pignoramento conto corrente

Il procedimento di pignoramento ha la funzione di porre in essere un’esecuzione forzata del credito inadempiuto. Il codice civile conosce due forme principali di pignoramento: quello immobiliare e quello mobiliare. Il pignoramento del conto corrente costituisce una forma peculiare di pignoramento mobiliare presso terzi.

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Esso comporta molteplici effetti, primo tra tutti il blocco del conto, rendendo relativamente inefficace le operazione successive compiute dal debitore nei confronti del creditore. La procedura implica la collaborazione della Banca, la quale sarà chiamata al trasferimento delle cifre presenti. Proprio per tale ragione che l’ordinaria procedura di pignoramento si arricchisce di fasi ulteriori, come la dichiarazione del terzo e l’ordinanza di trasferimento.

Analizziamo insieme l’istituto e verifichiamo gli elementi peculiari del pignoramento del conto corrente.


La procedura esecutiva

Il pignoramento del conto corrente si traduce in un blocco del conto a cui può seguire il trasferimento delle cifre presenti ad un altro soggetto. Tuttavia, non differisce totalmente dalla disciplina dell’esecuzione tradizionale. Alcuni passaggi, infatti sono comuni ed indispensabili.

Preliminarmente, dunque, è necessario procedere ad un breve inquadramento degli istituti coinvolti.

Il codice, come ben sappiamo, distingue tra pignoramento mobiliare  e immobiliare. Nel primo caso, opera la regola generale del 492 c.p.c. come richiamato dall’art. 518 c.p.c.:

Salve le forme particolari previste nei capi seguenti , il pignoramento consiste in una ingiunzione  che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi”.

Il creditore potrebbe, invero, decidere anche di pignorare il conto corrente del debitore. Eventualmente  potrebbe infatti optare per il pignoramento dello stipendio direttamente in capo al datore di lavoro, della pensione presso l’Inps, dei canoni di locazione, e così via. 

Prima di procedere all’atto di pignoramento vero e proprio, il creditore deve dotarsi di un titolo esecutivo. Questo può identificarsi sia in una sentenza sia in un decreto ingiuntivo.

La notifica degli atti per il pignoramento

Le prime operazioni che dovranno essere compiute sono le notifiche degli atti.

Innanzitutto ad essere notificato è l’atto di precetto, tramite il quale il creditore intima al debitore di adempiere al credito entro un certo termine. Dunque, esso si sostanzia in un’intimazione ad adempiere all’onere derivante dal diritto di credito, come risultante dal titolo, entro un termine determinato dal creditore, ma che, di regola, non deve essere inferiore a 10 giorni.

Mentre l’atto di pignoramento presso terzi, di cui si applica la disciplina in caso di pignoramento del conto corrente, è un vero e proprio atto esecutivo dell’ufficiale giudiziario che viene notificato entro i 10 giorni seguenti al precetto.

A tali adempimenti, invero, potrebbe provvedere anche il creditore procedente.

Elementi dell’atto di pignoramento presso terzi

L’atto di pignoramento presso terzi deve contenere una serie di elementi specificamente individuato dalla legge:

  • il nome e cognome (o ragione sociale) del creditore, sua residenza (o sede legale) e codice fiscale, indirizzo PEC; nome e cognome dell’avvocato, suo codice fiscale, fax e indirizzo PEC;
  • l’indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto, con nome e cognome (o ragione sociale) del debitore e sua residenza (o sede legale) e codice fiscale;
  • l’indicazione, almeno generica, delle cose o delle somme dovute;
  • l’intimazione al terzo di non disporne senza ordine del giudice, con nome e cognome (o ragione sociale/denominazione) del terzo e sua residenza (o sede legale) e codice fiscale;
  • la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente;
  • la citazione del debitore a comparire dinanzi al giudice competente con l’invito al terzo a comunicare la dichiarazione ex art. 547 c.p.c. e con gli ulteriori avvertimenti al medesimo
  • l’indicazione dell’udienza di comparizione (art. 501 c.p.c.)
  • l’ingiunzione al debitore ex art. 492, comma 1 c.p.c.
  • l’invito al debitore ad effettuare la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio e il pedissequo avvertimento (art. 492, comma 2, c.p.c.)
  • l’avvertimento al debitore ex art. 492, comma 3, c.p.c (conversione del pignoramento)
  • l’avvertimento al debitore della inammissibilità dell’opposizione all’esecuzione dopo che sia stata disposta l’assegnazione/vendita
    (art. 615, comma 2, c.p.c.).

L’atto di pignoramento deve essere notificato anche alla banca presso il quale è aperto il conto corrente è aperto. Da questo momento in poi, il conto risulta esser bloccato e non potranno essere effettuate operazioni.

Effetti della notifica dell’atto di pignoramento

Al momento della notifica del pignoramento, questo produce una serie specifica di effetti. In particolare:

  • non hanno effetto nei confronti del creditore procedente gli atti di disposizione sul credito compiuti dal debitore esecutato (es. cessioni) né i pagamenti o i prelievi da parte del terzo (2917 c.c.);
  • con il definitivo perfezionamento del pignoramento (udienza-sentenza) è inopponibile al creditore procedente, ai sensi dell’art. 2917 c.c., anche ogni fatto estintivo del credito (es. compensazione);
  • qualsiasi evento estintivo del credito successivo alla notifica del pignoramento sia inopponibile al creditore procedente;
  • possono essere oggetto di pignoramento anche crediti futuri, condizionati o illiquidi che sorgano o diventino esigibili, dopo la notifica dell’atto di pignoramento, al momento del perfezionamento del pignoramento.

La dichiarazione della banca

A seguito della notifica dell’atto di pignoramento, la Banca è tenuta ad una dichiarazione, disciplinata ai sensi dell’art. 547 c.c.. La norma afferma che:

“Con dichiarazione  a mezzo raccomandata inviata al creditore procedente o trasmessa a mezzo di posta elettronica certificata, il terzo, personalmente o a mezzo di procuratore speciale  o del difensore munito di procura speciale, deve specificare di quali cose o di quali somme è debitore o si trova in possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la consegna. Deve altresì specificare i sequestri precedentemente eseguiti presso di lui e le cessioni che gli sono state notificate o che ha accettato. Il creditore pignorante deve chiamare nel processo il sequestrante nel termine perentorio fissato dal giudice”.

La dichiarazione che dovrà esser resa dalla banca concerne gli imposti a disposizione sul conto corrente al momento del pignoramento. Inoltre, ove queste non siano sufficienti a soddisfare il credito, anche gli importi successivamente versati dovranno essere tempestivamente comunicati.

Qualora però, il saldo del conto corrente fosse negativo, la banca deve dichiarare di non essere debitor debitoris.

Ciò implica che il terzo non può disporre delle sopravvenienze e deve darne conto anche dopo la dichiarazione, fino all’udienza o la pronuncia con cui il giudice dell’esecuzione definisce il giudizio di accertamento (Cass. n. 11642/2014).

Obbligo di custodia

La banca è obbligata, ai sensi dell’art. 546 c.p.c., agli oneri conseguenti l’obbligo di custodia. Quest’ultimo, secondo orientamento accreditato della Cassazione, sorge per il terzo, nel momento in cui viene da lui eseguita la dichiarazione. Tuttavia, secondo altro orientamento, nel giorno in cui riceve la notifica dell’atto di cui all’art. 543 c.p.c., sussista un debito nei confronti del debitore esecutato (cfr. Cass. Civile, n. 15615/2005 e Cass. Civile, n. 12602/2007).

Gli  obblighi di custodia del terzo permangono fino all’udienza o alla sentenza di accertamento, e il terzo deve inviare una dichiarazione integrativa o comparire in udienza per rettificare la dichiarazione precedente.

Ordinanza di assegnazione

A seguito della dichiarazione, e verificato l’esito positivo, il giudice dell’esecuzione può procedere all’assegnazione. In particolare, egli procederà a sentire le parti:

  • creditore procedente e
  • debitore esecutato eventualmente comparso all’udienza

Dopo aver integrato il contraddittorio, il giudice ordina l’assegnazione o la vendita (art. 552 c.p.c.) Con l’ordinanza di assegnazione è trasferita al creditore assegnatario la titolarità del credito pignorato. L’atto acquista efficacia solo nel momento in cui è portata a conoscenza del terzo o nel momento successivo indicato nell’ordinanza. Di conseguenza:

  • prima di tale momento il potere del creditore di agire esecutivamente è sospeso;
  • il termine dei 20 gg, per l’opposizione ai sensi dell’art. 617 c.p.c., il quale inizia a decorrere da quando il terzo ha conoscenza dell’ordinanza, non dal deposito in cancelleria.

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