Il meccanismo del cumulo giuridico è disciplinato dall’articolo 12 del Decreto legislativo n. 472/1997. A livello legislativo, è rubricato Concorso di violazioni e continuazione. Con il termine cumulo giuridico si fa riferimento al trattamento sanzionatorio previsto in caso di concorso formale di reati e del reato continuato. Mediante il meccanismo del cumulo giuridico la pena è unica ed è pari alla pena relativa alla violazione più grave aumentata fino al triplo, indipendente dal numero di reati commessi in regime di concorso formale o di continuazione. Tale meccanismo si discosta dal trattamento sanzionatorio previsto in caso di concorso materiale di reati, in base al quale vengono applicate tante pene quanti sono i reati commessi.

Il cumulo giuridico viene applicato specialmente in caso di sanzioni di tipo tributario, ovvero in relazione al mancato versamento di diversi tributi da parte del contribuente. Se ciò accade, in questo modo il cittadino paga, nel complesso, una sanzione complessiva ridotta, rispetto alla cifra che dovrebbe effettivamente versare come somma delle diverse sanzioni.

Occorre comunque precisare che il meccanismo del cumulo giuridico si applica in molteplici situazioni, tutte disciplinate dall’articolo 12 del Decreto legislativo n. 472/1997.

Cumulo giuridico: definizione e disciplina

L’articolo 12 del Decreto legislativo n. 471/1997 disciplina il meccanismo del cumulo giuridico ed è rubricato sotto il nome di Concorso di violazioni e continuazione.

Con il termine cumulo giuridico si fa riferimento ad un meccanismo che prevede l’irrogazione di una unica pena nel caso di più violazioni, applicando la sanzione per la violazione più grave aumentata fino al triplo. E’ previsto un limite massimo all’incremento della pena base, consistente nella somma delle pene applicabili con riferimento ai reati realizzati in concorso formale o in forma continuata.

Il cumulo giuridico si contrappone al cumulo materiale di reati, in base al quale vengono applicate tante pene quanti sono i reati commessi. Pertanto, il meccanismo del cumulo giuridico permette al contribuente di incorrere nel cumulo materiale che comporterebbe, per il contribuente che ha commesso la violazione, l’irrogazione della somma complessiva delle sanzioni che sono previste per tutte le violazioni commesse. Quindi, per il contribuente è uno sgravio rispetto alla somma di tutte le sanzioni che sarebbero applicate normalmente. Il cumulo giuridico, quindi, rispetto al cumulo materiale, permette al contribuente di avere uno sconto su quella che sarebbe la somma delle sanzioni complessive previste dalla legge.

Le differenze principali sono le seguenti:

  • Cumulo giuridico: prevede l’irrogazione di una unica pena nel caso di più violazioni, applicando la sanzione per la violazione più grave aumentata fino al triplo;
  • Cumulo materiale: vengono applicate tante pene quanti sono i reati commessi.

Occorre comunque precisare che il meccanismo del cumulo giuridico si applica in molteplici situazioni, tutte disciplinate dall’articolo 12 del Decreto legislativo n. 472/1997.

Quando trova applicazione?

Il cumulo giuridico trova applicazione in molte situazioni, tutte disciplinate dall’articolo 12 del Decreto legislativo n. 472/1997. Il comma 1 dell’articolo 12 del Decreto legislativo n. 472/1997 disciplina il concorso formale e materiale di violazioni.

Concorso formale e materiale di violazioni

  • Concorso formale di violazioni omogeneo e eterogeneo: è omogeneo quando vengono commesse diverse violazioni della stessa disposizione con una sola azione, mentre è eterogeneo quando con un’unica azione vengono commesse diverse violazioni anche in merito a tributi differenti;
  • Concorso materiale di violazioni: in questo caso ci si trova di fronte a diverse azioni che violano la stessa disposizione in materia tributaria, ad esempio nel caso di indicazione omessa o inesatta, ripetuta nel tempo di elementi identificativi, come il numero di partita IVA su scontrini, ricevute fiscale ecc..

Nei casi di concorso formale di violazioni omogeneo ed eterogeneo e di concorso materiale di violazioni, l’ufficio competente è tenuto ad applicare, sulla base del cumulo giuridico, una sola sanzione pari a quella prevista per la violazione più grave che il contribuente ha commesso ed aumentata di una quantità che può essere di un quarto e fino al doppio della sanzione prevista per quella violazione.

Continuazione e progressione dell’illecito tributario

Il secondo comma dell’articolo 12 del Decreto legislativo n. 472/1997 disciplina la cd continuazione o progressione dell’illecito tributario.

La continuazione si rinviene nella condotta del contribuente che commette più violazioni, anche in tempi diversi, che tendono a pregiudicare o pregiudicano la determinazione dell’imponibile o la liquidazione periodica del tributo. La sanzione irrogata è pari a quella prevista per la violazione più grave commessa dal contribuente e maggiorata da un quarto del doppio di quanto disposto dalla legge stessa. Le violazioni hanno come scopo ultimo, l’evasione dello stesso tributo.

Pensiamo al caso dell’omessa fatturazione di operazioni imponibili IVA, che realizza:

  • violazione formale per mancata emissione della fattura;
  • violazione in termini di determinazione del reddito di impresa o di lavoro autonomo o professionale;
  • violazione in materia di determinazione e liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto;
  • violazione degli obblighi comunicativi e dichiarativi in materia di imposte dirette e IVA.

L’omessa fatturazione di operazioni imponibili IVA, si verifica in presenza di mancata emissione di scontrini, fatture, ricevute fiscali. La non emissione di uno scontrino elettronico o di una fattura elettronica comporta la realizzazione di una dichiarazione annuale IVA non vera, in quanto sono omesse delle operazioni, operazioni non scontrinate o fatturate.

Le violazioni commesse sono soggette alla continuazione del cumulo giuridico.

Violazioni che riguardano più tributi

Il comma 3 dell’articolo 12 del Decreto legislativo n. 472/1997 prevede che:

Nei casi previsti dai commi 1 e 2, se le violazioni rilevano ai fini di più tributi, si considera quale sanzione base cui riferire l’aumento, quella più grave aumentata di un quinto.

Pertanto, nel caso di violazioni di più tributi, la sanzione base da applicare è quella più grave aumentata di un quinto.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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