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Prestazioni artistiche: profili fiscali e contributivi

La disciplina civilistica e fiscale, ai fini delle imposte dirette ed indirette, legata alle prestazioni spettacolistiche.

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L’artista e la disciplina fiscale. Creatività, musica, canto e recitazione alle prese con la disciplina fiscale. Profili giuridici e fiscali delle prestazioni artistiche. Vediamo una guida che può essere utile a quanti stanno svolgendo questa attività per lavoro o per hobby. 

Il lavoro nel mondo dello spettacolo, è caratterizzato da una sua peculiarità nell’ambito degli obblighi fiscali, amministrativi ma soprattutto previdenziali, che il datore di lavoro o il lavoratore autonomo sono tenuti a rispettare.

Tuttavia, le differenziazioni nette presenti nel passato, sono progressivamente venute meno, per sfumare quasi completamente allo stato attuale: l’articolo 8 del D.Lgs. n. 297/2002 ha abrogato l’Ufficio Speciale dei lavoratori dello Spettacolo, uniformando le procedure di assunzione con quelle degli altri settori, mentre i vari cambiamenti legislativi degli ultimi anni, hanno cancellato quegli aspetti tipici del rapporto di lavoro dello spettacolo che era caratterizzato dal tempo determinato e dalla chiamata nominativa del lavoratore.

Ad oggi per le prestazioni artistiche nel mondo dello spettacolo non esiste una disciplina particolare per la quale è necessario fare rinvio alla normativa generale vigente. La differenziazione rimane, invece, per gli aspetti di sicurezza sociale che interessano il settore in quanto i lavoratori dello spettacolo sono da assoggettare ad un regime contributivo particolare.

Vediamo, quindi, tutte le informazioni utili per gli esercenti prestazioni artistiche nel mondo dello spettacolo.

Prestazioni artistiche:  l’evento

Il fatto oggettivo che determina l’appartenenza di un rapporto di lavoro al settore dello spettacolo, è lo spettacolo stesso, inteso come:

“qualsiasi rappresentazione o manifestazione, specialmente (ma non solo), di tipo teatrale o televisivo, che si svolge davanti ad un pubblico appositamente convenuto o comunque appresa da un pubblico più ampio grazie agli strumenti della tecnica

Lo spettacolo, inoltre è stato definito dalla Cassazione  civ. sez. lav. 28 giugno 2003, n. 10308 come:

l’attività volta alla formazione di un prodotto con funzione culturale o di divertimento, e dalla rappresentazione del prodotto stesso e dell’assistere, da parte del destinatario, alla rappresentazione, il cui oggetto è costituito, in ogni forma ipotizzabile, dal pensiero dell’uomo

Tuttavia, l’accezione di spettacolo ai fini del rapporto di lavoro, è anche stata interpretata come non una qualsiasi manifestazione con il concorso del pubblico, ma esclusivamente quelle che hanno il fine di rappresentare un testo letterario o musicale.

Prestazioni artistiche: i lavoratori dello spettacolo

Il concetto di lavoratori dello spettacolo deve riferito a coloro che stabilmente e professionalmente, ancorché in compiti ausiliari, sono impiegati per svolgere attività essenzialmente destinate alla realizzazione di prestazioni artistiche o spettacolistiche.

Il requisito della stabilità, che coincide con quello della professionalità, ha la funzione di escludere dall’obbligo di iscrizione e dalla specifica contribuzione i soggetti che in via meramente occasionale rispetto alla loro vocazione professionale, prestino attività artistica o tecnica nell’ambito di una produzione di spettacoli, mentre non spiega effetti ostativi il fatto che l’attività lavorativa professionale nell’ambito della produzione degli spettacoli non costituisca l’attività esclusiva del soggetto e quindi sia prestata con una certa saltuarietà, ed è irrilevante la circostanza che la prestazione del lavoratore relativa ad un determinato spettacolo sia di breve durata.

I lavoratori dello spettacolo sono definiti poi tali, ai fini dell’obbligo di iscrizione alla gestione Inps ex-ENPALS, ai fini previdenziali. A partire dal 1° agosto 1997 le categorie di lavoratori iscritti al Fondo vengono suddivise nel modo seguente:

  • Un primo gruppo al quale appartengono coloro che prestano, a tempo determinato, attività artistica o tecnica, direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli.
  • Un secondo gruppo dove vengono inseriti coloro che prestano, a tempo determinato, attività al di fuori delle ipotesi di cui al punto precedente.
  • Un terzo gruppo di lavoratori al quale appartengono coloro che prestano attività a tempo indeterminato.

Prestazioni artistiche abituali o occasionali?

Posto che l’attività svolta dall’artista sia remunerata, il primo passo è determinare se egli eserciti tale attività in modo sporadico ed occasionale oppure abitualmente anche se in forma non esclusiva (ovvero parallelamente ad altre attività).

La differenza di disciplina che consegue all’esercizio di un’attività occasionale o abituale è notevole anche se, purtroppo, molte volte non è agevole, delineare il limite fra l’una e l’altra. In questi termini è indispensabile compiere una valutazione caso per caso, con l’ausilio di un dottore Commercialista esperto nel settore.

In l’artista che opera prevalentemente come hobby in modo sporadico ed occasionale l’attività è, in ogni caso, tenuto a rilasciare una ricevuta non fiscale (applicando una marca da bollo da €. 2,00, qualora l’importo riportato superi gli €. 77,47) di quanto percepito e, successivamente, ad includere quanto percepito nella propria dichiarazione dei redditi. Per maggiori informazioni: “Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale“.

Qualora il musicista produca un reddito imponibile lordo superiore a €. 5.000 in un anno solare a titolo compensi per l’attività svolta in modo occasionale, avrà anche l’obbligo del versamento dei contributi previdenziali. I contributi dovuti sono quelli legati alla gestione ex Enpals, per la percentuale del 9,19% che sarà trattenuta e versata da parte del committente della prestazione professionale, assieme alla ritenuta d’acconto.

L’attività abituale del musicista

Qualora, l’attività lucrativa del musicista nasca o si trasformi in abituale, ed indipendentemente dal fatto che questa sia esercitata in modo esclusivo o assieme ad altre attività (ad esempio lavoratore dipendente), il l’artista produrrà un reddito da lavoro autonomo. Si tratta di un reddito che, ordinariamente, ai sensi dell’articolo 53 del DPR n. 917/86 (TUIR), contribuirà a formare la propria base imponibile ai fini Irpef.

In questo caso il musicista, come vedremo tra poco, è chiamato a dare comunicazione dell’inizio della propria attività abituale, con contestuale richiesta di rilascio di partita Iva, e scelta del proprio regime fiscale, inquadramento contributivo e, successivamente, è tenuto all’emissione di fattura.

L’apertura della partita Iva per prestazioni artistiche

Il caso più diffuso nella pratica è che i corrispettivi percepiti derivanti da prestazioni artistiche, costituiscano per il percettore redditi di lavoro autonomo. In sintesi, gli elementi che caratterizzano l’esercizio dell’attività di lavoro autonomo, ai sensi del primo comma dell’articolo 53 del DPR n. 917/86, sono la professionalità e l’abitualità.

Il requisito della professionalità sussiste quando il musicista ponga in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti coordinati e finalizzati al conseguimento di uno scopo, che in questo caso si identifica con l’esercizio dell’attività musicale.

Tale requisito sussiste solo laddove l’attività esercitata sia caratterizzata dalla completa autonomia del soggetto che la esercita rispetto a quello che ne beneficia. Per quel che concerne l’abitualità si deve evidenziare che non è necessario, affinché tale requisito possa ritenersi sussistente, che l’attività artistica sia esercitata in via esclusiva o anche solo prevalente dal soggetto. E’ sufficiente che l’attività sia esercitata con regolarità, stabilità e sistematicità.

Il codice attività per le prestazioni artistiche

Per iniziare l’attività artistica in modo professionale è necessario preliminarmente essere riconosciuti dall’Amministrazione finanziaria. Per questo motivo è obbligatorio presentare la comunicazione dell’inizio della propria attività all’Agenzia delle Entrate con la richiesta di attribuzione di una partita Iva.

Nella richiesta si indica anche il tipo di attività svolta attraverso l’indicazione di un codice attività, volto ad individuare l’effettiva attività esercitata dall’artista. Le prestazioni artistiche vengono ricondotte nella suddetta tabella a due codici ATECO. Si tratta dei seguenti, riassunti nella seguente tabella.

Tabella codici ATECO per prestazioni artistiche

CODICE ATECODESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’
Codice Ateco 90.03.09Altre attività di creazioni artistiche
Codice Ateco 90.01.09Altre attività di rappresentazioni artistiche

Determinazione del reddito per prestazioni artistiche

In relazione alla categoria reddituale in esame, l’articolo 54, comma 1, del DPR n. 917/86 stabilisce il principio generale secondo cui la determinazione analitica del reddito di lavoro autonomo avviene mediante la contrapposizione dei:

  • Compensi percepiti, al netto dei contributi previdenziali, alle
  • Spese sostenute per lo svolgimento dell’attività.

Ne discende che, salvo alcune specifiche deroghe, il reddito di lavoro autonomo deve essere determinato con il c.d “criterio di cassa“.

Di conseguenza, ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo nel periodo d’imposta rilevano solo:

  • I compensi effettivamente percepiti in denaro o in natura, anche sotto forma di partecipazione agli utili nel periodo d’imposta (coincidente con l’anno solare);
  • I costi e gli oneri inerenti alla produzione del reddito effettivamente sostenuti nel periodo d’imposta. Ciò comporta, ai fini contabili, l’obbligo di tenuta delle scritture contabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 600/73, in base al regime di contabilità semplificata.

I compensi corrisposti da sostituti di imposta (società, enti, ecc.) a titolo di compensi per attività di lavoro autonomo sono assoggettati, ai sensi dell’articolo 25 del DPR n. 600/73, alla ritenuta del 20% a titolo di acconto dell’Irpef, con obbligo di rivalsa.

Nell’ipotesi in esame, i corrispettivi percepiti dall’artista, qualora sussista anche il presupposto territoriale (ai sensi di quanto chiarito nel par. 1.2.), sono da assoggettare ad Iva (vedi paragrafo seguente).

Regime forfettario per prestazioni artistiche

Per i soggetti che aprono una nuova partita Iva, particolari opportunità possono arrivare dal c.d.”regime fiscale forfettario” che prevede un tetto massimo di ricavi annui di €. 65.000. Si tratta di un regime fiscale particolarmente vantaggioso, che non prevede l’applicazione dell’Iva, delle ritenute di acconto e dell’Irap.

Il reddito imponibile è determinato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti (ed incassati) un coefficiente di redditività, diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata.

Per le prestazioni artistiche il coefficiente di redditività è del 67%. Questo significa che, ipotizzando un fatturato di 100 euro, il reddito imponibile è di 67 euro. I restanti 33 euro sono considerati costi forfettari dell’attività.

Sul reddito imponibile, così determinato, si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap, pari al 15% (che si riduce al 5% nei primi cinque anni di attività).

Disciplina Iva delle prestazioni artistiche

Nell’ambito delle prestazioni professionali legate alle prestazioni artistiche, deve essere posta particolare attenzione al diverso regime Iva applicabile, a seconda della precisa attività svolta.

Commettere errori in questo senso è assai frequente, vista la peculiarità che caratterizza questa disciplina, per questo motivo è bene non improvvisare, ma consultarsi sempre con il proprio dottore Commercialista di fiducia.

In ogni caso, di seguito riportiamo le principali fattispecie Iva applicabili all’attività svolta dagli artisti.

Cessione, concessione, licenze dei diritti di autore

Ai sensi dell’articolo 3, comma 2, n. 2 DPR n. 633/72 per tale attività è prevista l’esclusione dal campo di applicazione dell’Iva quando la cessione dei diritti viene posta in essere dall’autore e dai suoi eredi o legatari. L’esclusione dal campo di applicazione dell’Iva di alcune operazioni concernenti il diritto d’autore fa venire meno l’obbligo di fatturazione delle stesse.

Occorre evidenziare che la norma citata non si riferisce alla cessione dell’opera-bene, bensì alla trasmissione dei diritti d’autore su di essa.

Pensa al caso classico dell’autore di un’opera che trasferisce a terzi il diritto di sfruttarla economicamente. In questo caso la fattispecie rientra nella disciplina legata alla cessione del diritto di autore.

Per capire se la tua attività può essere tutelata dal diritto di autore ti consiglio di verificare se puoi essere considerato autore dell’opera, o nel caso rivolgersi ad un legale esperto. A quel punto potrai applicare la disciplina fiscale legata al diritto di autore che ho trattato in questo articolo: “Diritto di autore: la disciplina fiscale“.

Le manifestazioni spettacolistiche e la disciplina Iva

Le manifestazioni teatrali di qualsiasi tipo e ad altre manifestazioni spettacolistiche sono assoggettati al regime ordinario Iva. Di seguito, si riporta la Tabella C, allegata al DPR n. 633/72, riguardante le attività di spettacolo soggette al regime Iva ordinario, con le relative aliquote applicabili.

Punto
tabella
Genere di attivitàAliquota Iva
1)Spettacoli cinematografici e misti di cinema e avanspettacolo, comunque ed ovunque dati al pubblico anche se in circoli e sale private.10%
2)Spettacoli sportivi, di ogni genere, ovunque si svolgono.10% –
(prezzo fino a €. 12,91)
22% –
(prezzo superiore a €. 12,91)
3)Esecuzioni musicali di qualsiasi genere esclusi i concerti vocali e strumentali, anche se effettuate in discoteche e sale da ballo qualora l’esecuzione di musica dal vivo sia di durata pari o superiore al 50% dell’orario complessivo di apertura al pubblico dell’esercizio, escluse quelle effettuate a mezzo elettrogrammofoni a gettone o a moneta o di apparecchiature similari a gettone o a moneta; lezioni di ballo collettive; rievocazioni storiche, giostre e manifestazioni similari.22%
4)Spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi balletto, opere liriche, prosa, operetta, commedia musicale, rivista; concerti vocali e strumentali, attività circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini, marionette e maschere, ovunque tenuti.10%
5)Mostre e fiere campionarie; esposizioni scientifiche, artistiche e industriali, rassegne cinematografiche riconosciute con decreto dei Ministro delle Finanze ed altre manifestazioni similari.22%
6)Prestazioni di servizi fornite in locali aperti al pubblico mediante radiodiffusioni circolari, trasmesse in forma codificata; la diffusione radiotelevisiva, anche a domicilio, con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite.22%

Per approfondire: “Disciplina Iva attività di spettacolo

La gestione previdenziale Inps “Ex ENPALS

L’artista che ha aperto partita Iva per l’esercizio delle propria attività è obbligato all’iscrizione alla gestione contributiva ex Enpals, in qualità di lavoratore autonomo esercente attività musicale.

L’iscrizione alla gestione ex Enpals da diritto a richiedere il certificato di agibilità, che deve essere chiesto dall’artista prima dello svolgimento dello spettacolo, a compilare la denuncia contributiva e versare, con modello F24, i contributi in maniera autonoma.

L’avvio dell’attività dei lavoratori autonomi esercenti attività musicali è preceduta dal rilascio di una matricola necessaria per ottemperare gli adempimenti contributivi e di un codice di identificazione (PIN).

A tal fine, il lavoratore è tenuto a consegnare alla Sede Inps competente per territorio, il mod. 032/AUT (disponibile sul portale), debitamente compilato e sottoscritto, sulla base delle indicazioni fornite nella Circolare n. 83 del 2016.

Prestazioni artistiche: consulenza fiscale

Se hai letto questo articolo e ti stai rendendo conto che necessiti dell’analisi della tua situazione personale, ti invito a contattarci attraverso il form di cui al link seguente. Riceverai il preventivo per una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi sull’argomento.

Soltanto in questo modo, infatti, potrai essere sicuro di evitare di commettere errori, che in futuro possono esserti contestati e quindi sanzionati.

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32 COMMENTI

  1. Buonasera ,
    tra poco aprirò partita iva regime forfettario animatore/conduttore ,spettacolo
    Ho un dubbio sentendo varie persone chiedo una delucidazione.
    In questo caso partita iva ,regime forfettario,gestione separata devo chiedere agibilita’ e versare contributi a parte oppure no visto che pagherei gia’ i contributi sul lavoro svolto? (5% start up+ 25.7% inps)
    Mi dicono di no perche’ gia’ compresi. Ho comunque un numero matricola enpals per altri lavori svolti tv ma chiaramente senza partita iva.
    Grazie
    Stefano

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