Modello 730 integrativo a favore fino al 25 ottobre

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I contribuenti che vogliono rettificare a favore il modello 730 hanno tempo fino al 25 ottobre per presentare un modello 730 integrativo. Possono presentare il modello direttamente oppure attraverso un intermediario abilitato.

Il modello 730 è il modello dichiarativo a cui fanno riferimento lavoratori dipendenti e pensionati.

Questo modello riporta l’esito della liquidazione dell’imposta dovuta o di quella a credito, che il datore di lavoro, o l’ente pensionistico trattengono in busta paga.

L’attività di conguaglio avviene con la retribuzione di competenza del mese di luglio (agosto per i soggetti pensionati).

Questo, in estrema sintesi, rappresenta il principale vantaggio che hanno i lavoratori dipendenti (o pensionati) nella presentazione del modello 730.

Il contribuente dopo aver presentato il modello 730 può accorgersi di aver commesso un errore in sede di compilazione del modello di dichiarazione. Errore che può aver portato alla determinazione di un minor credito (o di un maggior debito), rispetto a quello effettivamente spettante in base alla documentazione in suo possesso.  

In questo caso, sarà possibile procedere presentando un modello 730 integrativo entro il 25 ottobre dell’anno successivo a quello di cui si riferisce la dichiarazione dei redditi originaria.

Vediamo in questo articolo tutte le informazioni utili sul modello 730 integrativo.

Cominciamo!

Il modello 730 integrativo
Il modello 730 integrativo

IL MODELLO 730 INTEGRATIVO

L’articolo 14 del DM 164/99 prevede la possibilità per i contribuenti di presentare modelli 730 integrativi. Questo, qualora dall’elaborazione della precedente dichiarazione siano riscontrati errori, dagli stessi commessi, la cui correzione determina a loro favore un rimborso o un minor debito d’imposta.

Si tratta, ad esempio, di

  • Oneri deducibili o detraibili non considerati;
  • Detrazioni d’imposta spettanti ma non riconosciute;
  • Ritenute non scomputate;
  • Versamenti in acconto non considerati, ecc.

Il modello 730 integrativo può essere utilizzato anche per la correzione:

  • Di errori che non incidono sulla determinazione dell’imposta;
  • Dell’omessa o errata indicazione del sostituto d’imposta che deve effettuare i conguagli.

Per verificare che l’importo del credito spettante sia quello corretto, è necessario saper leggere correttamente il prospetto di liquidazione derivante dalla dichiarazione dei redditi. 

Il prospetto di liquidazione viene elaborato:

  • Nel caso in cui il contribuente abbia deciso di avvalersi di un Caf o di un professionista abilitato per l’inoltro del modello, da chi presta l’assistenza fiscale, oppure
  • direttamente dall’Agenzia delle Entrate nell’ipotesi di invio in autonomia, con o senza modifiche da parte del contribuente stesso.

IL QUADRO F E IL 730 INTEGRATIVO

La gestione della liquidazione dell’imposta, all’interno del modello 730 è gestita all’interno del quadro F.

In questo quadro sono riepilogati gli acconti, ritenute ed eccedenze d’imposta che confluiscono nella generazione del credito (debito) complessivo rimborsato (trattenuto) dal datore di lavoro.

Un’apposita sezione del quadro F (la VII) è appositamente riservata ai soggetti che intendono presentare, entro il 25 ottobre, il modello 730 integrativo a favore.

In questa sezione vanno indicati:

  • Gli importi a credito rimborsati derivanti dal 730 originario, ovvero
  • I crediti utilizzati in compensazione nel modello F24,

importi dei quali è necessario tenere conto al fine di quantificare l’importo del maggior credito (o minor debito) del quale si chiede il riconoscimento.

IMPORTI DA INDICARE NEL QUADRO F

Gli importi da indicare nel quadro F sono quelli che sono stati trattenuti o versati nel corso dell’anno di imposta a titolo di acconto IRPEF, addizionale comunale o cedolare secca.

Importi che possono essere stati versati autonomamente dal contribuente, tramite modello F24, ovvero trattenuti in busta paga direttamente dal sostituto d’imposta.

Devono poi essere riportati anche i crediti risultanti dalle precedenti dichiarazioni chiesti a rimborso e per i quali è necessario dare conto dei possibili relativi utilizzi in compensazione.

Laddove residuasse un credito, quest’ultimo potrebbe essere utilizzato, a scelta del contribuente, anche in compensazione con altri tributi (come ad esempio IMU o TASI).

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DEL 730 INTEGRATIVO

I modelli 730 integrativi devono essere presentati da un professionista abilitato. Questo, anche se il modello 730 originario è stato presentato direttamente o tramite il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale.

Al modello 730 integrativo va allegata la relativa documentazione, in modo da permettere al professionista abilitato di controllarne la conformità.

Il modello 730 integrativo può essere presentato direttamente dal contribuente solo qualora:

  • Si debba modificare esclusivamente i dati del sostituto d’imposta oppure
  • Indicare l’assenza del sostituto d’imposta con gli effetti previsti per i contribuenti senza sostituto (art. 6 del provv. Agenzia delle Entrate 12.4.2019 n. 90072).

Il 730 integrativo si perfeziona attraverso l’indicazione del codice 1 nel frontespizio del modello e attraverso la presentazione entro il 25 ottobre dell’anno successivo a quello di imposta.

TERMINE DI PRESENTAZIONE

I modelli 730 integrativi devono essere presentati, dai contribuenti, entro il 25 ottobre dell’anno di presentazione della dichiarazione originaria.

TRASMISSIONE TELEMATICA DEL MODELLO

I CAF e i professionisti trasmettono in via telematica all’Agenzia delle Entrate i modelli 730 integrativi entro il 10 novembre.

Nell’ambito della trasmissione telematica dei modelli 730 integrativi, i CAF e i professionisti devono provvedere anche all’invio all’Agenzia delle Entrate dei risultati contabili derivanti dalla liquidazione della dichiarazione (modelli 730-4 integrativi), ai fini dell’effettuazione dei conguagli a credito del contribuente.

PROCEDURE DI CONGUAGLIO RELATIVE AL MODELLO 730 ORIGINARIO

La presentazione del modello 730 integrativo non fa comunque venire meno l’obbligo per il sostituto d’imposta di effettuare i conguagli (a debito o a credito) in base al modello 730 originariamente presentato.

Il sostituto di imposta provvederà a corrispondere l’eventuale conguaglio a credito derivante dalla dichiarazione integrativa sulla retribuzione del mese di dicembre.

CORREZIONE DEL MODELLO 7730 CON IL MODELLO REDDITI PF

Per le correzioni del modello 730 “a sfavore” del contribuente (es. mancata indicazione di un reddito, riduzione di oneri deducibili o detraibili, scomputo di ritenute non subite, ecc.) non è possibile utilizzare il modello 730 integrativo ed è necessario utilizzare il modello REDDITI Persone Fisiche.

Il modello REDDITI PF può essere presentato anche per effettuare correzioni del modello 730 originario “a favore” del contribuente, qualora non si intenda o non sia più possibile ricorrere alla presentazione del modello 730 integrativo (es. per la scadenza del termine di presentazione del 25 ottobre).

Con il comunicato stampa 4.4.2017 n. 80, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che è possibile correggere la dichiarazione precompilata dell’anno precedente, utilizzando il modello disponibile online, nel quale sono già precaricati i dati contenuti nella dichiarazione inviata.

CONTROLLI PREVENTIVI SUI MODELLI 730

L’art. 1 co. 949 e 956 della L. 28.12.2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) ha modificato la disciplina relativa ai controlli preventivi sui modelli 730, in presenza di situazioni considerate “a rischio“.

MODELLI PRESENTATI DIRETTAMENTE O TRAMITE IL SOSTITUTO D’IMPOSTA

Mediante il co. 3-bis dell’art. 5 del DLgs. 175/2014, è stato infatti stabilito che l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi nel caso di presentazione del modello 730 direttamente da parte del contribuente, ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che:

  • Presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate;
  • Ovvero determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro.

A tali fini, occorre considerare (cfr. provv. Agenzia delle Entrate 9.6.2017 n. 108815 in relazione ai modelli 730/2017, provv. Agenzia delle Entrate 25.6.2018 n. 127084 in relazione ai modelli 730/2018 e provv. Agenzia delle Entrate 19.6.2019 n. 207079 in relazione ai modelli 730/2019):

  • Lo scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento, nelle Certificazioni Uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente, oppure la presenza di altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle Certificazioni Uniche;
  • Oppure la presenza di situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

I suddetti controlli preventivi avvengono:

  • In via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa;
  • Entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle Entrate non oltre il sesto mese successivo:

  • Al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione;
  • Ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Restano comunque fermi i controlli previsti in materia di imposte sui redditi.

CONTROLLI SU MODELLI PRESENTATI DAI PROFESSIONISTI

La suddetta disciplina in materia di controlli preventivi si applica anche ai modelli 730 presentati (art. 1 co. 4 del DLgs. 175/2014):

  • Tramite i CAF e i professionisti abilitati che prestano assistenza fiscale;
  • Indipendentemente dal fatto che si tratti di una dichiarazione precompilata (modificata o meno) o di una dichiarazione presentata con le modalità “ordinarie“.

EFFETTI SUI CONGUAGLI

Se la dichiarazione è stata inclusa nei controlli preventivi:

  • L’Agenzia delle Entrate non rende disponibile il risultato contabile per l’effettuazione dei conguagli (modello 730-4) e ne informa il soggetto che ha prestato assistenza fiscale (professionista, CAF o sostituto d’imposta) o il contribuente in caso di presentazione diretta;
  • Il contribuente deve provvedere autonomamente al versamento del secondo o unico acconto relativo all’IRPEF e/o alla cedolare secca, entro il 30 novembre, mediante il modello F24 (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 12.3.2018 n. 4).

MODELLO 730 INTEGRATIVO: CONCLUSIONI

Il modello 730 integrativo può essere presentato dal contribuente quando la modifica da apportare al modello originariamente inviato è a suo “favore“.

Si tratta di casi in cui, ad esempio, non è stato indicato un credito, un acconto versato, oppure una deduzione o detrazione fiscale spettante.

Il termine previsto per la presentazione del modello 730 integrativo è il 25 ottobre di ogni anno. Questo con riferimento all’anno in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi ordinaria.

Qualora, invece, la correzione del modello 730 si renda necessaria per una modifica a “sfavore” del contribuente deve essere presentato il modello Redditi PF.

Questo modello dichiarativo ha il vantaggio di poter essere presentato anche dopo il 25 ottobre. Per questo motivo lo stesso può essere utilizzato anche per le variazioni a favore del contribuente.

L’aspetto da tenere in considerazione è che con il modello Redditi, non ci sono conguagli in busta paga. I debiti devono essere versati con modello F24, mentre i crediti devono essere chiesti a rimborso o utilizzati in compensazione.

Il consiglio che posso darti è quello di valutare sempre insieme ad un professionista esperto la migliore soluzione per la risoluzione dei tuoi problemi.

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2 COMMENTS

  1. Dopo aver inviato 730 precompilato e corretto ma con altri errori,ho rimediato con 730 integrativo a favore il 26/7/2015 inviato dal CAF. Risultato: minore imposta e zero ritenute d’acconto. Questi ha considerato 730 codice 3 invece che 1. Cosa comporta? Pensionato.

    in fede Fabrizio vignali

  2. Salve,
    il modello 730 integrativo deve riportare il codice 1 qualora il nuovo modello riporti un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata, mentre il codice 3 oltre a queste ipotesi riguarda anche il caso in cui si siano modificati i dati del sostituto d’imposta. Non so se nel nuovo 730 il Caf le ha modificato anche questi dati, in ogni caso non ci sono conseguenze rilevanti.

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