Invio tardivo fatture immediate, l’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 129 del 14 maggio 2020, ha chiarito che, la trasmissione della fattura immediata emessa oltre la scadenza dei 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, anche se cade in un giorno festivo, è punibile con la sanzione che va da 250 euro 2.000 euro, per ogni operazione documentata.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’Interpello n. 129 del 14 maggio 2020, ha chiarito che la trasmissione della fattura immediata, emessa oltre la scadenza dei 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, anche se cade in un giorno festivo, è punibile con le sanzioni previste dalla legge.

Tali sanzioni vanno da un minimo di 250 euro a 2.000 euro per ogni operazione documentata.

La norma che prevede per gli adempimenti, anche se solo telematici, previsti da norme riguardanti l’Amministrazione economico-finanziaria che scadono il sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo, infatti, non è applicabile.

Invio tardivo fatture immediate

La disposizione riguarda gli adempimenti che il contribuente deve assolvere nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, mentre la fattura è destinata alla controparte contrattuale, per permettere a quest’ultima di esercitare alcuni diritti fiscalmente riconosciuti.

Resta in ogni caso la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso.

Invio tardivo fatture immediate: sanzioni per l’emissione oltre i 12 giorni

La risposta all’Interpello n. 129 del 14 maggio 2020 ha come oggetto l’invio tardivo fatture immediate.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per la trasmissione della fattura immediata emessa oltre 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione si va incontro alle sanzioni previste dalla legge.

Tali sanzioni sono contenute nell’art. 6 del D.Lgs. del 18 dicembre 1997, n. 471:

  • “Fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato” con un minimo di 500 euro;
  • “Da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo”;
  • “Tra il cinque ed il dieci per cento dei corrispettivi non documentati” nel caso di operazioni non imponibili, esenti, non soggette ad IVA o soggette all’inversione contabile. “Tuttavia, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000”.

La norma che prevede il rinvio al giorno lavorativo successivo, per gli adempimenti anche se solo telematici e previsti da norme riguardanti l’Amministrazione economico-finanziaria che scadono il sabato o in un giorno festivo, non è infatti applicabile.

La disposizione riguarda soltanto gli adempimenti che il contribuente deve assolvere nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

La fattura è invece destinata alla controparte contrattuale, per permettere a quest’ultima di esercitare alcuni diritti fiscalmente riconosciuti.

Per l’emissione oltre i 12 giorni previsti dalla legge si va dunque incontro a sanzioni che vanno da un minimo di 250 euro a 2.000 euro per ogni operazione documentata.

Resta ferma la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso.

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