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Mancato pagamento IMU: le sanzioni

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Il 16 giugno è l’ultimo giorno per pagare la prima rata dell’IMU relativa al 2020. Tuttavia, una delle domanda più frequenti è, quali sono le conseguenze previste in caso di mancato pagamento IMU? La soluzione è il ravvedimento operoso tramite il modello F24.

La Legge di Bilancio 2020 stabilisce che, i soggetti passivi effettuano il versamento dell’imposta dovuta al comune per l’anno in corso in due rate, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre.

Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in un’unica soluzione annuale, da versare entro il 16 giugno.

Chi deve pagare l’IMU?

Sono tenuti al pagamento dell’IMU, coloro che possiedono immobili, ad esclusione di quelli adibito ad abitazione principale, a patto che quest’ultimo non rientri in determinate categorie catastali: A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7.

Per quanto riguarda la prima rata, è stato previsto un esonero dal versamento per il settore turistico, per gli immobili classificati nella categoria catastale D/2 ed a condizione che, i proprietari siano gestori delle relative attività esercitate negli immobili in questione.

Molti Comuni d’Italia, hanno prorogato la scadenza relativa al pagamento della prima rata dell’IMU.

Mancato paganento IMU

In caso di versamento dell’IMU in ritardo, rispetto alla scadenza prefissata, o nei casi di pagamento tardivo o insufficiente, il contribuente può sanare la sua posizione, corrispondendo all’erario quanto originariamente dovuto, con l’aggiunta di sanzioni e interessi che aumenteranno progressivamente in base al tempo trascorso dalla scadenza prevista per il pagamento.

Il ravvedimento operoso ha lo scopo di andare incontro ai contribuenti che, pur non avendo rispettato le scadenze, hanno l’intenzione di regolarizzare la loro situazione debitoria.

Mancato pagamento IMU: il ravvedimento operoso

Il collegato fiscale alla manovra di bilancio ha allargato l’ambito di applicazione del ravvedimento operoso, in particolare di quello lunghissimo, ovvero oltre un anno dall’omissione o dall’errore.

Con l’abrogazione del comma 1-bis dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, sono estese a tutti i tributi, inclusi quelli locali, delle riduzioni sanzionatorie che in precedenza erano riservate ai casi di ravvedimento operoso per i tributi erariali.

IMU: le sanzioni previste

Ci sono diverse tipologie di ravvedimento operoso, sulla base dei giorni intercorrenti tra la scadenza originale del versamento ed il suo effettivo pagamento, ovvero:

  • Ravvedimento super breve, per il pagamento effettuato entro 14 giorni dalla scadenza prevista, ed entro tale intervallo, la sanzione è dello 0,1%, pari a 1/10 di quella ordinaria dell’1%, per ogni giorni di ritardo;
  • Ravvedimento Breve, per il pagamento effettuato entro 30 giorni dalla scadenza prevista e precisamente dal 15° al 30° giorno, la sanzione è pari all’1,5% da calcolare sull’importo del tributo dovuto;
  • Il Ravvedimento medio, la sanzione è dell’1,67% quando il pagamento dell’IMU avviene entro 90 giorni dal termine previsto per il versamento, ovvero dal termine di presentazione della dichiarazione se si tratta di regolarizzazione di omissioni o di errori commessi in dichiarazione;
  • Ravvedimento lungo, pagamento dopo i 90 giorni, tuttavia se il pagamento viene comunque fatto entro il termine di 1 anno, e consiste nella corresponsione insieme all’IMU di una sanzione del 3,75%.

Ravvedimento operoso lunghissimo esteso all’IMU

Superata la soglia dei 12 mesi, scatta la novità del ravvedimento lunghissimo, esteso, da quest’anno, anche all’IMU nei casi di mancato versamento entro i 2 anni o oltre questo termine.

Qualora il pagamento venga effettuato entro 2 anni dal termine previsto o da quello di presentazione della dichiarazione periodica, la sanzione ordinaria del 30% viene ridotta ad 1/7 e quindi è pari al 4,29%.

La sanzione sale al 5% quando il versamento dell’IMU avviene oltre 2 anni dall’omissione o dall’errore.

Infine, la sanzione del 6%, da aggiungere al tributo originario se la regolarizzazione avviene dopo aver ricevuto il verbale di constatazione, ma entro la notificazione dell’atto di accertamento, quindi prima dell’emissione della cartella esattoriale.

Gli interessi

A tutte le sanzioni indicate prima, deve essere aggiunto il pagamento degli interessi di mora, con maturazione giorno per giorno, per il 2020 il tasso applicato è pari allo 0,05%.

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