La malattia del lavoratore dipendente e le ipotesi di visita fiscale per dipendenti pubblici e privati. Certificato di malattia e documenti da esibire in caso di visita fiscale da parte dell’INPS.

Se sei un lavoratore dipendente sono sicuro che sei interessato a capire come funziona la visita fiscale per malattia.

Ogni anno l’INPS effettua per proprio conto o su segnalazione del datore di lavoro migliaia di visite fiscali. In pratica, la visita fiscale è un’opportunità che il datore di lavoro ha a disposizione per verificare lo stato di malattia del dipendente. Questo sia nel caso di dipendenti del settore pubblico che di quello privato.

Malattia e visita fiscale

Come vedremo il presupposto della visita fiscale è il certificato di malattia presentato nei termini dal lavoratore. In questo contributo voglio spiegarti le principali regole riguardanti la visita fiscale INPS nei confronti di dipendenti privati e pubblici.

A questo punto, prima di entrare nel dettaglio delle visite fiscali, è opportuno analizzare la disciplina legata ai certificati medici dei lavoratori in malattia.

Indice degli Argomenti

La malattia del lavoratore dipendente

La malattia (al pari dell’infortunio art. 2110) costituisce un’ipotesi di temporanea impossibilità sopravvenuta dalla prestazione lavorativa. Questa impossibilità non comporta una risoluzione del contratto di lavoro, ma solo una sospensione dell’obbligo di prestare lavoro.

La malattia tutelabile è quella che comporta incapacità lavorativa e deve essere concreta ed attuale. L’incapacità può essere anche indiretta, in presenza di provvedimenti amministrativi volti a tutelare l’igiene e la sanità pubblica. Negli ultimi anni il concetto di malattia tutelabile si è ampliato, facendovi rientrare anche quelle affezioni che rendono necessarie cure termali. Oltre a queste, si applicano regimi speciali con riferimento, tra l’altro:

  • Alla tubercolosi,
  • Al trattamento di emodialisi,
  • Alla tossicodipendenza,
  • Alla procreazione assistita,
  • Al morbo di Cooley,
  • Al ricovero per donazione organi.

La malattia per il lavoratore dipendente: conseguenze

Durante la malattia, l’assenza del lavoratore dal posto di lavoro:

  • E’ giustificata;
  • Il periodo di malattia deve essere computato ai fini dell’anzianità di servizio.

Nel caso in cui l’infermità del lavoratore è permanente, si determina una sopravvenuta impossibilità, che può comportare la risoluzione del rapporto di lavoro. Stessa cosa se la malattia prosegue oltre il termine previsto per la conservazione del posto di lavoro (cd “comporto“).

Licenziamento del lavoratore in malattia:
Salvo che in caso di giusta causa, lo stato di malattia di un dipendente a cui viene intimato un licenziamento determina la sospensione del provvedimento fino a guarigione e si considerano persistenti tra le parti tutti gli effetti del rapporto di lavoro (Cass. n. 5212 del 28.02.2017).

E’ possibile svolgere attività lavorative durante la malattia?

In termini generali, durante il periodo di malattia per il lavoratore non vige un divieto assoluto di astenersi dallo svolgere altre attività, anche a carattere lavorativo. Altre attività lavorative possono essere svolte, purché non pregiudichino o ritardino i tempi di guarigione del lavoratore.

Viceversa, se l’attività svolta è tale da compromettere la guarigione, il lavoratore pone in essere un comportamento che può legittimare la risoluzione del rapporto di lavoro, in quanto contrario:

  • Al suo dovere di fedeltà;
  • Nonché ai principi generali di buona fede e correttezza

Altrettanto viene considerato giustificato il recesso nell’ipotesi in cui tale attività esterna sia di per sé sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia, dimostrando, quindi, una fraudolenta simulazione

La malattia può influire sul godimento delle ferie del lavoratore?

Se lo stato di malattia si verifica durante il periodo in cui il lavoratore usufruisce delle ferie, queste si sospendono fino alla completa guarigione se la malattia:

  • E’ tale da pregiudicare le finalità tipiche delle ferie;
  • Compromette il recupero psicofisico, il riposo e la funzione ricreativa delle ferie.

Tuttavia, occorre precisare che l’effetto sospensivo della malattia sulle ferie non ha valore assoluto. Viene dato rilievo, infatti, solo a quegli stati morbosi incompatibili con l’essenziale funzione delle ferie.

Il rientro anticipato in servizio

Nel caso in cui un dipendente assente per malattia si consideri guarito e intenda riprendere anticipatamente il lavoro rispetto alla prognosi formulata dal proprio medico curante, può essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica dell’originaria prognosi.

In questo caso, infatti, il datore di lavoro non è in grado di valutare se e in che misura il dipendente abbia effettivamente recuperato le proprie energie psicofisiche tali da garantire se stesso e l’ambiente di lavoro da qualsivoglia evento avverso connesso ad una capacità di impegno non completamente riacquisita.

L’ottenimento del certificato medico durante la malattia

In caso di malattia, il lavoratore dipendente è tenuto, fin dal primo giorno, ad effettuare un controllo presso il proprio medico curante. Il medico di famiglia, accertata la mattia rilascia una apposita certificazione.

Il rilascio della certificazione per malattia ha una procedura diversa a seconda della durata. Queste sono le casistiche:

  • Malattia di durata inferiore a 10 giorni. Il lavoratore può rivolgersi anche ad un medico curante non appartenente al Servizio Sanitario Nazionale, o non convenzionato con esso;
  • Malattia di durata superiore ai 10 giorni. Il lavoratore deve rivolgersi esclusivamente al medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, per il rilascio della certificazione per malattia.

Il certificato di malattia del lavoratore dipendente

Una volta ottenuto il certificato di malattia dal medico, il lavoratore è tenuto ad avvertire del proprio stato di malattia il proprio datore di lavoro. Sarà il medico che rilascia il certificato di malattia a comunicarlo, in ogni caso, all’INPS attraverso procedura telematica.

Ti consiglio di prendere sempre nota del numero di protocollo del certificato di malattia (PUC). Puoi chiederne al medico una copia cartacea. Oppure, in caso di richiesta il medico ha l’obbligo di inviarti la certificazione al tuo indirizzo di posta elettronica (Legge n. 221/12).

Solo nel caso di visita medica al pronto soccorso o di ricoveri ospedalieri non vi è l’invio del certificato di malattia telematico. In questo caso il dipendente deve conservare la documentazione cartacea.

Il certificato telematico di malattia

Il certificato di malattia è l’attestazione, rilasciata dal medico curante o dal Sistema Sanitario Nazionale per giustificare l’assenza per malattia dal lavoro. Tale certificato viene inviato telematicamente all’INPS dal medico curante. Il datore di lavoro può verificare il certificato telematicamente.

Il certificato di malattia deve obbligatoriamente contenere:

  • Generalità del lavoratore;
  • Prognosi dei giorni di malattia;
  • Data e luogo di compilazione;
  • Indicazione della data di inizio o di continuazione della malattia;
  • Firma e timbro del medico;
  • Indirizzo del domicilio del lavoratore nel quale verrà eseguita la visita fiscale.

Il certificato di malattia può essere consultato dal lavoratore attraverso l’apposito PIN INPS per l’accesso al proprio cassetto previdenziale. In alternativa è possibile consultare il numero verde INPS 803.164.

Come e dove posso vedere il certificato di malattia?

Ti consiglio sempre di verificare la correttezza dei dati obbligatori del certificato di malattia. I dati da verificare sono:

  • Dati anagrafici;
  • Indirizzo di reperibilità in caso di malattia;
  • Ogni informazione utile (specificando eventuale località, frazione, borgo, contrada, precisando se si tratta di via, piazza, vicolo e aggiungendo, se occorre, palazzina, residence…).

Inoltre, è importante verificare la corretta trasmissione del certificato telematico. A tale scopo, puoi visualizzare il tuo certificato e il tuo attestato (certificato privo di diagnosi) sul sito web www.inps.it.

E’ necessario entrare con le tue credenziali nei servizi on line (codice fiscale e Pin o Spid per consultare il certificato; codice fiscale e numero di protocollo per consultare l’attestato).

Con il certificato telematico di malattia, sei esonerato dall’obbligo di invio dell’attestato al tuo datore di lavoro privato o pubblico che può visualizzarlo mediante i servizi presenti sul sito web www.inps.it. Devi comunque attenerti alle disposizioni previste dal tuo contratto di lavoro per informare il datore di lavoro della tua assenza.

Da quale giorno inizia lo stato di malattia?

L’INPS sulla base della normativa vigente, riconosce la prestazione di malattia, ai lavoratori assicurati soltanto dal giorno di rilascio del certificato. Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita.

Solo se si tratta di certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’INPS riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando espressamente indicato dal medico.

Tieni presente, inoltre, che il tuo datore di lavoro potrebbe ritenerti assente ingiustificato nei giorni non riconosciuti dall’INPS. Questo anche in assenza di visita fiscale.

Situazioni di cicli di cura ricorrenti nello stato di malattia

Per cicli di malattia ricorrenti si intendono ad esempio: trattamenti emodialici, chemioterapia, radioterapia, etc. In questi casi i lavoratori hanno la possibilità di produrre un’unica certificazione di malattia attestante la necessità di trattamento ricorrenti.

La certificazione di tali cicli deve essere inviata all’INPS e al proprio datore di lavoro prima dell’inizio della terapia con l’indicazione dei giorni previsti per l’esecuzione ed è utile a considerare, ai fini dell’indennità previdenziale, i diversi giorni di malattia come un unico evento.

A prestazioni effettivamente eseguite, l’interessato deve presentare periodiche dichiarazioni della struttura sanitaria con il relativo calendario delle cure eseguite. Le assenze dal lavoro per le terapie devono, comunque, essere certificate, nelle consuete modalità, mediante certificazione telematica o, ove questa non sia possibile, cartacea.

La visita fiscale INPS per i lavoratori dipendenti in malattia

Il lavoratore dipendente (del settore pubblico o privato) può essere soggetto ad una visita fiscale nel periodo di malattia. Si tratta di una visita a domicilio da parte di un medico fiscale dell’INPS. L’obiettivo di questa visita è quello di verificare lo stato di malattia del lavoratore.

Importante!
Il consiglio che posso darti è quello di accertarti che sul campanello del domicilio di reperibilità sia indicato il tuo nominativo. In questo modo sarà più semplice individuarti dal medico fiscale.

La visita fiscale sul lavoratore in malattia può derivare, alternativamente:

  • Da una specifica richiesta all’INPS del datore di lavoro, oppure
  • Dall’iniziativa autonoma dell’INPS (nei confronti dei lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia e dei lavoratori pubblici).

La richiesta di visita fiscale da parte del datore di lavoro

La richiesta di una visita di controllo è comunicata immediatamente dalla sede INPS al medico prescelto, il quale deve effettuare la visita nella stessa giornata – se la comunicazione è stata fatta prima di mezzogiorno – o nella giornata successiva – negli altri casi (art. 3 del DM 15.7.1986).

Il datore di lavoro, potrà inoltrare online la richiesta in qualsiasi momento nell’arco delle 24 ore. Tuttavia, saranno elaborate e smistate giornalmente ai medici di competenza le richieste pervenute entro:

  • Le ore 9.00 per la fascia antimeridiana;
  • Le ore 12.00 per quella pomeridiana (messaggio INPS 12.3.2012 n. 4344).

Quando la richiesta parte dal datore di lavoro tutto parte tramite procedura telematica dei servizi online INPS. Ecco il link per accedere a questo servizio da parte del datore di lavoro:

Il sistema a fine procedura rilascia al richiedente il numero di protocollo relativo alla richiesta. Con questo numero il datore di lavoro può verificare lo stato di avanzamento e l’esito della visita fiscale sul proprio dipendente.

Rimborso del costo del medico legale
Sul punto, va ricordato che il datore di lavoro sarà tenuto a rimborsare all’INPS il compenso del medico legale che ha effettuato la visita fiscale al proprio dipendente, sulla base di un tariffario che prevede – per il 2020 e su base giornaliera – un importo variabile da un minimo di 28.29 euro ad un massimo di 52,82 euro.

Obbligo di reperibilità del lavoratore dipendente

Durante il periodo della malattia il lavoratore può essere soggetto a controlli effettuati dall’ASL o dalla sede INPS competente per territorio, a seguito di richiesta del datore di lavoro inoltrata telematicamente allo stesso Istituto previdenziale (art. 5 della Legge n. 300/70). Il lavoratore ha dunque l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale:

  • Durante tutta la durata della malattia, comprese le domeniche ed i giorni festivi;
  • In specifiche fasce orarie di reperibilità diverse per i lavoratori del settore privato e quelli del pubblico impiego.

La visita di controllo da parte del medico fiscale dell’INPS

Una volta avviata la procedura legata alla visita fiscale, il medico fiscale incaricato dall’INPS si reca al domicilio di reperibilità del dipendente in malattia. Si tratta del domicilio indicato nel certificato telematico di malattia (per questo è importante sempre indicare il domicilio di reperibilità corretto).

Il medico visita il dipendente ed esamina il certificato medico rilasciato dal medico curante che reca l’indicazione dei giorni di prognosi. A questo punto il medico fiscale ha facoltà di:

  • Confermare il certificato medico;
  • Prolungare la prognosi per massimo ulteriori 48 ore;
  • Chiedere al dipendente di sottoporsi ad una visita specialistica.

La visita di controllo si conclude con la stesura di un verbale informatico. Il verbale viene trasmesso telematicamente all’INPS e reso accessibile al datore di lavoro. Copia di questo verbale viene fornita anche al lavoratore.

Importante!
Il datore di lavoro può richiedere simultaneamente all’INPS di effettuare fino a 50 visite fiscali di controllo con un unico invio telematico.

A questo punto occorre capire quali sono gli orari di controllo INPS legati alla visita fiscale.

Quali sono le fasce di reperibilità per la visita fiscale?

Tra le domande che ci arrivano dedicate alla visita fiscale INPS queste sono quelle che hanno maggiore riscontro:

  • Quali sono gli orari del controllo Inps?
  • A quali orari bisogna farsi trovare reperibili dal medico Inps?
  • Quali fasce orarie è necessario rispettare?

Al fine di rendere più semplice la risposta a questi dubbi di seguito troverai le disposizioni previste per i dipendenti privati e pubblici.

Orari visita fiscale dipendenti pubblici

Il medico fiscale non può arrivare dal lavorare a qualsiasi orario. I dipendenti pubblici, e più in generale i lavoratori statali che si assentano per malattia hanno l’obbligo di reperibilità 7 giorni su 7, inclusi i festivi, con le seguenti fasce orarie.

Orari visite fiscali dipendenti pubblici:

  • E’ prevista la reperibilità al mattino nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 9.00 e le 13.00;
  • E’ prevista la reperibilità al pomeriggio nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 15.00 alle 18.00.

Tabella: orari visita fiscale dipendenti pubblici

Fascia di reperibilità al mattinoFascia di reperibilità al pomeriggio
9.00 – 13.0015.00 – 18.00

Durante tali orari i lavoratori, dipendenti pubblici in malattia potrebbero ricevere le visite fiscali. Pertanto tali lavoratori sono tenuti a farsi trovare presso l’indirizzo comunicato al momento della dichiarazione di inizio malattia.

Chi sono i dipendenti pubblici?
E’ ad esempio il caso di: insegnanti, dipendenti della P.A., degli enti locali, i militari, vigili del fuoco, Asl, enti locali.

Orari visita fiscale dipendenti privati

Quali sono gli orari delle visite fiscali per i dipendenti privati?

I lavoratori dipendenti del settore privato che si assentano per malattia hanno l’obbligo di reperibilità 7 giorni su 7, inclusi i giorni festivi.

Orari visite fiscali dipendenti privati:

  • E’ prevista la reperibilità al mattino nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 10.00 e le 12.00;
  • E’ prevista la reperibilità nel pomeriggio nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 17.00 alle 19.00.

Tabella: orari visita fiscale dipendenti privati

Fascia di reperibilità al mattinoFascia di reperibilità al pomeriggio
10.00 – 12.0017.00 – 19.00

Durante tali orari i lavoratori in malattia potrebbero ricevere visite fiscali dall’INPS. E pertanto sono tenuti a farsi trovare presso l’indirizzo comunicato al momento della dichiarazione di inizio malattia.

Il lavoratore privato assicurato per la malattia non può assentarsi dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:

  • Necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
  • Provati gravi motivi personali o familiari;
  • Cause di forza maggiore.

Casi di esonero dalla reperibilità alla visita fiscale INPS per i dipendenti privati

Le disposizioni seguenti non prevedono l‘esonero dal controllo, ma solo dalla reperibilità. Il controllo medico per malattia è sempre possibile (Circolare INPS n. 95 del 7 giugno 2016). I lavoratori subordinati, sono esentati dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità nelle seguenti circostanze (art. 1 del D.M. 11 gennaio 2016):

  • Patologie gravi che richiedono terapie salvavita. Purché siano attestate da idonea documentazione, rilasciata da strutture competenti, che indichi la natura della patologia e la terapia da effettuare;
  • Ricovero presso una struttura sanitaria. Chi è ricoverato in ospedale è esonerato da visita fiscale;
  • Infortunio sul lavoro e malattia professionale;
  • Stati patologici sottesi o connessi alle situazioni di invalidità riconosciuta. Posto che l’invalidità abbia determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.

Il medico curante, poi, può disporre l’esonero dalla visita fiscale per particolari motivazioni.Ad esempio, nel caso di depressione o cefalea, perché la permanenza in un luogo chiuso ostacola la guarigione. In questo caso viene contrassegnato il certificato medico col codice E.

Applicazione del codice E nel certificato rilasciato dal medico fiscale

L’INPS, con una notizia pubblicata il 23 ottobre 2018, ha fornito utili chiarimenti in merito alle casistiche che esonerano il lavoratore dalla visita medica di controllo domiciliare. Le precisazioni in materia sono state necessarie in quanto molti lavoratori chiedono al proprio medico curante di apporre sul certificato medico il codice E. Questo, nella convinzione che l’indicazione del predetto codice esoneri loro dalla visita medica di controllo.

L’INPS ricorda che il codice “E” può essere utilizzato esclusivamente dai medici INPS e non anche dai medici curanti. Infatti, il medico dell’Istituto, durante l’analisi del certificato, ha l’opportunità (da esercitare con ponderato discernimento clinico e medico legale) di escludere uno specifico certificato dal flusso dell’applicativo data mining, qualora la diagnosi evidenzi una condizione di gravità tale da scoraggiare il controllo domiciliare disposto d’ufficio (messaggio INPS n. 4752 del 13 luglio 2015).

A titolo esemplificativo, le condizioni patologiche rientranti in questa casistica sono oncopatie metastatiche, stati terminali, situazioni post chirurgiche di interventi demolitivi, ecc. In tali casi, prima di apporre il predetto codice E, il medico INPS è tenuto a verificare nel dettaglio la storia certificativa pregressa del lavoratore con particolare riguardo al numero di giorni di malattia già fruiti e al numero di eventi correlati, al fine di assumere decisioni consapevoli e non pregiudizievoli sia per il malato, sia per l’Istituto.

In definitiva, qualsiasi eventuale annotazione nelle note di diagnosi della dizione “Codice E” non può evidentemente produrre alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità, rimanendo possibile la predisposizione di visite mediche di controllo domiciliare sia d’ufficio sia a cura dei datori di lavoro.

Casi di esonero dalla reperibilità alla visita fiscale INPS per i dipendenti pubblici

Per i dipendenti del settore pubblico, invece, i casi di esonero dagli obblighi di reperibilità sono contenuti nel DPCM n. 206 del 17 ottobre 2017. Per tali dipendenti, oltre alle cause sopra indicate per i dipendenti privati è prevista un’ulteriore casistica.

Si tratta della causa di servizio, riconosciuta nei casi in cui abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al DPR 30 dicembre 1981 n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” del medesimo decreto. In riferimento al settore pubblico, è opportuno tenere sempre a mente le specifiche regole contenute nel D.Lgs. n. 165/2001, alle quali si rimanda per ulteriori ed esaustivi approfondimenti.

Esonero dalle fasce di reperibilità per visite specialistiche

In ogni caso, il lavoratore può eludere l’obbligo di reperibilità senza subire alcuna sanzione qualora lo stesso abbia necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità. A queste ipotesi, si aggiungono quelle per gravi motivi personali o familiari o di causa di forza maggiore.

Se si verifica una delle fattispecie appena elencate, il medico curante ha l’obbligo di indicare la particolarità della casistica nel momento stesso della redazione del certificato medico. Difatti, l’indicazione dell’esonero di reperibilità non può, in nessun caso, essere aggiunto in seguito, poiché l’esonero riguarda la reperibilità e non il controllo in sé.

Esonero dalla visita fiscale in caso di infortunio o malattia professionale

Altro aspetto spesso frutto di errore è la visita fiscale in caso di infortunio o malattia professionale. In questi casi non possono essere disposte visite di controllo da parte dell’INPS. Questo per non interferire nell’attività di competenza esclusiva dell’INAIL in materia (articolo 12 della Legge n. 67/88).

Assenza del lavoratore in malattia alla visita fiscale INPS

Il lavoratore dipendente risultato assente in occasione della visita medica di controllo domiciliare viene invitato, con apposito avviso, a presentarsi in data specifica presso gli ambulatori della struttura territoriale INPS di competenza. In particolare, il medico legale:

  • Rilascia nella cassetta postale o preferibilmente a una persona presente nell’abitazione del lavoratore, un avviso (c.d. “cartolina“). Documento recante l’invito a presentarsi il giorno (non festivo) successivo alla visita di controllo ambulatoriale. Questo salvo che il lavoratore interessato non decida di riprendere l’attività lavorativa;
  • Comunica l’assenza dalla visita fiscale del lavoratore all’INPS. Questi mette a disposizione questa informazione anche al datore di lavoro che ha richiesto la visita.

Il lavoratore che nel giorno della prevista visita ambulatoriale ha ripreso l’attività lavorativa non è tenuto a sottoporsi alla visita, ma deve comunque comunicarlo all’INPS.

In ogni caso, il lavoratore deve presentare idoneo giustificativo per l’assenza alla visita di controllo domiciliare. Altrimenti, è possibile:

  • Incorrere in sanzioni amministrative. Se sei un lavoratore del settore privato avente diritto all’indennità di malattia;
  • Incorrere in azioni disciplinari da parte del datore di lavoro.

Cosa accade in caso di mancata presenza alla visita ambulatoriale di controllo?

Qualora il lavoratore non si presenti neppure alla visita ambulatoriale di controllo, l’INPS ne da comunicazione al datore di lavoro. Contestualmente il lavoratore è invitato a fornire la propria giustificazione, con un termine massimo di 15 giorni.

Nel caso in cui la giustificazione del lavoratore non arrivi o non sia ritenuta valida, si apre un provvedimento disciplinare, che può arrivare alla decurtazione dello stipendio. Nei casi più gravi la mancata giustificazione può anche costituire giusta causa di licenziamento.

Casi di assenza ingiustificata alla visita di controllo INPS

Sono considerati dalla giurisprudenza casi di assenza ingiustificata alla visita di controllo INPS, i seguenti:

  • Non aver udito il campanello durante il riposo o per altri motivi;
  • Mancanza del nominativo del lavoratore sul citofono;
  • Non funzionamento del citofono o del campanello;
  • Mancata o incompleta comunicazione della variazione di domicilio o del luogo di reperibilità;
  • Espletamento di incombenze effettuabili in orari diversi.

Come modificare l’indirizzo di reperibilità per la visita fiscale

Durante il periodo di malattia del lavoratore dipendente può capitare che lo stesso debba o voglia modificare il proprio indirizzo di reperibilità in caso di visita di controllo.

Prima di tutto è sempre opportuno verificare che il medico curante inserisca nella compilazione del certificato telematico di malattia il corretto indirizzo di reperibilità. Si tratta, sostanzialmente, dell’indirizzo ove il lavoratore è domiciliato.

Molto spesso infatti può accadere che il medico inserisca nel certificato di malattia l’indirizzo di residenza, mentre il lavoratore in quel momento può risultare domiciliato presso altro indirizzo.

Come verificare l’indirizzo previsto per la visita fiscale di controllo?

Il lavoratore in malattia ha la possibilità di verificare il certificato di malattia e l’indirizzo di reperibilità ivi specificato direttamente dal sito dell’INPS (questo è il link). L’accesso avviene inserendo il proprio codice fiscale ed il numero di protocollo del certificato.

La verifica del proprio certificato di malattia dovrebbe essere sempre effettuata. Nella pratica, infatti, può accadere che il medico curante sbagli la compilazione o che addirittura non inserisca la diagnosi, cioè il tipo di malattia/patologia.

Se il lavoratore in malattia riscontra che l’indirizzo di reperibilità indicato non è corretto (o desidera cambiarlo) ha la possibilità di effettuare la comunicazione di variazione dell’indirizzo di reperibilità all’INPS. Questa comunicazione può avvenire in diversi modi. In particolare, le modalità ammesse sono le seguenti:

  • Contattare gli operatori del Contact Center INPS al numero verde 803164. Operatori che sono tenuti ad inoltrare una segnalazione telematica alla sede competente. Avendo cura di richiedere il numero di protocollo della segnalazione (che inizia con Inps);
  • Inoltrare in autonomia una mail alla propria sede Inps competente. Ricordate che l’indirizzo ovviamente varia a seconda della sede. [email protected] (il nome della sede potete trovarlo al sito Inps  inserendo il vostro CAP di residenza);
  • Come ultima alternativa è anche possibile comunicare la variazione di indirizzo di reperibilità tramite fax o raccomandata. Nel caso si deve avere cura di inoltrare la comunicazione diversi giorni prima. In modo tale da non rischiare che la vostra comunicazione arrivi dopo la visita fiscale. La cosa potrebbe costarti diversi giorni di malattia, entrambe le modalità restano dunque sconsigliate.

Sanzioni per la mancata visita fiscale del lavoratore dipendente in malattia

L’assenza alla visita medica di controllo, se non giustificata, può comportare – così come il rifiuto a sottoporsi al controllo medico (Cass. Sez. Lavoro 27.10.2017 n. 25650) – l’applicazione di sanzioni disciplinari, tra le quali il licenziamento per giusta causa (Cass. 4.1.2017 n. 64), e determina la non indennizzabilità delle giornate di malattia:

  • Per un massimo di 10 giorni di calendario, dall’inizio dell’evento morboso, in caso di 1° assenza a visita di controllo non giustificata;
  • Per il 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia. Questo, in caso di 2° assenza a visita di controllo non giustificata;
  • Per il 100% dell’indennità dalla data della 3° assenza a visita di controllo non giustificata.

Il dipendente ha a sua disposizione 15 giorni per motivare la propria assenza.

Giurisprudenza e licenziamento in caso di assenza ingiustificata alla visita medica di controllo

Vediamo, di seguito, alcune pronunce interessanti della Cassazione in merito alle conseguenze legate all’assenza reiterata alla visita fiscale di un lavoratore dipendente.

Licenziamento per giusta causa per assenza reiterata alla visita fiscale

Assenza reiterata alla visita fiscale (Cass. 2.12.2016 n. 24681)

Il lavoratore assente per malattia che violi ripetutamente l’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie che la legge (art. 5 co. 14, Legge n. 638/83) prevede per l’effettuazione delle visite domiciliari di controllo può essere legittimamente licenziato per giusta causa. Questo a prescindere dall’effettivo stato di malattia, a meno che non dimostri che l’assenza sia stata determinata dalla necessità di allontanarsi dal suo domicilio.

A tal fine non è sufficiente che il lavoratore, come nel caso di specie, esibisca il certificato medico attestante l’effettuazione di una visita specialistica. E’ necessario che dimostri che quest’ultima non poteva essere effettuata in altro orario diverso da quello previsto per le fasce di reperibilità.

Visite fiscali come giusta causa di licenziamento del lavoratore

Assenza alle visite domiciliari durante la malattia (Cass. 4.1.2017 n. 64)

Lo stato di malattia della lavoratrice determina l’inefficacia del primo licenziamento per giustificato motivo irrogatole per l’inadeguatezza al ruolo rivestito.

Tuttavia, non impedisce il successivo licenziamento per giusta causa, per essere venuta meno all’obbligo di permanenza presso il proprio domicilio durante le fasce orarie previste per le visite fiscali.

La giusta causa, infatti, impedendo la prosecuzione del rapporto di lavoro anche solo in via temporanea, prevale sull’esigenza di conservazione del posto di lavoro durante la malattia. Inoltre, la sanzione del licenziamento può dirsi proporzionata rispetto alla condotta tenuta dalla dipendente. Ancora più grave tenuto conto dell’incarico dirigenziale ad essa attribuito.


Malattia del dipendente e orari visite fiscali INPS: riepilogo orari di reperibilità

Visita fiscale

Se hai un dubbio sulla tua situazione personale riguardante la visita fiscale INPS lavoratori dipendenti, lascia un commento di seguito.

Ti risponderò nel più breve tempo e potrai risolvere i tuoi dubbi. In questo modo contribuirai a far diventare questa guida davvero completa ed esaustiva sull’argomento.



Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here