beni non pignorabili

Dal luglio 2017 ad occuparsi della riscossione delle cartelle esattoriali è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la quale ha sostituito Equitalia nelle sue mansioni. Nel momento in cui vengono a mancare i pagamenti su imposte e tasse, è proprio questo ente che si mette in azione per riscattare i debiti commessi. Qualora tutte le azione stragiudiziarie non portino una reazione da parte del debitore, il Fisco è costretto ad un’azione di pignoramento dei beni. 

L’orologio fiscale ha finito i suoi rintocchi all’inzio di quest’anno con il termine dello Stato di Emergenza Covid-19 per quanto riguarda la moratoria sui pagamenti. L‘Agenzia delle Entrate-Riscossione ha riattivato il meccanismo e ripreso tutti gli accertamenti sui mancati pagamenti di imposte e tasse da parte dei cittadini.

L’invio delle cartelle esattoriali ha ripreso e con esse anche il pignoramento, conseguenza della mancata attenzione ai richiami consecutivi ricevuto.

A differenza di altri creditori come le banche, condomini o soggetti privati, il Fisco ha un limite sui beni su cui può avvalersi, quindi i beni non pignorabili sono quelli indispensabili per dormire, mangiare e lavorare.

Questo è quanto detta la legge in ordine per tutelare la dignità del debitore.

Vediamo insieme quali sono gli effettivi beni da cui siamo protetti.


Che cos’è il pignoramento

Disciplinato e ordinato secondo il Codice di Procedura Civile dagli articoli dal 491 al 497 C.p.c., consiste nell’atto formale di espropriazione forzata di un bene con consecutiva vendita in modo da pagare i debiti del cittadino interessato.

La persona a cui vengono portati via i beni non potrà farne uso fino al termine della procedura, ovvero fino al saldo dell’importo dovuto.

Pignoramento: quando entra in azione

Citando il sito agenziaentrateriscossione.gov.it, è prevista un’azione di pignoramento quando vengono a mancare i riscontri dovuti all’invio di richiami e avvisi bonari per l’esecuzione dei pagamenti di tasse, tributi e imposte.

“La procedura esecutiva prende avvio con il pignoramento che può avere a oggetto: somme, beni mobili e beni immobili. L’espropriazione forzata è preceduta dalla notifica dell’avviso di intimazione in tutti i casi in cui la notifica della cartella di pagamento sia avvenuta da più di un anno.

Inoltre, con l’inizio del 2021 sono stati tolti i blocchi ed un via alle segnalazioni e lettere precedentemente bloccate per Emergenza Covid hanno ripreso.

Il via libera è stato dato anche alle ingiunzioni fiscali degli Enti locali, ovvero Regioni e Comuni, dove applicano i loro tributi, come il bollo auto, l’Imu o la Tari.

La procedura quindi segue una prassi piuttosto semplice e strutturata: sollecitazioni vengono presentate attraverso Cartelle Esattoriali o avvisi bonari.

Dopo diversi tentativi di contatto ma senza aver ricevuto alcun riscontro, l’Agenzia delle Entrate provvederà ad un’azione esecutiva estrema, ovvero il pignoramento.

NB: A differenza di altri creditori, l’Agenzia delle Entrate non ha bisogno di ricorrere alla legittimità dell’azione tramite un giudice. È dotata di autonomi poteri impositivi.

Le norma poste alla base di questi procedimenti previste dal D.P.R. n. 602 del 1973 sono le seguenti:

  • L’art. 49, “per la riscossione delle somme non pagate il concessionario procede ad espropriazione forzata sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo”.
  • L’art. 50 il concessionario procede ad espropriazione forzata quando è inutilmente decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, salve le disposizioni relative alla dilazione ed alla sospensione del pagamento

Beni non pignorabili in parte

Una piccola parentesi è da fare su quanto riguarda il nostro ordinamento e il riscatto di alcuni dei nostri valori.

Vengono infatti previste alcune pignorazioni solo in una quantità, chiamate infatti beni impignorabili in parte.

Esistono alcune categorie di beni e crediti che non possono essere in nessun caso sottratti al debitore. Altri, invece, lo sono con delle limitazioni.

Si tratta di beni che vengono presi in considerazione quando c’è una mancanza di altri mobili o immobili su cui potersi aggrappare o in determinate condizioni di tempo.

Beni mobili relativamente pignorabili

Qualora non ci sia la presenza di altri mobili da ritirare, vengono prese in considerazione gli oggetti che il debitore utilizza per la sua conservazione.

Se prima gli elementi utili per la professione erano intoccabili, da poco li hanno resi in parte pignorabili.

Ora la legge prevede un pignoramento del quinto dei beni utili alla professione SOLO e ESCLUSIVAMENTE nel momento in cui non se ne siano trovati altri.

Beni pignorabili parzialmente: lo stipendio

In questo gruppo rientra lo stipendio, che verrà direttamente trattenuto dal datore di lavoro nel salario totale nel momento in cui non vengono trovati altre fonti di reddito o guadagno.

È previsto un limite massimo pignorabile per riuscire a mantenere comunque un sussistenza alla vita.

Le quote, calcolate al lordo, sono le seguenti:

  • 1/10 dello stipendio quando l’importo è inferiore ai 2.500€;
  • 1/7 dello stipendio se l’importo è inferiore ai 5.000€;
  • 1/5 dello stipendio quando l’importo supera i 5.000€.

Beni pignorabili solo in determinate condizioni di tempo

Si tratta di un caso rarissimo che vede protagonisti prettamente i coltivatori.

Nel momento in cui non si abbia altro da prendere verranno riscattati i frutti non ancora raccolti che possono essere pignorati nelle ultime sei settimane precedenti la maturazione.

Beni impignorabili, quali sono

Arriviamo dunque al tanto atteso paragrafo sui beni non pignorabili da parte del Fisco o dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Attraverso il sito stesso possiamo vedere le procedure esecutive che attivano nel momento in cui non viene applicata la risposta ai pagamenti.

In ogni caso, per quanto previsto dalla legge, ci sono una serie di beni impignorabili perchè considerati importanti per la dignità e la vita del cittadino debitore.

Secondo il codice di Procedura Civile il pignoramento viene distinto in:

  • mobili;
  • immobili;
  • preso terzi.

Beni impignorabili: beni materiali di famiglia e mobili

Facendo riferimento all’art.514 c.p.c, e tenendo a mente le nozioni precedentemente visionate, l’assoluta impignorabilità è prevista per i seguenti beni:

  • Anello nuziale;
  • Vestiti;
  • Letti;
  • Utensili utili per la casa e la cucina e relativo mobile per il loro contenimento;
  • Tavoli necessari per consumare i pasti e relative sedie;
  • Armadi guardaroba;
  • Frigorifero;
  • Stufe e fornelli;
  • Cose sacre utili all’esercizio del culto;
  • Commestibili e combustibili necessari per un mese di sopravvivenza;
  • Armi e oggetti utili al debitore per l’adempimento di un pubblico servizio;
  • Decorazioni al valore, lettere, registri e scritti di famiglia;
  • Animali domestici o per il supporto alla persona.

Come possiamo notare, i beni tutalati sono quelli di prima necessità, volti alla sopravvivenza in modo dignitoso ed i beni affettivi, come gli animali, le decorazioni di valore, gli strumenti religiosi…

Per quanto riguarda l’ultimo punto, ovvero quello che riguarda gli animali, qualora essi fossero fonte di guadagno, come nel caso degli allevamenti, allora verranno considerati pignorabili.

La casa

La casa rientra in questo settore nel momento in cui non siano presenti altre proprietà intestate al debitore e quindi diventa l‘unica abitazione possibile per lui e la sua famiglia.

Beni impignorabili: i crediti

Nella sezione dei beni non pignorabili vengono considerati anche una serie di crediti, i quali non potranno essere toccati perchè andrebbero a ricadere sul sostenziamento del debitore:

  • Crediti alimentari ottenuti in fase di separazione;
  • Sussidi di grazia o sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri;
  • Sussidi statali per maternità, malattie o funerali;
  • Enti essenziali;
  • Fonti di reddito desinati al sostentamento di persone indigenti;
  • Assegni familiari;
  • Crediti maturati da rapporti di lavoro sono tutti impignorabili sino alla sogna corrispondente all’entità dell’assegno sociale (praticamente non possono essere pignorate le somme utili per la sopravvivenza.

In questa sezione vengono incluse anche le pensioni sociali INPS, andando in base al reddito complessivo ed al volume della famiglia presenti nello status.

Una parentesi va fatta anche alle Polizze sulla vita: i soldi versati per un’assicurazione che dia una serenità economica in caso di morte rientrano nei beni impignorabili.

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Classe 1993, diplomata in arte e comunicazione presso il Liceo Decio Celeri di Lovere, ho conseguito poi dei corsi di Digital Marketing e Coding svolti a Londra. Appassionata da sempre di scrittura e dopo varie esperienze all'estero ho deciso di collaborare con alcuni progetti editoriali interessanti. In particolare, mi occupo di aggiornamenti di fiscalità nazionale per il portale Fiscomania.com, dove pubblico contenuti ed approfondimenti legati alle persone fisiche, agevolazioni fiscali e bonus.

1 COMMENTO

  1. L’Inps invece ha pignorato il ventesimo sull’importo lordo di una pensione di € 978
    E quindi a pignorato circa € 178 senza alcun problema. La pensione quindi è stata pari a circa € 640 togliendo anche le tasse.
    BELLA LEGGE.
    Che fare????

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