Come il modello di tax planning del gruppo Kamprad sfrutta royalties, fondazioni e operazioni infragruppo per ottimizzare legalmente il carico fiscale in oltre 60 mercati, e cosa è cambiato dopo le riforme OCSE.
La struttura fiscale IKEA è costruita su tre pilastri interdipendenti: una rete di royalties infragruppo che accentra i proventi da proprietà intellettuale in giurisdizioni a bassa imposizione, finanziamenti intercompany che spostano imponibile dalle società operative verso holding patrimonializzate, e fondazioni di diritto olandese e liechtensteinese al vertice della catena proprietaria. Il tutto nel pieno rispetto delle normative internazionali vigenti, seppur sotto scrutinio regolatorio crescente.
IKEA non è svedese: la struttura societaria del gruppo IKEA non è un'azienda svedese. Nonostante le origini del fondatore Ingvar Kamprad e l'iconografia nordica del marchio, il gruppo è oggi una multinazionale olandese strutturata attorno a due rami distinti, ciascuno controllato da una fondazione separata. Comprendere questa architettura è il primo passo per capire come funziona il modello di tax planning del gruppo Kamprad — un sistema che ha permesso di ottimizzare legalmente il carico fiscale su scala globale per oltre quarant'anni. Per una panoramica più ampia su come funziona la fiscalità dei grandi gruppi internazionali, si rimanda all'articolo pillar di riferimento. Il ramo retail: Ingka Holding e la fondazione olandese Il primo ramo gestisce la rete di negozi di proprietà diretta. Al vertice si trova la Stichting Ingka Foundation, fondazione no profit costituita in Olanda nel 1982 dallo stesso Kamprad. Questa fondazione controlla Ingka Holding B.V., la capogruppo olandese che a sua volta detiene tutte le società operative nazionali — tra cui, per l'Italia, la catena che fa capo a IKEA Italia Holding, con socio unico proprio Ingka Holding B.V. Sotto questo cappello societario operano in Italia almeno cinque entità distinte: IKEA Italia Retail Srl (la società che gestisce i punti vendita), IKEA Italia Distribution, IKEA Italia Property, IKEA Italia Holding e IKEA Trading Services Italy. Si tratta di una struttura tipica della grande distribuzione organizzata, con una particolarità rilevante: il gruppo non si è mai quotato in borsa, il che ha storicamente ridotto gli obblighi di trasparenza verso il mercato e agevolato una fitta rete di scambi infragruppo. La fondazione olandese al vertice garantisce un controllo stabile nel tempo. Il consiglio di amministrazione, una volta nominato, può rinnovarsi autonomamente — superando di fatto le problematiche tipiche dei patti parasociali. Ciò consente di separare il beneficiario legale dal beneficiario economico del gruppo senza ricorrere a strutture più esposte sul piano reputazionale. Il ramo franchising: Inter IKEA e la fondazione del Liechtenstein Il secondo ramo gestisce il concept, il marchio e il sistema di franchising globale. Fino al 31 agosto 2023, il controllo era in capo alla Inter...
Fiscomania.com
Scopri come abbonarti a Fiscomania.com.
Sei già abbonato?
Accedi tranquillamente con le tue credenziali: Accesso