Recupero-crediti_1

Oggi trattiamo un argomento spinoso a imprese e autonomi: il recupero crediti. Sempre più spesso purtroppo nel nostro paese le imprese fanno fatica a procedere ad azioni di recupero crediti nel caso in cui un cliente commissioni un lavoro senza poi saldarne il pagamento.

Pubblicità

La situazione è delicata, perché molte problematiche nel mercato del lavoro italiano derivano da queste situazioni, sempre più frequenti. Quando un’azienda o un libero professionista svolgono un determinato lavoro per un cliente, emettendo regolare fattura, ma quest’ultimo non procede al pagamento, o tarda nel saldare il debito, l’azienda o l’imprenditore può rischiare molto dal danno economico che ne deriva.

La situazione si fa ancora più complessa nel 2021, dato che a causa dello scoppio della pandemia e della limitazione agli spostamenti, si assiste a scenari di crisi economica su più fronti. Senza calcolare che la povertà, secondo recenti dati ISTAT, è in crescita nel nostro paese, e le aziende faticano a riprendersi.

Recupero-crediti_1

Recupero crediti: pagamenti non saldati che provocano un danno

I pagamenti non saldati possono provocare non poche problematiche alle imprese o ai liberi professionisti, che oltre a condurre un mestiere o offrire un servizio, si trovano ad avere a che fare con spese fisse che non possono evitare.

In questo scenario, risulta importantissimo procedere per tempo a recuperare i crediti, per non subire un ulteriore danno economico. In alcune situazioni poi, è difficile capire come procedere al recupero crediti, soprattutto quando il cliente risulta di fatto irraggiungibile dalle comunicazioni dell’azienda o del professionista a cui deve una somma di denaro.

Quando non si riesce a procedere autonomamente, è consigliato rivolgersi ad un istituto preposto alla riscossione dei crediti, valutando attentamente la scelta tra quelli presenti sul territorio. Le società di recupero crediti sono:

“soggetti specializzati nella gestione di pacchetti di crediti in sofferenza di proprietà di soggetti terzi, che normalmente sono banche, società finanziarie e società telefoniche.”

Quali sono le azioni di recupero crediti che si possono promuovere, prima dall’azienda o dall’imprenditore e poi, nel caso in cui ancora non si assistesse al saldo, da parte delle società di recupero?

Azioni di recupero crediti: cosa possono fare le imprese

Esistono azioni, dette atti stragiudiziali, che si possono compiere nel caso in cui un cliente non saldi il pagamento delle cifre per cui si trova in debito con l’impresa. L’azienda può procedere ad una di queste azioni, prima di richiedere l’aiuto di una società o mettere in campo procedure giudiziali:

Sollecitare il pagamento in via amichevole: l’azienda come prima cosa può procedere a sollecitare il pagamento tramite canali di comunicazione tradizionali, chiedendo al cliente di saldare il debito entro i termini stabiliti;

Accertarsi che non ci siano condizioni di impedimento al pagamento: può essere che la fattura non sia ancora scaduta, oppure che non sia arrivata a destinazione correttamente. E’ bene accertarsene prima di procedere ad azioni di recupero crediti;

Invio di una comunicazione formale: si procede a questo punto con l’invio di una lettera alla residenza del cliente insolvente, di natura formale, in cui si chiede di saldare il debito;

Rivolgersi ad una società di recupero crediti: in questo caso, se le altre forme di comunicazione non hanno garantito il saldo del debito, l’azienda può procedere tramite una società esterna di recupero crediti. La stessa potrà scegliere se proseguire con solleciti telefonici o inviare una persona alla residenza del cliente per chiedere il saldo del pagamento.

Rivolgersi ad uno studio legale: l’ultimo step prevede di rivolgersi ad uno studio legale competente, che possa portare il caso in sede giudiziaria per procedere al recupero. Questa è una scelta valida in tutti i casi in cui le cifre del debito sono elevate, o quando la situazione è perpetuata nel tempo.

Recupero crediti: la situazione dei liberi professionisti

Abbiamo visto come un’azienda o un’impresa strutturata può procedere al recupero crediti, ma cosa accade quando è un lavoratore autonomo, o un professionista, a trovarsi in una situazione simile? In questo caso il lavoratore autonomo non può attingere facilmente alle risorse di un’azienda strutturata, e può risultare anche piuttosto dispendioso rivolgersi ad una società di recupero crediti.

In linea generale, la problematica dell’insolvenza delle fatture dovute da parte dei clienti è molto diffusa nel nostro paese, e spesso i clienti giustificano ritardi e mancati pagamenti per cause di natura economica, o organizzativa.

Si consiglia sempre, per chi lavora in autonomia, di stipulare contratti chiari prima di iniziare la collaborazione, in modo da tutelarsi da possibili situazioni di credito.
A questo proposito è intervenuta la Legge 22 maggio 2017 n.81, con nuove tutele per i lavoratori autonomi:

“Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.”

Nella legge è inclusa la possibilità, anche per tutti i lavoratori autonomi, di poter avvalersi del recupero crediti, tramite decreto ingiuntivo. La misura entra nella situazione in cui ci si avvale di un procedimento giuridico per risolvere la questione, si tratta quindi di un’azione in extremis.

Prima di arrivare a utilizzare le vie legali, è bene comunque seguire un iter amichevole, inviando per esempio un email tramite PEC in cui si esorta al pagamento. Se questo poi non dovesse avvenire entro 15-20 giorni, ci si può rivolgere ad un legale.

Accordi telefonici o scritti: come prevenire situazioni di debito

Va ricordato che moltissime situazioni di credito possono essere evitate, sia da aziende che da liberi professionisti, accertandosi che sussista un contratto, o una forma di comunicazione ben stabilita dove le parti concordano lo svolgimento del lavoro e i termini di tempo per il pagamento.

Per questo motivo è bene, nel caso in cui ci si accordi a voce, di persona o telefonicamente, riportare poi iscritto tutto ciò che è stato deciso dalle parti, tramite un accordo firmato o uno scambio di email in cui vengono riassunti i punti salienti della collaborazione.

Questo è importante perché, in caso di insolvenza, è più difficile che il cliente eviti per lungo tempo il pagamento se esiste un contratto tra le parti, o una scrittura che prova l’esistenza dell’accordo.

Sempre più spesso le collaborazioni che si instaurano tra un autonomo, un’impresa e i suoi clienti sono di natura verbale, ma in questo modo non vi sono poi prove sufficienti che attestino il motivo del pagamento.

Per gli autonomi che lavorano con Partita Iva per esempio, che sono meno strutturati di un’azienda, è consigliato procedere alla fatturazione elettronica, sia per tenere traccia dei dati relativi al cliente (come numero di telefono, email o partita iva), sia per contabilizzare al meglio gli incassi del proprio lavoro.

Nel caso in cui si intervenga in sede legale, è fondamentale presentare le prove scritte della collaborazione, del lavoro svolto che non è stato pagato, e degli accordi che hanno portato alla necessità di rivolgersi a una società o un professionista esterno per il recupero crediti.

Recupero crediti nel 2021: la povertà causata dal Covid-19

Una questione delicata riguarda il recupero crediti nel 2021: la pandemia ha portato con sé un’impennata di povertà nel paese, e agire con azioni di recupero crediti risulta ancora più difficile.

In questo momento storico sono moltissime le persone che chiedono proroghe ai pagamenti, soprattutto nel settore dei servizi, che è stato uno dei più colpiti fin dal 2020.

Da un lato è possibile posticipare i pagamenti, chiedendo proroghe agli stessi, o rateizzazione nel caso in cui si voglia dilazionare i pagamenti di un determinato servizio. Dall’altro lato la situazione risulta complicata anche per chi eroga i servizi, perché continua a lavorare senza ricevere i dovuti compensi.

In questi casi bisogna agire preventivamente, assicurandosi accordi scritti e chiari, anche nel caso di rateizzazione. Il Covid-19 ha causato una crisi senza precedenti, e la disponibilità di liquidi può essere molto limitata.

Eppure questa non può essere una scusante assoluta per evitare di pagare un servizio che si è richiesto. E’ sempre consigliato, soprattutto per il periodo che l’Italia sta attraversando, procedere prima in modo extragiudiziale, e da trovare un accordo tra le parti, prima di arrivare ad azioni di recupero credito o a livello legale.

Avviso importante:
Fiscomania.com ha raccolto, con ragionevole cura, le informazioni contenute in questo sito. Il materiale offerto è destinato ai lettori, solo a scopo informativo. Quanto letto non può in nessun caso sostituire una adeguata consulenza o parere professionale che rimane indispensabile. Si prega di leggere i nostri Termini e condizioni e l’informativa sulla privacy prima di utilizzare il sito. Tutto il materiale è soggetto alle leggi sul copyright. Fiscomania.com non accetta alcuna responsabilità in relazione all’utilizzo di tale pubblicazione senza la collaborazione dei suoi professionisti.

Articolo precedenteBonus assunzioni donne 2021
Prossimo ArticoloTutela del patrimonio personale: di cosa si tratta
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

Lascia una Risposta

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome