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OIC 35 – Il Bilancio degli Enti del Terzo Settore

11 min di lettura
In sintesi

Lo scorso 4 febbraio, dopo un lungo periodo di gestazione, l’Organismo Italiano di Contabilità ha pubblicato il principio contabile

Lo scorso 4 febbraio, dopo un lungo periodo di gestazione, l’Organismo Italiano di Contabilità ha pubblicato il principio contabile per gli Enti del Terzo Settore (ETS), che rappresenta una tappa fondamentale nel processo di riforma che da qualche anno sta interessando una cospicua parte del settore non profit. Si tratta del principio OIC 35 – Principio contabile ETS -, che fornisce indicazioni sulla corretta redazione degli schemi di bilancio per gli enti non aventi finalità lucrative, in conformità a quanto stabilito dal D.LGS. n. 117/2017 (c.d. Codice del Terzo Settore, o CTS) e dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 5 marzo 2020 cui il legislatore della riforma ha assegnato il compito di redigere gli schemi di bilancio. L’OIC 35 interpreta ed integra quanto disposto dal CTS e dal Decreto, fornendo indicazioni circa la rilevazione di alcune fattispecie che caratterizzano gli ETS e specificando in modo più dettagliato alcune voci inserite dal Decreto nei prospetti di bilancio.

Le indicazioni contenute nel principio trovano applicazione nei riguardi dei soli ETS che presentano un volume di ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate, non inferiore a 220.000,00 euro, in base a quanto definito ai commi 1 e 2 dell’art. 13 del CTS, di cui si tratterà successivamente. Le disposizioni, inoltre, si applicano in riferimento ai bilanci chiusi o in corso al 31 dicembre 2021, ma possono essere anche applicate retrospetticamente ai sensi dell’OIC 29 – Cambiamenti di principi contabili -.

Ambito applicativo

L’art. 13 del CTS, rubricato “Scritture contabili e bilancio”, indica il contenuto minimo del bilancio che gli ETS che non esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale sono tenuti a redigere. In particolare, al comma 1 viene fissata la regola generale in base alla quale:

Gli enti del Terzo settore devono redigere il bilancio di esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale, con l’indicazione dei proventi e degli oneri dell’ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e gestionale dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie”.

A tale regola viene poi concessa una deroga per tutti gli ETS che non superano una determinata soglia di ricavi, secondo quanto previsto dal successivo comma 2, che testualmente recita:

Il bilancio degli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000,00 euro può essere redatto nella forma del rendiconto per cassa”.

Il legislatore, quindi, ai fini della redazione del bilancio prevede l’utilizzo del principio di competenza economica nei soli casi in cui gli ETS presentino ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate non inferiori a 220.000,00 euro, mentre consente l’utilizzo del principio di cassa per gli enti con una dimensione economica inferiore a tale soglia. 

Il comma 3 ha inoltre stabilito che la redazione di tali bilanci (sia per competenza che per cassa) deve essere effettuata in conformità alla modulistica definita da uno specifico Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che è stato di fatto pubblicato il 5 marzo 2020. 

Come riportato nell’Introduzione a tale Decreto, la predisposizione del bilancio d’esercizio degli ETS con ricavi non inferiori alla soglia dei 220.000,00 euro deve essere effettuata in conformità alle clausole generali, ai principi generali di bilancio e ai criteri di valutazione di cui, rispettivamente, agli art. 2423, 2423-bis e 2426 cod. civ. e ai principi contabili nazionali, in quanto ritenuti compatibili con l’assenza dello scopo di lucro e con le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale degli ETS. Questi, pertanto, saranno tenuti ad osservare le regole previste dal codice civile in relazione alla rilevazione ed alla valutazione delle poste del bilancio, nonché le disposizioni interpretative ed integrative dei principi contabili nazionali OIC ad eccezione delle previsioni indicate nel principio OIC 35 riguardanti i postulati e la composizione del bilancio d’esercizio.

Postulati del Bilancio degli ETS

La platea di destinatari a cui le informazioni del bilancio di un ETS si rivolgono è rappresentata da soggetti che forniscono, o intendono fornire, risorse principalmente a titolo gratuito, sia in termini economici che di tempo (ad es. nel caso dei volontari), senza la pretesa che da tali forme di investimento ci siano ritorni di qualsiasi genere.

Di conseguenza, le esigenze informative di tali soggetti riguardano l’accertamento della capacità dell’ente di impiegare in maniera adeguata le risorse che gli stessi hanno apportato, assicurandosi in primo luogo che non siano distolte dal perseguimento degli scopi istituzionali, e in secondo luogo che l’ente abbia la capacità di operare in una prospettiva di continuità. In ragione di ciò, l’OIC 35 pone particolare enfasi al postulato della continuità aziendale, sancito dall’art. 2423-bis cod. civ., comma 1, n. 1, (e dettagliato dall’OIC 11 – Finalità e postulati del bilancio d’esercizio -), che implicitamente si rivolge alle aziende che svolgono la proprio attività allo scopo di trarne un lucro, in quanto riconduce il postulato della continuità alla capacità dell’azienda di produrre reddito.

In riferimento al Terzo Settore, tenuto conto che gli enti che ve ne fanno parte sono organizzazioni che non perseguono finalità lucrative e che la loro attività non è preordinata in via di principio alla produzione del reddito, quanto piuttosto a mantenere un equilibrio economico-finanziario, il principio OIC 35 ha adattato opportunamente il postulato della continuità aziendale ai caratteri degli ETS appena richiamati. Nello specifico, la valutazione di ciascuna voce deve essere effettuata considerando innanzitutto che l’attività sia effettivamente in essere e che l’ente sia in grado, mediante lo svolgimento della propria attività, di sopravvivere in relazione ad un congruo arco temporale di riferimento che l’OIC 35 (al pari dell’OIC 11) identifica almeno pari ai dodici mesi successivi alla data rispetto alla quale il bilancio viene chiuso.

Tale prospettica valutazione può essere effettuata predisponendo un budget che dimostri che l’ente ha, almeno per l’arco di tempo futuro considerato, le risorse sufficienti per svolgere la propria attività rispettando le obbligazioni assunte. Se da questa valutazione risulti molto probabile che in futuro l’ente non sia più capace, mediante lo svolgimento delle proprie attività, di avere sufficienti risorse necessarie alla sua sopravvivenza e quindi non sia più in grado di adempiere alle proprie obbligazioni, sarà necessario riportare dettagliatamente tale informativa nella Relazione di Missione (documento che di fatto assolve la medesima funzione che il codice civile attribuisce alla Nota Integrativa), indicando i fattori di rischio, le incertezze individuate circa la stessa capacità di sopravvivenza e le azioni necessarie che l’ente ha intenzione di intraprendere per fronteggiare tali circostanze. 

Composizione del Bilancio d’Esercizio degli ETS

Il bilancio d’esercizio degli ETS si compone, secondo quanto indicato  all’ art. 13, comma 1, CTS, dallo Stato Patrimoniale, dal Rendiconto Gestionale e dalla Relazione di Missione.

I modelli di rappresentazione di questi documenti, come già evidenziato, sono stati pubblicati, secondo le indicazioni dell’art. 13, comma 3, CTS, dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con il decreto del 5 marzo 2020. L’OIC 35 ha apportato alcune integrazioni a tali modelli, al fine di rendere l’informativa di bilancio maggiormente coerente con le peculiarità degli ETS, e ne ha dettagliato alcune voci offrendone una migliore interpretazione rispetto a quanto indicato dal Decreto.

Gli schemi del bilancio degli ETS, così come delineati dal Ministero ed integrati dall’OIC 35, devono essere considerati come schemi rigidi. Tuttavia, ai fini di una maggiore comprensione delle voci in essi contenuti, è concessa la possibilità di operare ulteriori suddivisioni di quelle precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l’importo corrispondente. Inoltre, sempre per la stessa ragione, possono essere effettuati raggruppamenti delle voci quando questi non incidano sulla comprensione del bilancio o quando ne favorisce la chiarezza. In particolare, viene disposto che gli enti con bilanci che presentano voci precedute da numeri arabi o voci precedute da lettere minuscole con importi nulli per due esercizi consecutivi, possono eliminare dette voci. Inoltre, possono aggiungere voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto. Tutte le operazioni relative a suddivisioni, raggruppamenti ed eliminazioni delle voci di bilancio devono essere riportate nella Relazione di Missione esponendone le sottese ragioni.

Gli schemi di Stato Patrimoniale, di Rendiconto Gestionale e di Relazione di Missione che secondo l’OIC 35, in coerenza con quanto disposto dal Ministero del Lavoro, gli ETS sono tenuti ad adottare, sono illustrati di seguito.

Schema di Stato Patrimoniale

ATTIVOEs. nEs. n-1
A) quote associative o apporti ancora dovuti
B) immobilizzazioni
  I – immobilizzazioni immateriali:
1) costi di impianti e di ampliamento;
2) costi di sviluppo;
3) diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno;
4) concessioni, licenze, marchi e diritti simili;
5) avviamento;
6) immobilizzazioni in corso e acconti;
7) altre.
Totale
  II – immobilizzazioni materiali:
1) terreni e fabbricati;
2) impianti e macchinari;
3) attrezzature;
4) altri beni;
5) immobilizzazioni in corso e acconti;
Totale
  III – immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione aggiuntiva, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l’esercizio successivo:
1) partecipazioni in:
a) imprese controllate;
b) imprese collegate;
c) altre imprese;
2) crediti:
a) verso imprese controllate;
b) verso imprese collegate;
c) verso altri enti Terzo Settore
d) verso altri;
3) altri titoli;
Totale.
Totale immobilizzazioni.
C) attivo circolante
I – rimanenze:
1) materie prime, sussidiarie e di consumo;
2) prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;
3) lavori in corso su ordinazione;
4) prodotti finiti e merci;
5) acconti.
Totale.
II – crediti, con separata indicazione aggiuntiva, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo:
1) verso utenti e clienti;
2) verso associati e fondatori;
3) verso enti pubblici;
4) verso soggetti privati per contributi;
5) verso enti della stessa rete associativa;
6) verso altri enti del Terzo Settore;
7) verso imprese controllate;
8) verso imprese collegate;
9 crediti tributari;
10) da 5 per mille;
11) imposte anticipate;
12) verso altri.
Totale.
III – attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni:
1) partecipazioni in imprese controllate;
2) partecipazioni in imprese collegate;
3) altri titoli;
Totale.
IV – disponibilità liquide:
1) depositi bancari e postali;
2) assegni;
3) danaro e valori in cassa;
Totale.
Totale attivo circolante.
D) ratei e risconti attivi
TOTALE ATTIVO
PASSIVOEs. nEs. n-1
A) patrimonio netto
I – fondo dotazione dell’ente
II – patrimonio vincolato
1) riserve statutarie;
2) riserve vincolate per decisione degli organi istituzionali;
3) riserve vincolate destinate da terzi;
III – patrimonio libero
1) riserve di utili o avanzi di gestione;
2) altre riserve;
IV) avanzo/disavanzo d’esercizio.
Totale.
B) fondi per rischi e oneri:
1) per trattamento di quiescenza e obblighi simili;
2) per imposte, anche differite;
3) altri.
Totale.
C) trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato.
D) debiti, con separata indicazione aggiuntiva, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo:
1) debiti verso banche;
2) debiti verso altri finanziatori;
3) debiti verso associati e fondatori per finanziamenti;
4) debiti verso enti della stessa rete associativa;
5) debiti per erogazioni liberali condizionate;
6) acconti;
7) debiti verso fornitori;
8) debiti verso imprese controllate e collegate;
9) debiti tributari;
10) debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale;
11) debiti verso dipendenti e collaboratori;
12) altri debiti;
Totale.
E) ratei e risconti passivi
TOTALE PASSIVO

Lo schema di Stato Patrimoniale del bilancio di un ETS ha una conformazione molto simile a quello previsto dal codice civile all’art. 2424. È a sezioni divise e contrapposte denominate “Attivo” e “Passivo” che sono così articolate:

ATTIVO

La sezione dell’Attivo si articola in quattro classi di voci contrassegnate da lettere maiuscole dell’alfabeto:

  1. quote associative o apporti ancora dovuti
  2. immobilizzazioni
  3. attivo circolante
  4. ratei e risconti attivi

Le classi B e C sono ulteriormente suddivise in sottoclassi contrassegnate da numeri romani:

B. Immobilizzazioni:

  1. immobilizzazioni immateriali
  2. immobilizzazioni materiali
  3. immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione aggiuntiva, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l’esercizio successivo 

C. Attivo circolante

  1. rimanenze
  2. crediti, con separata indicazione aggiuntiva, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo
  3. attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
  4. disponibilità liquide

Ciascuna di queste sottoclassi è poi articolate in voci evidenziate da numeri arabi, alcune delle quali, inoltre, sono suddivise in sotto-voci indicate da lettere minuscole dell’alfabeto.

PASSIVO

La sezione del Passivo è meno dettagliata rispetto alla precedente, e si articola in cinque classi di voci evidenziate da lettere maiuscole dell’alfabeto:

  1. patrimonio netto
  2. fondi per rischi e oneri
  3. trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
  4. debiti, con separata indicazione aggiuntiva, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo
  5. ratei e risconti passivi

Le classi A, B e D sono a loro volta, suddivise in voci contrassegnate da numeri romani per la classe A e da numeri arabi per le classi B e D.

In ragione del principio della comprensibilità del bilancio, anche per lo schema di Stato Patrimoniale degli ETS valgono le disposizioni indicate al comma 2 dell’articolo 2424 cod. civ., secondo cui, se un elemento viene iscritto in una specifica voce dell’attivo o del passivo, ma potenzialmente potrebbe ricadere anche sotto più voci, i redattori del bilancio devono inserire nella Nota Integrativa (per gli ETS: Relazione di Missione) la sua appartenenza anche a voci diverse da quella nella quale è iscritto, qualora ciò si ritenga poter essere rilevante rispetto alle esigenze conoscitive degli utilizzatori del bilancio.

Schema del Rendiconto Gestionale

ONERI E COSTIEs. tEs. t-1PROVENTI E RICAVIEs.tEs.t-1
A) Costi e oneri da attività di interesse generaleA) Ricavi, rendite e proventi da attività di interesse generale
1) Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci1) Proventi da quote associative e apporti dei fondatori
2) Servizi2) Proventi dagli associati per attività mutuali
3) Godimento beni di terzi3) Ricavi per prestazioni e cessioni ad associati e fondatori
4) Personale4) Erogazioni liberali
5) Ammortamenti5) Proventi del 5 per mille
5 bis) svalutazioni delle immobilizzazioni materiali ed immateriali6) Contributi da soggetti privati
6) Accantonamenti per rischied oneri7) Ricavi per presentazioni e cessioni a terzi
7) Oneri diversi di gestione8) Contributi da enti pubblici
8) Rimanenze iniziali9) Proventi da contratticon enti pubblici
9) Accantonamento a riserva vincolata per decisione degli organi istituzionali10) Altri ricavi, rendite e proventi
10) Utilizzo riserva vincolata per decisione degli organiistituzionali11) Rimanenze finali
TotaleTotale
Avanzo/disavanzo attività di interesse generale (+/-)
B) Costi e oneri da attività diverseB) Ricavi, rendite proventi da attività diverse
1) Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci1) Ricavi per prestazioni e cessioni ad associati efondatori
2) Servizi2) Contributi da soggetti privati
3) Godimento di beni di terzi3) Ricavi per prestazioni ecessioni a terzi
4) Personale4) Contributi da enti pubblici
5) Ammortamenti5) Proventi da contratticon enti pubblici
5 bis) svalutazioni delle immobilizzazioni materiali ed immateriali6) Altri ricavi rendite eproventi
6) Accantonamento per rischi e oneri7) Rimanenze finali
7) Oneri diversi di gestione
8) Rimanenze inziali
TotaleTotale
Avanzo/disavanzo attività diverse (+/-)
C) Costi e oneri da attività di raccolta fondiC) Ricavi, rendite e proventi da attività diraccolta fondi
1) Oneri per raccolte fondi abituali1) Proventi da raccolta fondi abituali
2) Oneri per raccolte fondi occasionali2) Proventi da raccolte fondi occasionali
3) Altri oneri3) Altri proventi
TotaleTotale
Avanzo/disavanzo attività di raccolta fondi (+/-)
D) Costi e oneri da attività finanziarie e patrimonialiD) Ricavi, rendite e proventi da attività finanziarie e patrimoniali
1) Su rapporti bancari1) Da rapporti bancari
2) Su prestiti2) Da altri investimenti
3) Da patrimonio edilizio3) Da patrimonio edilizio
4) Da altri beni patrimoniali4) Da altri beni patrimoniali
5) Accantonamenti per rischi e oneri5) Altri proventi
6) Altri oneri
TotaleTotale
Avanzo/disavanzo attività finanziarie e patrimoniali (+/-)
E) Costi e oneri di supporto generaleE) Proventi di supporto generale
1) Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci1) Proventi da distacco del personale
2) Servizi2) Altri proventi di supporto generale
3) Godimento beni terzi
4) Personale
5) Ammortamenti
5bis) svalutazioni delle immobilizzazioni materiali ed immateriali
6) Accantonamenti per rischi ed oneri
7) Altri oneri
8) Accantonamento a riserva vincolata per decisione degli organi istituzionali
9) Utilizzo riserva vincolataper decisione degli organi istituzionali
TotaleTotale
Totale oneri e costiTotale proventi e ricavi
Avanzo/disavanzo d’esercizio prima delleimposte (+/-)
Imposte
Avanzo/disavanzo d’esercizio (+/-)

Costi e proventi figurativi

COSTI FIGURATIVIEs. tEs. t-1PROVENTI FIGURATIVIEs.tEs.t-1
1) da attività di interesse generale1) da attività di interesse generale
2) da attività diverse2) da attività diverse
TotaleTotale

La struttura del Rendiconto Gestionale, contrariamente a quella dello Stato Patrimoniale, presenta diverse divergenze rispetto al Conto Economico di cui all’art. 2425 cod. civ. Ha, infatti, una forma a sezioni divise e contrapposte denominate “Oneri e costi” e “Proventi e ricavi”, ed è suddivisa nelle seguenti aree:

  1. Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività di interesse generale: sono rappresentati dai componenti negativi/positivi di reddito derivanti dallo svolgimento delle attività di interesse generale di cui all’art. 5 del CTS, indipendentemente dal fatto che queste siano state svolte con modalità non commerciali o commerciali;
  2. Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività diverse: sono rappresentati dai componenti negativi/positivi di reddito derivanti dallo svolgimento delle attività diverse di cui all’art. 6 del CTS, indipendentemente dal fatto che queste siano state svolte con modalità non commerciali o commerciali;
  3. Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività di raccolte fondi: sono rappresentate dai componenti negativi/positivi di reddito derivanti dallo svolgimento delle attività di raccolte fondi occasionali e non occasionali di cui all’art. 7 del CTS;
  4. Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività finanziarie e patrimoniali: sono rappresentati dai componenti negativi/positivi di reddito derivanti da operazioni aventi natura di raccolta finanziaria/generazione di profitti di natura finanziaria e di matrice patrimoniale, primariamente connessa alla gestione del patrimonio immobiliare, laddove tale attività non sia attività di interesse generale ai sensi dell’art. 5 del CTS. Laddove si tratti invece di attività di interesse generale, i componenti di reddito sono imputabili nell’area A del rendiconto gestionale;
  5. Costi e oneri e proventi da attività di supporto generale: sono rappresentati, in via residuale, da tutti gli elementi positivi e negativi di reddito che non rientrano nelle altre aree.

I proventi sono classificati sulla base della tipologia di attività svolta (area A, B, C, D, E), mentre i costi e gli oneri sono classificati per natura secondo l’attività dell’ente cui si riferiscono (area A, B, C, D, E).

I criteri in base ai quali i componenti positivi e negativi di reddito sono classificati dovranno essere dettagliati dai redattori del bilancio nella Relazione di Missione. 

Secondo quanto disposto dal decreto ministeriale, un ETS può indicare in calce al Rendiconto Gestionale i “costi e proventi figurativi”, che rappresentano componenti economici di competenza dell’esercizio che non rilevano ai fini della tenuta della contabilità, nonostante sia originati dalla gestione dell’ente.

Un esempio di costi e proventi figurativi è rappresentato dai volontari che svolgono gratuitamente le loro attività. Per un ETS, il loro impiego rappresenta un costo figurativo che dovrà essere tradotto in termini economici attraverso articolati procedimenti di calcolo, mentre l’apporto che loro forniscono attraverso lo svolgimento della propria attività personale, spontanea e gratuita, rappresenta un provento figurativo, che al pari dei costi dovrà essere soggetto a specifici calcoli al fine di tradurli in termini economici.

Un altro esempio è rappresentato dai costi/proventi relativi all’erogazione/ricezione gratuita di servizi, come nel caso di un comodato d’uso.

L’indicazione di tali costi e proventi in calce al Rendiconto Gestionale è facoltativa e non è permessa qualora si sia già provveduto a ricomprenderli nelle altre voci del Rendiconto.

Nel prospetto occorre separare i costi e proventi figurativi derivanti attività di interesse generale da quelli derivanti da attività diverse. 

Quanto alla loro valutazione, l’OIC 35 ricorre al concetto di fair value, notoriamente caro ai principi contabili internazionali e rispetto al quale la tradizione ragionieristica e la legislazione italiana solo da qualche anno hanno iniziato a mostrare timidi segni di apertura. Al riguardo, viene stabilito che i costi e i proventi figurativi devono essere opportunamente documentati e devono essere rilevati in calce al rendiconto gestionale in base al fair value (termine traducibile come “valore di mercato”) della prestazione ricevuta o eseguita se attendibilmente stimabile. Se non si può procedere ad una sua attendibile stima, l’ente dovrà indicarne le ragioni nella Relazione di Missione.

Al concetto di fair value l’OIC 35 ricorre anche in riferimento all’iscrizione tra le attività dello Stato Patrimoniale delle transazioni non sinallagmatiche, ossia transazioni per le quali non è prevista una controprestazione (es. erogazioni liberali, proventi da 5 per mille, raccolta fondi, contributi ecc.); al valore da attribuire ai beni acquistati ad un valore simbolico rispetto al loro reale valore di mercato; alla rilevazione dei beni di magazzino ricevuti gratuitamente nel corso dell’anno.

La valutazione al fair value di tali transazioni – precisa il principio contabile – risponde alla loro maggiore rilevanza che assumono per gli ETS rispetto ai soggetti orientati al profitto. Limitare la possibilità della loro iscrizione al fair value rischierebbe di delineare un quadro non fedele delle risorse ricevute dall’ente per svolgere la propria missione. Per tali ragioni, si è deciso di estendere la valutazione al fair value anche a tutte le attività ricevute gratuitamente dall’ente. 

Relazione di Missione

La Relazione di Missione assolve le medesime funzioni che caratterizzano la Nota Integrativa, la cui disciplina generale è contenuta nell’art. 2427 cod. civ., vale a dire: 

  • fornire una spiegazione dei dati quantitativi indicati nello Stato Patrimoniale e nel Rendiconto Gestionale e delle variazioni intervenute nelle voci tra un esercizio e l’altro (funzione esplicativa);
  • fornire ulteriori informazioni di tipo qualitativo e in forma descrittiva che non possono essere fornite dallo Stato Patrimoniale e dal Rendiconto Gestionale dato il loro carattere puramente contabile (funzione integrativa).

Tali funzioni sono richiamate anche dal Decreto, secondo cui “la relazione di missione illustra, da un lato, le poste di bilancio e dall’altro lato, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie, cumulando informazioni che il Codice civile colloca per le società di capitali, distintamente, nella Nota Integrativa e nella Relazione sulla Gestione.

Il Decreto, in particolare, prevede che le informazioni da indicare nella Relazione siano divise in:

  1. Informazioni generali: 
  • dati anagrafici dell’ente e sedi operative; 
  • missione perseguita; 
  • attività di interesse generale di cui all’art. 5 richiamate nello statuto; 
  • indicazione delle sezioni del registro unico nazionale del Terzo Settore in cui l’ente è iscritto; 
  • regime fiscale applicato; 
  • dati sugli associati o sui fondatori e sulle attività svolte nei loro confronti; 
  • informazioni sulla partecipazione degli associati alla vita dell’ente.
  1. Illustrazione delle poste di bilancio: 
  • criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio, nelle rettifiche di valore e nella conversione dei valori non espressi all’origine in moneta avente corso legale nello Stato;
  • eventuali accorpamenti, suddivisioni, aggiunte ed eliminazioni delle voci rispetto al modello ministeriale;
  • informazioni relative alle voci dello schema di Stato Patrimoniale che potrebbero ricadere sotto più voci, qualora ciò sia necessario ai fini della comprensione del bilancio; 
  • criteri seguiti per la classificazione nelle diverse aree previste nel Rendiconto Gestionale;
  • movimenti delle immobilizzazioni; 
  • composizione delle voci “costi di impianto e di ampliamento” e “costi di sviluppo”, nonché le ragioni dell’iscrizione ed i rispettivi criteri di ammortamento; 
  • ammontare dei crediti e dei debiti di durata superiore a cinque anni, e dei debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali, con specifica indicazione della natura delle garanzie;
  • composizione delle voci “ratei e risconti attivi” e “ratei e risconti passivi” e della voce “altri fondi” dello Stato Patrimoniale;” 
  • movimentazioni delle voci di patrimonio netto in appositi prospetti in cui evidenziare la loro origine, la possibilità di utilizzazione e la loro eventuale utilizzazione nei precedenti esercizi;
  • impegni di spesa o reinvestimento di fondi o contributi ricevuti con finalità specifiche;
  • descrizione dei debiti per erogazioni liberali condizionate; 
  • analisi delle principali componenti del Rendiconto Gestionale, organizzate per categoria, con indicazione dei singoli elementi di ricavo o di costo di entità o incidenza eccezionali, in modo da consentire al lettore del bilancio di apprezzare il risultato gestionale privo di elementi che, per l’eccezionalità della loro entità o della loro incidenza sull’avanzo/disavanzo d’esercizio, non sono ripetibili nel tempo; 
  • descrizione della natura delle erogazioni liberali ricevute e delle ragioni dell’eventuale impossibilità di determinarne il valore in base al fair value
  • numero medio dei dipendenti, ripartito per categoria, nonché il numero dei volontari iscritti nel registro dei volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale;
  • importo dei compensi spettanti all’organo esecutivo, all’organo di controllo, nonché al soggetto incaricato della revisione legale;
  • dettaglio sugli elementi patrimoniali, finanziari ed economici relativi a patrimoni destinati ad uno specifico affare;
  • dettaglio delle operazioni realizzate con parti correlate, precisando l’importo, la natura del rapporto e ogni altra informazione necessaria per la comprensione del bilancio relativa a tali operazioni; 
  • proposta di destinazione dell’avanzo, con indicazioni degli eventuali vincoli attribuiti all’utilizzo parziale o integrale dello stesso, o di copertura del disavanzo;
  • dettaglio dei costi e dei proventi figurativi, se riportati in calce allo stato patrimoniale; 
  • descrizione dell’attività di raccolta fondi rendicontata nella Sezione C) del Rendiconto Gestionale;
  • ogni altra ulteriore informazione ritenuta rilevante per fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione.
  1. Illustrazione dell’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie: 
  • analisi dei principali indicatori finanziari e non finanziari; 
  • descrizione dei principali rischi ed incertezze;
  • esame dei rapporti sinergici con altri enti e con la rete associativa di cui l’organizzazione eventualmente fa parte; 
  • evoluzione prevedibile della gestione e le previsioni di mantenimento degli equilibri economici e finanziari;
  • indicazione delle modalità di perseguimento delle finalità statutarie, con specifico riferimento alle attività di interesse generale;
  • informazioni e riferimenti in ordine al contributo che le attività diverse forniscono al perseguimento della missione dell’ente e l’indicazione del carattere secondario e strumentale delle stesse;
  • ogni altra ulteriore informazione ritenuta rilevante per fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione.
Alfredo Stellato

Laureato in Economia Aziendale presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, svolge la sua attività come Consulente Amministrativo per imprese, privati ed enti non profit. Appassionato di gestione aziendale, approfondisce tematiche legate alla contabilità d'impresa, al bilancio d'esercizio e ai principi contabili.

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