivo netto che il lavoratore percepisce al momento del pagamento della prestazione.

Ricordo che per i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale nei confronti di soggetti che non rientrano tra i sostituti di imposta (c.d. “privati“), il corrispettivo lordo e netto coincidono. In questo caso, infatti, come detto, non è dovuta la prestazione occasionale.

Questo è l’importo che finanziariamente viene erogato al prestatore, ma l’importo che deve essere preso in considerazione per la dichiarazione dei redditi è il corrispettivo lordo (e la relativa ritenuta d’acconto). Questi elementi, vengono poi riepilogati e certificati dal committente nella Certificazione Unica. La Certificazione Unica deve essere rilasciata al prestatore, da parte del committente, entro la fine del mese di marzo, con riferimento all’anno precedente.

La rilevanza dei rimborsi spesa

Anche per i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale, l’articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86 dispone che l’imponibile fiscale sia ricavato per differenza tra:

  • L‘ammontare percepito nel periodo di imposta e
  • Le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Questo significa che il soggetto che effettua un’attività di lavoro autonomo occasionale può portare a riduzione del proprio reddito le spese inerenti l’attività che ha sostenuto.

In alternativa, il lavoratore può chiedere al committente il rimborso di queste spese sostenute. Nel caso, tali spese non possono essere portare a deduzione del proprio reddito, proprio perché oggetto di rimborso da parte del committente.

Nel caso in cui il committente accetti di rimborsare le spese sostenute dal lavoratore, questi ha diritto ad indicare nella propria ricevuta l’importo delle spese che si intende farsi rimborsare dal committente.

Tali spese, ove adeguatamente dimostrate attraverso ricevuta, scontrino o fattura, non concorrono a formare reddito per lavoratore occasionale, quindi, non dovranno essere assoggettate a ritenuta di acconto. Classico caso è quello relativo alle spese di viaggio e trasporto.

In questo caso tutte i documenti dovranno essere allegati alla ricevuta. Nel caso opposto, ove il rimborso sia a forfait, questo costituirà ulteriore compenso per il lavoratore, che dovrà essere assoggettato a ritenuta di acconto.

E’ opportuno, quindi, prestare la dovuta attenzione alla tipologia di rimborso che andrai a chiedere al committente.

Il netto a pagare della ricevuta

Il netto a pagare è la voce ultima della parte numerica della ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Tale voce si determina aggiungendo al compenso netto il valore dei rimborsi spesa documentati (ove vi siano).

Altrimenti la voce compenso netto e netto a pagare saranno di importo coincidente. Questo importo è quello che sarà poi pagato dal committente.

La marca da bollo nella ricevuta per prestazione occasionale

Infine, ricordo che è obbligatorio apporre sulla ricevuta la marca da bollo da €. 2,00, quando la prestazione supera la soglia dei € 77,47 .

La marca da bollo è a carico del soggetto che presta la propria opera, ma può essere facoltativamente addebitata nella ricevuta al committente. In questo caso il riaddebito della marca da bollo nella ricevuta non costituendo compenso non deve essere assoggetta a ritenuta di acconto.

La marca da bollo deve essere apposta sull’originale della ricevuta che deve essere rilasciata al soggetto committente al momento del pagamento del compenso pattuito.

Indicazioni finali da inserire nella Ricevuta

In calce alla ricevuta devono essere riportate alcune indicazioni utili al committente, sia da un punto di vista fiscale che previdenziale:

Operazione non soggetta a IVA a norma dell’articolo 5, comma 2, DPR n 633/72

Tale indicazione è fondamentale per dimostrare al committente che la nostra ricevuta riguarda una prestazione di lavoro autonomo occasionale. E’ un elemento fondamentale della ricevuta che qualifica il documento come tale.

Dichiarazione di non aver superato al soglia dei €. 5.000

Questa dichiarazione è fondamentale per dimostrare al committente che non deve versare alcun contributo previdenziale alla Gestione separata in merito alla prestazione lavorativa.

Questa indicazione non può trovare riscontro quando si supera tale soglia. In questo caso, infatti, deve essere rilasciata al committente una comunicazione di superamento della soglia di 5.000 euro.


Esempi di compilazione di Ricevuta per Prestazione Occasionale

Vediamo adesso alcuni casi con esemplificazione numerica di compilazione della ricevuta per prestazione occasionale.

Ricevuta per prestazione occasionale verso privato

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20%)
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto€ 1.100

In questo esempio, il compenso lordo è di 1.000 euro a cui si aggiungono 100 euro di riaddebito di spese di trasporto documentate da fattura. Non si applica la ritenuta di acconto in quanto si tratta di committente privato.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente sostituto d’imposta

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo)€ 200
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 900

In questo caso il compenso di 1.000 euro è soggetto all’applicazione di una ritenuta di acconto del 20% (200 euro). Il rimborso spese di trasporto documentate da fattura non è soggetto a ritenuta di acconto.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente sostituto di imposta e rimborso forfettario

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso)€ 220
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 880

In questo caso, rispetto al precedente il rimborso spese non è documentato, ma a forfait. Per questo motivo tale rimborso costituisce compenso aggiuntivo e deve essere assoggettato a ritenuta di acconto.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente sostituto di imposta e contribuzione INPS

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 6.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso)€ 1.200
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 4.900

Ipotizziamo questa volta una prestazione di 6.000 euro. In questo caso, superando il valore lordo di 5.000 euro deve essere applicata la contribuzione INPS alla Gestione Separata.

Il committente è tenuto all’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS come collaboratore. In questo caso, quindi, deve provvedere al versamento dei contributi per suo conto.

I contributi previdenziali non appaiono nella ricevuta in quanto, anche se formalmente sono suddivisi per 2/3 sul committente ed 1/3 sul prestatore, questa suddivisione è solo formale. Questo, in quanto l’iscrizione INPS avviene come “collaboratore“. Per questo motivo tutta la contribuzione avviene a carico dell’azienda committente.

Ricevuta per prestazione occasionale e rimborso marca da bollo

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso) € 200
Riaddebito marca da bollo€ 2
Compenso netto (lordo – ritenuta + riaddebito) € 802

In questo caso il riaddebito della marca da bollo non entra nella base imponibile della ritenuta di acconto non costituendo compenso.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente estero

Questa è una domanda che mi viene posta con molta frequenza, ovvero come devo comportarmi se ricevo una prestazione da parte di un committente estero.

Vediamolo insieme.

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso)
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 1.100

In questo caso, trattandosi di committente estero non vi sono obblighi di sostituzione di imposta. Quindi, non si applica alcuna ritenuta in fattura (tutte le imposte si applicano in dichiarazione dei redditi).

Nel caso in cui nell’anno vengano superati i 5.000 euro le prestazioni effettuate verso committenti esteri non prevedono l’applicazione dei contributi INPS. Il committente estero (che non è identificato direttamente in Italia e non ha stabile organizzazione) non ha obblighi previdenziali in Italia.

In questo caso, quindi, l’importo lordo coincide con il netto a cui si aggiunge (eventualmente) il rimborso documentato.


Ricevuta per Prestazione Occasionale: conclusioni e consulenza

La realizzazione di questo articolo è frutto della collaborazione dei lettori di Fiscomania.com. Ho deciso, infatti, di raccogliere tutte le domande, i contributi, ed anche gli approfondimenti dei lettori per scrivere questo articolo.

Ad oggi questo rappresenta una guida aggiornata e completa sulla ricevuta per prestazione occasionale. Ti invito, tuttavia, a continuare a fare domande sull’argomento in quanto possono essere utili per aggiornare nuovamente l’articolo ed arricchirlo ancora.

Il consiglio che posso darti è quello di prestare la massima attenzione al momento della compilazione della ricevuta per prestazione occasionale. Comunque, qualora tutto questo non dovesse esserti sufficiente ti consiglio di contattarmi per una consulenza.

Segui il link sottostante per metterti in contatto con me e ricevere una consulenza personalizzata sull’argomento. Potrai così risolvere i tuoi dubbi in modo definitivo.

148 COMMENTI

  1. Grazie mille per la risposta,
    Potrebbe indicarmi quale è la motivazione che non permette di rientrare nel lavoro autonomo occasionale.
    Considerando l’articolo 2222 del c.c e quanto da lei riportato nell’articolo: “il soggetto che si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale”, mi sembra calzare perfettamente, trattandosi di un “opera” manuale svolta senza vincoli.
    Grazie e buone feste

  2. Salve, sono un pensionato INPS e vorrei intraprendere un lavoro autonomo occasionale (consulenze tecniche di parte).
    Nel caso di lavoro autonomo occasionale con importo lordo inferiore ai 5 mila euro erogato ad un privato, sulla ricevuta non viene indicata e trattenuta la ritenuta di acconto del 20% e si effettua la dichiarazione dei redditi.
    Nella dichiarazione dei redditi viene applicato sul lordo solo il 20% oppure una percentuale diversa? Se diversa, quale?
    Grazie.

  3. Sono un lavoratore dipendente. Posso però emettere una ricevuta per lavoro occasionale a un altro soggetto IVA?

  4. Un committente mi ha bonificato il 31/12 senza preavviso e non mi ero premunito di comprare una marca da bollo dell’anno scorso. Esiste una analogo di “ravvedimento operoso” sulla data della marca? Vedo nei commenti precedenti che se è posdatata comporta una sanzione significativa in caso di controlli.
    Grazie.

  5. Ah, non me lo aspettavo. Quindi se sono sprovvisto di una marca da bollo predatata basta metterne due postdatate, a mo’ di sovrattassa? O intendeva dire che, laddove avessi già apposto una marca postdatata, posso regolarizzare aggiungendone una vecchia se la trovo da qualche parte?
    Grazie di nuovo

  6. Buongiorno,

    ho svolto delle prestazioni occasionali per un cliente estero (germania) senza aprire partita iva, quindi emettendo semplice ricevuta di pagamento senza ritenuta d´acconto. Il cliente mi chiede tuttavia di inserire sualla ricevuta “vat reverse charged”, Lo devo fare? grazie

  7. Il soggetto tedesco le chiede una fattura, lei non ha un numero di partita IVA e pertanto non può rilasciare il documento richiesto. La sua ricevuta non può essere considerata fattura in reverse charge da parte del committente tedesco.

  8. E’ possibile inviare una ricevuta di prestazione occasionale precompilata e firmata (alla quale manca solo marca da bollo) tramite email non certificata? Ha la medesima valenza della ricevua di prestazione occasionale consegnata personalmente?

  9. Non c’è obbligo di consegna per PEC delle ricevute, bene anche la trasmissione per email. Deve fare attenzione alla marca da bollo, se dovuta deve indicare sulla copia il numero della marca da bollo applicata.

  10. Salve,
    per la soglia di 5.000€ lorde vanno considerate le ricevute rilasciate nell’anno civile (quindi dal 1 gennaio al 31 Dicembre) o nell’anno solare (quindi nei 12 mesi precedenti l’emissione della ricevuta)?

    grazie

  11. Salve,
    Sto entrando da poco nel mondo lavorativo e non mi sono chiare molte cose. Sono in procinto di svolgere un lavoro autonomo occasionale (prima di aprire la partita IVA).
    Ho compreso come compilare la ricevuta, grazie alla vostra guida, ma non ho capito come faccio poi a comunicare all’INPS le avvenute prestazioni. Andrò a svolgere assistenza ad una persona disabile a casa per poche ore mensili e la famiglia non mi sa rispondere in tal senso. Sarebbero loro a dovermi produrre la certificazione unica, essendo i miei committenti?

    Mi scuso per i mille dubbi.

    Grazie

  12. Salve
    desidero un chiarimento in merito allo sforamento del limite dei 5000 euro lordi.
    In quest’anno ho già emesso una ricevuta per un ammontare pari a 5000euro per un committente con partita IVA.
    Ora dovrei emettere una altra ricevuta per un secondo committente, sempre una azienda con partita IVA.
    In base a quanto mi sembra di capire, con questa seconda ricevuta devo avvisare il committente che è soggetoi al pagamento della corrispondente quota INPS, oltre alla ritenuta d’acconto, e che deve registrarmi come “collaboratore’. E questo eventualmente anche per successive ricevute emesse. E’ corretto? oppure essendo un committente differente dal primo, posso emettere una ricevuta per la sola ritenuta d’acconto?
    grazie del chiarimento

  13. Per l’analisi di situazioni personali per le quali è richiesto maggiore dettaglio, come nel suo caso, se vuole ci scriva in privato per una consulenza. La aiuteremo a risolvere i suoi dubbi.

  14. Gentilissimo,
    Sono educatrice professionale in esercizio di libera professione, per la presa in carico di un unico committente privato, posso rilasciare ricevuta per prestazione occasionale?

  15. Salve,
    le sue guide sono sempre molto utili.
    Tuttavia mi sorge un dubbio, quando la devo consegnare la ricevuta? Quando fanno il pagamento, giusto?
    Quindi in anticipo devo consegnare una sorta di preventivo, in modo tale che sappiano quanto pagare?

    Grazie
    Sara

  16. Salve, ho un dubbio, ho rilasciato nel 2019 una nota con l’oggetto della prestazione l’importo e la ritenuta d’acconto, purtroppo ho incassato solo una parte del pattuito. In questo caso il committente mi deve fare la certificazione solo per l’importo pagato? oppure mi deve certificare il totale? nel caso di certificazione parziale la ritenuta d’acconto va calcolata solo sul pagato? grazie in anticipo

  17. buongiorno, ma se svolgo una prestazione occasionale per un committente che si trova lontano da me e quindi a cui dovrò inviare il file della prestazione occasionale (per mail o messaggio), volevo sapere, nel caso in cui non volessi addebitargli il costo della marca da bollo, posso apporre quest’ultima sul documento, poi scannerizzarlo e inviarlo direttamente così al mio committente (ossia inviargli la scansione del documento con sopra la marca da bollo), in caso non potessi scannerizzare il documento sono obbligato ad addebitargli il costo della marca da bollo? la ringrazio per la disponibilità

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