Premi risultato 2026: tassazione crolla all’1% fino a € 5.000

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Dimentica il 5%: la Legge di Bilancio 2026 abbatte la tassazione sui premi di produzione all’1% e alza il tetto a 5.000 euro. Ecco come cambia la tua busta paga e perché “i soldi” tornano a essere competitivi.

La tassazione dei premi di risultato subisce nel 2026 una vera e propria rivoluzione, ben più vantaggiosa delle aspettative. Se fino a ieri eravamo abituati a ragionare su un’imposta sostitutiva del 10% (o del 5% in via agevolata), la nuova Manovra ha introdotto misure straordinarie per il biennio 2026-2027.

L’articolo 1, commi 8 e 9, della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha ridotto l’aliquota dell’imposta sostitutiva al minimo storico dell’1%. Non solo: il limite di importo su cui applicare questo beneficio sale a 5.000 euro.

In questa guida analizziamo i nuovi requisiti, calcoliamo il netto in tasca e rispondiamo alla domanda cruciale: con una tassa così bassa, ha ancora senso convertire il premio in Welfare?

Infografica confronto Premi di Risultato 2026: aliquota 1% e limite 5000 euro vs 2025
Confronto tassazione: le novità della Legge di Bilancio 2026.

Le modifiche 2026: tassazione all’1% e limite a € 5.000

Per i lavoratori dipendenti del settore privato, il 2026 si apre con una notizia fiscale eccellente. Il legislatore ha deciso di potenziare drasticamente l’incentivo alla produttività, modificando le regole previste dalla Legge n. 208/2015.

Ecco le due novità fondamentali introdotte dall’art. 1 della Legge n. 199/2025:

  1. Aliquota all’1%: Per i premi erogati negli anni 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali crolla dal 5% (previsto nel 2025) all’1%.
  2. Limite innalzato: L’importo massimo del premio assoggettabile a questa tassazione agevolata passa da 3.000 euro a 5.000 euro lordi annui.

Nota bene: Salvo ulteriori proroghe, dal 2028 l’aliquota tornerà ordinariamente al 10% e il limite scenderà nuovamente a 3.000 euro.

Premi di risultato 2026 (L. 199/2025): Somme variabili legate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. Per il biennio 2026-2027 sono tassate con imposta sostitutiva dell’1% fino a € 5.000 di importo.

VoceAnno 2025Anno 2026 (nuovo)
Aliquota imposta sostitutiva5%1%
Limite importo agevolabile€ 3.000€ 5.000
Soglia reddito lavoratore€ 80.000 (anno prec.) 80.000 (anno prec.)
Convenienza cash vs welfareWelfare molto convenienteCash altamente competitivo (tassa irrisoria)
Riferimento normativoL. 207/2024L. 199/2025 (Legge Bilancio)

Requisiti di accesso: chi ne ha diritto?

Nonostante il taglio delle aliquote, le regole di accesso restano quelle strutturali previste dalla Legge di Stabilità 2016. L’agevolazione non è automatica per tutti, ma richiede specifici requisiti soggettivi e oggettivi.

Il limite di reddito (80.000 euro)

Possono beneficiare della tassazione all’1% i lavoratori dipendenti del settore privato che, nell’anno precedente a quello di percezione del premio, hanno conseguito un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro.

Se hai percepito un reddito di 85.000 euro nel 2025, il premio erogato nel 2026 sarà tassato con la tua aliquota IRPEF marginale ordinaria (probabilmente il 43%), perdendo ogni beneficio.

L’accordo sindacale

L’azienda non può erogare il premio “a discrezione“. La detassazione si applica solo se le somme sono erogate in esecuzione di contratti collettivi territoriali o aziendali. Questi contratti devono:

  • Prevedere criteri di misurazione incrementali verificabili (produttività, qualità, ecc.).
  • Essere depositati telematicamente presso l’Ispettorato del Lavoro entro 30 giorni dalla sottoscrizione.

Cash o welfare? con l’1% conviene ancora convertire?

Questa è la vera domanda del 2026. Fino allo scorso anno, la scelta tra “soldi in busta” (tassati al 5-10%) e “welfare aziendale” (tassato allo 0%) pendeva spesso a favore del welfare per massimizzare il valore.

Oggi, con una tassazione sull’erogazione in denaro (cash) pari all’1%, lo scenario cambia radicalmente.

Tabella comparativa: busta paga vs welfare (2026)

Ipotizziamo un premio lordo di 2.000 euro.

VoceIncasso in busta paga (cash)Conversione in welfare
Importo Premio Lordo€ 2.000€ 2.000
Contributi INPS (c/dipendente)*€ -183,80 (9,19%)€ 0,00 (Esente)
Imponibile Fiscale€ 1.816,20€ 2.000
Tassazione€ -18,16 (1% sostitutiva)€ 0,00 (0%)
Valore Netto Finale€ 1.798,04€ 2.000

(Nota: I contributi INPS sono dovuti sul premio in denaro, mentre il welfare è totalmente decontribuito sia per l’azienda che per il dipendente, salvo diverse disposizioni specifiche).

L’analisi: La differenza fiscale è diventata irrisoria. Scegliendo i soldi, paghi solo l’1% di tasse. Tuttavia, il vantaggio del Welfare rimane la decontribuzione totale: convertendo in welfare risparmi anche la quota di contributi INPS a tuo carico (circa il 9,19% o 9,49%).

Quindi:

  1. Se vuoi liquidità: Con l’1% di tassa, il costo è minimo. È l’anno migliore per scegliere i soldi.
  2. Se vuoi massimizzare il valore: Il Welfare ti dà ancora circa un 9-10% in più di valore reale (grazie al risparmio contributivo), ma non c’è più il divario fiscale enorme del passato.

Premio di risultato e fringe benefit: sono cumulabili?

Un dubbio frequente riguarda la compatibilità tra il Premio di Risultato e i classici “buoni spesa” o Fringe Benefit (es. soglia € 1.000/€ 2.000). È importante chiarire che i due limiti sono distinti e cumulabili.

Nel 2026 un dipendente potrebbe teoricamente percepire: 1. Fino a 5.000 euro di Premio di Risultato tassato all’1% (o convertito in welfare puro). 2. L’eventuale soglia di fringe benefit (buoni benzina, spesa, utenze) prevista per l’anno in corso, totalmente esente.

Questo rende il pacchetto retributivo estremamente flessibile: il premio di risultato può essere usato per spese di istruzione, previdenza o sanità (senza limiti), mentre il plafond fringe benefit può coprire le spese quotidiane come la spesa al supermercato.

Esempi di calcolo: quanto entra in tasca davvero

Vediamo un caso pratico con i nuovi limiti maggiorati della Legge n. 199/2025.

Caso Pratico: Il super-premio da 4.500 euro

Un quadro aziendale riceve un premio di risultato di € 4.500 nel 2026.

  • Nel 2024: Avrebbe pagato l’imposta sostitutiva solo su € 3.000, mentre i restanti 1.500 € sarebbero stati tassati ad aliquota ordinaria (es. 35% o 43%).
  • Nel 2026: Grazie al nuovo limite di € 5.000, tutto l’importo rientra nell’agevolazione.

Calcolo busta paga 2026:

  • Premio lordo: € 4.500
  • Contributi INPS (stima 9,19%): € -413,55
  • Imponibile netto contributi: € 4.086,45
  • Imposta Sostitutiva 1%: € 40,86
  • Netto in tasca: € 4.045,59

Pagare solo 40 euro di tasse su un premio di oltre 4.000 euro è un vantaggio fiscale senza precedenti.

Novità dividendi e azionariato diffuso

La Manovra 2026 proroga anche un’altra misura interessante per chi riceve utili aziendali invece del premio in denaro. L’art. 1 comma 13 della L. 199/2025 estende al 2026 l’agevolazione sui dividendi derivanti da azioni assegnate ai dipendenti in sostituzione del premio di risultato. Se converti il premio in azioni e ricevi dividendi (fino a 1.500 euro annui), questi non sono tassati al 26% ma sono esenti dalle imposte per il 50% del loro ammontare.

La differenza è sostanziale:

  • Premio di risultato: Richiede il raggiungimento di un obiettivo incrementale (es. +5% fatturato) misurabile e incerto.
  • Partecipazione agli utili: Riguarda la distribuzione di una quota dell’utile netto aziendale (art. 2102 c.c.). In questo caso, l’agevolazione spetta a prescindere dagli incrementi di produttività, purché prevista da un contratto collettivo aziendale o territoriale.

Adempimenti datori di lavoro

Per l’azienda, applicare correttamente l’agevolazione richiede il rispetto di precisi adempimenti formali.

Deposito del contratto

I contratti collettivi (aziendali o territoriali) devono essere depositati telematicamente presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente entro 30 giorni dalla sottoscrizione. Senza deposito, l’agevolazione fiscale decade.

PMI e Aziende senza sindacati: come accedere all’agevolazione?

Molte piccole imprese temono di non poter applicare la tassazione all’1% per mancanza di rappresentanza sindacale interna (RSA/RSU). La normativa, tuttavia, offre una via semplificata.

In assenza di accordo aziendale, l’azienda può recepire il contratto collettivo territoriale di settore o quello ritenuto più aderente alla propria realtà. Se esiste un contratto territoriale che disciplina il premio di risultato, l’azienda può applicarlo direttamente ai propri dipendenti, garantendo loro l’aliquota dell’1%, senza dover avviare una complessa contrattazione interna.

Gli errori da evitare

Nel gestire i piani premiali per le aziende clienti, noto spesso due criticità che rischiano di far saltare il beneficio dell’1%.

  1. Attenzione alla “data certa” dell’accordo: L’accordo sindacale deve essere sottoscritto prima dell’inizio del periodo di maturazione degli obiettivi. Non si può firmare un accordo a novembre 2026 per premiare i risultati del 2026. L’Agenzia delle Entrate è rigidissima su questo: l’obiettivo deve essere incerto al momento della firma.
  2. Verifica degli incrementi: L’aliquota dell’1% è talmente bassa che attirerà controlli. Assicuratevi che l’incremento di produttività sia reale e documentato. Se l’azienda eroga il premio ma i dati mostrano che non c’è stato alcun miglioramento rispetto all’anno precedente, l’agevolazione decade e si applica la tassazione ordinaria con sanzioni.

Domande frequenti

L’aliquota dell’1% vale anche per il 2025?

No. Per i premi erogati nel 2025 l’aliquota è ridotta al 5% (come previsto dalla L. 207/2024). Il calo all’1% scatta solo per le erogazioni avvenute negli anni 2026 e 2027.

Cosa succede se il premio supera i 5.000 euro?

La quota fino a 5.000 euro gode della tassazione all’1%. La parte eccedente (es. se ricevi 6.000 euro, i 1.000 euro di eccesso) viene tassata con l’aliquota IRPEF ordinaria e sommata al tuo reddito complessivo.

Il limite di 80.000 euro include anche il premio stesso?

No, il limite di 80.000 euro si riferisce al reddito di lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente a quello di percezione. Per un premio erogato nel 2026, si guarda il CUD/CU 2026 (redditi 2025).

Bibliografia normativa e prassi

Questa guida è redatta sulla base delle seguenti fonti aggiornate:

  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 5/E/2018 e n. 28/E/2016: Chiarimenti applicativi.
  • Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026): Art. 1, commi 8-9 (riduzione aliquota 1% e limite 5.000€) e comma 13 (dividendi).
  • Legge n. 208/2015: Art. 1, commi 182 ss. (normativa strutturale premi di risultato) .
  • Decreto Ministeriale 25 marzo 2016: Criteri di misurazione degli obiettivi.

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Elisa Migliorini
Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.
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