Mutuo prima casa

In questi giorni è stato approvato dall’Europa il testo del Recovery Plan proposto dal governo di Mario Draghi. Il Recovery Plan, come abbiamo visto in questo articolo, consiste in un piano di ripresa economica per il paese, messo a dura prova dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica.

Nel piano sono previsti incentivi e iniziative su diverse aree. Come si può vedere dal testo integrale nella prima parte sono incluse politiche per i giovani e per le donne, nei confronti del mondo del lavoro. Va ricordato che queste due categorie sono tra le più svantaggiate nel periodo attuale, e hanno perso economicamente di più con lo scoppio della pandemia.

Il lavoro, già precario prima del virus, per molti giovani è diventato instabile, mentre le donne spesso hanno dovuto rinunciarvi. Con il Recovery Plan arriva una particolare misura per aiutare i giovani nella costruzione di una propria stabilità, e riguarda in particolare la prima casa. Vediamo di cosa si tratta.


Situazione economica e sociale in Italia

Bisogna considerare, come premette il testo del Recovery Plan, che l’Italia è indietro rispetto agli altri paesi d’Europa sul piano produttivo, e anche sociale. L’arrivo della pandemia non ha fatto altro che aumentare le problematiche già presenti, e mostrare tutti i lati deboli del sistema economico e sociale.

Con le limitazioni agli spostamenti, la soluzione di applicare strategie digitali in mancanza della possibilità di svolgere il lavoro in presenza non sempre è stata seguita con successo. La digitalizzazione dei processi è molto indietro nel nostro paese, e questo è un punto che da un lato va a sfavore delle giovani generazioni, dall’altro potrebbe aprire prospettive professionali nuove.

Il problema della mancata digitalizzazione è solo uno dei tanti, e la condizione del lavoro giovanile è sempre più precaria. Come spiega l’introduzione del Recovery Plan:

“Dietro la difficoltà dell’economia italiana di tenere il passo con gli altri paesi avanzati europei e di correggere i suoi squilibri sociali ed ambientali, c’è l’andamento della produttività, molto più lento in Italia che nel resto d’Europa.”

Il lavoro in Italia va sostanzialmente a rilento già da prima dello scoppio della pandemia, e con l’arrivo dell’emergenza sanitaria, purtroppo si è assistito ad uno scenario che molto spesso ha portato le famiglie alle povertà assoluta.

Il ruolo dei giovani nel 2021: la proposta del mutuo prima casa

I giovani, nel quadro che abbiamo descritto sopra, sono stati una delle categorie più colpite dalla crisi, e a seguire la parte femminile della popolazione. La precarietà del lavoro produce instabilità generale nella vita delle nuove generazioni, e il Recovery Plan nel testo integrale vuole tenere conto di questa situazione, proponendo soluzioni.

Una di queste è la proposta del mutuo prima casa agevolato per gli under 35, che prevede che lo stato stesso si faccia garante dei nuovi mutui stipulati dai giovani italiani. Ci si muove, secondo questa misura, in due direzioni:

  • • Non servirà più un anticipo per acquistare casa con mutuo per i giovani under 35;
  • • Lo stato farà da garante per i nuovi mutui dei giovani.

Queste misure sono ipotizzate per aiutare le giovani generazioni a trovare una propria stabilità in questo periodo incerto, e siamo in attesa di conferme attuative della proposta. Va ricordato che uno dei problemi più rilevanti in Italia in questi ultimi mesi è quello demografico.

Le giovani coppie sempre più spesso rinunciano ad avere figli, complice la crisi economica e l’instabilità del periodo, e l’età demografica cresce, mentre diminuiscono notevolmente le nascite. Si calcola che negli ultimi anni il numero medio di figli per famiglia è sceso quasi ad 1.

Politiche a sostegno dei giovani: non solo mutuo prima casa

Oltre all’ipotesi di agevolare il mutuo sulla prima casa, il Recovery Plan ipotizza soluzioni per rimediare al tasso di disoccupazione elevato che ha colpito la fascia di età 15-25 anni:

“Stando ai dati Istat di febbraio 2021, il tasso di occupazione tra i 15-25enni è diminuito di 14,7 punti percentuali in un anno, oltre tre Orizzonte Scuola 44 volte il valore medio nazionale. I 25-34enni hanno perso complessivamente 258 mila posti di lavoro dal febbraio scorso (-6,4 per cento) su un totale di 945 mila.”

L’impatto dell’arrivo del Covid-19 è stato disastroso, soprattutto per giovani e donne. Sono aumentati anche i giovani che non lavorano e non studiano, con un numero che è più alto rispetto agli altri paesi dell’Europa.

Una politica di sostegno come quella del mutuo sulla prima casa potrebbe garantire alle generazioni giovani una maggiore stabilità familiare, perché di fatto facilita l’acquisto di un’abitazione da adibire a sede principale di vita.

Le misure proposte dal Recovery Plan fanno riferimento anche alla sfera lavorativa, non solo a quella familiare o alla condizione economica, ed è al vaglio una nuova riforma fiscale e del lavoro.

Mutuo prima casa agevolato per le nuove famiglie

L’obiettivo della misura ipotizzata sul mutuo prima casa è quello di favorire la creazione di nuove famiglie, un incentivo per favorire la ripresa demografica e la stabilità. La precarietà è uno dei temi più scottanti per i giovani italiani, che molto spesso, anche a seguito di studi e lauree, non riescono a collocarsi in modo continuativo nel mercato del lavoro.

Con lo scoppio della pandemia poi, questo dato ha continuato a peggiorare, causando insofferenza per le generazioni che si affacciano al lavoro. La misura del mutuo prima casa agevolato dovrebbe inserirsi nella riforma fiscale proposta dal governo e voluta dal Recovery Plan.

L’ok dall’Europa è arrivato, e nei prossimi giorni verranno indicate le novità concrete per l’attuazione del piano. La direzione comune delle iniziative per le famiglie è quella di aiutare i giovani nella costruzione di una propria stabilità familiare e lavorativa, per questo verranno aggiunte misure a sostegno delle spese per gli asili, le rette scolastiche e la casa.

Un altro punto importante che verrà affrontato e messo in pratica riguarda il mondo dell’istruzione: il Recovery Plan prevede fondi specifici a sostegno della cultura e l’istruzione, in modo che le scuole siano maggiormente in linea con il mercato del lavoro.

Una considerazione riguarda i lavori manuali: i giovani spesso non riescono ad inserirsi nel mercato del lavoro perché provvisti solo di nozioni teoriche, le professioni “di un tempo” sono spesso messe da parte, dagli stessi insegnamenti degli istituti scolastici.

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